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18/11/2017 10:52
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La nuova direttiva macchine, le novità introdotte

L. Monica (Progetto Sicurezza n. 4/2009)Maggioli Editore table#tblScheda { width: 100%; border: none; } table#tblScheda tr td { font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif !important; font-size: 12px; border: 1px solid; } table#tblScheda tr#r1 { background-color: #0000FF; border: none; } table#tblScheda tr#r1 td { height: 44px; padding: 2px; background-color: #0066CC !important; font-weight: bold; font-size: 32px !important; font-family: Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif !important; } table#tblScheda tr td.c1 { width: 23%; background-color: #CCCCCC; font-size: smaller; font-weight: bold;

Il 29 dicembre del 2009 entra in vigore in tutta Europa la nuova direttiva macchine (2006/42/Ce) in sostituzione della precedente 98/37/Ce. I cambiamenti della direttiva sono molteplici e non tutti evidenti. Di seguito si forniscono alcune chiavi di lettura per chiarire le nuove disposizioni in merito ai requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute relativi alla progettazione e alla costruzione delle macchine.

Il settore delle macchine costituisce una parte importante del settore della meccanica ed è uno dei pilastri industriali dell’economia comunitaria.  Il costo sociale dovuto all’alto numero di infortuni provocati direttamente dall’utilizzazione delle macchine può essere ridotto integrando la sicurezza nella progettazione e nella costruzione stesse delle macchine, nonché effettuando una corretta installazione e manutenzione.  Considerando ciò e ritenendo opportuno modifi care la direttiva 98/37/Ce, per motivi di chiarezza, l’Unione europea ha proceduto alla rifusione della direttiva macchine. La nuova direttiva 2006/42/Ce è stata pubblicata il 9 giugno 2006, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea e le disposizioni in essa contenute saranno obbligatorie dal 29 dicembre 2009.

L’Italia avrebbe dovuto, entro il 29 giugno 2008, adottare le disposizioni necessarie per conformarsi a questa direttiva. L’atto di recepimento italiano non è stato ancora pubblicato, ma se ne prospetta una prossima imminente definizione.  I cambiamenti della direttiva sono molteplici e non tutti evidenti. L’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro (Ispesl) ha pubblicato nel dicembre 2008 una guida al confronto fra le direttive 2006/42/Ce e 98/37/Ce, fornendo un preciso esame critico della nuova direttiva (1).  Anche la Commissione europea sta procedendo alla realizzazione di una guida interpretativa della nuova direttiva, come fatto già per l’attuale, per fornire le chiavi di lettura dei requisiti previsti. La pubblicazione della guida sul sito http://circa. europa.eu è prevista per fi ne anno.
La direttiva 2006/42/Ce introduce alcune modifiche sostanziali alla progettazione e alla costruzione delle macchine, richiedendo inoltre agli Stati membri di prevedere un regime di sanzioni applicabili in caso di violazione delle norme nazionali di attuazione della stessa. Di seguito si forniscono alcuni indirizzi per chiarire le nuove disposizioni.

L’oggetto delle nuove disposizioni
Per avere un quadro completo dei prodotti rientranti nella nuova direttiva occorre leggere l’art.  1 (campo di applicazione), l’art. 2 (definizioni), l’art. 3 (direttive specifiche) e l’art. 24 (modifica della direttiva 95/16/Ce).
Tutti i prodotti compresi nel campo di applicazione della direttiva sono ora chiaramente indicati nello scopo. Nella direttiva 98/37/Ce i dispositivi amovibili di trasmissione meccanica e gli accessori di sollevamento, in futuro compresi anche le imbracature e le loro componenti, non erano esplicitamente indicati, ma vi erano di fatto inclusi. I primi, anche se solo riferiti agli alberi cardanici di trasmissione, erano elencati nell’allegato IV e per i secondi era prevista la sola marcatura Ce.
Le catene, funi, cinghie progettate e costruite a fini di sollevamento, come parte integrante di macchine per il sollevamento o di accessori di sollevamento, e le quasi-macchine sono, invece, nuovi prodotti inclusi nello scopo. Una precisazione è da fare su quest’ultime, il “Considerando 16” specifi a che, sebbene i requisiti della direttiva non si applichino alle quasi-macchine nel loro insieme, è comunque opportuno garantire la loro libera circolazione mediante una procedura specifica. In quest’ottica le quasi-macchine non sono da definirsi macchine e sono quindi trattate solamente in pochi specifici articoli/requisiti ove sono esplicitamente citate.
La nuova direttiva ora si applica anche agli ascensori da cantiere, agli ascensori con velocità fino a 0,15 m/s e ai componenti di sicurezza (2), che sono commercializzati, oltre che come pezzi di ricambio specifici, anche per l’uso generalizzato in altre macchine. In particolare la Commissione si riserva il potere di modificare l’allegato V al di fuori delle normali procedure legislative, al fi ne di permettere l’aggiornamento della direttiva in relazione all’evolversi della tecnologia sui componenti di sicurezza.
Non sono più menzionati fra le esclusioni tutti i prodotti che sono nel campo di applicazione di direttive più specifiche in quanto già escluse dall’art. 3. Infatti questo nuovo articolo è dedicato all’importante tema riguardante l’applicazione di direttive specifi che. È stato chiarito come la direttiva non si applica o cessa di essere applicata a macchine e per pericoli che sono interamente o parzialmente oggetto in modo più specifico di altre direttive comunitarie (ascensori, Ped, trattori, dispositivi medici). Sono ora, inoltre, escluse tutte le armi. L’esclusione delle armi da fuoco non si applica agli apparecchi portatili o altre macchine a impatto a carica esplosiva, che rientrano tra l’altro tra le macchine in allegato IV.
Per quanto attiene ai trattori agricoli, fin tanto che la direttiva di prodotto specifica non coprirà tutti i rischi relativi, dovrà essere applicata in parallelo anche la 2006/42/Ce.
La nuova direttiva, inoltre, si applica ai veicoli capaci di raggiungere una velocità massima fi no a 25 km/h (come i veicoli fuori dallo scopo della 70/156/Cee). Altri veicoli fuori dallo scopo della 70/156/Cee e nello scopo della nuova direttiva macchine sono i veicoli fuori strada non destinati né alle strade pubbliche né alle competizioni (go-kart, quad, motoslitte).
La nuova direttiva macchine si applica, poi, ai veicoli a due e tre ruote fuori dallo scopo della 2002/24/Ce (veicoli per disabili, veicoli capaci di raggiungere una velocità massima fi no a 6 km/h, minimoto con motore a scoppio).  Non rientrano nel campo di applicazione, invece, le macchine appositamente progettate e costruite a fini di ricerca per essere temporaneamente utilizzate nei laboratori. Questa è una nuova esclusione che non si applica qualora l’uso non sia “temporaneo”.
La lettera k) dell’art. 1 definisce, inoltre, il confine fra i campi di applicazione della nuova direttiva macchine e della direttiva bassa tensione (2006/95/Ce). Nell’attuale direttiva macchine (98/37/Ce) è indicato che le macchine dove “i rischi sono principalmente di origine elettrica” sono disciplinate esclusivamente dalla direttiva bassa tensione, condizionando quindi la decisione al risultato della valutazione del rischio fatta dal fabbricante.
La nuova direttiva macchine, invece, elenca le categorie dei prodotti che, purché oggetto della direttiva bassa tensione, non sono da considerare nello scopo della nuova direttiva macchine. In particolare i prodotti elettrici ed elettronici che rientrano nelle categorie seguenti:
elettrodomestici destinati a uso domestico;
apparecchiature audio e video;
apparecchiature nel settore delle tecnologie dell’informazione;
macchine ordinarie da ufficio;
apparecchiature di collegamento e di controllo a bassa tensione;
motori elettrici;
apparecchiature di collegamento e di comando elettriche ad alta tensione;
trasformatori elettrici ad alta tensione.
Da notare come alcune categorie di prodotti non risultino di facile interpretazione non essendo, ad esempio, chiaramente definito il concetto di uso domestico.
L’art. 2 precisa, infine, che con la nuova direttiva anche le macchine prive di un sistema di azionamento, come ad esempio il motore, sono ora considerate “macchine”. Vengono così sanati i problemi delle macchine azionate attraverso sistemi di trasmissione collegati a fonti di energia esterne, ma non viene definito il termine “sistema di azionamento” che può comprendere, oltre che il motore, anche il sistema di trasmissione, il freno e/o le parti del sistema di controllo ad essi normalmente connesse. Si chiarisce, però, come siano da considerare macchine anche quegli insiemi ai quali mancano solamente elementi di collegamento al sito di impiego o di allacciamento alle fonti di energia e di movimento, che sono pronti per essere installati e che possono funzionare solo dopo essere stati montati su un mezzo di trasporto o installati in un edificio o in una costruzione. Quindi una gru da montare su un autocarro è da considerare a tutti gli effetti come una macchina, mentre una gru scarrabile come una attrezzatura intercambiabile: dispositivo che, dopo la messa in servizio di una macchina o di un trattore, è assemblato alla macchina o al trattore dall’operatore stesso al fine di modificarne la funzione o apportare una nuova funzione, nella misura in cui tale attrezzatura non è un utensile.

Immissione sul mercato, messa in servizio e libera circolazione delle macchine e delle quasi-macchine
La nuova direttiva, come la precedente, elenca con chiarezza tutti i compiti del fabbricante prima dell’immissione sul mercato/messa in servizio della macchina.
Ora tutte le macchine devono essere marcate Ce, quindi anche i componenti di sicurezza, i dispositivi amovibili di trasmissione meccanica, le funi, le catene e le cinghie progettate e costruite a fi ni di sollevamento, come parte integrante di macchine per il sollevamento o di accessori di sollevamento.  Al contrario, le quasi-macchine, a cui la direttiva fa riferimento esclusivamente per quanto riguarda l’immissione sul mercato e non per la messa in servizio, non devono essere marcate Ce in quanto, per definizione, esse “non sono in grado di garantire un’applicazione ben determinata”.
Il soggetto che poi incorporerà o assemblerà le stesse ad altre macchine o ad altre quasi-macchine o apparecchi per costituire una macchina procederà a marcare l’intero insieme.  Infatti l’art. 6, comma 2, recita: “Gli Stati membri non vietano, limitano od ostacolano l’immissione sul mercato di quasi-macchine destinate, per dichiarazione d’incorporazione di cui all’allegato II, parte 1, sezione B, del fabbricante o del suo mandatario, ad essere incorporate in una macchina o ad essere assemblate con altre quasi-macchine onde costituire una macchina”.
Per le quasi-macchine le procedure per l’immissione sul mercato sono completamente diverse da quella delle macchine. Da notare come anche documentazioni simili a quelle previste per le macchine siano state chiamate diversamente per una chiara distinzione dalle procedure per le macchine: “documentazione tecnica pertinente” invece di “fascicolo tecnico” (allegato VII), “istruzioni per l’assemblaggio” invece di “istruzioni”, “dichiarazione di incorporazione” invece di “dichiarazione di conformità”. Si ritiene opportuno far notare che i requisiti essenziali di sicurezza (Res) di cui all’allegato I si applicano solamente alle macchine, ma qualora i fabbricanti di quasi-macchine abbiano soddisfatto uno o più Res è data loro facoltà di riportarli nella dichiarazione di incorporazione, dando così un valore aggiunto al loro prodotto. In tal caso però devono redigere la documentazione tecnica pertinente.
Gli Stati comunque devono prendere misure appropriate relativamente ai prodotti non conformi, comprese le quasi-macchine. Importante notare però che ad esse non si applicano le misure specifiche riguardanti le macchine potenzialmente pericolose (art. 9), né le procedure previste per la clausola di salvaguardia (art. 11), le quali si applicano solamente alle macchine.
L’art. 9 è un nuovo articolo non presente nella vecchia direttiva, che non si applica alle quasi-macchine, ma permette alla Commissione di adottare misure per limitare l’immissione sul mercato di macchine potenzialmente pericolose.
Sono considerate potenzialmente pericolose le macchine costruite sulla base di una norma armonizzata ritenuta carente, o che presentano gli stessi rischi rilevati su macchine ritirate dal mercato. Nel caso di procedura di contestazione di una norma armonizzata, in futuro chiaramente distinta da una clausola di salvaguardia relativa ad una macchina, se riferita esclusivamente a specifici requisiti, può prevedere anche il solo ritiro parziale della stessa. Infatti è stato definito che il riferimento ad una norma armonizzata può essere pubblicato con limitazioni, ad esempio con l’esclusione di un requisito, sulla Gazzetta Ufficialedell’Unione europea (G.U.U.E.). Un requisito non conforme, infatti, non rende necessariamente non conforme tutta la norma.
Comunque le macchine costruite in conformità ad una norma armonizzata, continuano ad essere presunte conformi ai requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute coperti da tale norma. È opportuno evidenziare che le norme armonizzate oggi pubblicate sulla G.U.U.E. ai sensi della 98/37/Ce non conferiscono automaticamente la presunzione di conformità alla nuova direttiva. Esse saranno revisionate, e si prevede la loro pubblicazione sulla G.U.U.E. come norme armonizzate ai sensi della 2006/42/Ce entro la fi ne del 2009.

Procedure di valutazione della conformità delle macchine
La nuova direttiva introduce alcune significative modifi he per quanto attiene alle procedure di valutazione di conformità delle macchine. In particolare per le macchine in allegato IV costruite in conformità ad una norma armonizzata, nella misura in cui tali norme coprono tutti i pertinenti requisiti di sicurezza e di tutela della salute, non è più prevista la procedura di deposito del fascicolo tecnico presso un Organismo notificato, ma è sufficiente la normale procedura di “valutazione della conformità con controllo interno sulla fabbricazione delle macchine” (allegato VIII).
La procedura risulta identica alle macchine non contemplata dall’allegato IV. Non è più prevista, inoltre, nemmeno la sola procedura di verifica del fascicolo tecnico da parte di un organismo notificato. Qualora si voglia ricorrere a un organismo occorre seguire l’intera procedura di “esame per la certificazione Ce del tipo(allegato IX) più “il controllo interno sulla fabbricazione” (allegato VIII, punto 3). La direttiva prevede inoltre una nuova possibilità per tutte le macchine in allegato IV relativa alla procedura di “garanzia qualità totale” (allegato X). Queste ultime due procedure sono speculari a quelle richieste alle macchine contemplate dall’allegato IV, ma fabbricate non rispettando o rispettando solo parzialmente le norme armonizzate ovvero se le norme armonizzate non coprono tutti i pertinenti requisiti di sicurezza e di tutela della salute o non esistono norme armonizzate per la macchina in questione. Come precisato in precedenza le prime norme armonizzate ai sensi della nuova direttiva macchine dovrebbero essere pubblicate entro il 2009. In loro mancanza occorrerà sempre ricorrere a un organismo notifi cato per le macchine in allegato IV.

Requisiti essenziali di sicurezza
In materia di requisiti essenziali di sicurezza, elencati nell’allegato I, la nuova direttiva macchine ricalca abbastanza da vicino quelli dell’attuale 98/37/Ce, allineando le definizioni e la terminologia usate alla norma UNI EN ISO 12100-1:2005.
Alcune delle principali varianti riguardano:
Salvaguardia dei posti di comando. Alcuni requisiti caratteristici delle macchine mobili o di quelle destinate al sollevamento dei carichi sono stati estesi a tutte le macchine.
Istruzioni per l’uso. I principi generali di redazione e i contenuti sono stati maggiormente esplicitati e arricchiti di nuovi spunti, destinati a rendere più trasparenti e fruibili all’utente le precauzioni e le procedure attinenti la sicurezza e la manutenzione della macchine.

Selezione del modo di comando o di funzionamento.
È stato chiarito e ribadito che, in caso di logica di funzionamento in cui è prevista la rimozione di un riparo e/o la neutralizzazione di un dispositivo di protezione, il selettore del modo di comando o di funzionamento deve attivare altre misure di sicurezza progettate e costruite per garantire una zona di intervento sicura.
Ripari. Viene ribadito quanto prescritto dalla Norma UNI EN 953:2000 sui ripari affermando che essi “non devono poter rimanere al loro posto in mancanza dei relativi mezzi di fissaggio”.  Inoltre per i ripari mobili interbloccati il requisito della direttiva 98/37/Ce classifica i ripari mobili in due tipologie: tipo A e tipo B. Il primo tipo corrisponde al “riparo interbloccato”, il secondo al “riparo interbloccato con il bloccaggio del riparo”. Entrambi sono “ripari mobili interbloccati” come indicati nella nuova direttiva. Il nuovo requisito prevede espressamente che, quando l’operatore può raggiungere la zona pericolosa prima che il rischio sia cessato, i ripari mobili interbloccati debbano essere del tipo con bloccaggio del riparo. La conseguenza è che non viene fatta più differenza fra i ripari mobili previsti per gli elementi mobili di trasmissione e quelli previsti per gli elementi mobili che partecipano alla lavorazione, in quanto in entrambi i casi il riparo da scegliere dipende solamente dal risultato della valutazione del rischio.
I titoli delle parti dell’allegato I che si riferiscono a pericoli specifici di talune macchine indicano chiaramente che i requisiti essenziali di sicurezza indicati sono supplementari, ovvero si applicano alle specifiche categorie di macchine di cui trattasi in aggiunta ai requisiti di cui alla prima parte, che invece si applicano a tutte le macchine.
Logicamente anche le indicazioni relative alle informazioni (marcatura, manuale di istruzione ecc.) si riferiscono esclusivamente alle informazioni aggiuntive rispetto a quelle prescritte nella prima parte.
Nuovi requisiti sono stati ovviamente inseriti per gli ascensori da cantiere e gli ascensori la cui velocità non supera 0,15 m/s, che ricadranno nel campo di applicazione della nuova direttiva.  Un paragrafo analogo, il 6.4, è stato inserito nella parte 6 relativa alle macchine destinate al sollevamento di persone.
Si precisa infine che nella nuova direttiva il termine “macchina” indica tutti i prodotti elencati nello scopo, con l’eccezione delle quasi macchine.  Quando i requisiti si riferiscono solamente ad alcuni specifici prodotti il testo lo specifica. Questo caso ricorre spesso nella parte 4 dell’allegato I ove, quando la nuova direttiva vuole riferirsi solamente alle macchine propriamente dette, e non ad altri prodotti quali funi, cinghie, accessori di sollevamento, è precisato il riferimento alle “macchine di sollevamento”.

Note
(1)  La linea guida è reperibile sul sito www.ispesl.it.
(2)  I componenti di sicurezza sono chiaramente definiti nel nuovo allegato V.



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