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21/11/2017 14:59
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è del tutto legittimo l’operato dell’amministrazione appaltante che

è del tutto legittimo l’operato dell’amministrazione appaltante che, nella specie, del tutto ragionevolmente e motivatamente ha attivato i propri poteri di autotutela, annullando un procedimento di gara ancora “in itinere”, (con conseguente insussistenza, in tale fase, di posizioni qualificate da parte delle concorrenti), ma già affetto da palesi illegittimità in quegli atti non contenenti l’esclusione della suddetta concorrente.

Pienamente legittima e coerente con la fase in corso del procedimento deve quindi considerarsi la scelta di azzerare tale incompleta procedura, con successiva indizione di nuova trattativa privata tra le stesse concorrenti; nella specie, non sussistendo i presupposti per applicare – “a contrario” di quanto erroneamente prospetta la ricorrente - l’art. 21, comma 1 bis della L. n. 109 del 1994, in mancanza, come si è visto, dell’adozione di specifici provvedimenti quali l’esclusione della concorrente Alfa s.n.c. e l’aggiudicazione definitiva della gara, in presenza dei quali Ricorrente s.n.c. ben avrebbe potuto fare valere la propria posizione di concorrente automaticamente esclusa pur in presenza di un numero di offerte valide inferiore a cinque (art. 21, ultima parte del comma 1 bis L. n. 109 del 1994), al fine di pretendere l’aggiudicazione della gara in proprio favore, quale impresa offerente il maggior ribasso.

Parimenti legittimo è il gravato provvedimento di annullamento in autotutela sotto l’aspetto motivazionale, stante che, in esso, sono state riportate le effettive ragioni sulla base delle quali l’amministrazione appaltante ha deciso di annullare la gara “ab initio” e che concernono l’accertata illegittimità della ammissione alla gara di una concorrente in un procedimento non ancora ultimato, e, ulteriormente, gli effetti che tale esclusione – se adottata - avrebbe comportato sulle diverse modalità (automatica o no) di esclusione delle offerte anomale tra un novero di concorrenti ridottesi da cinque a quattro unità.

Per quanto sopra esposto, il ricorso è respinto.

A cura di Sonia Lazzini

Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 8091 del 25 n novembre 2010 pronunciata dal Tar Emilia Romagna, Bologna

 

Allegati:
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