UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
21/11/2017 01:55
Home Articoli SENTENZE Appalto integrato - (...) è causa di annullamento dell’aggiudicazione.

Appalto integrato - (...) è causa di annullamento dell’aggiudicazione.

Appalto integrato: associarsi ad un progettista che ha svolto solo un’attività di collaborazione alla stesura degli elaborati progettuale, non riconducibile a progettazione in senso proprio, è causa di annullamento dell’aggiudicazione.

i “servizi di progettazione”, ossia servizi analoghi a quelli che formano oggetto dell’appalto integrato, non possono che essere quelli in cui il professionista assuma la paternità e la connessa piena responsabilità del progetto stesso mediante la propria sottoscrizione, sicché ad essi non è equiparabile mera la collaborazione col firmatario, non essendo il relativo progetto riferibile al collaboratore.

Né la puntuale prescrizione in parola, recata della lex specialis di gara (per questa parte non impugnata), può essere interpretata estensivamente in applicazione del principio del favor partecipationis, stante l’inequivoca dizione utilizzata e pena, altrimenti, la violazione del principio della par condicio tra i concorrenti, con cui il primo deve necessariamente conciliarsi.

il bando – a suo tempo impugnato in parte qua – non presta il fianco alle proposte censure secondo cui, diversamente da com’è prassi, con esso si imporrebbe di includere il giovane professionista nel novero dei componenti del raggruppamento, in tal modo imponendo altresì, anche per esso, la regola della partecipazione nella misura minima del 10% e del corrispondente possesso dei requisiti. Come anche in tal caso si è visto, in realtà tanto non è previsto dal bando, il quale infatti richiede che il giovane professionista sia “previsto all’interno del raggruppamento”, cioè se ne preveda “la presenza” (come stabilito dal cit. art. 51, co. 5, del d.P.R. n. 554 del 1999), quindi anche come collaboratore privo di quota (e di requisiti) di partecipazione e senza che assuma responsabilità di progettazione.

Ne è prova evidente il fatto che il requisito speciale previsto dal punto 10.d) del bando, di cui si è discusso, viene prescritto dal bando stesso nei riguardi del “libero professionista singolo o associato, i legali rappresentanti delle società di professionisti, delle società di ingegneria, degli studi associati e delle consorziate …”, e non anche, diversamente dai requisiti generali e dalle dichiarazioni di cui al punto 10.e), del “professionista abilitato da meno di 5 anni all’esercizio della professione”. Non era dunque richiesto che il giovane professionista, in quanto tale, dichiarasse (e possedesse) il ripetuto requisito speciale, mentre in caso di a.t.i. gli era richiesta unicamente la sottoscrizione della dichiarazione di partecipazione in raggruppamento con indicazione della relativa “attività che si impegna a svolgere” (cfr. punto 18 del bando); attività, quindi, non necessariamente coincidente con i “servizi di progettazione” ed in una determinata percentuale minima.
In altri termini, l’aver associato l’arch. Mery Ricorrente sette costituisce non un obbligo imposto dal bando, bensì una scelta propria dell’appellante raggruppamento, comportante i connessi oneri.
Per tali considerazioni non sono condivisibili il primo, il terzo ed il settimo motivo d’appello, incentrati sugli aspetti considerati, nonché il quinto, espressamente collegato all’ipotesi in cui l’atto impugnato si ritenga giustificato sulla base del contestato vizio documentale trattato col primo motivo del ricorso originario e col settimo d’appello.
Analogamente è per il secondo motivo, inteso a reiterare la doglianza secondo cui l’a.t.i. non poteva essere esclusa perché i requisiti in parola erano comunque integralmente posseduti dal raggruppamento anche senza l’arch. Mery Ricorrente sette.
Al riguardo, bene ha osservato il primo giudice come non si potesse prescindere dalla medesima, residuando al resto del raggruppamento il solo 90% e non l’intero. Se, infatti, il raggruppamento ha scelto di associarla in una data misura, per il principio della corrispondenza tra quote di partecipazione, di esecuzione e di requisiti i restanti componenti hanno altresì scelto di “spendere” i loro requisiti solo nella misura residuale.
Inoltre, la previsione nel bando (paragrafo “soggetti ammessi alla gara”, pag. 4) della facoltà del concorrente singolo o associato già in possesso dei requisiti di “associare altre imprese qualificate anche per categorie e importi diversi da quelli richiesti dal bando a condizione che i lavori eseguiti da queste ultime non superino il 20% dell’ammontare complessivo dei lavori e che l’ammontare complessivo delle qualificazioni possedute da ciascuna impresa sia almeno pari all’importo dei lavori che saranno ad essa affidati”, non si riferisce certamente all’associazione di professionisti, essendo evidente che si tratta invece della cooptazione di impresa consentita nell’ambito dei soli lavori (e non anche della progettazione) dall’art. 95, co. 4, del d.P.R. n. 554 del 1999.

A cura di Sonia Lazzini
Riportiamo qui di seguito la decisione numero 7267 dell’ 1 ottobre 2010 pronunciata dal Consiglio di Stato

Allegati:
Scarica[Commento + Sentenza]
 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information