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24/11/2017 04:50
Home Articoli L'ESPERTO RISPONDE Rientra nei poteri del RUP, rimodulare il quadro economico d'imperio?

Rientra nei poteri del RUP, rimodulare il quadro economico d'imperio?

In una concessione di lavori, affidata con progetto di finanza, il quadro economico del progetto esecutivo, si differenzia in meno per i lavori, rispetto al quadro economico del progetto definitivo, non giustificati, oltre il 10%.

Altresì, nel quadro economico dell'esecutivo si prevedono: Somme a disposizione del Concessionario; Somme a disposizione dell'Amministrazione.

Quesito: rientra nei poteri del RUP, rimodulare il quadro economico d'imperio, considerato che il progettista non giustifica congruamente, prevedendo quindi solo le somme a disposizione dell' Amministrazione, comprendendo anche le somme per accordo bonario ex art. 240 del Codice etc., perché non previste dal tecnico?

 

Risposta: Circa i poteri spettanti al responsabile unico del procedimento, occorre far riferimento, come è noto, agli artt. 10 e 11 del dlgs nr. 163 del 2006, nonché all’ancora vigente d.P.R. nr. 554 del 1999.

Passando all’esame in particolare della finanza di progetto, l’art. 152 del codice appalti (inserito all’inizio delle norme che disciplinano il promotore finanziario, le società di progetto e la locazione finanziaria per i lavori) richiama la parte I (principi e disposizioni comuni e contratti esclusi in tutto o in parte dall'ambito di applicazione del codice) del codice rendendola applicabile anche a questa particolare figura.

Di conseguenza, per la finanza di progetto i compiti del responsabile unico del procedimento non differiscono, se non per maggior attività da coordinare, rispetto alle normali procedure di appalti, con l’ovvia conseguenza, comunque, che le norme in tema di responsabile unico del procedimento si devono coordinare con la speciale disciplina della finanza di progetto, in cui la amministrazione effettua solo uno studio di fattibilità, spettando, poi, al promotore la presentazione del progetto.

Tanto è vero che già in sede di bando l’art. 153, comma 3, del codice, stabilisce che esso, oltre al contenuto dell’art. 144 deve indicare che l’amministrazione aggiudicatrice ha la possibilità di richiedere al promotore prescelto, di cui al comma 10, lettera b), di apportare al progetto preliminare, da esso presentato, le modifiche eventualmente intervenute in fase di approvazione del progetto e che in tal caso la concessione è aggiudicata al promotore solo successivamente all'accettazione, da parte di quest'ultimo, delle modifiche progettuali nonché del conseguente eventuale adeguamento del piano economico-finanziario.

A colorare maggiormente i poteri del responsabile, come si è detto, vi sono le norme della parte I del codice appalti, espressamente richiamate dalla disciplina della finanza di progetto, tra le quali vi è, ai sensi dell’art. 10, comma 3, lett. b, la cura dei livelli della prestazione, di qualità e di prezzo determinati in coerenza alla copertura finanziaria e ai tempi di realizzazione dei programmi.

Non va dimenticato, infine, che l’art. 47 del d.P.R. nr. 554 prevede che prima della approvazione, il responsabile del procedimento procede in contraddittorio con i progettisti a verificare la conformità del progetto esecutivo alla normativa vigente ed al documento preliminare alla progettazione. In caso di appalto integrato la verifica ha ad oggetto il progetto definitivo.

Per quanto sopra esposto, quindi, si ritiene che spetti al responsabile del procedimento la richiesta di modifica del quadro economico del progetto definitivo qualora vi sia uno scostamento (in meno) non giustificato.

Se però tutto ciò è possibile in via astratta, non va dimenticata la esigenza di partecipazione procedimentale che permea l’attività amministrativa, improntata ad un continuo dialogo e scambio con la controparte; è a tutto noto il progressivo abbandono della amministrazione per provvedimento per una amministrazione per accordi.

Con questo si vuole dire che il responsabile può ritenere significativo ed ingiustificato lo scostamento, ma non può d’imperio imporre a controparte una modifica.

Prima di giungere a tanto deve indursi al dialogo con il proprio contraddittore, sia tramite il dialogo previsto dal citato art.47 del d.P.R. nr. 554 del 1999, sia, eventualmente, indicendo una conferenza di servizi (prerogativa espressa del responsabile del procedimento), ai sensi della legge nr. 241 del 1990 il cui art. 14-quinquies (Conferenza di servizi in materia di finanza di progetto) prevede che nelle ipotesi di conferenza di servizi finalizzata all'approvazione del progetto definitivo in relazione alla quale trovino applicazione le procedure di cui agli articoli 37-bis e seguenti della legge 11 febbraio 1994, n. 109, (ora articolo 153 del decreto legislativo n. 163 del 2006) sono convocati alla conferenza, senza diritto di voto, anche i soggetti aggiudicatari di concessione individuati all'esito della procedura di cui all'articolo 37-quater della legge n. 109 del 1994, ovvero le società di progetto di cui all'articolo 37-quinquies della medesima legge.

E’ pur vero che la norma parla di convocazione della conferenza dei servizi per la approvazione del progetto definitivo, mentre in questo caso di parla di modifiche del progetto esecutivo; ma è altrettanto vero che, come si è detto, il principio di partecipazione procedimentale non consente la adozione unilaterale di modifiche da parte della stazione appaltante.

In definitiva, per quanto riguarda la parte sostanziale del quesito, modifiche al progetto esecutivo, la risposta non può che essere positiva, anche alla luce degli orientamenti della Giustizia amministrativa (CGA Regione Sicilia decisione nr. 1151 del 2010 (l’osservazione dell’appellato secondo il quale la mancanza di quantificazione e di conseguente stanziamento non poteva avere conseguenze perché il Comune, a fronte di un esborso, avrebbe acquisito un patrimonio non può essere condivisa nella considerazione della necessità che le spese vanno previste e preventivamente coperte).

Circa il procedimento da seguire, si ritiene conforme a moderno procedimento amministrativo quello di provocare un contraddittorio con controparte all’esito del quale, se del caso, adottare i provvedimenti consequenziali.

Non si autorizza alla riproduzione, totale o parziale, del presente documento, non rappresentando lo stesso parere fornito da legale ma unicamente espressione della manifestazione di pensiero di chi scrive.

 

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