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21/11/2017 09:20
Home Articoli SENTENZE L'Amministrazione è tenuta al rispetto dei principi di trasparenza e par condicio, che informano l'attività amministrativa, anche quando decida di condurre una gara ufficiosa,

L'Amministrazione è tenuta al rispetto dei principi di trasparenza e par condicio, che informano l'attività amministrativa, anche quando decida di condurre una gara ufficiosa,

L'Amministrazione è infatti tenuta al rispetto dei principi di trasparenza e par condicio, che informano l'attività amministrativa, anche quando decida di condurre una gara ufficiosa, dando corso ad una valutazione comparativa delle offerte

lo svolgimento parallelo delle due procedure in questione ha comportato la illegittimità del provvedimento impugnato per violazione del principio dell'affidamento e della par condicio.

pur avendo confermato l’art. 252, I c., del D. Lgs. n. 163 del 2006 le previgenti norme relative alla Consip, queste (e in particolare l’art. 26, III c., della legge 23 dicembre 1999 n. 488, come successivamente modificato dalla L. 24 dicembre 2003, n. 350 e dal D.L. 12 luglio 2004, n. 168) e l’art. 58 della L. n. 388 del 2000 (che stabilisce in alternativa la possibilità per le pubbliche Amministrazioni di ricorrere alle convenzioni stipulate ai sensi del primo comma o di utilizzare i parametri prezzo qualità come limiti massimi per l’acquisto di beni), nonché l’art. 33 di detto D. Lgs., attribuiscono chiaramente carattere di facoltatività all’acquisizione da parte delle stazioni appaltanti dei beni e dei servizi attraverso le centrali di committenza.

L’Amministrazione nel caso di specie, invece di ricorrere ad una delle due procedure alternativamente consentite, ha proceduto, dopo aver revocato la prima adesione, al fine di ottenere una offerta migliore, ad avviare una gara ufficiosa, per ottenere condizioni più vantaggiose di quelle risultanti dall’applicazione dei parametri prezzo qualità della convenzione, ed ha contemporaneamente avviato una procedura negoziata, senza previa pubblicazione del bando, dando infine corso ad una valutazione comparativa delle offerte, rimessa alla società DELTA s.r.l..
La comparazione de qua è evidentemente relativa ad offerte formulate in momenti diversi e quindi non comparabili, in quanto solo alla ALFAArchitect s.p.a. era stata consentita la rimodulazione della propria proposta, in relazione alla offerta migliorativa presentata da Controinteressata Italia s.r.l., in violazione del generale principio di rispetto della par condicio tra concorrenti.
La parte appellante con detto motivo ha formulato anche la ulteriore censura che lo svolgimento parallelo di due procedimenti aventi contenuto analogo non avrebbe ingenerato nella Controinteressata Italia s.r.l. alcun affidamento, atteso che dalla circostanza che il procedimento parallelo (la gara a licitazione privata) sarebbe stato avviato dall’ing. DS autonomamente e senza il consenso preventivo della A.S.L. (invitando anche aziende esperte nel settore dell’informatica e non della telefonia), e tale procedimento sarebbe stato ininfluente ed estraneo agli interessi dell’Amministrazione, che legittimamente non avrebbe dato ad esso seguito.
Osserva al riguardo il Collegio che la Direzione generale della ex A.S.L. FG/3 aveva individuato con delibera n. 796 del 7.7.2005 l’ing. Massimo DS, già direttore dell’Area Gestione Tecnica, quale responsabile del procedimento per l’aggiornamento del sistema di fonia di cui trattasi.
Detto ingegnere ha agito quindi sulla base di un rapporto organico con la Amministrazione, cui consegue sempre l'imputazione a questa degli effetti giuridici posti in essere dal dipendente, che ricadono sull'Ente in nome e per conto del quale la persona fisica abbia agito, con esclusione della sola ipotesi di rottura del rapporto organico per avere il soggetto agito di propria esclusiva iniziativa.
Nel caso di specie la tesi che detto ingegnere abbia agito autonomamente e senza il consenso preventivo dell'Amministrazione è stata solo genericamente affermata ma non idoneamente dimostrata, sicché la censura va disattesa, essendo quindi imputabili ad essa Amministrazione gli atti posti in essere dal suddetto nell'esercizio delle funzioni esplicate per effetto del rapporto organico e di servizio con quest'ultima.
Con il secondo motivo di gravame sono state dedotte violazione dell’art. 1337 del c.c.e motivazione insufficiente ed errata.
Erroneamente i primi Giudici avrebbero ritenuto che lo svolgimento parallelo di due procedimenti con contenuto analogo avessero ingenerato nella originaria ricorrente in affidamento circa il buon esito della gara, cui non era poi conseguito l’effettivo conferimento dell’incarico, perché la delibera n. 1715 era stata adottata nel rispetto della normativa vigente e l’altra era frutto dell’autonoma iniziativa di detto ing. DS. Comunque, pur se si fosse trattato di procedimenti paralleli, l’uno non potrebbe inficiare l’altro, perché la delibera n. 1715 sarebbe da considerare legittima in quanto adottata nel rispetto delle norme vigenti, mentre dall’altro (la gara a licitazione privata autonomamente indetta da parte del detto ingegnere) avrebbe potuto scaturire solo una responsabilità precontrattuale della A.S.L., da dimostrare a seguito di azione per il risarcimento dei danni, ex art. 1337 del c.c..
3.1.- Il Collegio non può che disattendere anche tale censura, essendo basata sull’indimostrato postulato che l’operato dell’ing. DS non fosse ascrivibile alla Amministrazione, mentre in virtù del rapporto organico che ad essa lo legava, le conseguenze del suo operato non potevano che ricadere su di essa, sicché lo svolgimento parallelo delle due procedure in questione ha comportato la illegittimità del provvedimento impugnato per violazione del principio dell'affidamento e della par condicio.

A cura di Sonia Lazzini
Riportiamo qui di seguito la decisione numero 7526 del 15 ottobre 2010 pronunciata dal Consiglio di Stato

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