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21/11/2017 12:56
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La nozione di rifiuto dopo il d.lg.s 205 del 2010 (Seconda parte)

B. Albertazzi (Approfondimento 21/1/2011)

Documento senza titolo

La nozione di rifiuto nel d.lgs. 152/2006, dopo le modifiche del d.lgs. 205/2010

Recependo correttamente la nuova nozione comunitaria, la nuova lett.a) dell’art.183 definisce:

1) “rifiuto”: qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o  abbia l’intenzione o abbia l`obbligo di disfarsi”.

Per quanto attiene a tale nozione, assolutamente identica a quella comunitaria, vale quanto sopra affermato a proposito di tale nozione  e  si devono considerare ancora validi gli insegnamenti della Corte di Giustizia , tenendo però conto del fatto che nell’ordinamento nazionale, come in quello comunitario, la nozione di “rifiuto” trova ora i propri limiti nelle due nozioni di “Sottoprodotto”(art.184-bis) e    “ Cessazione della qualifica di rifiuto”(art.184-ter) (di cui ci occuperemo nei prossimi articoli).

Inoltre si deve rilevare che il comma 5 dell’art.184 “Classificazione dei rifiuti”, che  è stato interamente sostituito dal Dlgs 205, dispone :
“5. L’elenco dei rifiuti di cui all’allegato D alla parte quarta del presente decreto include i rifiuti pericolosi e tiene conto dell’origine e della composizione dei
rifiuti e, ove necessario, dei valori limite di concentrazione delle sostanze pericolose. Esso è vincolante per quanto concerne la determinazione dei rifiuti da considerare pericolosi.
L’inclusione di una sostanza o di un oggetto nell’elenco non significa che esso sia un rifiuto in tutti i casi, ferma restando la definizione di cui all’articolo 183.
Con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore dalla presente disposizione, possono essere emanate specifiche linee guida per agevolare l’applicazione della classificazione dei rifiuti introdotta agli allegati D e I.”;

La prima parte del comma riproduce disposizioni già vigenti, con la sottolineatura che l’ elenco dei rifiuti di cui all’allegato D è vincolante per quanto concerne la determinazione dei rifiuti da considerare pericolosi.

Anche l’affermazione che l’inclusione di una sostanza o di un oggetto nell’elenco non significa che esso sia un rifiuto in tutti i casi, discende dalla nozione di rifiuto, così come delineata dal diritto comunitario e nazionale da molti anni. Infatti l’ elenco dei rifiuti non è mai stato “elemento costitutivo” della nozione di rifiuto.



 

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