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24/11/2017 19:42
Home Articoli SENTENZE L’ILLEGITTIMA PRESENTAZIONE DI UNA CAUZIONE DI IMPORTO DIMEZZATO EQUIVALE AL NON INSERIMENTO DELLA COMPLETA DOCUMENTAZIONE RICHIESTA.

L’ILLEGITTIMA PRESENTAZIONE DI UNA CAUZIONE DI IMPORTO DIMEZZATO EQUIVALE AL NON INSERIMENTO DELLA COMPLETA DOCUMENTAZIONE RICHIESTA.

L’ILLEGITTIMA PRESENTAZIONE DI UNA CAUZIONE DI IMPORTO DIMEZZATO EQUIVALE AL NON INSERIMENTO DELLA   COMPLETA DOCUMENTAZIONE RICHIESTA.

Neppure poteva ammettersi l’integrazione della cauzione, in quanto ciò sarebbe dovuto avvenire in violazione del termine perentorio di presentazione delle offerte e del principio di parità di trattamento dei concorrenti.

Vi è la necessità che la certificazione di qualità venga rilasciata da un organismo accreditato da un Ente aderente all’EA o all’IAF e sottoscrittore di accordi internazionali di mutuo riconoscimento.

le attestazioni di conformità rilasciate da soggetti accreditati da Enti di accreditamento, che fanno parte di Associazioni internazionali che partecipano agli accordi MLA, sono valide e credibili in quanto sottoposte al controllo di un competente Ente di accreditamento in un contesto di regole e procedure uniformi.

La questione fondamentale da decidere concerne la corretta interpretazione dell’art.8, comma 11 quater, L.11.2.1994 n.109, come aggiunto dall’art. 2 L. 18.11.1998 n.415, nella parte in cui prevede, per la partecipazione ad appalti di lavori pubblici di importo superiore a 150.000 ECU, che “le imprese alle quali venga rilasciata da organismi accreditati, ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45.000, la certificazione di sistema di qualità conforme alle norme europee della serie UNI EN ISO 9000, ovvero la dichiarazione della presenza di elementi significativi e tra loro correlati di tale sistema, usufruiscono dei seguenti benefici:
a) la cauzione e la garanzia fideiussoria previste rispettivamente dal comma 1 e dal comma 2 dell’articolo 30 della presente legge, sono ridotte, per le imprese certificate del 50%);
b)……”. (aspetto che non interessa).
Si tratta cioè di stabilire quali siano le condizioni affinché un’impresa possa usufruire del menzionato beneficio del dimezzamento della cauzione e della garanzia fideiussoria ed in particolare se il soggetto, che rilascia la certificazione di sistema di qualità all’impresa partecipante alla gara, deve essere accreditato da un Organismo che aderisce ad accordi multilaterali a livello europeo, come ritenuto dal TAR (e dall’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici), oppure sia sufficiente, come sostenuto dall’appellante, l’autonoma e diretta osservanza delle norme europee della serie UNI CEI EN 45.000, senza adesione a detti accordi.
Qual è il parere dell’adito giudice amministrativo di appello del Consiglio di Stato?

Il Collegio ritiene di poter aderire alla conclusione cui è pervenuto il TAR.
2.2.1. Come è noto in materia di sistema di qualificazione per gli esecutori di lavori pubblici è intervenuto il D.P.R. 25.1.2000 n.34 il quale (art.2) ha definito per organismi di accreditamento (H) “i soggetti legittimati da norme nazionali o internazionali ad accreditare, ai sensi delle norme europee serie UNI CEI EN 45000, gli organismi di certificazione a svolgere le attività  di cui alla lettera L)”;  (L) (per organismi di certificazione  “gli organismi di diritto privato che rilasciano i certificati del sistema di qualità conformi alle norme europee serie UNI EN ISO 9000 ovvero la dichiarazione della presenza di elementi significativi e correlati del sistema di qualità”; per accreditamento “ l’atto conclusivo della procedura mediante la quale gli organismi di accreditamento legittimano gli organismi di certificazione a svolgere le attività di cui alla lettera L”.
Di conseguenza, la citata normativa regolamentare ha integrato la disposizione legislativa di cui all’art. 8, 11 quater, L. n.109/934 con il riferimento alla legittimazione di cui debbono essere in possesso gli organismi di accreditamento, legittimazione che deve basarsi su norme nazionali od internazionali.
2.2.2.La normativa nazionale finora, per quanto interessa, ha disciplinato i seguenti aspetti, prevedendo:
-l’istituzione dell’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, con il compito tra l’altro di vigilare sull’osservanza della relativa  disciplina legislativa e regolamentare, sulla regolarità delle procedure di affidamento dei lavori pubblici e sul sistema di qualificazione (artt. 4 e 8 L. n.109/94 e successive modificazioni);
-l’istituzione nell’ambito del Ministero delle attività produttive, ai sensi dell’art.31 D. L.vo 30.7.1999 n. 300, dell’Agenzia per la normativa ed i controlli tecnici, con il compito, tra l’altro, di vigilanza sugli enti di normazione tecnica e sugli organismi di accreditamento dei sistemi di qualità aziendale e dei prodotti e di consulenza e predisposizione delle normative tecniche e degli standard per la certificazione dei relativi prodotti;
-l’impegno assunto mediante accordo di programma, sottoscritto presso il Ministero delle attività produttive in data 13.11.2002, a costituire entro il 30.6.2003 un Ente unico italiano di accreditamento che operi in ambito volontario ed in ambito cogente (quale organo di ausilio alle P.A.).
2.2.3.Occorre però tener presente (v. documentazione in atti, fornita con notevole accuratezza dalle parti) la pratica seguita in ambito internazionale circa la qualificazione dei qualificatori (o soggetto che accredita gli accreditatori), che costituisce presupposto per un efficace funzionamento del sistema qualità, imperniata sulla trasparenza della concreta operatività dell’organismo che accredita gli acccreditatori, con opportuni sistemi di controllo esterno, che sono rappresentati dalla partecipazione ad apposite Associazioni internazionali (quali EA-European cooperation for accreditation e IAF-International accreditation forum) e dalla sottoscrizione degli accordi internazionali di mutuo riconoscimento (MLA), nel cui ambito vengono regolarmente condotte verifiche ispettive, in termini di accertamento del continuo rispetto delle regole, mantenimento e miglioramento della competenza e rispetto dei principi di etica professionale, da parte di team ispettivi composti da esperti qualificati dei diversi organismi aderenti agli accordi stessi.
Per cui, le attestazioni di conformità rilasciate da soggetti accreditati da Enti di accreditamento, che fanno parte di Associazioni internazionali che partecipano agli accordi MLA, sono valide e credibili in quanto sottoposte al controllo di un competente Ente di accreditamento in un contesto di regole e procedure uniformi.
Alla medesima conclusione di cui sopra è pervenuta del resto anche l’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici che già nella determinazione del 13.12.2000 (pubblicata nella G. U n.302 del 29.12.2000) si era espressa per la necessità che il certificato o la dichiarazione sul possesso del sistema di qualità aziendale UNI EN ISO 9000 dovesse essere rilasciato da SINCERT o da analogo organismo operante in un paese dell’Unione europea.
Nello stesso senso è anche la deliberazione del Consiglio dell’Autorità n.408 del 6.12.2001 su specifica segnalazione dell’ATI Controinteressata sul comportamento tenuto dal comune di Marsico Nuovo in occasione della gara in discussione
Tesi confermata, sia pure in un periodo successivo all’adozione dell’atto impugnato in questa sede, nella deliberazione del Consiglio di detta Autorità in data 20.11.2002 (pubblicata nella G.U n.293 del 14.12,.2002), in cui vengono elencati gli Organismi abilitati nei Paesi europei al rilascio delle certificazioni del sistema di qualità aziendale o la dichiarazione equipollente, tra cui per l’Italia il SINCERT.
Invero, dalla documentazione in atti, risulta che in Italia solo il Sincert (Sistema nazionale per l’accreditamento degli organismi di certificazione) è membro delle Associazioni EA e IAF e firmatario degli accordi internazionali di mutuo riconoscimento (MLA).
2.2.5. La giurisprudenza amministrativa ha avuto finora scarse possibilità di pronunciarsi sulla certificazione del sistema qualità delle imprese, in quanto la relativa normativa ex D.P.R. n.34/2000, pur essendo immediatamente entrata in vigore per alcuni aspetti (tra cui la facoltà di usufruire del beneficio del dimezzamento della cauzione e della garanzia fideiussoria) ha previsto per il resto una normativa transitoria secondo i tempi ed i modi di cui agli artt.30, 31e  32 del decreto stesso.
Peraltro, le scarse sentenze intervenute (V. lo stesso TAR Basilicata, n. 157 del 12.3.2001 e TAR Lombardia, sez. Brescia, n.787 del 23.4.2002) si sono orientate per la necessità che la certificazione di qualità venga rilasciata da un organismo accreditato da un Ente aderente all’EA o all’IAF e sottoscrittore di accordi internazionali di mutuo riconoscimento.
Nel caso in esame L’ATI Controinteressata non era in possesso di una certificazione del genere e perciò doveva essere esclusa dalla gara, come correttamente ritenuto dal TAR.
Né vale sostenere che la normativa di gara non prevedeva l’esclusione per l’ipotesi in esame, limitandosi ad escludere solo colui che non avesse inserito nella relativa busta la documentazione relativa alla cauzione provvisoria, atteso che la presentazione di una cauzione di importo dimezzato equivale al non inserimento della   completa documentazione richiesta.
L’incertezza della normativa al riguardo poi avrebbe dovuto indurre l’Associazione ad informarsi preventivamente sulla problematica (eventualmente esaminando attentamente le determinazioni ed i comunicati dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici) prima di affidarsi al beneficio del dimezzamento della cauzione, il che non risulta che sia stato fatto.
Neppure poteva ammettersi l’integrazione della cauzione, in quanto ciò sarebbe dovuto avvenire in violazione del termine perentorio di presentazione delle offerte e del principio di parità di trattamento dei concorrenti.

A cura di Sonia Lazzini
Riportiamo qui di seguito la decisione numero 1297 del 10  marzo 2003 pronunciata dal Consiglio di Stato

 

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