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23/11/2017 15:48
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E’ il giudice civile a dover decidere su di una controversia relativa alla risoluzione di un contratto d’appalto

E’ il giudice civile a dover decidere su di una controversia relativa alla risoluzione di un contratto d’appalto a cui segue l’escussione della cauzione definitiva

La controversia attiene infatti sostanzialmente a questioni esecutive del contratto, addebitandosi le parti reciproci inadempimenti, ed avendo la stazione appaltante semplicemente proceduto ad adottare le misure ritenute necessarie a fronte dell’inadempimento contrattuale

Ai sensi dell’art. 11 d.lgs. 104/2010 “sono fatti salvi gli effetti sostanziali e processuali della domanda se il processo è riproposto innanzi al giudice indicato dal giudice che declina la giurisdizione, entro il termine perentorio di tre mesi dal suo passaggio in giudicato”.

Parte ricorrente ha adito l’intestato TAR impugnando gli atti in epigrafe, con i quali veniva approvata la risoluzione del contratto d’appalto in essere tra le parti, relativo all’affidamento dei lavori di realizzazione di una passarella ciclo-pedonale sulla Dora e si autorizzava l’escussione della cauzione definitiva, nonché gli atti con i quali veniva comunicata la suddetta determinazione e si formulava la previa contestazione di addebiti di inadempimento.

Qual è il parere dell’adito giudice amministrativo?

Come eccepito da parte resistente il ricorso deve essere dichiarato inammissibile sussistendo la giurisdizione del GO.

La controversia attiene infatti sostanzialmente a questioni esecutive del contratto, addebitandosi le parti reciproci inadempimenti, ed avendo la stazione appaltante semplicemente proceduto ad adottare le misure ritenute necessarie a fronte dell’inadempimento contrattuale. Né, come evidenziato da parte resistente, modificano le sorti della giurisdizione le contestazioni mosse dall’aggiudicataria in relazione alla forma ed alla stipulazione del contratto di appalto; quand’anche infatti dovesse ritenersi che manchi un valido contratto per mancata stipulazione del medesimo nelle prescritte forme legali, la controversia resterebbe incentrata su prestazioni pacificamente eseguite e connessi profili di indebito o risarcitori.

Né infine i termini della questione mutano per il fatto che la stazione appaltante si è avvalsa del peculiare strumento unilaterale di risoluzione del contratto previsto dal codice degli appalti; pacifica è infatti in giurisprudenza la sussistenza della giurisdizione del GO anche in queste specifiche ipotesi: Cass. SU 6992/05; Cass. SU 9534/04.

Il ricorso deve pertanto essere dichiarato inammissibile sussistendo la giurisdizione del GO.

Ai sensi dell’art. 11 d.lgs. 104/2010 “sono fatti salvi gli effetti sostanziali e processuali della domanda se il processo è riproposto innanzi al giudice indicato dal giudice che declina la giurisdizione, entro il termine perentorio di tre mesi dal suo passaggio in giudicato”.

Stante la natura processuale della decisione e l’idoneità della controversia a proseguire innanzi ad altro giudice per la definizione nel merito le spese sono compensate tra le parti.

A cura di Sonia Lazzini

Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 4092 del 5 novembre 2010 pronunciata dal Tar Piemonte, Torino

 

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