UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
22/11/2017 11:57
Home Articoli SENTENZE escluso il lucro cessante e riconosciuto il solo danno emergente nonché il danno da perdita di chance di partecipazione ad altre gare

escluso il lucro cessante e riconosciuto il solo danno emergente nonché il danno da perdita di chance di partecipazione ad altre gare

escluso il lucro cessante e riconosciuto il solo danno emergente nonché il danno da perdita di chance di partecipazione ad altre gare -

in quanto soggetto che esercita professionalmente una attività economica organizzata finalizzata alla produzione di utili, normalmente non rimane inerte in caso di aggiudicazione di un appalto, potendo beneficiare di altre commesse

Correttamente, il giudice di primo grado ha considerato dimostrato l’elemento della colpa data la negligenza dell’amministrazione valutabile alla stregua delle presunzioni semplici di cui agli artt. 2727 e 2729 cod. civ. quali la vincolatività dell’azione giudicata e l’univocità della normativa violata, escludendo l’errore scusabile .

La Società Costruzioni Controinteressata s.r.l. ha impugnato l’aggiudicazione definitiva dell’affidamento dei lavori di adeguamento e completamento del sistema fognario del Comune di Casalvelino prevista in favore dell’offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi dell’art. 83 d.lgs. n. 163/2006, contestando che la commissione di gara avrebbe illegittimamente fissato i sottocriteri in fase di valutazione, in violazione della lex specialis di gara e dell’art. 83.
Il Tar Lazio, respinte le eccezioni in rito, ha accolto il ricorso sul principale rilievo che la commissione avrebbe illegittimamente integrato i criteri di valutazione fissati nel bando e nel disciplinare di gara.
Ha conseguentemente condannato l’amministrazione al risarcimento del danno per equivalente essendo stato il contratto già concluso ed eseguito, indicando, ai sensi dell’art. 35, comma 2 d.lgs. n. 80/1998, i criteri da applicare per la sua fissazione , consistenti nella rifusione delle spese sostenute e documentate strettamente inerenti la partecipazione alla gara e nel risarcimento della perdita di chance, valutato in via equitativa nell’1% dell’importo a base d’asta, oltre rivalutazione monetaria ed interessi dalla data di aggiudicazione a quella del deposito della sentenza e dei soli interessi legali da quest’ultima a quella del soddisfo.
Propone appello il Comune di Casalvelino affidandolo ai seguenti motivi:
(…)
- Error in iudicando. Violazione della medesima normativa e dei principi e criteri in tema di risarcimento danni: non sussisterebbe il profilo soggettivo della colpa essendo la condotta della p.a. riconducibile ad una incertezza interpretativa in ordine alla disciplina applicabile e si configurerebbe errore scusabile per contrasti giurisprudenziali sull’interpretazione della norma , per la formulazione incerta di norma da poco entrata in vigore, per rilevante complessità del fatto; inoltre va contestato il criterio determinativo del quantum debeatur per essere rimasta l’impresa libera sul mercato e per non avere essa fornito prova neanche sulle spese sostenute.
Si è costituita la Società Costruzioni Controinteressata depositando, in prossimità dell’udienza di discussione, memoria in resistenza.
Qual è il parere dell’adito giudice amministrativo di appello del Consiglio di Stato?

Anche il secondo motivo di appello, con cui la ricorrente lamenta l’insussistenza in capo all’amministrazione della colpa necessaria a fondare la domanda di risarcimento del danno, è infondato.
5.Quanto sopra detto in ordine all’applicazione di consolidati principi già affermatisi precedentemente alla novella legislativa vale anche a confutare il presunto errore scusabile derivante da contrasti giurisprudenziali o di interpretazione incerta di disciplina di recente entrata in vigore. Pure sul piano della ricostruzione dei fatti, deve osservarsi che l’ operato della Commissione è incontestabilmente risultato per tabulas in base al verbale n. 2 /2008.
6.Correttamente, quindi, e conformemente a regole consolidate (Cons. St. Sez. IV, n. 4325/2009, n. 5012/2004; Sez. V n. 1346/2007, Sez. VI n. 3144/2009) , il giudice di primo grado ha considerato dimostrato l’elemento della colpa data la negligenza dell’amministrazione valutabile alla stregua delle presunzioni semplici di cui agli artt. 2727 e 2729 cod. civ. quali la vincolatività dell’azione giudicata e l’univocità della normativa violata, escludendo l’errore scusabile .
Relativamente al quantum debeatur, il Collegio ritiene che il Tar abbia fatto corretta applicazione dei principi in materia di ripartizione dell’onere della prova sull’assenza dell’aliunde perceptum, ossia della presunzione , a sua volta fondata sull’id quod plerumque accidit, secondo cui l’imprenditore, in quanto soggetto che esercita professionalmente una attività economica organizzata finalizzata alla produzione di utili, normalmente non rimane inerte in caso di aggiudicazione di un appalto, potendo beneficiare di altre commesse (cfr. Cons. St. n. 3144/2009). Proprio su tale presupposto ha , infatti, escluso il lucro cessante e riconosciuto, con i poteri attribuiti dall’art. 35, 2° comma d.lgs. n. 80/1998, il solo danno emergente dimostrato documentalmente come direttamente ricollegato alla partecipazione alla gara nonché il danno da perdita di chance di partecipazione ad altre gare - che realizza il diritto al risarcimento del danno qualora l’attività rinnovatoria della gara configuri solo in via ipotetica il soddisfacimento del ricorrente (Cons. St. Sez. V, n. 6873/2009) - nella misura giudicata in via equitativa dell’1% dell’importo a base d’asta.

A cura di Sonia Lazzini
Allegati:
Scarica[Sentenza + Commento]
 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information