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21/11/2017 01:57
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Rimozione e smaltimento dei rifiuti

Ufficio Tecnico 9/2010 Documento senza titolo

QUESITO

“Sono il sindaco di un piccolo comune montano. Dopo alcuni sopralluoghi su un’area parzialmente boschiva sita lungo una strada statale che attraversa il territorio comunale, è stata riscontrata la presenza di taluni rifiuti di varia tipologia. Si è così proceduto ad individuare il proprietario di quell’area a seguito di verifica catastale e adesso si rende necessario ingiungergli l’immediato sgombero della sua proprietà, per evitare possibili incendi e l’insorgenza di problematiche di tipo igienico-sanitario. Ma qual è il soggetto competente all’emanazione dell’ordinanza? Il sindaco, come dice l’art. 192 del t.u. ambiente, o il dirigente del settore ambiente e sicurezza, come diversamente prevede l’art. 107 del t.u.e.l.?”

RISPOSTA

In questi casi, la competenza è radicata in capo al sindaco.  Il contrasto tra le norme indicate nel quesito si risolve in favore del testo unico ambientale (d.lgs. 152/2006) secondo i principi di specialità e della successione di norme nel tempo. In altre parole, la specificità dell’argomento in questione – la gestione dei rifiuti – permette di applicare le norme di settore – il t.u. ambiente – in sostituzione delle generali regole sull’organizzazione e sulle competenze nella pubblica amministrazione, rappresentate dal d.lgs. 267/2000, il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (il c.d. t.u.e.l.), che trova applicazione in via residuale ove norme specifiche regolano una certa materia, com’è appunto nel caso in esame.

Inoltre, come recita l’art.15 delle disposizioni sulla legge in generale (c.d. preleggi), una legge viene abrogata, oltreché espressamente, anche quando risulti incompatibile con una legge successiva in termini temporali; per tale ragione, è lecito ritenere che le previsioni in ordine alla competenza del sindaco contenute nella normativa ambientale del 2006 prevalgano su quanto sancito dal t.u.e.l. nel 2000, che, diversamente, assegna il potere di ordinanza, in linea generale, ai dirigenti, quasi come se il t.u. ambiente avesse “abrogato” (ma solo con riferimento ai rifiuti) le differenti previsioni del t.u.e.l.  Questa ricostruzione è abbastanza pacifica in giurisprudenza, anche se con talune eccezioni (cfr., ad esempio, T.A.R. Sardegna, sez. II, 1598/2009).

Tra le ultime pronunce della magistratura amministrativa, si segnala T.A.R. Lombardia, sez. IV, 1764/2010, di cui si ritiene opportuno riportare una convincente massima: “l’art. 14 d.lgs. 22/1997 attualmente riprodotto senza modifiche nell’art. 192 Codice dell’ambiente – affida il compito di emanare tali ordinanza ripristinatorie al sindaco, e trattandosi di norma speciale rispetto all’art. 107 d.lgs. 267/2000, deroga alla ordinaria competenza dei funzionari per i provvedimenti di ordinaria amministrazione. L’art. 192, comma 3, del d.lgs.  n. 152/2006 poi è norma speciale sopravvenuta rispetto all’art. 107, comma 5, del d.lgs. n. 267/2000 ed attribuisce espressamente al sindaco la competenza a disporre con ordinanza le operazioni necessarie alla rimozione ed allo smaltimento dei rifiuti, prevalendo per il criterio della specialità e per quello cronologico sul disposto dell’art.  107, comma 5, del d.lgs. n. 267/2000 (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 25 agosto 2008, n. 4061)”.

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