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23/11/2017 04:21
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IN TEMA DI RESPONSABILITÀ PRECONTRATTUALE DI UNA STAZIONE APPALTANTE

IN TEMA DI RESPONSABILITÀ PRECONTRATTUALE DI UNA STAZIONE APPALTANTE

Accertata comunque la responsabilità precontrattuale delle amministrazioni appellanti, la sentenza va confermata relativamente a ciò, ed anche con riferimento alla proposta da formularsi al raggruppamento capeggiato dalla società Controinteressata  entro sessanta giorni dalla notificazione della presente sentenza, ,ma la proposta medesima dovrà prendere in considerazione soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate da parte del raggruppamento medesimo, con esclusione di quelle “presumibilmente” sostenute, anche se la documentazione da presentarsi da parte del raggruppamento capeggiato dalla società Controinteressata  potrà essere rappresentata da atti interni delle imprese raggruppate.

trattandosi di comportamenti discendenti da provvedimenti della pubblica amministrazione in materia di contratti pubblici inerenti alla fase procedimentale, la giurisdizione del giudice amministrativo è pacifica.

E fuori discussione, dunque, che nella specie, viene in rilievo il fatto che una procedura è stata iniziata e che essa è stata successivamente revocata per intervento di nuovi e diversi interessi pubblici, ma è altrettanto fuori discussione che un’amministrazione pubblica non può chiamare in causa un soggetto e sottoporlo a spese e ad aspettative e poi invocare l’intervento di interessi pubblici sopravvenuti: se il privato ha sopportato dei costi, questi non sono irrilevanti, altrimenti si determinerebbe un atto ablatorio (di attività) che non è consentito nella particolare vicenda di che trattasi


E infondato è anche il terzo motivo del primo appello, relativo al fatto che essendo stato dichiarato legittimo il provvedimento di revoca, da ciò non poteva scaturire il risarcimento del danno.
Infatti, come si è prima argomentato, nella specie il fatto risarcitorio (che meglio potrebbe essere individuato come un fatto indennitario) non discende dalla illegittimità del provvedimento di revoca, bensì dalla circostanza, pacificamente ammessa anche dall’appellante, che, dopo un iniziale concordamento con il promotore finanziario circa la costruzione del nuovo nosocomio in un’area lontana dalla città di Como, si è cambiata la localizzazione dell’opera in parola, determinando nei confronti dell’associazione temporanea di impresa capeggiata dalla società Controinteressata  una situazione di evidente danno.
Il quarto e il quinto motivo del primo appello e il secondo motivo del secondo appello, che censurano la sentenza impugnata sotto vari profili, rilevando che comunque il merito del ricorso di primo grado era infondato, per essere stata condotta correttamente l’istruttoria, non ha fondamento, in quanto, al di là dell’ovvia considerazione che censure di precedenti ricorsi possono essere riproposte in sede diversa se le stesse si attagliano alla nuova fattispecie, è incontrovertibile quale sia stata l’istruttoria: in presenza della sopravvenienza dell’interesse ad una nuova e diversa localizzazione del nosocomio (più prossima alla città di Como), dapprima si è sospesa la procedura di “project financing” e, poi, si è revocato il provvedimento che indiceva la pubblica utilità dell’area.
Pertanto, le ragioni istruttorie sono chiare e chiaro è stato il comportamento dell’Amministrazione; solo che lo stesso è intervenuto allorquando erano in stato avanzato le procedure della precedente scelta, con le conseguenze economiche che si sono determinate.
Il sesto motivo del primo appello è, poi, fuori centro, in quanto, se è vero, che la normativa prevede che il rimborso delle spese sostenute dall’aspirante promotore finanziario non concessionario siano rimborsate dal soggetto vincitore della competizione di promozione finanziaria, va rilevato che nella specie non si è perfezionata una fattispecie di tal fatta, bensì l’altra, prima indicata, di una interruzione di una procedura precedentemente avviata. Pertanto, il richiamo alla normativa che consente il rimborso delle spese sostenute ad opera del soggetto aggiudicatario della concessione a seguito di un “project financing”, è nella specie del tutto fuori luogo.
Relativamente all’ultimo motivo di entrambi gli appelli, attinenti alla condanna alle spese dell’Azienda ospedaliera e della Regione, il Collegio, in considerazione del parziale accoglimento degli appelli riuniti, provvede in questa sede dichiarando la loro compensazione integrale per entrambi i gradi di giudizio.

A  cura di Sonia LAzzini

Riportiamo qui di seguito la decisione numero 7101 del 24 settembre 2010 pronunciata dal Consiglio di Stato

 

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