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23/11/2017 15:47
Home Articoli AMBIENTE Realizzazione impianto eolico - Autorizzazione - Valutazione d’impatto ambientale -Tutela del paesaggio

Realizzazione impianto eolico - Autorizzazione - Valutazione d’impatto ambientale -Tutela del paesaggio

Tribunale Amministrativo Regionale Sicilia Palermo sez. I 24/2/2011 n. 337 Maggioli Editore

L’autorizzazione per la costruzione e l’esercizio degli impianti eolici è rilasciata a seguito di un procedimento unico, in cui tutte le amministrazioni interessate adottano le proprie determinazioni ai fini della valutazione di impatto ambientale, in sede di conferenza di servizi.
In altri termini, “tutte le amministrazioni interessate dal progetto di realizzazione dell’opera, ivi compresa quella deputata alla tutela del paesaggio, sono tenute a partecipare alla predetta conferenza ed ad esprimere in tale sede i pareri di cui sono investiti per legge, secondo le dinamiche collaborative e dialettiche proprie dello strumento di semplificazione procedimentale voluto dal legislatore in subiecta materia”.
Se resa al di fuori della conferenza la valutazione d’impatto ambientale é illegittima per incompetenza assoluta alla stregua di un atto adottato da un’autorità amministrativa priva di potere in materia.

 

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1514 del 2010, proposto da M & A Rinnovabili S.r.l. (Già Moncada Costruzioni S.r.l.), in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall`Avv. Gaetano Caponnetto, con domicilio eletto presso lo studio dell’Avv. Daniela Salerno sito in Palermo, via Sferracavallo n. 89/A;

contro

Regione Sicilia Assessorato Territorio e Ambiente, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall`Avvocatura Distrettuale dello Stato, presso i cui uffici domicilia per legge in Palermo, via A. De Gasperi n. 81;

per l`accertamento e la conseguente statuizione dell’illegittimità del silenzio

serbato dall’Amministrazione sull’istanza presentata dalla Società ricorrente in data 10.11.2006 prot. n. 2306/06 a mezzo raccomandata A.R. n. 131704025753, recapitata il 16.11.2006, avente ad oggetto la richiesta di valutazione di impatto ambientale prevista dall’art. 5 del D.P.R. 12.4.1996, recepito dalla Regione Siciliana con L. 2.5.2001 n. 6 sul progetto per la realizzazione di un impianto eolico nelle Contrade Cozzo Tre Monaci, Portella della Creta e Pizzo Formaggiera nei Comuni di Cammarata, Casteltermini, San Biagio Platani e San Giovanni Gemini, tutti in territorio della Provincia di Agrigento;

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Regione Sicilia Assessorato Territorio e Ambiente - Dipart. Territorio e Ambiente Serv. 2 / U.O. Attività Produttive e di Reg. Sicilia Ass.To Terr. e Ambiente - Dipart. Terr. e Ambiente Serv. 2 / U.O. Attività Produttive in Pers. Dirigente;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 31 gennaio 2011 il dott. Pier Luigi Tomaiuoli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO

Con ricorso ritualmente notificato all’Amministrazioni resistente e depositato il 2.9.2010 la ricorrente, premesso che la Moncada Costruzioni s.r.l. aveva adito, con ricorso n. 2312/07 il T.A.R. Sicilia per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente sulla propria istanza di cui meglio in epigrafe ed avente ad oggetto la valutazione di impatto ambientale prevista dall’art. 5 del D.P.R. 12.4.1996, recepito dalla Regione Siciliana con legge 6/2001 sul progetto per la realizzazione di un impianto eolico nelle Contrade Cozzo Tre Monaci, Portella della Creta e Pizzo Formaggiera, nei comuni di Cammarata, Casteltermini, S. Biagio Platani e S. Giovanni Gemini, in provincia di Agrigento; che, in risposta ad una nota del 29.5.2007, aveva inviato al predetto Assessorato Territorio ed Ambiente la documentazione integrativa richiesta e corrisposto le somme di istruttoria della pratica, pari ad € 30.877,44; che, in ogni caso, essa aveva richiesto con nota del 29.11.2006 all’Assessorato Regionale Industria il rilascio dell’autorizzazione unica e dell’autorizzazione all’esercizio, attraverso la conferenza di servizi di cui all’art. 12, comma 3 del D. Lg.vo 387/2003; che tale conferenza si era tenuta, ma in assenza dell’Assessorato Territorio ed Ambiente; che con decisione n. 229/08 il T.A.R. adito aveva accolto il proprio ricorso volto all’accertamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento serbato dall’Amministrazione; che quest’ultima aveva proposto appello, deducendo violazione del contraddittorio per non essere stato recapitato l’avviso di segreteria relativo alla trattazione del ricorso in camera di consiglio, sebbene l’Avvocatura dello Stato fosse stata presente alla predetta trattazione; che il Consiglio di Giustizia Amministrativa aveva accolto l’appello e rinviato la decisione al T.A.R. Palermo; che il T.A.R. aveva nuovamente accolto il ricorso con sentenza n. 720/09 del 24.3.2009; che l’Amministrazione resistente aveva proposto appello avverso tale decisione; che con sentenza n. 953/2010 il Consiglio di Giustizia Amministrativa aveva accolto il gravame, non ritenendo decorso, alla data di proposizione del ricorso giurisdizionale, il termine previsto dalla legge per la formazione del silenzio inadempimento; che, in ogni caso, alla data attuale perdura il silenzio inadempimento della Pubblica Amministrazione; tutto quanto sopra premesso, ha concluso per l’accertamento dell’illegittimità di tale silenzio e la condanna dell’Assessorato resistente all’emanazione di un provvedimento favorevole.
Con memoria depositata il 28.1.2011 si è costituita l’Amministrazione resistente, eccependo la irricevibilità del ricorso per decorso del termine annuale previsto dalla legge; la sua inammissibilità, non potendosi configurare un silenzio giuridicamente qualificato al di fuori della conferenza di servizi prevista dalla normativa in tema di autorizzazione unica; tutto quanto sopra premesso, ha concluso per il rigetto del ricorso avversario.
All’adunanza camerale del 31.01.2011 il ricorso, su concorde richiesta dei procuratori delle parti, è stato trattenuto in decisione.

DIRITTO

Il ricorso, volto ad accertare l’illegittimità del silenzio dell’Assessorato dell’Ambiente sulla richiesta di valutazione di impatto ambientale del progetto di realizzazione dell’impianto eolico di cui in premessa, deve essere dichiarato inammissibile.
Come questo T.A.R. ha avuto, anche di recente, modo di affermare “l’autorizzazione per la costruzione e l’esercizio degli impianti eolici è rilasciata a seguito di un procedimento unico, in cui tutte le amministrazioni interessate adottano le proprie determinazioni ai fini della valutazione di impatto ambientale, in sede di conferenza di servizi” (T.A.R. Palermo, Sez. I, 20.1.2010, n. 578; T.A.R. Sicilia Palermo, sez. I 09/09/2009 n. 1478).
In altri termini, “tutte le Amministrazioni interessate dal progetto di realizzazione dell’opera, ivi compresa quella deputata alla tutela del paesaggio, sono tenute a partecipare alla predetta conferenza ed ad esprimere in tale sede i pareri di cui sono investiti per legge, secondo le dinamiche collaborative e dialettiche proprie dello strumento di semplificazione procedimentale voluto dal legislatore in subiecta materia” (T.A.R. Palermo, Sez. I, 2.2.2010, n. 1297).
Se resa al di fuori della conferenza la valutazione d’impatto ambientale é illegittima per incompetenza assoluta alla stregua di un atto adottato da un’autorità amministrativa priva di potere in materia (cfr., per l’analoga fattispecie del parere paesaggistico non reso nel contesto del procedimento di autorizzazione unica, T.A.R. Palermo, Sez. I, 2.2.2010, n. 1297; C.G.A.R.S., ordinanza 14 ottobre 2009 n. 1032; C.G.A.R.S., 11 aprile 2008, n. 295).
Alla luce delle considerazioni che precedono, deve ritenersi insussistente in capo all’Amministrazione resistente l’obbligo di concludere il procedimento iniziato dal privato al di fuori della prefata conferenza di servizi da convocarsi nel corso del procedimento autorizzatorio unico di cui all’art. 12, comma IV, D. Lg.vo 387/2003.
Il solo recente chiarimento del quadro normativo ad opera della giurisprudenza amministrativa giustifica la compensazione integrale delle spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione Prima,
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile.
Compensa tra le parti le spese di lite.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall`autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 31 gennaio 2011 con l`intervento dei magistrati:
Filoreto D`Agostino, Presidente
Nicola Maisano, Consigliere
Pier Luigi Tomaiuoli, Referendario, Estensore

 

 

 

L`ESTENSORE

 

IL PRESIDENTE

 

 

 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 24/02/2011
(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)
IL SEGRETARIO

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