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21/11/2017 09:15
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L’incameramento della cauzione provvisoria è un atto dovuto, anzi ex lege consequenziale all’esclusione dalla procedura

L’incameramento della cauzione provvisoria è un atto dovuto, anzi ex lege consequenziale all’esclusione dalla procedura per mancata dimostrazione dei prescritti requisiti speciali

Le doglianze proposte contro l’incameramento della cauzione provvisoria sono infondate perché la norma di riferimento (art.48 del citato D.Lvo.n.163/2006) deve correttamente intendersi nel senso che detto incameramento è una conseguenza sanzionatoria del tutto automatica del provvedimento di esclusione,come tale non suscettibile di alcuna di valutazione discrezionale con riguardo ai singoli casi concreti ed in particolare alle ragioni meramente formali ovvero sostanziali che l’Amministrazione ha ritenuto di porre a giustificazione dell’esclusione medesima.

Ciò significa,in definitiva,che ai fini dell’applicazione di detta sanzione è determinante e dunque assorbente l’esito finale (dell’esclusione) e non la sottostante ragione concreta che in particolare sia stata posta a suo fondamento. Ciò significa di conseguenza che,con riferimento al caso di specie,non possono neppure accogliersi le considerazioni svolte nell’atto di appello a proposito della ritenuta insussistenza delle due ipotesi che la norma di legge prende ( preliminarmente) in esame per giustificare l’esclusione del concorrente dalla gara.

Infatti,la ritenuta insussistenza di tali ipotesi (concernenti, rispettivamente, l’omessa presentazione dei documenti comprovanti il possesso dei requisiti entro il termine perentorio di 10 giorni ovvero la presentazione di documenti che non abbiano confermato le dichiarazioni in precedenza rese circa il possesso dei requisiti) tende,in buona sostanza,a ribadire (a monte) l’illegittimità del provvedimento di esclusione che invece –in base a quanto sopra detto- è da ritenere legittimo e che quindi (a valle) rende altresì legittimo il rigoroso ma ex lege consequenziale incameramento della cauzione provvisoria.

A cura di Sonia Lazzini
Riportiamo qui di seguito la decisione numero 7263 dell’ 1 ottobre 2010 pronunciata dal Consiglio di Stato

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