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24/11/2017 04:56
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il fatto stesso che il professionista avesse già svolto l’incarico di progettazione impediva...

il fatto stesso che il professionista avesse già svolto l’incarico di progettazione impediva alla stazione appaltante di nominarlo membro della Commissione giudicatrice

Stante la fondatezza dei motivi supra riportati, va disposto l’annullamento di tutti gli atti di gara gravati dalla ricorrente, ad eccezione della determinazione con la quale è stata indetta la gara (la n. 56 del 18 febbraio 2010), posto che l’illegittima composizione della commissione tecnica ha determinato l’illegittimità di tutti gli atti dalla stessa compiuti, in una con l’illegittimità dell’aggiudicazione finale.

E’ stato, anzitutto, violato il comma 10 dell’art. 84 del d.lgs. n. 163 del 2006, a norma del quale, allorché la scelta della migliore offerta debba avvenire con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la nomina dei commissari e la costituzione della commissione giudicatrice “devono avvenire dopo la scadenza del termine fissato per la presentazione delle offerte”.

Nel caso di specie, l’ing. B. è stato individuato quale componente della commissione tecnica sin dal conferimento dell’incarico di progettazione (ossia, sin dal 18 febbraio 2010), ben prima dunque della scadenza del termine per la presentazione delle offerte (fissata al 12 marzo).

Non vale, in proposito, replicare che l’atto di conferimento dell’incarico non contiene alcuna formale nomina dell’ingegnere come commissario: è, al contrario, sufficiente osservare che il conferimento del compito di “Valutazione tecnica in sede di gara” (in quella sede compiuto) equivaleva, nella sostanza, a predeterminare la partecipazione del professionista alla commissione tecnica (come poi, in effetti, è avvenuto), con sostanziale violazione della prescrizione legislativa.
Quest’ultima, del resto, come recentemente ritenuto da questo TAR (cfr. TAR Piemonte, sez. II, n. 266 del 2008), ha la finalità di garantire la trasparenza e l’imparzialità della procedura di gara, ed il suo carattere tassativo non consente deroghe di sorta (nello stesso senso, di recente, anche: TAR Molise, sez. I, nn. 651, 126 e 81 del 2009; TAR Lazio, Roma, sez. II, n. 1268 del 2008; TAR Calabria, Catanzaro, sez. I, n. 1854 del 2007; TAR Lombardia, Milano, sez. I, n. 1897 del 2007).
L’art. 84 del d.lgs. n. 163 del 2006 – sicuramente applicabile, in tutte le sue prescrizioni, anche agli appalti pubblici di fornitura –, poi, risulta violato anche nella prescrizione di cui al comma 4, a norma del quale “I commissari diversi dal Presidente non devono aver svolto né possono svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta”.

Nel caso di specie, viceversa, il fatto stesso che l’ing. B. avesse già svolto l’incarico di progettazione impediva alla stazione appaltante di nominarlo membro della Commissione giudicatrice (come formalmente avvenuto con la determinazione n. 98 del 12 marzo 2010).
Né vale replicare, come fa l’amministrazione resistente, che la relazione tecnica di gara è stata redatta “dalla società C.S.U. di cui il Dott. B. è amministratore unico”, rimanendo quindi quest’ultimo un “soggetto giuridico distinto dall’autore del progetto”. Quello che conta è la concentrazione, di fatto, di più attività in capo alla medesima persona: anche se la relazione tecnica è formalmente a firma della società C.S.U., non vi è dubbio che sia stato proprio l’ing. B. a svolgere l’incarico di progettazione (come, peraltro, da incarico che gli era stato formalmente affidato dal Comune con la determinazione n. 57 del 18 febbraio 2010, già citata), con ciò chiaramente incorrendo nell’ipotesi di incompatibilità prevista dall’evocata disposizione legislativa.
La nomina dell’ing. B. quale membro della commissione tecnica ha determinato, infine, anche la violazione del comma 8 dell’art. 84 del d.lgs. n. 163 del 2006, a norma del quale “I commissari diversi dal presidente sono selezionati tra i funzionari della stazione appaltante. In caso di accertata carenza in organico di adeguate professionalità, nonché negli altri casi previsti dal regolamento in cui ricorrono esigenze oggettive e comprovate, i commissari diversi dal presidente sono scelti tra funzionari di amministrazioni aggiudicatrici di cui all'art. 3, comma 25, ovvero con un criterio di rotazione tra gli appartenenti alle seguenti categorie: a) professionisti, con almeno dieci anni di iscrizione nei rispettivi albi professionali, nell’ambito di un elenco, formato sulla base di rose di candidati fornite dagli ordini professionali; b) professori universitari di ruolo, nell’ambito di un elenco, formato sulla base di rose di candidati fornite dalle facoltà di appartenenza”.
Nel caso di specie, invece, pur non essendo l’ing. B. un funzionario della stazione appaltante, egli è stato nominato membro della commissione tecnica senza che ricorressero i presupposti, né fossero osservate le modalità, di cui alla citata disposizione.
Stante la fondatezza dei motivi supra riportati, va disposto l’annullamento di tutti gli atti di gara gravati dalla ricorrente, ad eccezione della determinazione con la quale è stata indetta la gara (la n. 56 del 18 febbraio 2010), posto che l’illegittima composizione della commissione tecnica ha determinato l’illegittimità di tutti gli atti dalla stessa compiuti, in una con l’illegittimità dell’aggiudicazione finale.

A cura di Sonia LAzzini
Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 3939 del 29 ottobre 2010 pronunciata dal Tar Piemonte, Torino

Allegati:
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