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23/11/2017 02:31
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la violazione di regole di chiara e pacifica applicazione diventa rilevante...

la violazione di regole di chiara e pacifica applicazione diventa rilevante non soltanto ai fini dell'annullamento dell'atto ma anche per la configurazione della colpa, che costituisce uno degli elementi integrativi della fattispecie risarcitoria, oggetto del presente giudizio.

Per quanto concerne il terzo motivo di gravame, il collegio osserva come correttamente il giudice di primo grado si sia attenuto al consolidato orientamento giurisprudenziale, che si intende riconfermare, secondo cui, nell'ipotesi di impresa illegittimamente pretermessa e che sicuramente sarebbe divenuta l'aggiudicataria dell'appalto, va riconosciuto il lucro cessante, rapportato all'utile che l'impresa avrebbe conseguito ove vi fosse stata l'aggiudicazione in suo favore, da determinarsi in via equitativa nella misura del 10% dell'offerta effettuata dalla ricorrente, comprensiva sia dei costi affrontati dalla società per la presentazione dell'offerta, sia della diminuzione del peso imprenditoriale della società per omessa acquisizione dell'appalto, tenendo conto della mancata dimostrazione da parte della ricorrente di non aver potuto utilizzare mezzi e maestranze.

In tali casi la quantificazione deve necessariamente fondarsi sul criterio equitativo e presuntivo, non potendosi a fornire principi di prova diversi da quelli, fondamentali, dell'offerta effettuata nella procedura di gara e dal fatto di esercitare professionalmente attività d’impresa.

Quanto all'ultimo motivo, il collegio osserva come la sentenza abbia fatto corretta applicazione, anche in questo caso, della costante giurisprudenza, secondo cui il risarcimento dei danni da inadempimento contrattuale, cui va ricondotta la fattispecie in esame, costituisca un debito non di valuta ma di valore. Pertanto, deve tenersi conto della svalutazione monetaria intervenuta, senza la necessità di dimostrare il danno maggiore. Sulla somma rivalutata decorrono gli interessi, che non costituiscono una duplicazione risarcitoria, atteso che la rivalutazione e gli interessi adempiono funzioni diverse.

E’ appena il caso di osservare che le modalità di pagamento, da effettuarsi presso la tesoreria comunale, non hanno alcuna rilevanza ai fini della decorrenza degli interessi.

A cura di Sonia Lazzini

Riportiamo qui di seguito la decisione numero 8549 del 6 dicembre 2010 pronunciata dal Consiglio di Stato

Allegati:
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