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21/11/2017 15:00
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Se il danneggiato non usa l’ordinaria diligenza, l giudice amministrativopuò escludere il risarcimento dei danni

Se il danneggiato non usa l’ordinaria diligenza, il giudice amministrativo a norma delll’art. 30 comma 3 d.lgs. 104/10 può escludere il risarcimento dei danni che si sarebbero potuti evitare usando l’ordinaria diligenza, anche attraverso l’esperimento degli strumenti di tutela previsti, applicando quindi dall’art. 1227 c.c

Orbene a fronte di un asserito ritardo o inerzia dell’amministrazione regionale non risulta che la ricorrente sia attivata per fare constatare tale inerzia, esperendo i rimedi giudiziali previsti dall’ordinamento.

Rimedi che avrebbero celermente consentito di definire la vicenda. Anche in questo caso, quindi, deve trovare applicazione la norma di cui all’art. 30, comma 3, d.lgs. 104/10 onde la relativa domanda deve essere respinta

Sul punto deve trovare applicazione l’art. 30 comma 3 d.lgs. 104/10 che stabilisce tra l’altro che : “Nel determinare il risarcimento il giudice valuta tutte le circostanze di fatto e il comportamento complessivo delle parti e, comunque, esclude il risarcimento dei danni che si sarebbero potuti evitare usando l’ordinaria diligenza, anche attraverso l’esperimento degli strumenti di tutela previsti”.

Tale norma ha valore di canone interpretativo del fondamentale principio stabilito dall’art. 1227 c.c. onde la stessa può applicarsi anche alla fattispecie oggi sub iudice.

Ad analoga conclusione deve giungersi relativamente alla lamentato ritardo nell’assunzione dei provvedimenti relativi alla sorte del giacimento

La seconda domanda risarcitoria, relativa al danno derivante dalla mancata assunzione delle decisioni relative alla sorte del giacimento con conseguente mancata restituzione dei beni aventi natura pertinenziale, ovvero, alternativamente, con mancata corresponsione dell’indennizzo da parte del nuovo concessionario deve essere respinta.

Con tale domanda la ricorrente lamenta l’eccessiva lentezza con la quale la regione ha adottato i provvedimenti relativi alle sorti del giacimento, tardando nell’assegnare il giacimento ad altro concessionario, dal quale l’attuale ricorrente avrebbe potuto conseguire il corrispettivo per l’uso delle pertinenze determinato dalla regione ai sensi dell’art. 34 l.r. 33/1977, ovvero, tardando nel dichiarare l’esaurimento del giacimento, con la conseguente restituzione delle pertinenze alla ricorrente.

Qual è il parere dell’adito giudice amministrativo?

Il Collegio osserva come la ricorrente si sia sempre opposta a tutte le iniziative della regione volte ad individuare un nuovo concessionario. E’ sufficiente esaminare la sentenza TAR Liguria 1198/07 richiamata dalla regione a pag. 8 della memoria 4 ottobre 2010 per rendersi conto di come la ricorrente abbia inteso ostacolare sia l’assegnazione diretta della concessione ad altro soggetto che l’espletamento di una gara per l’individuazione dello stesso.

E’ evidente che, a fronte di tale comportamento strumentale, la ricorrente non può poi lamentarsi della lentezza delle procedure e del danno da ritardo che asseritamene sarebbe derivato. Ritardo che la stessa ha contribuito ad ingenerare.

Sul punto deve trovare applicazione l’art. 30 comma 3 d.lgs. 104/10 che stabilisce tra l’altro che : “Nel determinare il risarcimento il giudice valuta tutte le circostanze di fatto e il comportamento complessivo delle parti e, comunque, esclude il risarcimento dei danni che si sarebbero potuti evitare usando l’ordinaria diligenza, anche attraverso l’esperimento degli strumenti di tutela previsti”.

Tale norma ha valore di canone interpretativo del fondamentale principio stabilito dall’art. 1227 c.c. onde la stessa può applicarsi anche alla fattispecie oggi sub iudice.

Ad analoga conclusione deve giungersi relativamente alla lamentato ritardo nell’assunzione dei provvedimenti relativi alla sorte del giacimento.

Si è gia dato conto nella sentenza 3830/10 della circostanza che la posizione della ricorrente sia da qualificarsi di interesse legittimo e non di diritto soggettivo. Orbene a fronte di un asserito ritardo o inerzia dell’amministrazione regionale non risulta che la ricorrente sia attivata per fare constatare tale inerzia, esperendo i rimedi giudiziali previsti dall’ordinamento. Rimedi che avrebbero celermente consentito di definire la vicenda. Anche in questo caso, quindi, deve trovare applicazione la norma di cui all’art. 30, comma 3, d.lgs. 104/10 onde la relativa domanda deve essere respinta.

A cura di Sonia Lazzini

Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 10721 dell ‘ 1 dicembre 2010 pronunciata dal Tar Liguria, Genova

Allegati:
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