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23/11/2017 04:28
Home Articoli EDILIZIA E URBANISTICA Pianificazione urbanistica e professionalità tecnica

Pianificazione urbanistica e professionalità tecnica

Ufficio Tecnico 2/2011

QUESITO

Un geometra può essere membro della commissione di gara per l’affidamento dell’incarico di elaborazione e redazione del piano strutturale comunale e del regolamento urbanistico edilizio?

 

RISPOSTA

Il quesito in esame è stato affrontato e risolto recentemente dalla giurisprudenza amministrativa: nella sent. n. 23 del 12 gennaio 2011 del T.A.R. Calabria, sez. Catanzaro.
Era accaduto che un comune aveva indetto una gara per l’affidamento dell’incarico di elaborazione e redazione del piano strutturale comunale e del collegato regolamento urbanistico edilizio, prevedendo una commissione di gara composta da tre dipendenti comunali: un architetto quale presidente e due geometri.
Come è noto, l’art. 84 comma 2 del Codice degli appalti pubblici (Decreto Legislativo n. 163/2006) stabilisce che la commissione, nominata dall’organo della stazione appaltante
competente ad effettuare la scelta del soggetto affidatario del contratto, è composta da un numero dispari di componenti, in numero massimo di cinque, esperti nello specifico settore cui si riferisce l’oggetto del contratto. Ebbene, secondo i giudici calabresi, “se il dipendente con in possesso del titolo di architetto può considerarsi un esperto nello specifico settore cui si riferisce l’oggetto del contratto, non altrettanto può dirsi riguardo agli altri due dipendenti, in possesso del titolo di geometra, cui non può riconoscersi la qualità di esperti del settore della pianificazione urbanistica,
trattandosi di competenza tecnica del tutto estranea alla professionalità del geometra.

La giurisprudenza ha avuto modo di affermare, quanto alla professionalità del geometra, che tale figura professionale può ritenersi qualificata rispetto alla redazione di un piano attuativo avente contenuti esclusivamente edilizi, riguardando la ristrutturazione di un edificio esistente, senza coinvolgere aspetti pianificatori tipici della programmazione urbanistica (T.A.R. Lombardia, Brescia, 29 ottobre 2008, n. 1466). Certamente, nel caso di specie, non si tratta della redazione di un piano urbanistico, ma della composizione di una commissione di gara. Alla stregua dei medesimi principi, tuttavia, può affermarsi che esula dalla professionalità di un geometra l’esperienza nel settore della pianificazione urbanistica generale” (nella richiamata sentenza dei giudici bresciani era stato affermato che “In punto di diritto il Collegio condivide l’orientamento secondo cui, in linea generale, la redazione di un piano di lottizzazione (e, in genere, di uno strumento di programmazione urbanistica) costituisce attività che richiede una competenza specifica in tale settore attraverso una visione di insieme e la capacità di affrontare e risolvere i problemi di carattere programmatorio che postulano valutazioni complessive non rientranti nella competenza professionale del Geometra, così come definita dall’art. 16 del r.d. n. 274/1929 (cfr. Cons. Stato, sez. IV, 3 settembre 2001, n. 4620; sez. IV, 9 novembre 1989, n.  765). Nel caso specifico va tuttavia osservato che il Piano di recupero in oggetto assume solo la connotazione formale di un Piano urbanistico attuativo poiché, nella sostanza, presenta contenuti esclusivamente edilizi che riguardano la ristrutturazione (mediante demolizione e ricostruzione) di un edificio esistente. Non sono invece coinvolti aspetti pianificatori tipici della programmazione urbanistica, come il raccordo tra l’edificazione e le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, sia esistenti che di progetto. Si tratta, pertanto, di un Piano di recupero costituito attraverso valutazioni ed elaborati tipici di un permesso di costruire ed avente ad oggetto un’opera di modesta entità che rientra senz’altro nella competenza professionale del Geometra”).
Ricordiamo, per completezza, anche la sentenza n. 3354 del 1° settembre 2010 del T.A.R. Lombardia, sez. I Brescia, nella quale i giudici, in merito alla redazione di un piano di lottizzazione da parte di un geometra hanno ribadito che la redazione di un piano di lottizzazione o, in genere, di uno strumento di programmazione urbanistica, costituisce attività che richiede una competenza specifica
in tale settore attraverso una visione di insieme e la capacità di affrontare e risolvere i problemi di carattere programmatorio che postulano valutazioni complessive non rientranti nella competenza professionale del geometra, così come definita dall’art. 16 del r.d. n. 274 dell’11 febbraio 1929 (Regolamento per la professione del geometra). Tale norma stabilisce che il geometra, per
quanto concerne la progettazione, direzione e vigilanza in materia edilizia, ha competenza per “costruzioni rurali e di edifici di uso d’industrie agricole, di limitata importanza, di struttura ordinaria, comprese piccole costruzioni accessorie in cemento armato che non richiedono particolari operazioni di calcolo…” (lett. l), nonché per “modeste costruzioni civili” (lett. m). Secondo la giurisprudenza (cfr. Consiglio di Stato, sez. IV, sent. n. 4620 del 3 settembre 2001 e, più recentemente, T.A.R. Campania, sez. II Salerno, sent. n. 9772 del 28 giugno 2010) le indicate attività professionali non possono che restare limitate alle specifiche previsioni normative, senza alcuna possibilità di estensione, anche in considerazione di motivi di ordine pubblico e di tutela della sicurezza collettiva, posto che le norme che regolano l’esercizio ed i limiti di applicazione delle professioni di geometra, architetto ed ingegnere sono dettate per assicurare che la compilazione dei progetti e la direzione dei lavori siano assegnati a chi abbia la preparazione adeguata all’importanza delle opere, a salvaguardia sia dell’economia pubblica e privata, sia dell’incolumità delle persone;
Più in particolare, nella citata sentenza n. 4620/2001 il Consiglio di Stato aveva affermato che “resta preclusa al Geometra la realizzazione di un complesso di opere che richieda una visione di insieme, che ponga problemi di carattere organizzatorio (Cons. St., Sez. V, n. 25 del 13 gennaio 1999; n. 3 del 3 gennaio 1992)”, posto che nella normativa riguardante le competenze professionali dei geometri non è “ravvisabile alcuna indicazione che faccia riferimento a strumenti di programmazione urbanistica, mentre è pacifico che la redazione di un piano di lottizzazione costituisce attività che chiaramente richiede una competenza programmatoria in tale settore, anche se si limita l’attività a opere di modesta entità, e nonostante che la stessa sia posta in attuazione delle previsioni dello strumento urbanistico generale. In effetti, come già affermato da questa Sezione, la redazione di un tale strumento concerne indubbiamente la realizzazione di un complesso di opere che richiede una visione di insieme e pone problemi di carattere programmatorio che indubbiamente postulano valutazioni complessive che non rientrano nella competenza professionale del Geometra, così come definita dall’art. 16 del r.d. 11 febbraio 1929, n. 274 (Cons.  St., sez. IV, n. 765 del 9 novembre 1989)”.  Conseguentemente, se le competenze urbanistiche non sono rinvenibili in capo alla figura professionale del geometra, è evidente che tale figura non può essere considerata quale esperto nella materia e, quindi, l’eventuale presenza nella commissione di gara per l’affidamento dell’elaborazione e redazione di piani urbanistici inficia la legittimità della stessa per violazione dell’art. 84 del Codice degli appalti pubblici, con conseguente annullamento dell’intera procedura di gara.



 

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