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18/11/2017 20:21
Home Articoli L'ESPERTO RISPONDE Rimborso spese legali

Rimborso spese legali

Il  sottoscritto  come  dirigente del  settore  ha,  a  suo  tempo, rilasciato  dei certificati  richiesti, ma il  piano  regolatore  non  assimilava  la  zona  in  cui  era  la  ditta alle  zone  ad  alto  rischio , pertanto  il finanziamento  non  e’  stato erogato.

La  ditta  denuncia  il  comune  di  XXXXX nella persona  del  sindaco, dell’assessore  e  del  sottoscritto, per il  fatto  che  il  comune, secondo il ricorrente, avrebbe  dovuto  variare  le  carte del  P.R.G.  ed  inserire  quella  zona  come zona  ad  alto rischio .

Dopo  vari rinvii, la  causa  deve  cominciare  da  capo per questioni  di  competenza del  tribunale (dal  civile  passa  al TAR XXXXXX)

Chiusa  la  prima  fase  del ricorso, l’avv.  XXXXXX mi presenta  la  parcella di  circa  € XXXXXXX. Le  assicurazioni  attivate  a  suo  tempo  dicono  che  fino  a  che  non  e’  definitiva  la

sentenza  non  intendono  pagare. Ho  chiesto  all’amministrazione  di  pagare  ma  non  rispondono  anche  se per la   legge e per  il contratto  nazionale  dirigenti  e’ chiaro  che  la  copertura legale  del  dipendente e ‘  a  carico  delle  amministrazioni.

 

 

RISPOSTA

La materia del rimborso delle spese legali era contenuta nell’art. 67 del d.P.R. 268 del 1987.

Con la contrattualizzazione del rapporto di lavoro alle dipendenze di pubbliche amministrazioni cambia il quadro di riferimento. Non più una norma di rango primario o semi primario, ma è la contrattazione collettiva a stabilire i limiti del rimborso delle spese per gli amministratori assolti in sede penale.

Ai sensi dell’art. 28 del CCNL Regioni Enti Locali del 14.9.2000 (Patrocinio legale) “l’ente, anche a tutela dei propri diritti ed interessi, ove si verifichi l’apertura di un procedimento di responsabilità civile o penale nei confronti di un suo dipendente per fatti o atti direttamente connessi all’espletamento del servizio e all’adempimento dei compiti d’ufficio, assumerà a proprio carico, a condizione che non sussista conflitto di interessi, ogni onere di difesa sin dall’apertura del procedimento, facendo assistere il dipendente da un legale di comune gradimento”.

Per l’area della dirigenza vi è l’art. 12 (Patrocinio Legale), comma 1, del CCNL 12.2.2002 che ripete il contenuto del CCNL per il personale non dirigenziale, stabilendo che l’ente, anche a tutela dei propri diritti ed interessi, ove si verifichi l’apertura di un procedimento di responsabilità civile o penale nei confronti di un suo dirigente per fatti o atti direttamente connessi all’espletamento delle funzioni attribuite e all’adempimento dei compiti d’ufficio, assumerà a proprio carico, a condizione che non sussista conflitto di interessi, ogni onere di difesa sin dall’apertura del procedimento, facendo assistere il dirigente da un legale di comune gradimento.

Si tratta di norme di carattere pattizio che, in virtù della delegificazione contenuta nell’art. 69 comma 1 del dlgs 165 del 2001 si sono sostituite alla disciplina legale dal momento della entrata in vigore del CCNL.

Pertanto, appena aperto il procedimento civile o penale occorrerebbe la nomina di un legale di comune gradimento ai fini della surrogazione dell’ente nel pagamento delle spese.

In relazione alla eccezione e/o contestazione della compagnia assicuratrice circa la non debenza delle somme poiché non si è ancora avuta sentenza definitiva, occorrerebbe leggere tutte le clausole del contratto per trarre una conclusione più dettagliata.

In relazione, infine, a eventuali consigli di carattere pratico qualora il legale prescelto voglia eseguire coattivamente il suo credito, altra strada non vi è che quella, nel caso in cui il dirigente sia stato convenuto in giudizio, di chiedere la integrazione del contraddittorio con l’ente al fine di ottenere una pronuncia del giudice che lo tenga indenne di quanto fosse, nel caso, costretto a pagare al proprio legale.

Oppure, si potrebbe tentare la via di azione contro la p.a. innanzi al giudice del lavoro per ottenere la condanna del datore di lavoro al pagamento di quanto richiesto dal legale.

 

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