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25/11/2017 10:45
Home Articoli L'ESPERTO RISPONDE Incompatibilità pratiche edilizie - Quesito

Incompatibilità pratiche edilizie - Quesito

Il posto di responsabile tecnico è l'unico presente nella vigente dotazione organica (non sono previsti altri profili per personali idonei per tale materia - ad esempio, istruttore tecnico, geometra).

Il Responsabile ha necessità di esaminare pratiche edilizie (Permessi di Costruire, D.I.A., ecc...) relative a propri parenti ed affini entro il 4° grado.

Si chiede se sussiste incompatibilità, per il predetto Responsabile nell'istruttoria e nell'emanazione dei provvedimenti finali, in riferimento a dette pratiche edilizie.

In caso affermativo, come l'Ente può ovviare alla situazione di incompatibilità?

È possibile avere un consiglio o altra soluzione che vogliate avere la compiacenza di indicare?


RISPOSTA

 

A differenza dell’amministratore, il TUEL non prevede incompatibilità espresse e formali per il dipendente dell’ente.
Solo per gli amministratori, infatti, l’art. 77, comma 2, stabilisce l’obbligo di incompatibilità per le questioni che riguardano parenti fino al 4° grado.
L’unica norma espressa al riguardo è il codice appalti, il cui art. 84, comma 7, stabilisce che alla commissione di gara  si applicano ai commissari le cause di astensione previste dall'articolo 51 codice di procedura civile.
Sovviene, allora, la disposizione di cui all’art. 6 del codice di comportamento dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, secondo il quale il dipendente si astiene dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri ovvero: di suoi parenti entro il quarto grado o conviventi; di individui od organizzazioni con cui egli stesso o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito; di individui od organizzazioni di cui egli sia tutore, curatore, procuratore o agente; di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui egli sia amministratore o gerente o dirigente. Il dipendente si astiene in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza. Sull'astensione decide il dirigente dell'ufficio.
Di conseguenza, qualora vi sia un cointeressamento di parente entro il quarto grado del dipendente, questi deve chiedere di astenersi al suo dirigente, o, in mancanza, al direttore generale; il quale provvederà, in analogia con quanto dispone il codice di procedura civile per i magistrati ricusati, a designare il dipendente che dovrà occuparsi del procedimento, fermo restando che sarebbe auspicabile una previsione di individuazione del sostituito secondo criteri predeterminati ad opera del Regolamento sulla organizzazione dei servizi e degli uffici.

 

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