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24/11/2017 19:34
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insussistenza dell’asserita lesione del principio della “par condicio”

insussistenza dell’asserita lesione del principio della “par condicio”:esiste un'ampia discrezionalità della stazione appaltante nella individuazione della formula da applicare nell'assegnazione dei punteggi afferenti l'offerta economica

la possibilità di poter conoscere il massimo punteggio attribuibile all'offerta economica, non rende questa priva di rilievo rispetto alla componente tecnica, atteso che, ove quest’ultima fosse enfatizzata nel suo contenuto, con l’offerta di servizi aggiuntivi, ciò determinerebbe necessariamente un aumento di costi del servizio e la necessità di rapportare sempre il contenuto di tale offerta tecnica a quella economica, con conseguente impossibilità, per i partecipanti, di poter trarre vantaggio dal calcolo del massimo punteggio economico.

Con i motivi dedotti la “Cooperativa ricorrente” sostiene l'illegittimità dell'art. 20 del capitolato di gara, ove si dispone che la valutazione dell’offerta economica sarebbe stata effettuata con l’attribuzione del seguente punteggio: “-zero punti per l'offerta economica pari all'importo a base d'asta;-un punto in più per ogni unità di ribasso determinata nella misura di € 2.500,00 (duemilacinquecento/00), fino ad esaurimento del punteggio disponibile. Per riduzioni inferiori all'unità stabilita suddetta, il punteggio viene determinato in misura proporzionale. Eventuali arrotondamenti vengono effettuati al quarto decimale”.
Sostiene l'appellante che, considerando il massimo punteggio attribuibile all'offerta economica, stabilito in 45 punti, i partecipanti, sulla base di un mero calcolo matematico, potevano aprioristicamente individuare il prezzo esatto da offrire per ottenere il massimo punteggio attribuibile all'offerta economica e ciò avrebbe incoraggiato offerte meramente opportunistiche, distorsive dell’offerta, con violazione del principio del buon andamento di cui all'art. 97 della Costituzione.
Qual è il parere dell’adito giudice amministrativo di appello del Consiglio di Stato?

Le censure sono infondate.
Premessa l'ampia discrezionalità della stazione appaltante nella individuazione della formula da applicare nell'assegnazione dei punteggi afferenti l'offerta economica, deve rilevarsi che la conoscenza, da parte dei concorrenti, dell’offerta con cui ottenere il miglior punteggio economico non può avere rilievo determinante sull'esito della gara con riferimento alla necessaria sommatoria di tale punteggio con quello tecnico, che resta di contenuto incerto e considerato che, comunque, i concorrenti si trovano tutti nella medesima condizione ai fini della valutazione delle norme di gara per cui non può ipotizzarsi alcuna discriminazione tra gli stessi.
Inoltre, la possibilità di poter conoscere il massimo punteggio attribuibile all'offerta economica, non rende questa priva di rilievo rispetto alla componente tecnica, atteso che, ove quest’ultima fosse enfatizzata nel suo contenuto, con l’offerta di servizi aggiuntivi, ciò determinerebbe necessariamente un aumento di costi del servizio e la necessità di rapportare sempre il contenuto di tale offerta tecnica a quella economica, con conseguente impossibilità, per i partecipanti, di poter trarre vantaggio dal calcolo del massimo punteggio economico.
Da ciò l’insussistenza dell’asserita lesione del principio della “par condicio”.
In relazione a quanto esposto, l’appello deve essere respinto, perché infondato.

A cura di Sonia Lazzini
Riportiamo qui di seguito la decisione numero 5952 del 26 agosto 2010 pronunciata dal Consiglio di Stato
Allegati:
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