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20/11/2017 07:02
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E’ stato violato, pertanto, il principio di ragionevolezza e di proporzionalità....

E’ stato violato, pertanto, il principio di ragionevolezza e di proporzionalità per la diretta applicabilità, negli ordinamenti interni, delle norme dei Trattati europei

E’ fondata la censura diretta a far valere la violazione del principio di legalità, atteso che la legge istitutiva delle sovvenzioni de quibus non prevedeva la fissazione di un termine particolarmente breve (sei giorni, festività comprese), se non vessatorio, per la presentazione delle domande di assegnazione dei contributi,

peraltro anche a carico di operatori, come il ricorrente, che già avevano maturato una legittima aspettativa all’esame delle proprie istanze, proposte tempestivamente in applicazione della legge istitutiva e prima che, senza loro colpa, venisse sospeso dalla Commissione europea l’iter di erogazione.

Sussistono, altresì, chiari indici sintomatici dell’eccesso di potere denunciato, sotto il profilo della violazione del principio di proporzionalità, del principio di correttezza procedimentale e del principio di non aggravio del procedimento amministrativo.

Rispetto all’interesse pubblico perseguito in concreto dall’amministrazione, ovvero l’interesse a selezionare le iniziative imprenditoriali più meritevoli e serie al fine di non dilapidare o disperdere risorse pubbliche, la determinazione di richiedere la ripresentazione dell’istanza di sovvenzione anche agli operatori che già avevano presentato le loro proposte e se le erano viste “congelare” non per fatto proprio ma per via dell’omessa notifica preventiva degli aiuti alla Commissione europea, ha integrato una misura non necessaria e neanche utile, posto che l’amministrazione era già in possesso di tutti gli elementi conoscitivi per valutare la validità progettuale e di ritorno degli investimenti, sottoposti al suo giudizio in uno alle originarie domande.

E’ stato violato, pertanto, il principio di ragionevolezza e di proporzionalità, quest’ultimo entrato ormai a pieno titolo nel novero dei principi cardine dell’azione amministrativa, per il tramite dell’art. 1 della legge n° 241/1990, come modificato e integrato dalla legge n° 15/2005, ma già all’epoca dei fatti in grado di permeare l’esercizio dei pubblici poteri anche nazionali, per la diretta applicabilità, negli ordinamenti interni, delle norme dei Trattati europei, ed in particolare del Trattato di Maastricht sull’Unione europea, il cui art. 5 lo sancisce espressamente.

L’amministrazione, avendo già concorso al sacrificio delle posizioni degli aspiranti ai contributi previsti dall’art. 117 della L.R. n° 25/93, a causa della sospensione della loro assegnazione per tutta la durata della procedura di infrazione comunitaria, avrebbe potuto evitare di comprimerle ulteriormente imponendo la reiterazione della domanda, onere procedimentale non necessario rispetto al fine da perseguire e, oltretutto, prescritto in un termine incongruo.

Per le suesposte ragioni, il ricorso in epigrafe dev’essere accolto perchè fondato, ai fini dell’ammissione dell’istanza del ricorrente, presentata prima della sospensione del procedimento per infrazione comunitaria, alla procedura selettiva di valutazione per l’assegnazione dei contributi controversi.

A cura di Sonia Lazzini

Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 14246 del 6 dicembre 2010 pronunciata dal Tar Sicilia, Palermo

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