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21/11/2017 15:02
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Collegato lavoro: nuove disposizioni in materia di assenze

C. Renna (La Gazzetta degli Enti Locali 5/11/2010) Maggioli Editore

La produzione normativa in materia di assenze dal servizio non si esaurisce, a dimostrazione dell’attenzione, certamente non diminuita, che il Governo ha posto a questa tematica, analizzata  e considerata eminentemente sotto il profilo patologico, nell’evidente interesse di porre fine, o quanto meno drastiche limitazioni, agli abusi troppo spesso perpetrati dai pubblici dipendenti.
L’assenteismo è un fenomeno da debellare e lo strumento utilizzato è in primis la norma giuridica, là dove quella previgente è considerata insufficiente a produrre gli effetti desiderati.
Non trascura l’argomento, fornendo nuovi elementi di valutazione, il cosiddetto collegato al lavoro, disegno di legge approvato definitivamente il 19 ottobre scorso e recante “Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l`impiego, di incentivi all`occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro”.
Il provvedimento, che vede la luce dopo un iter parlamentare di circa due anni,  contiene una serie di disposizioni importanti anche per il pubblico impiego, anche e non solo in materia di assenze.
Sotto questo ultimo profilo, si segnala in particolare la delega finalizzata al riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi.
Per espressa previsione normativa, così, il Governo è delegato a riordinare la normativa, appunto, in materia di congedi, aspettative e permessi spettanti ai lavoratori dipendenti sia del settore pubblico che di quello privato, attraverso l’emanazione di uno o più decreti attuativi, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.
Prevista altresì la modifica della legge n. 104 del 1992, con particolare riferimento a quanto attiene all’ambito soggettivo dei fruitori dei permessi per l’assistenza a portatori di handicap.
Obiettivo fondamentale della proposta modifica è quello di limitare il diritto in relazione al grado di parentela per poi riconoscerne la fruibilità in forma alternata ad un solo lavoratore dipendente per la stessa persona con handicap in situazione di gravità.
In connessione a questo sarà introdotto l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di comunicare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della funzione pubblica i dati relativi ai propri dipendenti che fruiscono dei suindicati permessi mensili retribuiti, ovvero dei permessi retribuiti previsti per i minori con handicap grave e di età non superiore ai tre anni.
Il tutto, ancora una volta, non già per mortificare la portata dell’istituto, quanto per razionalizzare i presupposti della disciplina e l’utilizzo dello strumento, ovviamente con il fine precipuo di contrastarne l’abuso.
Sempre in materia di assenze prevista anche una ulteriore possibilità in ordine alla fruizione dell’aspettativa, consistente nella possibilità per i pubblici dipendenti di essere collocati in aspettativa non retribuita per un massimo  di dodici mesi, anche per avviare attività professionali o imprenditoriali, con la particolarità che in tale periodo non trovano applicazione le disposizioni in materia di incompatibilità e di cumulo degli impieghi attualmente vigenti per i dipendenti della pubblica amministrazione.

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