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22/11/2017 06:47
Home Articoli L'ESPERTO RISPONDE Collaudo urbanizzazione primaria - Quesito

Collaudo urbanizzazione primaria - Quesito

Si richiede se la prestazione professionale relativa al collaudo amministrativo in corso d'opera e finale di opere di urbanizzazione primaria, eseguite previa convenzione su iniziativa privata nell'ambito di piani di lottizzazione e che debbono essere cedute al comune, possa essere remunerata al tecnico comunale incaricato, con le modalità di cui all'art. 92, comma 5, del d.lgs. 163/2006, in quanto trattasi a tutti gli effetti di opere pubbliche, alla luce anche della determinazione n. 02/2009 della a.v.c.p.. (chiaramente con oneri a carico del privato).

RISPOSTA

La convenzione di lottizzazione costituisce un classico esempio di accordo, ex art. 11 L. nr. 241 del 1990, tra p.a. e privati. Essa trova il suo antecedente giuridico nell’art. 7 della legge nr. 10 del 1977 ed adesso la relativa disciplina giuridica è stata trasfusa nel d.P.R. nr. 380 del 2001 (Testo Unico edilizia).

L’art. 17 non definisce la convenzione di lottizzazione, che dà per presupposta; il successivo art. 18 prevede che le Regioni adottino convenzioni tipo ai fini del rilascio del permesso di costruire relativo agli interventi di edilizia abitativa di cui all’articolo 17, comma 1.

Sempre ai fini che qui interessano, il d.P.R. nr. 380 del 2001 definisce come opere di urbanizzazione primaria le strade residenziali, gli spazi di sosta o di parcheggio, le fognature, la rete idrica, la rete di distribuzione dell'energia elettrica e del gas, la pubblica illuminazione, gli spazi di verde attrezzato, i cavedi multiservizi e i cavidotti per il passaggio di reti di telecomunicazioni, salvo nelle aree individuate dai comuni sulla base dei criteri definiti dalle regioni.

Orbene, non v’è dubbio che si tratta di opere pubbliche in senso stretto e che, se la costruzione delle stesse è affidata a terzi, debbano essere collaudate dal comune e/o ente pubblico sottoscrittore della convenzione.

Pertanto il collaudo, quale attività soggettivamente amministrativa, deve essere ricompreso nella somma di cui all’art. 92, comma 5, TU appalti, come anche rimarcato dalla determina nr. 2 del 2009 della AVCP. Detta norma, come è noto, prevede la ripartizione del 2% sulla base degli stanziamenti di cui all’art. 93, comma 7, del codice appalti.

Se questo è chiaro da un punto di vista teorico, il problema potrebbe insorgere laddove nella convenzione di lottizzazione non è stato prevista la ipotesi di attribuzione del compenso incentivante di cui si discute; la convenzione di lottizzazione, solitamente, prevede la emanazione di un permesso di costruire a favore del privato e lo scomputo degli oneri di urbanizzazione qualora il concessionario si accolli la effettuazione delle opere di urbanizzazione. In questa ipotesi è difficile ravvisare uno stanziamento di fondi nel bilancio della amministrazione, che non assume la veste di stazione appaltante, ma di controparte di un contratto a prestazioni corrispettive sui generis in cui è stato determinato il contenuto del provvedimento per la p.a. (emissione di permesso di costruire) e il contenuto della obbligazione del privato (effettuare le opere di urbanizzazione e detrarre il costo dai relativi oneri).

A meno che la convenzione di lottizzazione e/o edilizia convenzionata non abbia previsto il compenso ai sensi dell’art. 92, comma 5, oppure lo abbia fatto la convenzione tipo prevista dalla Regione.

Quel che si vuole evidenziare, in definitiva, è che mentre il collaudo effettuato dalla stazione appaltante per la verifica del costruito al progetto rientra a pieno titolo nella disciplina di cui all’art. 92, comma 5, dato che la somma deve essere prevista a monte, diverso è il caso di convenzione. In questo caso la amministrazione non ha effettuato uno stanziamento di fondi sui quali calcolare il 2%, ma ha, invece di effettuare in prima persona le opere di urbanizzazione primaria o appaltarle a terzi, convenuto con un privato che questi se ne assuma l’onere economico.

 

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