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18/11/2017 02:01
Home Articoli SENTENZE è competente il giudice amministrativo sulle sorti del contratto

è competente il giudice amministrativo sulle sorti del contratto

nelle controversie riguardanti le gare bandite dopo l'entrata in vigore della direttiva 2007/66/CE dell'11 dicembre 2007, è competente il giudice amministrativo sulle sorti del contratto

le norme sopravvenute in corso di giudizio che modifichino la giurisdizione e la competenza trovano applicazione anche nei giudizi pendenti

Il Ministero appellante si duole inoltre dell’applicazione, da parte del primo giudice, dell’art. 245 ter del d. lgs. 11 settembre 2008, n. 152, introdotto dal d. lgs. 20 marzo 2010, n. 53.

La sentenza appellata in applicazione della novella sopra citata interviene infatti anche sul contratto stipulato a seguito dell’aggiudicazione.

Ritiene il Ministero che la novella non sia applicabile nella controversia in quanto entrata in vigore il 28 aprile 2010, quindi dopo la notifica del ricorso di primo grado.

Qual è il parere dell’adito giudice amministrativo di appello del Consiglio di Stato?

Neanche questa argomentazione è condivisibile.

Occorre premettere come sia ben dubbio se la novella appena richiamata introduca una novità nell’ordinamento vigente, ovvero chiarisca un punto di applicazione controversa, relativo all’individuazione del giudice competente a pronunciarsi sulla sorte del contratto stipulato dalla stazione appaltante dopo l’annullamento dell’aggiudicazione.

Prima dell’entrata in vigore del d. lgs. 20 marzo 2010, n. 53, la Corte di Cassazione con sentenza delle Sezioni unite civili 5 marzo 2010, n. 5291, aveva affermato che nelle controversie riguardanti le gare bandite dopo l'entrata in vigore della direttiva 2007/66/CE dell'11 dicembre 2007, in tema di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici, il giudice amministrativo è competente anche sulla invalidità dell'aggiudicazione e sulla privazione degli effetti del contratto concluso con l'aggiudicatario.

Comunque, nella specie appare applicabile il principio dettato dalla Corte di Cassazione, Sezione II civile, con sentenza 9 giugno 2010, n. 13882, secondo il quale le norme sopravvenute in corso di giudizio che modifichino la giurisdizione e la competenza trovano applicazione anche nei giudizi pendenti se tale giurisdizione o competenza venga, per l'effetto, attribuita ai giudici dinanzi ai quali la causa pende, ovvero dinanzi ai quali la causa stessa dovrebbe essere ripresa o riassunta se fosse dichiarato che, al momento della domanda, essi mancavano della giurisdizione o della competenza che hanno esercitato (in termini Cons. Stato, V, 1 luglio 2005, n. 3672).

Applicando il principio appena richiamato la doglianza deve essere respinta.

A cura di Sonia LAzzini

Riportiamo qui di seguito la decisione numero 7980 del 9 novembre 201° pronunciata dal Consiglio di Stato

Allegati:
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