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23/11/2017 17:58
Home Articoli SENTENZE Domanda di risarcimento del danno: ’annullamento dell’atto e il conseguente rinnovo conforme a legge è di per sé una forma di risarcimento

Domanda di risarcimento del danno: ’annullamento dell’atto e il conseguente rinnovo conforme a legge è di per sé una forma di risarcimento

quanto alla domanda di risarcimento del danno, va richiamato quell’orientamento giurisprudenziale  secondo cui l’annullamento dell’atto e il conseguente rinnovo conforme a legge è di per sé una forma di risarcimento in forma specifica

tale risarcimento esclude o riduce altre forme di risarcimento, onde – in caso di annullamento di un’illegittima aggiudicazione – la ripetizione della gara, con la possibilità effettiva di partecipazione dell’impresa ricorrente, costituisce una vera e propria reintegrazione nella chance di successo

sì da doversi affermare che non spetta il risarcimento del danno per equivalente laddove l’accoglimento del ricorso avverso l’aggiudicazione dell’appalto ad altra impresa, inidoneo a ricomprendere la conseguenza necessitata dell’assegnazione del contratto, intervenga in tempo utile a restituire in forma specifica all’impresa interessata la chance di partecipare alla gara da rinnovarsi, consentendo quindi il soddisfacimento diretto e pieno dell’interesse fatto valere;

che in simili ipotesi l’area del danno da risarcire per equivalente si riduce allora al danno emergente, nella fattispecie riconducibile alle spese per la partecipazione alla gara, che era però onere delle ricorrenti dimostrare, e che invece le stesse hanno omesso di allegare e provare, sicché nulla può essere a tale titolo loro riconosciuto (v., ex multis, Cons. Stato, Sez. V, 16 febbraio 2009 n. 842);
che, in conclusione, il ricorso va accolto nei limiti suindicati, con conseguente annullamento inparte qua degli atti impugnati, ai fini dell’integrale rinnovazione della gara;
Considerato che, stante la sussistenza dei presupposti di legge, la Sezione può decidere con “sentenza in forma semplificata”, ai sensi degli artt. 60 e 74 cod.proc.amm.;
che nel corso della Camera di Consiglio il Collegio ha avvertito i presenti dell’eventualità che il giudizio fosse definito nel merito;
che le spese di lite seguono la soccombenza delle Amministrazioni resistenti – e vengono liquidate come da dispositivo –, mentre si ravvisa la sussistenza di giusti motivi perché, a fronte della tipologia delle questioni esaminate, se ne disponga la compensazione nei confronti delle controinteressate

a cura di Sonia Lazzini
riportiamo qui di seguito la sentenza numero 466 del 21 ottobre 2010 pronunciata dal Tar Emilia Romagna, Parma

Allegati:
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