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20/11/2017 18:14
Home Articoli L'ESPERTO RISPONDE Se viene definitivamente asserito che l'Irap è a carico dell'Ente perchè mai la stessa corte dei conti poi dovrebbe stabilire che solo per un tecnicismo contabile di fatto diventerebbe a carico del lavoratore?

Se viene definitivamente asserito che l'Irap è a carico dell'Ente perchè mai la stessa corte dei conti poi dovrebbe stabilire che solo per un tecnicismo contabile di fatto diventerebbe a carico del lavoratore?

Se viene definitivamente asserito che l'Irap è a carico dell'Ente perchè mai la stessa corte dei conti poi dovrebbe stabilire che solo per un tecnicismo contabile di fatto diventerebbe a carico del lavoratore?

Secondo me la Corte dei conti nell'ultima pagina della sentenza asserisce che il fondo (inteso nella sua globalità quale spesa del personale e non incentivo) debba essere considerato e iscritto al bilancio dell'Ente a "lordo degli oneri" e reso indisponibile per quanto riguarda gli oneri tutti.
Poi quando si fa a fare il calcolo dell'incentivo lo 0,5 o quello che sarà è sull'importo lavori ed al netto dell'IRAP.

RISPOSTA:

Al momento della corresponsione del compenso incentivante ai propri dipendenti, viene sempre in risalto la questione sul chi far gravare l’IRAP, stante la imprecisione della legge e i vari interventi normativi che si sono succeduti sul punto.
Pare opportuno segnalare, infatti, che le Sezioni Regionali in sede di controllo della Corte dei conti non hanno mantenuto una linea intereptativa comune.
In definitiva, però, in relazione al quesito relativo alla computabilità o meno dell’IRAP negli oneri riflessi a carico della amministrazione, occorre prendere le mosse dalla parte finale della deliberazione nr. 33 del 2010 delle SSRR della Corte dei conti in sede di controllo.
In essa è dato leggere che può concludersi nel senso che, mentre sul piano dell’obbligazione giuridica, rimane chiarito che l’Irap grava sull’amministrazione (secondo blocco delle citate disposizioni), su un piano strettamente contabile, tenuto conto delle modalità di copertura di “tutti gli oneri”, l’amministrazione non potrà che quantificare le disponibilità destinabili ad avvocati e professionisti, accantonando le risorse necessarie a fronteggiare l’onere Irap, come avviene anche per il pagamento delle altre retribuzioni del personale pubblico (primo blocco delle citate disposizioni). Pertanto, le disposizioni sulla provvista e la copertura degli oneri di personale (tra cui l’Irap) si riflette, in sostanza, sulle disponibilità dei fondi per la progettazione e per l’avvocatura interna ripartibili nei confronti dei dipendenti aventi titolo, da calcolare al netto delle risorse necessarie alla copertura dell’onere Irap gravante sull’amministrazione.
Sulla base di quanto riferito, sembrerebbe chiaro che la somma a titolo di IRAP non deve gravare sul dipendente, beneficiato del compenso ex art. 92, comma5, del TU appalti.
Ma che, al contrario, la somma da corrispondere sia al netto degli oneri riflessi, tra i quali, quindi considerare.
Con questo non si vuol dire che si debba pronunciare la parola fine, dato che, se l’IRAP non deve essere corrisposta dal dipendente al momento della erogazione del compenso incentivante, vuol dire che essa si traduce in un maggior accantonamento destinato alla effettuazione dell’opera pubblica, da riflettersi, in definitiva, sulla collettività.

Non si autorizza alla riproduzione, totale o parziale, del presente documento, non rappresentando lo stesso parere fornito da legale ma unicamente espressione della manifestazione di pensiero di chi scrive.

 

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