UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
21/11/2017 03:49
Home Articoli EDILIZIA E URBANISTICA Pianificazione urbanistica e screening ambientale

Pianificazione urbanistica e screening ambientale

A. Scialò (Ufficio Tecnico n. 11-12/2009)

Documento senza titolo

Con la sentenza n. 888 del 29 maggio 2009 il T.A.R. Toscana, sez. II, si è soffermato su un’interessante questione connessa alle modalità di svolgimento della procedura di screening ambientale disciplinata dall’art. 20 del d.lgs. 152/2006 e s.m.i. (e dalla normativa regionale in materia)

Lo screening, anche detto “verifica di assoggettabilità a V.i.a.”, costituisce una fase procedurale (del più ampio procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale) nel corso della quale viene, in via preliminare, (o meglio, prima della presentazione dell’istanza di V.i.a.) verificato dall’autorità competente se un determinato progetto debba essere o meno sottoposto alla procedura V.i.a.
Ai fini di tale valutazione viene svolta una disamina da parte dell’autorità anche in merito al contesto paesaggistico ambientale nel quale va ad inserirsi l’opera oggetto di screening e, in tale fi nalità, viene svolta una ricognizione della pianificazione urbanistica dell’area di interesse.

La sentenza del T.A.R. Toscana in oggetto
Nello specifico, con la pronuncia n. 888 del 29 maggio 2009, il T.A.R. Toscana chiarisce i rapporti intercorrenti tra pianificazione urbanistica e procedura di screening ambientale, fornendo un’utile chiave di lettura delle disposizioni del t.u. Ambientale in materia.
L’occasione per approfondire la questione è stata fornita dalla necessità di verificare, in sede giudiziale, la legittimità del provvedimento conclusivo di una procedura di screening ambientale con il quale era stata negata l’esistenza di impatti significativi (e la conseguente necessità di procedere alla V.i.a.) per un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili (un impianto eolico), anche in considerazione della mancanza di una preventiva pianificazione paesaggistica (nella specie, risultavano assenti il PTCP e il piano paesistico) relativa all’area di ubicazione dello stesso.
In esito a tale verifica, il T.A.R. toscano ha affermato che deve escludersi che, “dall’assenza di una preventiva pianificazione territoriale ed urbanistica, possa farsi discendere un divieto generale di dare corso all’approvazione e realizzazione di progetti (…) relativi ad opere suscettibili di potenziale impatto sull’ambiente, ovvero un altrettanto generale obbligo di sottoporre a procedura di V.i.a. i progetti stessi: nessuna indicazione in tal senso si trae, infatti, dalla normativa statale e regionale di rango primario (…) che, nel disciplinare la verifica di assoggettabilità a V.i.a., implicano una valutazione di conformità dei progetti alla pianificazione territoriale esistente, ma non per questo presuppongono, in via di principio, alcuna incompatibilità ambientale in assenza di pianificazione”.
Con tale pronuncia è stato quindi affermato il principio secondo cui nel caso di interventi progettuali da sottoporre alla preliminare verifica di assoggettabilità (anche detta screening ambientale) a V.i.a., l’assenza di una pianificazione territoriale (nella specie paesistica) non produce, quale conseguenza obbligatoria, l’esito negativo della verifi a.
In altri termini, la circostanza della mancata pianificazione territoriale relativa all’area sulla quale verrà localizzata l’opera da sottoporre a screening non è da sola sufficiente a determinare l’obbligo di assoggettamento alla procedura V.i.a.
Rilevano i giudici, infatti, che la valutazione circa la conformità del progetto agli strumenti pianificatori vigenti costituisce una delle verifi che da attuare in sede di screening, ma non l’unica.
Sicché, qualora il progetto superi l’esame condotto alla luce di tutti gli altri elementi indicati dal legislatore per determinare “la sensibilità ambientale delle aree geografi camente interessate”, potrà comunque essere esclusa l’obbligatorietà di una V.i.a.
A tali conclusioni, il T.A.R. Toscana perviene in esito alla disamina della normativa statale e regionale in materia e, in particolare, delle norme che regolano lo svolgimento dello screening (recate dall’allegato V alla parte II del t.u. ambientale e, nella specie, dalla legge regionale Toscana n. 79/1998). Sulla scorta di tale disamina i giudici evidenziano, quindi, che dalla lettura delle norme vigenti non si evince che “la mancanza di pianifi azione possa “essere d’ostacolo all’eventuale esclusione di un progetto dalla V.i.a.”.
Ma ciò non vuol dire, come si avrà modo di chiarire qui di seguito, che gli aspetti paesistico-ambientali vengano ignorati quando manchi la relativa pianificazione.

Conclusioni
La pronuncia in commento, ad avviso di chi scrive, consente invero una corretta lettura del sistema normativo in tema di screening delineato dal t.u. ambientale, e in particolare delle previsioni dell’Allegato V che individuano i criteri da seguire ai fini dello svolgimento della verifica di assoggettabilità a V.i.a.
Mette conto rilevare che, ai sensi di tale Allegato, la sensibilità ambientale delle aree geografi che interessate dal progetto deve essere valutata tenendo conto dei seguenti elementi:
“dell’utilizzazione attuale del territorio; della ricchezza relativa, della qualità e della capacità di rigenerazione delle risorse naturali della zona;
della capacità di carico dell’ambiente naturale, con particolare attenzione alle seguenti zone:
a) zone umide;
b) zone costiere;
c) zone montuose o forestali;
d) riserve e parchi naturali;
e) zone classifi cate o protette dalla legislazione degli Stati membri; zone protette speciali designate dagli Stati membri in base alle direttive 79/409/ Cee 92/43/Cee;
f) zone nelle quali gli standard di qualità ambientale fissati dalla legislazione comunitaria sono già stati superati;
g) zone a forte densità demografica;
h) zone di importanza storica, culturale o archeologica;
i) territori con produzioni agricole di particolare qualità e tipicità di cui all’articolo 21 del decreto
legislativo 18 maggio 2001, n. 228”.
Ebbene, sulla scorta dei sopra elencati elementi che costituiscono oggetto di valutazione in sede di screening, non può revocarsi in dubbio che ai fini della verifica di assoggettabilità a V.i.a. di un progetto, debbano essere obbligatoriamente esaminate le caratteristiche “paesaggistico- ambientali” dell’area di localizzazione dello stesso.
Ma ciò acclarato, non si rinviene nell’allegato del t.u. ambientale sopra citato alcuna previsione che imponga di effettuare tale valutazione solo allorché risultino presenti e vigenti i relativi strumenti pianificatori (piani paesistici, piani territoriali-paesistici, ecc.).
Pertanto quand’anche risulti assente (come nella fattispecie esaminata dal T.A.R. Toscana) una qualsiasi forma di pianificazione territoriale dell’area di interesse, sarà comunque doveroso (e legittimo) valutare la valenza paesaggistico-ambientale dell’area mediante il puntuale esame dei singoli indici di sensibilità ambientale elencati nell’Allegato V cit. (e così, a titolo, esemplificativo i suddetti elementi potranno essere valutati anche acquisendo nel corso della procedura di verifica di assoggettabilità le determinazioni dei soggetti aventi specifiche competenze in materia urbanistica e paesaggistica).
E, in tal modo, la tutela ambientale preventiva perseguita con lo screening potrà dirsi pienamente assicurata.



 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information