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21/11/2017 18:24
Home Articoli SENTENZE la richiesta di tali requisiti di partecipazione integra una indebita restrizione della concorrenza che rende illegittimo il bando

la richiesta di tali requisiti di partecipazione integra una indebita restrizione della concorrenza che rende illegittimo il bando

la richiesta di tali requisiti di partecipazione (certificazione di qualità per servizi secondari posseduta da almeno cinque anni) , rivelandosi non proporzionata ed incongruente, integra una indebita restrizione della concorrenza che rende illegittimo il bando adottato dall’Amministrazione

nonostante la discrezionalità che caratterizza la previsione dei requisiti di partecipazione nella stesura del bando, tale scelta non è insindacabile ogni volta che trascende i principi della razionalità e proporzionalità, traducendosi in un’indebita restrizione della concorrenza.

Nel caso di specie tale violazione dei principi nazionali e comunitari appare riscontrabile in primo luogo con riferimento alla richiesta stessa della certificazione di qualità rispetto ad una prestazione meramente accessoria quale la pulizia e sanificazione delle stoviglie e dei locali ed in secondo luogo risultando priva di adeguata motivazione la previsione del fatto che le certificazioni di qualità richieste debbano essere possedute da almeno cinque anni. Tutto ciò appare ancor più privo di giustificazione e sproporzionato se si considera il modesto importo del contratto posto a base di gara.

In altre parole, pur condividendosi la giurisprudenza del Consiglio di Stato che ritiene ragionevole richiedere come requisito di ammissione il possesso della certificazione di qualità da un certo numero di anni, la richiesta di certificazioni di qualità ulteriori (addirittura in numero di due) rispetto a quella propria dell’attività principale oggetto di affidamento, pretendendone anche il possesso da un periodo di tempo così rilevante, rapportata al modesto importo del servizio appare invero superare quei limiti di proporzionalità ed adeguatezza dei requisiti richiesti che, nella stesura del bando, debbono contemperare la pretesa dei massimi requisiti di capacità possibili, evidentemente strumentale al perseguimento dell’interesse pubblico. Ciò anche in considerazione del fatto che a quest’ultimo si contrappone l’interesse alla tutela della concorrenza.
Ne discende che la richiesta di tali requisiti di partecipazione, rivelandosi non proporzionata ed incongruente, integra una indebita restrizione della concorrenza che rende illegittimo il bando adottato dall’Amministrazione.

A cura di Sonia Lazzini

Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 3262 del 27 agosto 2010 pronunciata dal Tar Lombardia, Brescia
Allegati:
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