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24/11/2017 03:04
Home Articoli SENTENZE principio di immodificabilità soggettiva dei raggruppamenti - evoluzione della giurisprudenza di questo Consiglio.

principio di immodificabilità soggettiva dei raggruppamenti - evoluzione della giurisprudenza di questo Consiglio.

sul principio di immodificabilità soggettiva dei raggruppamenti, si è registrata una evoluzione della giurisprudenza di questo Consiglio.

Infatti, la tesi è stata rimessa in discussione da recenti pronunce, secondo cui sarebbe possibile, dopo l’aggiudicazione, il recesso di una o più imprese dell’a.t.i., se quelle rimanenti siano in possesso dei requisiti di qualificazione per le prestazioni oggetto dell’appalto: infatti il divieto legislativo riguarderebbe solo l’aggiunta o la sostituzione di componenti, non anche il venir meno, senza sostituzione, di taluno (Cons. St., Sez. IV, 23 luglio 2007, n. 4101).

In particolare, una recente pronuncia ha osservato che il divieto di modificazione soggettiva non ha l’obiettivo di precludere sempre e comunque il recesso dal raggruppamento in costanza di procedura di gara. Il rigore di detta disposizione va, infatti, temperato in ragione dello scopo che persegue, che è quello di consentire alla stazione appaltante, in primo luogo, di verificare il possesso dei requisiti da parte dei soggetti che partecipano alla gara e, correlativamente, di precludere modificazioni soggettive, sopraggiunte ai controlli, e dunque, in grado di impedire le suddette verifiche preliminari. Tale essendo, dunque, la funzione di detta disposizione è evidente come le uniche modifiche soggettive elusive del dettato legislativo siano quelle che portano all’aggiunta o alla sostituzione delle imprese partecipanti e non anche quelle che conducono al recesso di una delle imprese del raggruppamento; in tal caso, infatti, le esigenze succitate non risultano affatto frustrate poiché l’Amministrazione, al momento del mutamento soggettivo, ha già provveduto a verificare i requisiti di capacità e di moralità dell’impresa o delle imprese che restano, sicché i rischi che il divieto mira ad impedire non possono verificarsi (Cons. St., Sez. VI, 13 maggio 2009, n. 2964).

Siffatte statuizioni sono state riprese anche da una ancora più recente decisione di questo Consiglio (Sez. VI, n. 842/2010), che ha, tra l’altro, affermato: “Il Collegio ritiene di dover aderire a questo secondo e più recente orientamento, con alcune puntualizzazioni.
Tale orientamento da un lato, non penalizza la stazione appaltante, non creando incertezze, e dall’altro lato non penalizza le imprese, le cui dinamiche non di rado impongono modificazioni soggettive di consorzi e raggruppamenti, per ragioni che prescindono dalla singola gara, e che non possono precluderne la partecipazione se nessun nocumento ne deriva per la stazione appaltante.
Né si verifica una violazione della par condicio dei concorrenti, perché non si tratta di introdurre nuovi soggetti in corsa, ma solo di consentire a taluno degli associati o consorziati il recesso, mediante utilizzo dei requisiti dei soggetti residui, già comunque posseduti”.
Nel caso di specie, in fase di presentazione della documentazione l’ATI con Controinteressata ha comunicato che la Società azienda Europa Servizi è stata estromessa dal raggruppamento, e che, tuttavia, sussistono in capo alle restanti imprese del raggruppamento i requisiti per svolgere il servizio aggiudicato.
Alla luce delle delineate statuizioni e considerato tra l’altro che ci si trova nell’ipotesi prevista dall’art. 37, comma 18, del D.Lgs. n. 163/2006, l’eccezione è, dunque, priva di fondamento.

A cura di Sonia LAzzini

Riportiamo qui di seguito la decisione numero 6546 del 10 settembre 2010 pronunciata dal Consiglio di Stato
Allegati:
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