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20/11/2017 22:14
Home Articoli RIFIUTI Veicolo fuori uso o rifiuto?

Veicolo fuori uso o rifiuto?

Ufficio Tecnico 9/2010 Documento senza titolo

QUESITO

“Il fatto che un’auto parcheggiata da tempo sulla strada pubblica sia ancora iscritta al PRA ne esclude la qualificazione come “veicolo fuori uso” e, quindi, come rifiuto?”

RISPOSTA

No, il mantenimento di alcuni aspetti formali (come pagare l’assicurazione o, appunto, mantenere l’iscrizione al pubblico registro automobilistico) non permette di superare la sostanziale destinazione verso l’effettiva dismissione di un veicolo lasciato in evidente stato di abbandono a bordo strada ovvero in area privata. Il t.u. ambiente (d.lgs. 152/2006) si occupa dei veicoli fuori uso, ma senza fornirne una definizione né la completa disciplina: detto testo, infatti, all’art. 231 reca la disciplina per la sola gestione dei veicoli-rifiuti non disciplinati dal d.lgs. 209/2003, che riporta, invece, la disciplina generale sull’argomento riferibile ai (soli) “veicoli a motore appartenenti alle categorie M1 ed N1 di cui all’allegato II, parte A, della direttiva 70/156/CEE, ed i veicoli a motore a tre ruote come definiti dalla direttiva 2002/24/CE, con esclusione dei tricicli a motore” (art. 3, comma 1, lett. a)) che diventano rifiuti se integrano gli estremi dell’art. 183, comma 1, t.u. ambiente (anche se il d.lgs. 209/2003 fa ancora riferimento all’art. 6 d.lgs. 22/1997, l’abrogato “decreto Ronchi”),
cioè se il detentore se ne disfi, abbia intenzione o l’obbligo di disfarsene.

La stessa legge (art. 3, comma 2, lett. a)), poi, classifica “fuori uso” un veicolo con la consegna ad un centro di raccolta, purché autorizzato (in quanto “l’attività di raccolta di veicoli fuori uso in assenza di autorizzazione, già prevista reato dall’art. 51, comma primo lettera a del d.lgs. n. 22 del 1997 è nuovamente considerata tale dall’art. 256 comma primo d.lgs. n. 152 del 2006”, così Cass. Pen., III, n. 41835/08), e ricordando che un veicolo, anche “se destinato alla demolizione, ufficialmente privato delle targhe di immatricolazione, anche prima della materiale consegna a un centro di raccolta, nonché quello che risulti in evidente stato di abbandono, anche se giacente in area privata” (Cass. Pen., III, n. 23701/09; Cass. Pen., III, n. 27074/08); poi, sono “fuori uso” i veicoli a motore rinvenuti da organi di pubblici e non reclamati (art. 3, comma 2, lett. b)), quelli così definiti da provvedimenti dell’autorità amministrativa o giudiziari (art. 3, comma 2, lett. c)) nonché quelli anche giacenti in area privata che però risultino in evidente stato di abbandono (art. 3, comma 2, lett. d)).

Ciò detto, e ritornando al quesito posto, recente giurisprudenza (Cass. Pen., III, n. 22035/10) ha proprio chiarito “che in tema di rifiuti, la circostanza che un veicolo risulti
ancora iscritto negli elenchi del PRA (Pubblico Registro Automobilistico) non ne esclude la natura di rifiuto speciale, nel caso in cui il suo stato di degrado lo renda inidoneo
alla circolazione” (v. anche Cass. Pen., sez. III, n. 20424/09). Per questo, secondo Cass. 22035/10 cit., ai fini della qualificazione come rifiuto di un veicolo apparentemente
abbandonato, non occorre tanto “soffermarsi sulla mancata riconsegna delle targhe al PRA” dal momento che un simile accertamento non risulta decisivo ai fini della
predetta qualificazione, dovendosi piuttosto concentrare “sulla individuazione degli elementi sintomatici dello stato e della volontà di abbandono degli automezzi”.

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