UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
21/11/2017 12:49
Home Articoli SENTENZE L'interesse alla vittoria di un appalto, nella vita di un operatore economico va oltre l'interesse all'esecuzione dell'opera in sé e ai relativi ricavi diretti.

L'interesse alla vittoria di un appalto, nella vita di un operatore economico va oltre l'interesse all'esecuzione dell'opera in sé e ai relativi ricavi diretti.

L'interesse alla vittoria di un appalto, nella vita di un operatore economico va oltre l'interesse all'esecuzione dell'opera in sé e ai relativi ricavi diretti.

Il danno curricolare si compone quindi di due elementi: a la perdita di un livello di qualificazione già posseduta ovvero la mancata acquisizione di un livello superiore b) la mancata acquisizione di un elemento costitutivo della specifica idoneità tecnica richiesta dal bando oltre la qualificazione SOA.

Può passarsi, conclusivamente, alla parte dell’appello incidentale che contesta il mancato riconoscimento del danno c.d curricolare, il quale viene quantificato nella stessa perizia sopra ricordata secondo il criterio del 3% rapportato al valore finale dei lavori, comprensivo dei quasi 20 milioni di euro imputabili a lavori aggiuntivi per varianti in corso d’opera.

Al riguardo, vale ricordare che tale voce di danno, costituente una specificazione del danno per perdita di chance, si correla necessariamente alla qualità di impresa operante nel settore degli appalti pubblici e, più in particolare, al fatto stesso di eseguire uno di questi tipi di contratto, a prescindere dal lucro che l'impresa stessa ne ricava grazie al corrispettivo pagato dalla stazione appaltante. Questa qualità imprenditoriale può ben essere fonte per l'impresa di un vantaggio economicamente valutabile, perché accresce la capacità di competere sul mercato e, quindi, la chance di aggiudicarsi ulteriori e futuri appalti.

L'interesse alla vittoria di un appalto, nella vita di un operatore economico va oltre l'interesse all'esecuzione dell'opera in sé e ai relativi ricavi diretti.

Alla mancata esecuzione di un'opera pubblica illegittimamente appaltata si ricollegano, infatti, indiretti nocumenti all'immagine della società, al suo radicamento nel mercato, all’ampliamento della qualità industriale o commerciale dell’azienda, al suo avviamento, per non dire, poi, della lesione al più generale interesse pubblico al rispetto della concorrenza, in conseguenza dell’indebito potenziamento di imprese concorrenti che operino sul medesimo target di mercato, in modo illegittimo dichiarate aggiudicatarie della gara.

In linea di massima, allora, deve ammettersi che l'impresa ingiustamente privata dell'esecuzione di un appalto possa rivendicare, a titolo di lucro cessante, anche la perdita della specifica possibilità concreta di incrementare il proprio avviamento per la parte relativa al curriculum professionale, da intendersi anche come immagine e prestigio professionale, al di là dell’incremento degli specifici requisiti di qualificazione e di partecipazione alle singole gare ( Cons, Stato, sez. VI, 11 gennaio 2010 , n. 20 ; sez. VI, 21 ricorrente 5o 2009 , n. 3144; sez. VI, 9 giugno 2008, n. 2751 ; sez. IV, 6 giugno 2008 , n. 2680 ; sez. V, 23 luglio 2009 , n. 4594 ; sez. V, 12 febbraio 2008, n. 491; sez. IV, 29 luglio 2008 , n. 3723 ; Cass., 4 giugno 2007, n. 12929 ).

§ 29 Il danno curricolare – da riconoscere, come detto, in via di principio - si compone quindi di due elementi: a ) la perdita di un livello di qualificazione già posseduta ovvero la mancata acquisizione di un livello superiore ( ai sensi e per gli effetti di cui al D.P.R. 25-1-2000 n. 34 ) , quale conseguenze immediate e dirette della mancata aggiudicazione ; b) la mancata acquisizione di un elemento costitutivo della specifica idoneità tecnica richiesta dal bando oltre la qualificazione SOA.

Entrambe tali voci di danno vanno comprovate, secondo i ricordati principi in tema di responsabilità extracontrattuale della P. A..

Ora, mentre la componente di cui alla lettera b) non necessita di prova rigorosa, consistendo il danno nella stessa mancata aggiudicazione e conseguente mancato incremento delle qualità imprenditoriali connesse alla capacità tecnica, altrettanto non è a dirsi per la voce sub a), per la quale occorre dimostrare rigorosamente e diligentemente gli elementi diminutivi o accrescitivi sopra evidenziati ed il relativo nesso di causalità con la mancata aggiudicazione ( cfr. Cons. Stato, sez. VI, 11 gennaio 2010 , n. 20 ).

29.1 Nella specie, tale ultima prova è del tutto mancata.

Nell’appello incidentale si assume che “Nella fattispecie, considerata la notevole rilevanza dell’appalto in contestazione, …….. in funzione dell’incremento della qualificazione SOA delle odierne appellanti derivante dall’esecuzione dell’appalto medesimo, si ritiene che la voce di danno in questione possa essere ragionevolmente quantificata in misura pari al 3% dell’offerta economica avanzata dall’A.T.I. Pacifico….”.

Non è chi non veda la genericità e sbrigatività della richiesta risarcitoria per tale voce di danno, così come è evidente una pari frettolosità e negligenza nella relazione tecnica di parte datata 19.3.2009 ed espressamente richiamata dalla successiva relazione di parte datata 27.9.2010, in cui il danno curricolare viene trattato in meno di mezza pagina e collegato ad un’affermazione del tutto apodittica, del seguente testuale tenore : “ è evidente che la mancata esecuzione dell’appalto in questione ha comportato l’impossibilità di incrementare….alla ( rectius: la ) proprio qualificazione SOA. La mancanza di qualsiasi “ evidenza “ in materia e l’assoluta mancanza di prova comporta quindi il rigetto della richiesta risarcitoria per tale specifica componente del danno curricolare, mentre per l’altra componente il diritto al risarcimento va riconosciuto nella misura, necessariamente equitativa ( artt. 2056 e 1226 cod. civ. ), pari alla percentuale dell’1,50 % sul prezzo globale offerto dall’appellante incidentale, il quale rappresenta il montante su cui procedere al calcolo percentuale in via equitativa, analogamente a quanto avviene per la liquidazione del danno per lesione dell’interesse positivo.

La misura dell’1,50 % viene ritenuta equa dal Collegio, trattandosi della metà di quanto richiesto dall’appellante incidentale che, come detto, ha omesso di provare l’altra componente del danno curricolare.

A cura di Sonia Lazzini

Riportiamo qui di seguito la decisione numero 8253 del 27 novembre 2010 pronunciata dal Consiglio di Stato

 

Allegati:
Scarica[Commento + Sentenza]
 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information