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21/11/2017 09:17
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la prescrizione del bando, nella parte in cui esige l’iscrizione camerale per la specifica attività, risponde ...

la prescrizione del bando, nella parte in cui esige l’iscrizione camerale per la specifica attività, risponde all’esigenza, meritevole di tutela, che il confronto concorrenziale intervenisse tra imprese, fornite di specifica esperienza e capacità nell’attività (servizio) oggetto di affidamento

qualora il bando commini espressamente (come nella specie) l’esclusione obbligatoria in conseguenza di determinate violazioni, anche soltanto formali, l’Amministrazione è in ogni caso tenuta a dare precisa ed incondizionata esecuzione a tali previsioni, senza alcuna possibilità di valutazione discrezionale circa la rilevanza dell’inadempimento, l’incidenza di questo sulla regolarità della procedura selettiva e la congruità della sanzione contemplata nella lex specialis, alla cui osservanza la stessa amministrazione si è autovincolata al momento dell’adozione del bando

l’oggetto sociale costituisce la “misura” della capacità di agire della persona giuridica, la quale può validamente acquisire diritti ed assumere obblighi solo per le attività comprese nell’oggetto sociale

di tal che – risultando dal certificato camerale prodotto dalla ricorrente l’estraneità dell’attività oggetto di gara da quella relativa all’oggetto sociale della ricorrente – la legittimazione a partecipare alla procedura concorsuale doveva giustamente ritenersi (in coerente applicazione della più volte evocata clausola di bando) preclusa;

la carenza e/o la non idoneità, sotto il profilo in esame, della iscrizione camerale non avrebbe potuto essere superata dall’incremento dei diversi e distinti requisiti economici, in pretesa applicazione dell’art. 98 del D.P.R. 554/99, una cosa essendo la capacità tecnico-professionale (che, in effetti, il concorrente può dimostrare anche con modalità tra loro alternative, stante il regime di equipollenza sancito, sotto il profilo in questione, dall’art. 98 cit.), altro cosa essendo, invece, l’iscrizione camerale per la medesima attività oggetto di gara, che inerisce alla (preliminare e presupposta) legittimazione a formulare l’offerta, in termini di astratta idoneità a svolgere l’attività di gestione per il servizio pubblico, oggetto di gara

neppure può essere addotta una pretesa illogicità e/o illegittimità per difetto di motivazione della previsione per cui è causa, stante l’ampiezza dell’oggetto della aggiudicanda concessione (inerente, oltre alla realizzazione, anche l’attività di gestione del Parco, mediante custodia, manutenzione programmata del verde, manutenzione programmata dei punti di approvvigionamento idrico, manutenzione programmata del sistema fognario, gestione e manutenzione dell’impianto delle luci, pulizia): ond’è che la prescrizione del bando, nella parte cin cui esigeva l’iscrizione camerale per la specifica attività, rispondeva all’esigenza, meritevole di tutela, che il confronto concorrenziale intervenisse tra imprese, fornite di specifica esperienza e capacità nell’attività (servizio) oggetto di affidamento;

neppure vale assumere, come fa parte ricorrente, che il requisito de quo sarebbe stato comunque desumibile aliunde , e segnatamente dalla prodotta certificazione SOA: e ciò perché, come è noto, la certificazione SOA è, per sua natura, relativo esclusivamente alla progettazione ed alla esecuzione dei lavori pubblici, ma non “copre” la diversa attività di gestione del servizio

le considerazioni che precedono non possono essere scalfite dalla invocazione del c.d. favor admissionis e del doveri di cooperazione e collaborazione incombenti sulla stazione appaltante, posto che, con ogni evidenza, la riscontrata carenza documentale non poteva essere riguardata, per la sua attitudine dimostrativa, in termini di mera regolarità, all’opposto prefigurandosi ogni eventuale e postumo intervento a sanatoria violativo dei principi, comunitari e nazionali, di concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza, oltre che del canone dell’imparzialità di cui all’art. 97 Cost;

a cura di Sonia Lazzini
riportiamo qui di seguito la sentenza numero 11822 del 18 ottobre 2010 pronunciata dal Tar Campania, Salerno

Allegati:
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