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21/11/2017 01:49
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omesse dichiarazioni sui requisiti morali di alcuni dei rappresentanti e direttori tecnici dell’impresa partecipante

omesse dichiarazioni sui requisiti morali di alcuni dei rappresentanti e direttori tecnici dell’impresa partecipante: la ricorrente è stata illegittimamente ammessa alla gara che l’esaminato motivo di ricorso incidentale, assorbito quant’altro, è da ritenersi fondato

i soggetti aventi l’obbligo di rendere la dichiarazione circa il possesso dei requisiti morali ex art. 38 del codice dei contratti non sono solo gli “amministratori” titolari di poteri di rappresentanza, ma anche tutti coloro che agiscono con poteri sostitutivi, capaci di incidere sull’andamento della gestione complessiva dell’impresa; in altri termini, l’identificazione dei soggetti obbligati alla dichiarazione non può essere effettuata solo sulla base delle qualifiche formali rivestite, ma anche alla stregua dei poteri sostanziali attribuiti, con conseguente inclusione delle persone fisiche in grado di impegnare la società verso i terzi e dei procuratori “ad negotia”, laddove a prescindere dal nomen, l’estensione dei loro poteri conduca a qualificarli come amministratori di fatto (C.d.S. V, 20 ottobre 2010 n. 7578).

Quanto ai “procuratori dell’impresa”, la giurisprudenza ha ritenuto che: “ l'obbligo della dichiarazione deve ritenersi esteso non solo a coloro che rivestono la qualità di « amministratore » con poteri di rappresentanza, ma anche a « procuratore » dell'impresa, al quale siano stati conferiti ampi poteri rappresentativi” (T.A.R. Sardegna Cagliari, sez. I, 28 maggio 2010 , n. 1361; T.A.R. Molise Campobasso, 10 marzo 2010, n. 172).

E, a proposito della ratio della norma, così si è osservato che: “La volontà del legislatore è quella di assumere come destinatari delle relative disposizioni tutte le persone fisiche che, essendo titolari di poteri di rappresentanza della persona giuridica, sono in grado di trasmettere, con il proprio personale comportamento, la riprovazione dell'ordinamento al soggetto rappresentato, salvo che quest'ultimo non abbia manifestato una decisiva e chiara dissociazione dal comportamento del proprio rappresentante” (T.A.R Veneto Venezia, sez. I, 07 aprile 2010, n. 1290).

Fondato è il primo motivo di ricorso incidentale col quale CONTROINTERESSATA QUATTRO S.p.A., componente il raggruppamento aggiudicatario, denuncia la violazione dell’art. 38 del codice degli appalti e dell’art. 12 del disciplinare di gara, nel quale si assume, in concreto che la Ricorrente S.C.R.L. avrebbe omesso di rendere le dichiarazioni sui requisiti morali di alcuni dei propri rappresentanti e direttori tecnici.

In effetti, dal certificato camerale rilasciato dalla Camera di Commercio di Milano in data 11.9.2009, depositato in atti, risulta che il Sig. Roberto Raineri, Consigliere e procuratore della Ricorrente S.C.R.L., esercita poteri di rappresentanza della società di una certa rilevanza: A) può acquistare e vendere ogni cosa mobile, sottoscrivendo i relativi contratti e quant’altro necessario per il loro perfezionamento; B) può rappresentare la società presso privati ed enti pubblici e privati in qualsiasi pratica avente per oggetto appalti, fornitura di materiali e quant’altro inerisce ai rapporti presenti e futuri correnti tra la società mandante da una parte e i terzi in genere dall’altra.

Anche il sig. Damiano Belli, Procuratore speciale della Società, nominato il 10.7.2006, risulta esercitare ampi poteri di rappresentanza : A) può rappresentare la società nella partecipazione a gare; B) può costituire, modificare o risolvere associazioni temporanee di imprese, stipulare contratti con la pubblica amministrazione, presentare offerte, etc..

Inoltre, l’omessa dichiarazione da parte dei soggetti sopra indicati è ammessa anche dall’Ente appaltante nella propria costituzione

A cura di Sonia Lazzini

Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 4612 del 3 dicembre 2010 pronunciata dal Tar Sicilia, Catania

Allegati:
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