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20/11/2017 07:02
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l’atto impugnato è in parte un provvedimento di annullamento dell’aggiudicazione, in parte un...

l’atto impugnato è in parte un provvedimento di annullamento dell’aggiudicazione, in parte un provvedimento di revoca dell’aggiudicazione, in parte un recesso per inadempimento contrattuale;

che la questione relativa all’inadempimento, in quanto relativa all’attuazione del rapporto contrattuale, rientra nelle giurisdizione del giudice ordinario, innanzi al quale il processo dovrà essere proseguito nel termine di cui all’art. 11, secondo comma, cod. proc. amm.;

che le parti sono sin d’ora autorizzate a ritirare il proprio fascicolo per la prosecuzione del giudizio davanti al giudice ordinario;

che, come rappresentato dalla ricorrente, la comunicazione di avvio del procedimento è stata inviata alla ricorrente rappresentando la possibile adozione di un provvedimento di annullamento dell’aggiudicazione e di un atto di recesso, mentre nessun riferimento è stato compiuto dall’Amministrazione in ordine alla possibile adozione di un provvedimento di revoca;

che l’Amministrazione ha indicato l’interesse pubblico sotteso all’annullamento in autotutela, specificando che, come previsto dall’art. 1, comma 136, della legge n. 311/2004, l’annullamento avrebbe procurato un risparmio di risorse, anche tenuto conto che i macchinari oggetto della gara giacevano inutilizzati in deposito e che risultavano, quindi, ingiustificati gli esborsi sostenuti per l’acquisto del materiale reattivo e diagnostico e quelli per la manutenzione e il canone di noleggio;
che, nel caso di specie, non risulta violata la previsione di cui al citato art. 1, comma 136, secondo cui l’Amministrazione deve tenere indenne il privato nell’ipotesi di annullamento in autotutela, atteso che, ad avviso dell’Azienda, la ricorrente non ha adempiuto le proprie obbligazioni contrattuali (questione su cui dovrà pronunciarsi il giudice ordinario), di talché nessun danno è a questa derivato dalla decisione dell’Amministrazione di non dare ulteriore esecuzione al rapporto;
che resta, ovviamente, salva la facoltà della ricorrente di tutelare, anche sotto questo profilo, la proprio posizione in sede civile;

che l’esercizio del potere di autotutela è intervenuto entro un termine ragionevole, posto che il contratto è stato stipulato in data 4 gennaio 2010 e la deliberazione impugnata è stata adottata in data 2 settembre 2010;
che la Commissione di gara non ha provveduto all’attribuzione del punteggio, rinunciando, quindi, a esercitare il proprio potere di verificare se, considerato l’assai esiguo ribasso (di soli 8,00 €), l’offerta fosse congrua e non risultasse eccessivamente onerosa rispetto alle caratteristiche tecniche dell’offerta stessa;
che il disciplinare di gara prevedeva espressamente l’attribuzione del punteggio, senza contemplare alcuna deroga per l’ipotesi di presentazione di una sola offerta;
che l’attribuzione del punteggio è anche funzionale alla valutazione di cui si è detto in ordine alla convenienza economica delle offerte presentate;
che, pertanto, risulta illegittimo il comportamento della Commissione di gara, la quale si è limitata a verificare la conformità dell’offerta alle caratteristiche tecniche di cui alla disciplina di gara;
che tale illegittimità costituisce ragione sufficiente per il disposto annullamento in autotutela, restando assorbite le ulteriori censure sollevate al riguardo da parte della ricorrente;
che, in ragione della legittimità dell’annullamento in autotutela, la ricorrente non ha interesse a contestare l’esercizio del potere di revoca, di cui pure l’Azienda ha fatto uso nell’occasione;
che può, quindi, prescindersi dall’esame dell’eccezione di tardività sollevata da parte resistente;
che sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese di giudizio;

a cura di Sonia LAzzini

riportiamo qui di seguito la sentenza numero 2864 del 4 dicembre 2010 pronunciata dal Tar Calabria, Catanzaro

Allegati:
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