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23/11/2017 15:53
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La declaratoria di inefficacia ex nunc dischiude le porte al risarcimento per equivalente del dann

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La declaratoria di inefficacia ex nunc dischiude le porte al risarcimento per equivalente del danno, come previsto dall’art. 124, comma 1, secondo periodo, del codice del processo amministrativo

 

La ricorrente principale, nella memoria depositata il 14 settembre 2010, articola la propria domanda di risarcimento del danno con riferimento alle seguenti voci: mancato utile, danno curricolare, spese di partecipazione alla gara e mancato sfruttamento di risorse aziendali.

E’ necessario, secondo la lettera della legge, che la parte provi il danno subito e tale previsione fa sì che il danneggiato sia gravato da un rigoroso onere probatorio.

Tale onere è stato compiutamente assolto dalla parte ricorrente, almeno per quanto concerne il risarcimento del mancato utile, non essendosi la ricorrente medesima limitata a chiederne la liquidazione in misura forfetaria, ma avendo la stessa individuato (cfr. docum 15) l’utile effettivo secondo l’offerta fatta in gara, corrispondente all’1,5% del canone offerto per il servizio, per un importo di € 83.329,78 riferito all’intera durata quadriennale del medesimo

La somma indicata, ovviamente, non spetta per intero alla ricorrente, ma deve essere ragguagliata al periodo di mancato affidamento del servizio (ossia al numero di mesi intercorrenti fra l’avvio del servizio e l’effettivo subentro nel contratto), e va maggiorata di interessi e rivalutazione monetaria.

Non si riscontrano i presupposti, invece, per il risarcimento del danno curricolare che l’esponente asserisce di aver subito, atteso che essa ha comunque conseguito, per il tramite della pronuncia giurisdizionale, l’aggiudicazione del contratto e tale esito le consente di incrementare nella misura auspicata la propria capacità competitiva nelle gare pubbliche per l’affidamento di analoghi servizi (fermo restando che l’annullamento dell’aggiudicazione comporta che le controinteressate non potranno accrescere il proprio curriculum con riferimento ai requisiti che sarebbero derivati dal contratto dichiarato inefficace).

Neppure può addivenirsi al risarcimento del danno per le spese di partecipazione alla gara e l’immobilizzazione di risorse aziendali.

Quanto alla prima voce, è sufficiente rilevare che le spese sostenute dalla concorrente per la partecipazione alla gara (peraltro quantificate ma non comprovate in dettaglio) hanno comunque prodotto il risultato utile atteso, vale a dire l’aggiudicazione del contratto e l’affidamento del servizio, sia pure con una non rilevantissima riduzione temporale.

Il risarcimento per l’immobilizzazione di risorse aziendali, che la ricorrente quantifica in proporzione alle spese generali dichiarate nell’offerta, va invece escluso alla luce di quanto dichiarato dalla medesima alle pagg. 9 e 10 della memoria depositata il 14 settembre 2010, ove afferma di essere strutturata in modo tale da svolgere contemporaneamente, come effettivamente sta svolgendo, “più servizi del genere … per varie amministrazione sanitarie in Italia”, così riconoscendo che il mancato affidamento del servizio per un dato tempo non ha di fatto comportato il mancato sfruttamento delle sue risorse aziendali.

Le spese di lite seguono la soccombenza e sono forfetariamente liquidate in dispositivo.

 

A cura di Sonia Lazzini

Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 4083 del 5 novembre 2010 pronunciata dal Tar Piemonte, Torino

 

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