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23/11/2017 17:55
Home Articoli PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Decreto legislativo 20 marzo 2010, n. 53

Decreto legislativo 20 marzo 2010, n. 53


 
  Attuazione della direttiva 2007/66/CE che modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE per quanto riguarda il miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia d'aggiudicazione degli appalti pubblici. (10G0074) (GU n. 84 del 12-4-2010 )
 

            testo in vigore dal: 27-4-2010

 

Il testo coordinato è disponibile sul sito www.bosettiegatti.it


                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

  Visto il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,  e  successive

modificazioni, concernente codice dei contratti pubblici relativi,  a

lavori, servizi e forniture, in attuazione delle direttive 2004/17/CE

e 2004/18/CE;

  Vista  la  direttiva  2007/66/CE  del  Parlamento  europeo  e   del

Consiglio,  dell'11  dicembre  2007,  che   modifica   le   direttive

89/665/CEE  e  92/13/CEE  per  quanto   riguarda   il   miglioramento

dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia d'aggiudicazione

degli appalti pubblici;

  Vista la legge 7 luglio 2009, n. 88,  recante:  «Disposizioni  per

l'adempimento di  obblighi  derivanti  dall'appartenenza  dell'Italia

alle Comunita' europee - Legge comunitaria 2008», ed  in  particolare

gli articoli 1, 2 e 44;

  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  Ministri,

adottata nella riunione del 27 novembre 2009;

  Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  sezione

consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 25 gennaio 2010;

  Acquisiti i pareri delle competenti commissioni  della  Camera  dei

deputati e del Senato della Repubblica;

  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella

riunione del 19 marzo 2010;

  Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro

delle infrastrutture e dei trasporti,  di  concerto  con  i  Ministri

degli affari esteri, della giustizia e dell'economia e delle finanze;

 

                              E m a n a

                  il seguente decreto legislativo:

 

                               Art. 1

 

Termine dilatorio per la stipulazione  del  contratto  (articolo  44,

  comma 3, lettere b) ed e),  legge  n.  88/2009;  articoli  2-bis  e

  2-ter, lettera b), direttiva 89/665/CEE e articoli 2-bis  e  2-ter,

  lettera b), direttiva 92/13/CEE, come  modificati  dalla  direttiva

  2007/66/CE)

   

  1. All'articolo 11 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163,

di seguito denominato: «decreto legislativo n. 163  del  2006»,  sono

apportate le seguenti modificazioni:

    a)  dopo  la  rubrica  dell'articolo,   nelle   indicazioni   tra

parentesi, dopo le parole:  «articolo  109,  decreto  del  Presidente

della Repubblica n. 554/1999», sono aggiunte le seguenti: «; articolo

44, comma 3, lettere b) ed e), legge n.  88/2009;  articoli  2-bis  e

2-ter, lettera b), direttiva 89/665/CEE e  articoli  2-bis  e  2-ter,

lettera b), direttiva  92/13/CEE,  come  modificati  dalla  direttiva

2007/66/CE»; 

    b) alla fine  del  comma  9  e'  aggiunto  il  seguente  periodo:

«L'esecuzione di urgenza di cui al presente comma non  e'  consentita

durante il termine dilatorio di cui al comma 10 e durante il  periodo

di sospensione obbligatoria  del  termine  per  la  stipulazione  del

contratto previsto dal comma 10-ter, salvo che nelle procedure in cui

la normativa vigente non prevede la pubblicazione del bando di  gara,

ovvero  nei  casi  in  cui  la  mancata  esecuzione  immediata  della

prestazione  dedotta  nella  gara  determinerebbe  un   grave   danno

all'interesse pubblico che e' destinata a soddisfare, ivi compresa la

perdita di finanziamenti comunitari.»;

    c) il comma 10 e' sostituito dai seguenti:

  «10. Il contratto non  puo'  comunque  essere  stipulato  prima  di

trentacinque giorni dall'invio dell'ultima  delle  comunicazioni  del

provvedimento di aggiudicazione definitiva ai sensi dell'articolo 79.

  10-bis. Il termine dilatorio di cui al comma 10 non si applica  nei

seguenti casi:

    a) se, a seguito di pubblicazione di bando o avviso  con  cui  si

indice una gara o inoltro degli  inviti  nel  rispetto  del  presente

codice, e' stata presentata o e' stata ammessa una sola offerta e non

sono state tempestivamente proposte impugnazioni del  bando  o  della

lettera di invito o queste impugnazioni risultano gia'  respinte  con

decisione definitiva;

    b) nel caso di un appalto basato su  un  accordo  quadro  di  cui

all'articolo 59 e in caso di appalti specifici basati su  un  sistema

dinamico di acquisizione di cui all'articolo 60.

  10-ter. Se e' proposto ricorso avverso l'aggiudicazione  definitiva

con contestuale domanda  cautelare,  il  contratto  non  puo'  essere

stipulato, dal momento  della  notificazione  dell'istanza  cautelare

alla  stazione  appaltante  e  per  i  successivi  venti  giorni,   a

condizione che entro tale termine intervenga almeno il  provvedimento

cautelare di primo grado o la  pubblicazione  del  dispositivo  della

sentenza di primo grado in caso di decisione del  merito  all'udienza

cautelare ovvero  fino  alla  pronuncia  di  detti  provvedimenti  se

successiva. L'effetto sospensivo sulla stipula  del  contratto  cessa

quando, in sede di esame  della  domanda  cautelare,  il  giudice  si

dichiara incompetente ai sensi  dell'articolo  245,  comma  2-quater,

primo periodo, o fissa con  ordinanza  la  data  di  discussione  del

merito senza concedere misure  cautelari  o  rinvia  al  giudizio  di

merito l'esame della domanda cautelare, con il consenso delle  parti,

da intendersi quale  implicita  rinuncia  all'immediato  esame  della

domanda cautelare.».  

       

         

                      Avvertenza:

              Il testo delle note qui  pubblicato  e'  stato  redatto

          dall'amministrazione  competente  per  materia   ai   sensi

          dell'art.  10,  commi  2  e  3  del   testo   unico   delle

          disposizioni    sulla    promulgazione     delle     leggi,

          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica

          e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica  italiana,

          approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo

          fine di facilitare la lettura delle disposizioni  di  legge

          modificate o alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano

          invariati il valore e l'efficacia  degli  atti  legislativi

          qui trascritti.

              Per le direttive CEE vengono  forniti  gli  estremi  di

          pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  delle  Comunita'

          europee (GUCE).

          Note alle premesse:

              -  L'art.  76   della   Costituzione   stabilisce   che

          l'esercizio della  funzione  legislativa  non  puo'  essere

          delegato al Governo se non con determinazione di principi e

          criteri direttivi e  soltanto  per  tempo  limitato  e  per

          oggetti definiti.

              - L'art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro,

          al Presidente della Repubblica il potere di  promulgare  le

          leggi e di emanare i decreti aventi valore di  legge  ed  i

          regolamenti.

              Il decreto  legislativo  12 aprile  2006,  n.  163  e'

          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 maggio 2006,  n.  100

          S.O.

              - La direttiva 2007/66/CE e' pubblicata nella  G.U.U.E.

          20 dicembre 2007, n. L 335.

              - Gli articoli 1, 2 e 44 della legge 7 luglio 2009,  n.

          88, pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  161  del  14

          luglio 2009 S.O. n. 110/L, cosi' recitano:

              «Art.  1  (Delega  al  Governo  per   l'attuazione   di

          direttive comunitarie). - 1.  Il  Governo  e'  delegato  ad

          adottare, entro la  scadenza  del  termine  di  recepimento

          fissato dalle  singole  direttive,  i  decreti  legislativi

          recanti  le  norme  occorrenti  per  dare  attuazione  alle

          direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati  A  e

          B. Per le direttive elencate negli allegati A e  B  il  cui

          termine di recepimento sia gia' scaduto  ovvero  scada  nei

          tre mesi successivi alla data di entrata  in  vigore  della

          presente legge,  il  Governo  e'  delegato  ad  adottare  i

          decreti legislativi di attuazione entro tre mesi dalla data

          di entrata in vigore della presente legge. Per le direttive

          elencate negli allegati A e B che non prevedono un  termine

          di recepimento,  il  Governo  e'  delegato  ad  adottare  i

          decreti legislativi entro dodici mesi dalla data di entrata

          in vigore della presente legge.

              2. I decreti legislativi sono  adottati,  nel  rispetto

          dell'art. 14  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  su

          proposta del Presidente del Consiglio dei  Ministri  o  del

          Ministro per  le  politiche  europee  e  del  Ministro  con

          competenza istituzionale  prevalente  per  la  materia,  di

          concerto  con  i  Ministri  degli  affari   esteri,   della

          giustizia, dell'economia e delle finanze e  con  gli  altri

          Ministri  interessati  in   relazione   all'oggetto   della

          direttiva.

              3.  Gli  schemi   dei   decreti   legislativi   recanti

          attuazione delle  direttive  comprese  nell'elenco  di  cui

          all'allegato B, nonche', qualora sia previsto il ricorso  a

          sanzioni  penali,  quelli  relativi  all'attuazione   delle

          direttive comprese nell'elenco di cui all'allegato A,  sono

          trasmessi, dopo l'acquisizione degli altri pareri  previsti

          dalla legge, alla Camera dei deputati e  al  Senato  della

          Repubblica perche' su di essi sia espresso  il  parere  dei

          competenti organi  parlamentari.  Decorsi  quaranta  giorni

          dalla data di trasmissione, i decreti sono emanati anche in

          mancanza del parere. Qualora il termine  per  l'espressione

          del parere parlamentare di cui al presente comma  ovvero  i

          diversi termini previsti dai commi 4 e 8 scadano nei trenta

          giorni che precedono la scadenza dei  termini  previsti  ai

          commi 1 o 5 o successivamente, questi ultimi sono prorogati

          di novanta giorni.

              4.  Gli  schemi   dei   decreti   legislativi   recanti

          attuazione  delle  direttive  che  comportino   conseguenze

          finanziarie sono corredati della relazione tecnica  di  cui

          all'art. 11-ter, comma 2, della legge  5  agosto  1978,  n.

          468, e successive modificazioni. Su di  essi  e'  richiesto

          anche il parere delle Commissioni  parlamentari  competenti

          per i profili  finanziari.  Il  Governo,  ove  non  intenda

          conformarsi  alle  condizioni  formulate  con   riferimento

          all'esigenza di garantire il rispetto dell'art. 81,  quarto

          comma, della Costituzione, ritrasmette alle Camere i testi,

          corredati    dei     necessari     elementi     integrativi

          d'informazione, per i pareri definitivi  delle  Commissioni

          parlamentari  competenti  per  i  profili  finanziari,  che

          devono essere espressi entro venti giorni.

              5. Entro ventiquattro mesi dalla  data  di  entrata  in

          vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al  comma

          1, nel rispetto dei principi e  criteri  direttivi  fissati

          dalla presente legge, il  Governo  puo'  adottare,  con  la

          procedura  indicata  nei  commi  2,  3  e  4,  disposizioni

          integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai

          sensi del citato comma 1, fatto salvo quanto  previsto  dal

          comma 6.

              6. I decreti legislativi, relativi  alle  direttive  di

          cui agli allegati A e B, adottati, ai sensi dell'art.  117,

          quinto  comma,  della  Costituzione,   nelle   materie   di

          competenza  legislativa  delle  regioni  e  delle  province

          autonome,  si  applicano  alle  condizioni  e  secondo   le

          procedure di cui  all'art.  11,  comma  8,  della  legge  4

          febbraio 2005, n. 11.

              7. Il Ministro per le politiche europee,  nel  caso  in

          cui una o piu' deleghe di cui  al  comma  1  non  risultino

          esercitate alla scadenza del  termine  previsto,  trasmette

          alla Camera dei deputati e al Senato della  Repubblica  una

          relazione   che   da'   conto   dei   motivi   addotti    a

          giustificazione del ritardo  dai  Ministri  con  competenza

          istituzionale prevalente per la materia. Il Ministro per le

          politiche europee ogni sei mesi informa altresi' la  Camera

          dei deputati e il Senato della Repubblica  sullo  stato  di

          attuazione delle direttive da parte delle regioni  e  delle

          province autonome nelle materie di loro competenza, secondo

          modalita' di individuazione delle stesse  da  definire  con

          accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra

          lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e  di

          Bolzano.

              8. Il Governo, quando non intende conformarsi ai pareri

          parlamentari di cui al comma 3, relativi a sanzioni  penali

          contenute  negli  schemi  di  decreti  legislativi  recanti

          attuazione delle direttive comprese negli  elenchi  di  cui

          agli allegati A e B, ritrasmette con le sue osservazioni  e

          con  eventuali  modificazioni  i  testi  alla  Camera   dei

          deputati e al Senato della Repubblica. Decorsi venti giorni

          dalla data di ritrasmissione, i decreti sono emanati  anche

          in mancanza di nuovo parere.». 

              «Art. 2 (Principi e criteri  direttivi  generali  della

          delega legislativa). - 1. Salvi gli  specifici  principi  e

          criteri direttivi stabiliti dalle disposizioni  di  cui  ai

          capi II e IV, ed  in  aggiunta  a  quelli  contenuti  nelle

          direttive da attuare, i decreti legislativi di cui all'art.

          1 sono informati ai seguenti principi e  criteri  direttivi

          generali:

                a)  le   amministrazioni   direttamente   interessate

          provvedono all'attuazione dei decreti  legislativi  con  le

          ordinarie strutture amministrative,  secondo  il  principio

          della massima  semplificazione  dei  procedimenti  e  delle

          modalita' di organizzazione e di esercizio delle funzioni e

          dei servizi;

                b) ai  fini  di  un  migliore  coordinamento  con  le

          discipline vigenti per i singoli settori interessati  dalla

          normativa  da attuare,  sono  introdotte   le   occorrenti

          modificazioni  alle  discipline  stesse,  fatti   salvi   i

          procedimenti  oggetto  di  semplificazione   amministrativa

          ovvero le materie oggetto di delegificazione;

                c) al di fuori dei casi previsti dalle  norme  penali

          vigenti, ove necessario per assicurare  l'osservanza  delle

          disposizioni  contenute  nei  decreti   legislativi,   sono

          previste sanzioni amministrative e penali per le infrazioni

          alle disposizioni dei decreti stessi. Le  sanzioni  penali,

          nei limiti, rispettivamente, dell'ammenda  fino  a  150.000

          euro e dell'arresto fino a tre anni, sono previste, in  via

          alternativa o congiunta, solo nei casi in cui le infrazioni

          ledano o espongano a pericolo interessi  costituzionalmente

          protetti. In tali casi sono previste: la pena  dell'ammenda

          alternativa all'arresto per le infrazioni che  espongono  a

          pericolo  o  danneggiano  l'interesse  protetto;  la   pena

          dell'arresto  congiunta  a  quella  dell'ammenda   per   le

          infrazioni che recano un  danno  di  particolare  gravita'.

          Nelle   predette   ipotesi,   in   luogo   dell'arresto   e

          dell'ammenda, possono essere  previste  anche  le  sanzioni

          alternative di cui agli articoli 53 e seguenti del  decreto

          legislativo  28  agosto  2000,  n.  274,  e   la   relativa

          competenza del giudice di pace. La sanzione  amministrativa

          del pagamento di una somma non inferiore a 150 euro  e  non

          superiore a 150.000 euro e' prevista per le infrazioni  che

          ledano o espongano a pericolo interessi diversi  da  quelli

         indicati nei periodi  precedenti.  Nell'ambito  dei  limiti

          minimi e  massimi  previsti,  le  sanzioni  indicate  nella

          presente  lettera  sono  determinate  nella  loro  entita',

          tenendo   conto   della   diversa   potenzialita'    lesiva

          dell'interesse protetto che ciascuna infrazione presenta in

          astratto, di specifiche qualita' personali  del  colpevole,

          comprese  quelle  che  impongono  particolari   doveri   di

          prevenzione, controllo o vigilanza, nonche'  del  vantaggio

          patrimoniale che  l'infrazione  puo'  recare  al  colpevole

          ovvero alla persona  o  all'ente  nel  cui  interesse  egli

          agisce. Entro i limiti  di  pena  indicati  nella  presente

          lettera  sono  previste   sanzioni   identiche   a   quelle

          eventualmente  gia'  comminate  dalle  leggi  vigenti   per

          violazioni omogenee e di pari  offensivita'  rispetto  alle

          infrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi. Nelle

          materie  di  cui  all'art.   117,   quarto   comma,   della

          Costituzione, le sanzioni amministrative  sono  determinate

          dalle regioni. Le somme derivanti dalle sanzioni  di  nuova

          istituzione, stabilite  con  i  provvedimenti  adottati  in

          attuazione della presente legge, sono  versate  all'entrata

          del bilancio dello Stato per essere  riassegnate,  entro  i

          limiti previsti dalla legislazione vigente, con decreti del

          Ministro    dell'economia    e    delle    finanze,    alle

          amministrazioni competenti all'irrogazione delle stesse;

                d) eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e

          che   non   riguardano    l'attivita'    ordinaria    delle

          amministrazioni statali o regionali possono essere previste

          nei decreti legislativi recanti  le  norme  necessarie  per

          dare attuazione alle direttive, nei soli limiti  occorrenti

          per  l'adempimento degli  obblighi  di  attuazione   delle

          direttive stesse; alla  relativa  copertura,  nonche'  alla

          copertura  delle  minori  entrate  eventualmente  derivanti

          dall'attuazione  delle  direttive,  in   quanto   non   sia

          possibile farvi fronte con  i  fondi  gia'  assegnati  alle

          competenti amministrazioni, si provvede a carico del  fondo

          di rotazione di cui all'art. 5 della legge 16 aprile  1987,

          n. 183;

                e)  all'attuazione  di   direttive   che   modificano

          precedenti direttive gia' attuate con legge o  con  decreto

          legislativo si procede, se la  modificazione  non  comporta

          ampliamento   della   materia   regolata,   apportando   le

          corrispondenti  modificazioni  alla  legge  o  al   decreto

          legislativo di attuazione della direttiva modificata;

                f) nella predisposizione dei decreti  legislativi  si

          tiene conto delle eventuali modificazioni  delle direttive

          comunitarie   comunque   intervenute   fino   al    momento

          dell'esercizio della delega;

                g)   quando   si   verifichino   sovrapposizioni   di

          competenze tra amministrazioni  diverse  o  comunque  siano

          coinvolte le competenze di piu' amministrazioni statali,  i

          decreti  legislativi  individuano,   attraverso   le   piu'

          opportune forme di coordinamento, rispettando i principi di

          sussidiarieta',  differenziazione,  adeguatezza   e   leale

          collaborazione e le competenze delle regioni e degli  altri

          enti   territoriali,   le   procedure   per   salvaguardare

          l'unitarieta' dei processi decisionali, la trasparenza,  la

          celerita',   l'efficacia   e   l'economicita'   nell'azione

          amministrativa e  la  chiara  individuazione  dei  soggetti

          responsabili;

                h) quando non siano d'ostacolo i diversi  termini  di

          recepimento, sono attuate con un unico decreto  legislativo

          le  direttive  che  riguardano  le  stesse  materie  o  che

          comunque   comportano   modifiche   degli    stessi    atti

          normativi.». 

              «Art. 44 (Delega  al  Governo  per  l'attuazione  della

          direttiva  2007/66/CE  del   Parlamento   europeo   e   del

          Consiglio, dell'11 dicembre 2007, che modifica le direttive

          89/665/CEE e 92/13/CEE del Consiglio per quanto riguarda il

          miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso  in

          materia di aggiudicazione degli appalti pubblici). - 1.  Il

          Governo e' delegato ad adottare, entro il termine e con  le

          modalita' di cui all'art. 1, uno o piu' decreti legislativi

          volti a recepire la  direttiva  2007/66/CE  del  Parlamento

          europeo  e  del  Consiglio,  dell'11  dicembre  2007,   che

          modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE del  Consiglio

          per quanto riguarda il miglioramento  dell'efficacia  delle

          procedure di ricorso in  materia  di  aggiudicazione  degli

          appalti pubblici. Sugli schemi dei decreti  legislativi  e'

          acquisito  il  parere  del  Consiglio  di  Stato.   Decorsi

          quarantacinque giorni dalla data di trasmissione, i decreti

          sono emanati anche in mancanza del parere.

              2. Entro due anni dalla data di entrata in  vigore  dei

          decreti legislativi previsti dal comma  1,  possono  essere

          emanate disposizioni correttive e integrative nel  rispetto

          delle medesime procedure di cui al citato comma 1.

              3. Ai fini della delega di cui  al  presente  articolo,

          per stazione appaltante si intendono i soggetti di cui agli

          articoli  32  e  207  del  codice  dei  contratti  pubblici

          relativi a lavori, servizi e forniture, di cui  al  decreto

          legislativo  12  aprile  2006,   n.   163,   e   successive

          modificazioni, e ogni altro  soggetto  tenuto,  secondo  il

          diritto comunitario o nazionale, al rispetto di procedure o

          principi di evidenza pubblica nell'affidamento di contratti

          relativi  a  lavori,  servizi  o   forniture.   I   decreti

          legislativi di cui al comma 1 sono  adottati  nel  rispetto

          dei principi e criteri direttivi generali di  cui  all'art.

          2,  nonche'  dei  seguenti  principi  e  criteri  direttivi

          specifici:

                a) circoscrivere  il  recepimento  alle disposizioni

          elencate  nel  presente  articolo  e  comunque   a   quanto

          necessario per rendere il quadro normativo vigente in  tema

          di   tutela   giurisdizionale   conforme   alle   direttive

          89/665/CEE e 92/13/CEE,  come  modificate  dalla  direttiva

          2007/66/CE,  previa  verifica  della  coerenza   con   tali

          direttive degli istituti processuali gia'  vigenti  e  gia'

          adeguati, anche alla luce della giurisprudenza  comunitaria

          e nazionale, e inserendo coerentemente i nuovi istituti nel

          vigente sistema processuale, nel rispetto  del  diritto  di

          difesa  e  dei  principi  di  effettivita'   della   tutela

          giurisdizionale e di ragionevole durata del processo;

                b) assicurare  un  quadro  processuale  omogeneo  per

          tutti i contratti contemplati dal citato codice di  cui  al

          decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,  ancorche'  non

          rientranti  nell'ambito  di  applicazione  delle  direttive

          2004/17/CE e 2004/18/CE, e operare un recepimento  unitario

          delle direttive 89/665/CEE  e  92/13/CEE,  come  modificate

          dalla direttiva 2007/66/CE;

                c) assicurare il coordinamento con il vigente sistema

          processuale, prevedendo le abrogazioni necessarie;

                d) recepire  integralmente  l'art.  1,  paragrafo  4,

          della direttiva 89/665/CEE e l'art. 1, paragrafo  4,  della

          direttiva  92/13/CEE,  come  modificati   dalla   direttiva

          2007/66/CE,   prevedendo,   inoltre,   che   la    stazione

          appaltante,   tempestivamente   informata    dell'imminente

          proposizione  di  un  ricorso  giurisdizionale,   con   una

          indicazione  sommaria  dei  relativi  motivi,  si  pronunci

          valutando se intervenire o meno in autotutela;

                e) recepire gli articoli 2-bis e 2-ter,  lettera  b),

          della direttiva 89/665/CEE e gli articoli  2-bis  e  2-ter,

          lettera b),  della  direttiva  92/13/CEE,  come  modificati

          dalla direttiva 2007/66/CE, fissando un  termine  dilatorio

          per la stipula del contratto e prevedendo termini  e  mezzi

          certi per la comunicazione  a  tutti  gli  interessati  del

          provvedimento di aggiudicazione e degli altri provvedimenti

          adottati in corso di procedura;

                   f)  recepire  l'art.  2,  paragrafo  6,  e  l'art.

          2-quater della  direttiva  89/665/CEE,  nonche'  l'art.  2,

          paragrafo 1, ultimo  capoverso,  e  l'art.  2-quater  della

          direttiva  92/13/CEE,  come  modificati   dalla   direttiva

          2007/66/CE, prevedendo:

                  1)  che  i   provvedimenti   delle   procedure   di

          affidamento sono impugnati entro un termine non superiore a

          trenta giorni dalla ricezione e i bandi  entro  un  termine

          non superiore a trenta giorni dalla pubblicazione;

                  2) che i bandi, ove  immediatamente  lesivi,  e  le

          esclusioni  sono  impugnati  autonomamente  e  non  possono

          essere contestati  con  l'impugnazione  dell'aggiudicazione

          definitiva, mentre tutti gli altri atti delle procedure  di

          affidamento sono impugnati con l'aggiudicazione definitiva,

          fatta comunque salva l'eventuale riunione dei procedimenti;

                  3) che  il  rito  processuale  davanti  al  giudice

          amministrativo  si  svolge  con  la  massima celerita'   e

          immediatezza  nel  rispetto  del  contraddittorio  e  della

          prova, con razionalizzazione e  abbreviazione  dei  vigenti

          termini di deposito del ricorso, costituzione  delle  altre

          parti, motivi aggiunti, ricorsi incidentali;

                  4) che  tutti  i  ricorsi  e  scritti  di  parte  e

          provvedimenti del giudice hanno forma sintetica;

                  5) che  tutti  i  ricorsi  relativi  alla  medesima

          procedura di  affidamento  sono  concentrati  nel  medesimo

          giudizio ovvero riuniti, se cio' non ostacoli  le  esigenze

          di celere definizione;

                g)  recepire  l'art.  2,  paragrafi  3  e  4,   della

          direttiva 89/665/CEE e l'art. 2, paragrafi 3 e 3-bis, della

          direttiva  92/13/CEE,  come  modificati   dalla   direttiva

          2007/66/CE, prevedendo la  sospensione  della  stipulazione

          del  contratto  in  caso   di   proposizione   di   ricorso

          giurisdizionale avverso un provvedimento di  aggiudicazione

          definitiva, accompagnato da contestuale domanda cautelare e

          rivolto al giudice competente, con i seguenti criteri:

                  1) la competenza, sia territoriale che per materia,

          e' inderogabile e rilevabile d'ufficio prima di ogni  altra

          questione;

                  2) la preclusione alla stipulazione  del  contratto

          opera fino alla pubblicazione del  provvedimento  cautelare

          definitivo, ovvero fino alla pubblicazione del  dispositivo

          della sentenza  di  primo  grado,  in  udienza  o  entro  i

          successivi sette giorni, se la causa puo' essere decisa nel

          merito nella camera di consiglio fissata per l'esame  della

          domanda cautelare;

                  3) il termine per l'impugnazione del  provvedimento

          cautelare e' di quindici giorni dalla sua  comunicazione  o

          dall'eventuale notifica, se anteriore;

                h) recepire gli articoli 2, paragrafo 7, 2-quinquies,

          2-sexies e 3-bis della direttiva 89/665/CEE e gli  articoli

          2,  paragrafo  6,  2-quinquies,  2-sexies  e  3-bis   della

          direttiva  92/13/CEE,  come  modificati   dalla   direttiva

          2007/66/CE, nell'ambito di una giurisdizione esclusiva e di

          merito, con i seguenti criteri:

                  1) prevedere la privazione di effetti del contratto

          nei casi di cui all'art. 2-quinquies, paragrafo 1,  lettere

          a) e b), della direttiva 89/665/CEE e all'art. 2-quinquies,

          paragrafo 1, lettere a) e b),  della  direttiva  92/13/CEE,

          con le deroghe e i temperamenti ivi previsti, lasciando  al

          giudice che annulla l'aggiudicazione la scelta, in funzione

          del  bilanciamento  degli  interessi  coinvolti  nei   casi

          concreti, tra privazione di effetti retroattiva o  limitata

          alle prestazioni da eseguire;

                  2) nel caso di cui all'art. 2-sexies, paragrafo  1,

          della direttiva 89/665/CEE e all'art.  2-sexies,  paragrafo

          1, della  direttiva  92/13/CEE,  lasciare  al  giudice  che

          annulla  l'aggiudicazione  la  scelta,  in   funzione   del

          bilanciamento degli interessi coinvolti nei casi  concreti,

          tra  privazione  di  effetti  del  contratto   e   relativa

          decorrenza, e sanzioni alternative;

                  3) fuori dei  casi  di  cui  ai  numeri  1)  e  2),

          lasciare al giudice che annulla l'aggiudicazione la scelta,

          in funzione del bilanciamento degli interessi coinvolti nei

          casi concreti, tra privazione di effetti  del  contratto  e

          relativa decorrenza, ovvero  risarcimento  per  equivalente

          del danno subito e comprovato;

                  4) disciplinare le sanzioni alternative fissando  i

          limiti minimi e massimi delle stesse;

                i)  recepire   l'art.   2-septies   della   direttiva

          89/665/CEE e l'art. 2-septies  della  direttiva  92/13/CEE,

          come modificati dalla direttiva  2007/66/CE,  prevedendo  i

          termini minimi di ricorso di cui al paragrafo 1, lettere a)

          e b), dei citati articoli 2-septies, e il termine di trenta

          giorni nel caso di cui al paragrafo 2 dei  citati  articoli

          2-septies;

                l) recepire  gli  articoli  3  e  4  della  direttiva

          89/665/CEE e gli articoli 8 e 12 della direttiva 92/13/CEE,

          come modificati dalla direttiva 2007/66/CE, individuando il

          Ministero competente e il procedimento;

                m)     dettare     disposizioni     razionalizzatrici

          dell'arbitrato, secondo i seguenti criteri:

                  1) incentivare l'accordo bonario;

                  2) prevedere  l'arbitrato  come  ordinario  rimedio

          alternativo al giudizio civile;

                  3) prevedere che le stazioni  appaltanti  indichino

          fin dal bando o  avviso  di  indizione  della  gara  se  il

          contratto conterra' o meno la clausola arbitrale, proibendo

          contestualmente  il  ricorso  al   negozio   compromissorio

          successivamente alla stipula del contratto;

                  4) contenere i costi del giudizio arbitrale;

                  5) prevedere misure acceleratorie del  giudizio  di

          impugnazione del lodo arbitrale.

              4. Resta ferma la disciplina di cui all'art. 20,  comma

          8, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,  convertito,

          con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.  2,  nei

          limiti temporali ivi previsti.

              5. Dall'attuazione del  presente  articolo  non  devono

          derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

              6.  Le  amministrazioni  provvedono  agli   adempimenti

          previsti  dall'attuazione  del  presente  articolo  con  le

          risorse  umane,  strumentali  e  finanziarie   previste   a

          legislazione vigente.». 

          Note all'art. 1:

              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  11  del   decreto

          legislativo 12 aprile 2006, n. 163, citato nelle  premesse,

          cosi' come modificato dal presente decreto:

              «Art. 11 (Fasi delle procedure di affidamento).  (artt.

          16,  17,  19,  R.D.  n.  2440/1923;  art.  109,  D.P.R.  n.

          554/1999; art. 44; comma 3, lettere  b)  ed  e),  legge  n.

          88/2009; articoli 2-bis  e  2-ter,  lettera  b),  direttiva

          89/665/CEE e articoli 2-bis e 2-ter, lettera b),  direttiva

          92/13/CEE, come modificati dalla direttiva  2007/66/CE).  -

          1. Le procedure di affidamento dei contratti pubblici hanno

          luogo nel  rispetto  degli  atti  di  programmazione  delle

          amministrazioni aggiudicatrici, se  previsti  dal  presente

          codice o dalle norme vigenti.

              2. Prima dell'avvio delle procedure di affidamento  dei

          contratti  pubblici,  le   amministrazioni   aggiudicatrici

          decretano o determinano di  contrarre,  in  conformita'  ai

          propri ordinamenti, individuando  gli  elementi  essenziali

          del contratto e i  criteri  di  selezione  degli  operatori

          economici e delle offerte.

              3. La selezione dei partecipanti avviene  mediante  uno

          dei   sistemi   previsti   dal    presente    codice    per

          l'individuazione dei soggetti offerenti.

              4. Le procedure di affidamento selezionano la  migliore

          offerta, mediante uno dei  criteri  previsti  dal  presente

          codice.  Al   termine   della   procedura   e'   dichiarata

          l'aggiudicazione   provvisoria   a   favore   del   miglior

          offerente.

              5.   La   stazione    appaltante,    previa    verifica

          dell'aggiudicazione  provvisoria  ai  sensi  dell'art.  12,

          comma 1, provvede all'aggiudicazione definitiva.

              6. Ciascun concorrente  non  puo'  presentare  piu'  di

          un'offerta. L'offerta e' vincolante per il periodo indicato

          nel bando o nell'invito e, in caso di mancata  indicazione,

          per centottanta giorni dalla scadenza del  termine per  la

          sua presentazione. La  stazione  appaltante  puo'  chiedere

          agli offerenti il differimento di detto termine.

              7.  L'aggiudicazione   definitiva   non   equivale   ad

          accettazione dell'offerta. L'offerta dell'aggiudicatario e'

          irrevocabile fino al termine stabilito nel comma 9.

              8. L'aggiudicazione definitiva diventa efficace dopo la

          verifica del possesso dei prescritti requisiti.

              9. Divenuta  efficace  l'aggiudicazione  definitiva,  e

          fatto salvo l'esercizio dei poteri di autotutela  nei  casi

          consentiti  dalle  norme  vigenti,  la   stipulazione   del

          contratto di appalto o di concessione  ha  luogo  entro  il

          termine di sessanta giorni, salvo diverso termine  previsto

          nel bando o nell'invito ad  offrire,  ovvero  l'ipotesi  di

          differimento espressamente concordata con l'aggiudicatario.

          Se la stipulazione del contratto non  avviene  nel  termine

          fissato, ovvero il controllo di cui all'art. 12,  comma  3,

          non avviene  nel  termine  ivi  previsto,  l'aggiudicatario

          puo', mediante atto notificato  alla  stazione  appaltante,

          sciogliersi da  ogni  vincolo  o  recedere  dal  contratto.

          All'aggiudicatario non spetta alcun  indennizzo,  salvo  il

          rimborso delle spese contrattuali documentate. Nel caso  di

          lavori, se e' intervenuta la consegna dei lavori in via  di

          urgenza e nel caso di servizi e forniture, se  si  e'  dato

          avvio  all'esecuzione  del  contratto  in  via   d'urgenza,

          l'aggiudicatario  ha  diritto  al  rimborso   delle   spese

          sostenute  per  l'esecuzione  dei   lavori   ordinati   dal

          direttore  dei  lavori,  ivi  comprese  quelle  per   opere

          provvisionali. Nel caso di servizi e forniture,  se  si  e'

          dato avvio all'esecuzione del contratto in  via  d'urgenza,

          l'aggiudicatario  ha  diritto  al  rimborso   delle   spese

          sostenute  per  le  prestazioni  espletate  su  ordine  del

          direttore dell'esecuzione.

              L'esecuzione di urgenza di cui al presente comma non e'

          consentita durante il termine dilatorio di cui al comma  10

          e  durante  il  periodo  di  sospensione  obbligatoria  del

          termine per la  stipulazione  del  contratto  previsto  dal

          comma 10-ter, salvo che nelle procedure in cui la normativa

          vigente non prevede la pubblicazione  del  bando  di  gara,

          ovvero nei casi in  cui  la  mancata  esecuzione  immediata

          della prestazione  dedotta  nella  gara  determinerebbe  un

          grave danno  all'interesse  pubblico  che  e'  destinata a

          soddisfare,  ivi  compresa  la  perdita  di   finanziamenti

          comunitari.

              10. Il contratto non  puo'  comunque  essere  stipulato

          prima di trentacinque giorni dall'invio  dell'ultima  delle

          comunicazioni   del   provvedimento    di    aggiudicazione

          definitiva ai sensi dell'art. 79.

              10-bis. Il termine dilatorio di cui al comma 10 non  si

          applica nei seguenti casi:

              a) se, a seguito di pubblicazione di bando o avviso con

          cui si indice una gara o inoltro degli inviti nel  rispetto

          del presente codice, e' stata presentata o e' stata ammessa

          una sola offerta e non sono state tempestivamente  proposte

          impugnazioni del bando o della lettera di invito  o  queste

          impugnazioni  risultano   gia'   respinte   con   decisione

          definitiva;

              b) nel caso di un appalto basato su un  accordo  quadro

          di cui all'art. 59 e in caso di appalti specifici basati su

          un sistema dinamico di acquisizione di cui all'art. 60.

              10-ter. Se e' proposto ricorso avverso l'aggiudicazione

          definitiva con contestuale domanda cautelare, il  contratto

          non puo' essere stipulato, dal momento della  notificazione

          dell'istanza cautelare alla stazione  appaltante  e  per  i

          successivi  venti  giorni,  a  condizione  che  entro  tale

          termine intervenga almeno  il  provvedimento  cautelare  di

          primo  grado  o  la  pubblicazione  del  dispositivo  della

          sentenza di primo grado in caso  di  decisione  del  merito

          all'udienza cautelare ovvero fino alla pronuncia  di  detti

          provvedimenti se  successiva.  L'effetto  sospensivo  sulla

          stipula del contratto cessa quando, in sede di esame  della

          domanda cautelare, il giudice si dichiara  incompetente  ai

          sensi dell'art. 245, comma 2-quater, primo periodo, o fissa

          con ordinanza la  data  di  discussione  del  merito  senza

          concedere misure cautelari o rinvia al giudizio  di  merito

          l'esame della domanda  cautelare,  con  il  consenso  delle

          parti, da intendersi quale implicita rinuncia all'immediato

          esame della domanda cautelare.

              11.  Il  contratto  e'   sottoposto   alla   condizione

          sospensiva dell'esito positivo dell'eventuale  approvazione

          e degli altri controlli previsti dalle norme proprie  delle

         stazioni appaltanti o degli enti aggiudicatori.

              12. L'esecuzione del contratto puo' avere  inizio  solo

          dopo che lo stesso e' divenuto efficace, salvo che, in casi

          di urgenza, la stazione appaltante o  l'ente  aggiudicatore

          ne  chieda  l'esecuzione  anticipata,  nei  modi   e   alle

          condizioni previste dal regolamento.

              13. Il contratto e' stipulato  mediante  atto  pubblico

          notarile, o mediante forma pubblica amministrativa  a cura

          dell'Ufficiale rogante dell'amministrazione aggiudicatrice,

          ovvero  mediante  scrittura  privata,  nonche'   in   forma

          elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna  stazione

          appaltante.». 

 

                               Art. 2

 

Comunicazione dell'aggiudicazione definitiva (articolo 44,  comma  3,

  lettere b) ed e),  legge  n.  88/2009;  articoli  2-bis,  2-quater,

  2-septies, paragrafo 1, lettera  a),  secondo  trattino,  direttiva

  89/665/CEE e articoli  2-bis,  2-quater,  2-septies,  paragrafo  1,

  lettera a), secondo trattino, direttiva 92/13/CEE  come  modificati

  dalla direttiva 2007/66/CE)

   

  1. L'articolo 79 del decreto legislativo n. 163 del 2006  e'  cosi'

modificato:

    a)  dopo  la  rubrica  dell'articolo,   nelle   indicazioni   tra

parentesi, dopo le parole: «articolo 24, comma 10, legge n.  62/2005»

sono aggiunte le seguenti: «; articolo 44, comma 3, lettere b) ed e),

legge n. 88/2009; articoli 2-bis, 2-quater, 2-septies,  paragrafo  1,

lettera a), secondo trattino, direttiva 89/665/CEE e articoli  2-bis,

2-quater, 2-septies,  paragrafo  1,  lettera  a),  secondo  trattino,

direttiva 92/13/CEE come modificati dalla direttiva 2007/66/CE»; 

    b) al comma 5 la lettera a), e' sostituita dalla seguente:

    «a) l'aggiudicazione definitiva, tempestivamente e comunque entro

un termine non superiore  a  cinque  giorni,  all'aggiudicatario,  al

concorrente che segue nella graduatoria,  a  tutti  i  candidati  che

hanno  presentato  un'offerta  ammessa  in  gara,  a  coloro  la  cui

candidatura  o  offerta  siano  state  escluse  se   hanno   proposto

impugnazione avverso l'esclusione, o sono in termini  per  presentare

dette impugnazioni, nonche' a coloro che hanno impugnato il  bando  o

la lettera di invito, se dette impugnazioni non  siano  state  ancora

respinte con pronuncia giurisdizionale definitiva;»; 

    c) nel comma 5, dopo la lettera b-bis) e' aggiunta  la  seguente:

«b-ter)  la  data  di  avvenuta  stipulazione   del   contratto   con

l'aggiudicatario, tempestivamente e comunque  entro  un  termine  non

superiore a cinque giorni, ai soggetti di cui  alla  lettera  a)  del

presente comma.»; 

    d) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti:

  «5-bis. Le comunicazioni di cui al comma 5 sono fatte per iscritto,

con  lettera  raccomandata  con  avviso  di  ricevimento  o  mediante

notificazione  o  mediante  posta  elettronica   certificata   ovvero

mediante fax, se l'utilizzo di quest'ultimo  mezzo  e'  espressamente

autorizzato dal concorrente, al domicilio eletto o  all'indirizzo  di

posta elettronica o al numero di fax  indicato  dal  destinatario  in

sede di candidatura o di offerta. Nel caso di invio a mezzo  posta  o

notificazione,  dell'avvenuta  spedizione  e'  data   contestualmente

notizia al destinatario mediante fax o posta elettronica,  anche  non

certificata,  al  numero  di  fax  ovvero  all'indirizzo   di   posta

elettronica  indicati  in  sede  di  candidatura  o  di  offerta.  La

comunicazione e' accompagnata  dal  provvedimento  e  dalla  relativa

motivazione contenente almeno gli elementi di cui al comma 2, lettera

c), e fatta salva l'applicazione del comma  4;  l'onere  puo'  essere

assolto nei casi di cui  al  comma  5,  lettere  a),  b),  e  b-bis),

mediante l'invio dei verbali di gara, e, nel caso di cui al comma  5,

lettera  b-ter),  mediante  richiamo  alla  motivazione  relativa  al

provvedimento di  aggiudicazione  definitiva,  se  gia'  inviata.  La

comunicazione   dell'aggiudicazione   definitiva   e   quella   della

stipulazione, e la notizia della  spedizione  sono,  rispettivamente,

spedita e comunicata nello stesso giorno a tutti i destinatari, salva

l'oggettiva impossibilita' di rispettare tale contestualita' a  causa

dell'elevato numero di destinatari, della difficolta' di  reperimento

degli  indirizzi,  dell'impossibilita'  di   recapito   della   posta

elettronica o del fax a taluno dei destinatari, o  altro  impedimento

oggettivo e comprovato.

  5-ter. Le comunicazioni di  cui  al  comma  5,  lettere  a)  e  b),

indicano  la  data  di  scadenza  del  termine   dilatorio   per   la

stipulazione del contratto.

  5-quater. Fermi i  divieti  e  differimenti  dell'accesso  previsti

dall'articolo 13, l'accesso agli atti del procedimento  in  cui  sono

adottati i  provvedimenti  oggetto  di  comunicazione  ai  sensi  del

presente articolo e' consentito entro dieci giorni  dall'invio  della

comunicazione  dei  provvedimenti  medesimi   mediante   visione   ed

estrazione di  copia.  Non  occorre  istanza  scritta  di  accesso  e

provvedimento di ammissione, salvi i provvedimenti  di  esclusione  o

differimento dell'accesso adottati  ai  sensi  dell'articolo  13.  Le

comunicazioni di cui al comma 5 indicano se ci sono atti per i  quali

l'accesso e' vietato o differito, e  indicano  l'ufficio  presso  cui

l'accesso puo' essere esercitato, e i relativi orari, garantendo  che

l'accesso sia consentito durante tutto l'orario in cui  l'ufficio  e'

aperto al pubblico o il relativo personale presta servizio.

  5-quinquies. Il bando o l'avviso  con  cui  si  indice  la  gara  o

l'invito nelle procedure senza bando fissano l'obbligo del  candidato

o  concorrente  di  indicare,   all'atto   di   presentazione   della

candidatura o dell'offerta, il domicilio eletto per le comunicazioni;

il bando  o  l'avviso  possono  altresi'  obbligare  il  candidato  o

concorrente a indicare l'indirizzo di posta elettronica o  il  numero

di fax al fine dell'invio delle comunicazioni.».  

       

         

                      Note all'art. 2:

              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  79  del   decreto

          legislativo 12 aprile 2006, n. 163, citato nelle  premesse,

          cosi' come modificato dal presente decreto:

              «Art. 79  (Informazioni  circa  i  mancati  inviti,  le

          esclusioni  e  le  aggiudicazioni).  (art.  41,   direttiva

          2004/18; articoli 49.1 e 49.2, direttiva 2004/17; art.  20,

          legge n.  55/1990;  art.  21,  commi  1,  2  e  3,  decreto

          legislativo n. 358/1992; art. 27,  commi  1  e  2,  decreto

          legislativo n. 157/1995; art. 27,  commi  3  e  4,  decreto

          legislativo n. 158/1995; art. 76, commi 3 e 4, decreto  del

          Presidente della Repubblica n. 554/1999; art. 24, comma 10,

          legge n. 62/2005; art. 44, comma 3, lett. b) ed  e),  legge

          n. 88/2009; articoli 2-bis, 2-quater, 2-septies,  paragrafo

          1, lettera a), secondo  trattino,  direttiva  89/665/CEE  e

          articoli 2-bis, 2-quater, 2-septies, paragrafo  1,  lettera

          a), secondo trattino, direttiva 92/13/CEE  come  modificati

          dalla direttiva 2007/66/CE). - 1.  Le  stazioni  appaltanti

          informano tempestivamente i candidati e gli offerenti delle

          decisioni prese riguardo alla  conclusione  di  un  accordo

          quadro, all'aggiudicazione di un appalto, o  all'ammissione

          in un sistema dinamico  di  acquisizione,  ivi  compresi  i

          motivi della decisione di non concludere un accordo quadro,

          ovvero di non aggiudicare un appalto per il quale e'  stata

          indetta una gara, ovvero di riavviare la procedura,  ovvero

          di non attuare un sistema dinamico di acquisizione.

              2. Le stazioni appaltanti inoltre comunicano:

                a) ad ogni candidato escluso  i  motivi  del  rigetto

          della candidatura;

                b) ad ogni offerente escluso  i  motivi  del  rigetto

          della sua offerta, inclusi, per i casi di cui all'art.  68,

         commi 4 e 7, i motivi della decisione di non equivalenza  o

          della decisione secondo cui i  lavori,  le  forniture  o  i

          servizi non sono conformi alle prestazioni o  ai  requisiti

          funzionali;

                c) ad ogni offerente che abbia presentato  un'offerta

          selezionabile, le caratteristiche e i vantaggi dell'offerta

          selezionata  e  il  nome  dell'offerente   cui   e'   stato

          aggiudicato il contratto o delle parti dell'accordo quadro.

              3. Le informazioni di cui al comma 1 e di cui al  comma

          2 sono fornite:

                a) su richiesta scritta della parte interessata;

                b) per iscritto;

                c) il prima possibile e comunque non  oltre  quindici

          giorni dalla ricezione della domanda scritta.

              4.   Tuttavia   le    stazioni    appaltanti    possono

          motivatamente   omettere   talune   informazioni   relative

          all'aggiudicazione  dei  contratti,  alla  conclusione   di

          accordi quadro o all'ammissione ad un sistema  dinamico  di

          acquisizione, di cui al comma 1, qualora la loro diffusione

          ostacoli  l'applicazione   della   legge,   sia   contraria

          all'interesse pubblico, pregiudichi i  legittimi  interessi

          commerciali di operatori economici  pubblici  o  privati  o

          dell'operatore  economico  cui  e'  stato  aggiudicato   il

          contratto,  oppure  possa  recare  pregiudizio  alla  leale

          concorrenza tra questi.

              5. In ogni caso l'amministrazione comunica di ufficio:

              a)  l'aggiudicazione  definitiva,   tempestivamente   e

          comunque entro un termine non superiore  a  cinque  giorni,

          all'aggiudicatario,  al   concorrente   che   segue   nella

          graduatoria, a  tutti  i  candidati  che  hanno  presentato

          un'offerta ammessa in gara, a coloro la cui  candidatura  o

          offerta siano state escluse se hanno proposto  impugnazione

          avverso l'esclusione, o  sono  in  termini  per  presentare

          dette impugnazioni, nonche' a coloro che hanno impugnato il

          bando o la lettera di invito,  se  dette  impugnazioni  non

          siano state ancora respinte con  pronuncia  giurisdizionale

          definitiva;

                b)  l'esclusione,  ai  candidati  e  agli   offerenti

          esclusi, tempestivamente e comunque entro  un  termine  non

          superiore a cinque giorni dall'esclusione;

                b-bis) la decisione, a  tutti  i  candidati,  di  non

          aggiudicare un appalto ovvero di non concludere un  accordo

          quadro;

                b-ter) la data di avvenuta stipulazione del contratto

          con l'aggiudicatario, tempestivamente e comunque  entro  un

          termine non superiore a cinque giorni, ai soggetti  di  cui

          alla lettera a) del presente comma.

              5-bis. Le comunicazioni di cui al comma  5  sono  fatte

          per  iscritto,  con  lettera  raccomandata  con  avviso  di

          ricevimento  o  mediante  notificazione  o  mediante  posta

          elettronica certificata ovvero mediante fax, se  l'utilizzo

          di quest'ultimo  mezzo  e'  espressamente  autorizzato  dal

          concorrente, al domicilio eletto o all'indirizzo  di  posta

          elettronica o al numero di fax indicato dal destinatario in

          sede di candidatura o di offerta. Nel caso di invio a mezzo

          posta o notificazione,  dell'avvenuta  spedizione  e'  data

          contestualmente notizia  al  destinatario  mediante  fax  o

          posta elettronica, anche non certificata, al numero di  fax

          ovvero all'indirizzo di posta elettronica indicati in  sede

          di  candidatura  o  di   offerta.   La   comunicazione   e'

          accompagnata dal provvedimento e dalla relativa motivazione

          contenente almeno gli elementi di cui al comma  2,  lettera

          c), e fatta salva l'applicazione del comma 4; l'onere  puo'

         essere assolto nei casi di cui al comma 5, lettere a),  b),

          e b-bis), mediante l'invio dei verbali di gara, e, nel caso

          di cui al comma 5, lettera b-ter), mediante  richiamo  alla

          motivazione relativa  al  provvedimento  di  aggiudicazione

          definitiva,   se    gia'    inviata.    La    comunicazione

          dell'aggiudicazione definitiva e quella della stipulazione,

          e  la  notizia  della  spedizione  sono,   rispettivamente,

          spedita  e  comunicata  nello  stesso  giorno  a  tutti   i

          destinatari, salva l'oggettiva impossibilita' di rispettare

          tale  contestualita'  a  causa   dell'elevato   numero   di

          destinatari,  della  difficolta'   di   reperimento   degli

          indirizzi,  dell'impossibilita'  di  recapito  della  posta

          elettronica o del fax a taluno  dei  destinatari,  o  altro

          impedimento oggettivo e comprovato.

                5-ter. Le comunicazioni di cui al comma 5, lettere a)

          e b), indicano la data di scadenza  del  termine  dilatorio

          per la stipulazione del contratto.

              5-quater. Fermi i divieti e  differimenti  dell'accesso

          previsti dall'art. 13, l'accesso agli atti del procedimento

          in  cui  sono   adottati   i   provvedimenti   oggetto   di

          comunicazione ai sensi del presente articolo e'  consentito

          entro  dieci  giorni  dall'invio  della  comunicazione  dei

          provvedimenti medesimi mediante visione  ed  estrazione  di

          copia.  Non  occorre   istanza   scritta   di   accesso   e

          provvedimento  di  ammissione,  salvi  i  provvedimenti  di

          esclusione o differimento dell'accesso  adottati  ai  sensi

          dell'art. 13. Le comunicazioni di cui al comma  5  indicano

          se ci  sono  atti  per  i  quali  l'accesso  e'  vietato  o

          differito, e indicano l'ufficio presso cui  l'accesso  puo'

          essere esercitato,  e  i  relativi  orari,  garantendo  che

          l'accesso sia consentito  durante  tutto  l'orario  in  cui

          l'ufficio e' aperto al pubblico  o  il  relativo  personale

          presta servizio.

              5-quinquies. Il bando o l'avviso con cui si  indice  la

          gara  o  l'invito  nelle  procedure  senza  bando   fissano

          l'obbligo del candidato o concorrente di indicare, all'atto

          di  presentazione  della  candidatura  o  dell'offerta,  il

          domicilio eletto per le comunicazioni; il bando o  l'avviso

          possono altresi' obbligare il  candidato  o  concorrente  a

          indicare l'indirizzo di posta elettronica o  il  numero  di

          fax al fine dell'invio delle comunicazioni.». 

 

                               Art. 3

 

Avviso volontario per la trasparenza preventiva (articolo  44,  comma

  1,  lettera  h),  legge  n.  88/2009;  articolo  3-bis,   direttiva

  89/665/CEE e articolo 3-bis, direttiva 92/13/CEE,  come  modificati

  dalla direttiva 2007/66/CE)

   

  1. Dopo l'articolo 79 del decreto legislativo n. 163  del  2006  e'

inserito il seguente:

  «Art. 79-bis  (Avviso  volontario  per  la  trasparenza  preventiva

(articolo 44, comma 1, lettera h), legge n. 88/2009; articolo  3-bis,

direttiva 89/665/CEE e  articolo  3-bis,  direttiva  92/13/CEE,  come

modificati dalla direttiva 2007/66/CE). - 1. L'avviso volontario  per

la  trasparenza  preventiva  il  cui  formato  e'  stabilito,  per  i

contratti di rilevanza comunitaria, dalla Commissione europea secondo

la procedura di consultazione di cui all'articolo 3-ter, paragrafo 2,

della direttiva 89/665/CE e di cui all'articolo 3-ter,  paragrafo  2,

della direttiva 92/13/CE, contiene le seguenti informazioni:

    a) denominazione e recapito della stazione appaltante;

    b) descrizione dell'oggetto del contratto;

    c) motivazione  della  decisione  della  stazione  appaltante  di

affidare il contratto senza la previa pubblicazione di  un  bando  di

gara nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea  o  nella  Gazzetta

Ufficiale della Repubblica italiana, rispettivamente per i  contratti

di rilevanza comunitaria e per quelli sotto soglia;

    d) denominazione e recapito dell'operatore economico a favore del

quale e' avvenuta l'aggiudicazione definitiva;

    e) se del caso, qualunque altra informazione ritenuta utile dalla

stazione appaltante.».  

       
 

 

 

                               Art. 4

 

 

            Misure di incentivazione dell'accordo bonario

     (articolo 44, comma 3, lettera m), n. 1, legge n. 88/2009)

 

  1. All'articolo 240 del decreto legislativo n. 163  del  2006  sono

apportate le seguenti modificazioni:

    a)  dopo  la  rubrica  dell'articolo,   nelle   indicazioni   tra

parentesi, dopo le parole: «decreto del Presidente  della  Repubblica

n. 554/1999», sono aggiunte le seguenti: «;  articolo  44,  comma  3,

lettera m), n. 1), legge n. 88/2009»; 

    b) al comma 5 le parole: «apposizione dell'ultima  delle  riserve

di cui al comma 1»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «costituzione

della commissione»; 

   c) dopo il comma 9 e' inserito il seguente:

  «9-bis. Il terzo componente assume le funzioni di presidente  della

commissione  ed  e'  nominato,  in  ogni  caso,  tra   i   magistrati

amministrativi  o  contabili,  tra  gli  avvocati  dello  Stato  o  i

componenti  del  Consiglio  superiore  dei  lavori  pubblici,  tra  i

dirigenti di prima fascia  delle  amministrazioni  pubbliche  di  cui

all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.

165, che abbiano svolto le funzioni dirigenziali  per  almeno  cinque

anni, ovvero tra avvocati e tecnici in possesso del diploma di laurea

in  ingegneria  ed  architettura,  iscritti  ai   rispettivi   ordini

professionali in possesso dei requisiti richiesti dall'articolo  241,

comma 5, per la nomina a presidente del collegio arbitrale.»;

    d) al comma 10,  le  parole:  «del  50%»  sono  sostituite  dalle

seguenti: «di un terzo»; 

    e) il comma 16 e' sostituito dal seguente: « 16.  Possono  essere

aditi gli arbitri o il giudice ordinario in caso di  fallimento  del

tentativo di accordo bonario, risultante dal rifiuto  espresso  della

proposta da parte dei soggetti di cui al comma 12, nonche' in caso di

inutile decorso dei termini di cui al comma 12 e al comma 13.».  

       

         

                      Note all'art. 4:

              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  240  del  decreto

          legislativo 12 aprile 2006, n. 163, citato nelle  premesse,

          cosi' come modificato dal presente decreto:

              «Art.  240  (Accordo  bonario).  (art.  81,   direttiva

          2004/18; art. 72, direttiva 2004/17; art. 31-bis, legge  n.

          109/1994; art. 149, decreto del Presidente della Repubblica

          n. 554/1999; art. 44, comma 3, lettera m), n. 1), legge  n.

          88/2009). - 1. Per i lavori pubblici di cui alla  parte  II

          affidati  da   amministrazioni   aggiudicatrici   ed   enti

          aggiudicatori, ovvero dai concessionari, qualora a  seguito

          dell'iscrizione  di  riserve   sui   documenti   contabili,

          l'importo economico  dell'opera  possa  variare  in  misura

          sostanziale e in ogni caso non inferiore al dieci per cento

          dell'importo  contrattuale,  si  applicano  i  procedimenti

          volti al raggiungimento di un accordo bonario, disciplinati

          dal presente articolo.

              2.  Tali  procedimenti  riguardano  tutte  le   riserve

          iscritte fino al momento del loro avvio, e  possono  essere

          reiterati per una sola volta quando  le  riserve  iscritte,

          ulteriori e  diverse  rispetto  a  quelle  gia'  esaminate,

          raggiungano nuovamente l'importo di cui al comma 1.

              3. Il direttore dei lavori da' immediata  comunicazione

          al responsabile del procedimento delle riserve  di  cui  al

          comma 1, trasmettendo nel piu'  breve  tempo  possibile  la

          propria relazione riservata.

              4.   Il   responsabile    del    procedimento    valuta

          l'ammissibilita' e la  non  manifesta  infondatezza  delle

          riserve ai fini dell'effettivo raggiungimento del limite di

          valore.

              5. Per gli appalti e le concessioni di importo  pari  o

          superiore a dieci milioni  di  euro,  il  responsabile  del

          procedimento   promuove   la   costituzione   di   apposita

          commissione,  affinche'  formuli,  acquisita  la  relazione

          riservata del  direttore  dei  lavori  e,  ove  costituito,

          dell'organo  di  collaudo,  entro  novanta   giorni   dalla

          costituzione  della  commissione,  proposta   motivata   di

          accordo bonario.

              6. Nei contratti di cui al comma 5, il responsabile del

          procedimento promuove la  costituzione  della  commissione,

          indipendentemente  dall'importo  economico  delle   riserve

          ancora da definirsi, al ricevimento da parte  dello  stesso

          del certificato di collaudo o di  regolare  esecuzione.  In

          tale ipotesi la proposta  motivata  della  commissione  e'

          formulata entro novanta giorni da detto ricevimento.

              7. La promozione della costituzione  della  commissione

          ha  luogo  mediante  invito,  entro  dieci   giorni   dalla

          comunicazione del direttore dei lavori di cui al  comma  3,

          da parte del responsabile del procedimento al soggetto  che

          ha formulato le riserve, a nominare il  proprio  componente

          della  commissione,   con   contestuale   indicazione   del

          componente di propria competenza.

              8. La commissione e' formata da tre  componenti  aventi

          competenza   specifica   in   relazione   all'oggetto   del

          contratto, per i quali non ricorra una causa di  astensione

          ai sensi dell'art. 51 codice  di  procedura  civile  o  una

          incompatibilita' ai sensi dell'art. 241, comma 6, nominati,

          rispettivamente, uno dal responsabile del procedimento, uno

          dal soggetto che ha formulato le riserve, e  il  terzo,  di

          comune   accordo,    dai    componenti    gia'    nominati,

          contestualmente  all'accettazione  congiunta  del  relativo

          incarico, entro dieci giorni dalla nomina. Il  responsabile

          del  procedimento  designa   il   componente   di   propria

          competenza nell'ambito dell'amministrazione  aggiudicatrice

          o   dell'ente   aggiudicatore   o   di    altra    pubblica

          amministrazione in caso di carenza dell'organico.

              9. In caso di mancato accordo entro il termine di dieci

          giorni dalla  nomina,  alla  nomina  del  terzo  componente

          provvede,  su  istanza  della  parte  piu'  diligente,   il

          presidente del tribunale del luogo dove e' stato  stipulato

          il contratto.

              9-bis.  Il  terzo  componente  assume  le  funzioni  di

          presidente della commissione ed e' nominato, in ogni  caso,

          tra  i  magistrati  amministrativi  o  contabili,  tra  gli

          avvocati dello Stato o i componenti del Consiglio superiore

          dei lavori pubblici, tra i dirigenti di prima fascia  delle

          amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma  2,  del

          decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.  165,  che  abbiano

          svolto le funzioni dirigenziali  per  almeno  cinque  anni,

          ovvero tra avvocati e tecnici in possesso  del  diploma  di

          laurea  in  ingegneria   ed   architettura,   iscritti   ai

          rispettivi ordini professionali in possesso  dei  requisiti

          richiesti  dall'art.  241,  comma  5,  per  la   nomina   a

          presidente del collegio arbitrale.

              10. Gli oneri connessi ai compensi  da  riconoscere  ai

          commissari sono posti a carico dei fondi  stanziati  per  i

          singoli interventi. I compensi spettanti a  ciascun  membro

          della commissione sono determinati dalle amministrazioni  e

          dagli enti aggiudicatori nella misura massima di  un  terzo

          dei corrispettivi minimi previsti dalla tariffa allegata al

          D.M. 2 dicembre 2000, n. 398, oltre al rimborso delle spese

          documentate.

              11.  Le  parti  hanno  facolta'   di   conferire   alla

          commissione il potere  di  assumere  decisioni  vincolanti,

          perfezionando, per conto delle  stesse,  l'accordo  bonario

          risolutivo delle riserve; in tale ipotesi non si  applicano

          il  comma  12  e  il  comma  17.  Le  parti  nell'atto   di

          conferimento possono riservarsi, prima del  perfezionamento

          delle decisioni, la facolta' di acquisire eventuali  pareri

          necessari o opportuni.

              12. Sulla proposta si pronunciano, entro trenta  giorni

          dal ricevimento, dandone entro tale  termine  comunicazione

          al  responsabile  del  procedimento,  il  soggetto  che  ha

          formulato le riserve e i soggetti di cui al comma 1, questi

          ultimi nelle  forme  previste  dal  proprio  ordinamento  e

          acquisiti  gli  eventuali  ulteriori  pareri  occorrenti  o

          ritenuti necessari.

              13. Quando il soggetto che ha formulato le riserve  non

          provveda alla nomina  del  componente  di  sua  scelta  nel

          termine di venti giorni dalla  richiesta  del  responsabile

          del  procedimento,  la  proposta  di  accordo  bonario   e'

          formulata dal responsabile del procedimento,  acquisita  la

          relazione  riservata  del  direttore  dei  lavori  e,   ove

          costituito, dell'organo di collaudo, entro sessanta  giorni

          dalla scadenza del termine assegnato all'altra parte per la

          nomina del componente  della  commissione.  Si  applica  il

          comma 12.

              14.  Per  gli  appalti  e  le  concessioni  di  importo

          inferiore a dieci milioni di euro,  la  costituzione  della

          commissione da parte del responsabile del  procedimento  e'

          facoltativa e il responsabile del procedimento puo'  essere

          componente  della  commissione  medesima.  La  costituzione

          della commissione e' altresi' promossa dal responsabile del

          procedimento,  indipendentemente   dall'importo   economico

          delle riserve ancora da definirsi, al ricevimento da  parte

          dello stesso del certificato  di  collaudo  o  di  regolare

          esecuzione. Alla commissione e al relativo procedimento  si

          applicano i commi che precedono.

              15.  Per  gli  appalti  e  le  concessioni  di  importo

          inferiore a dieci milioni di euro in cui non venga promossa

          la costituzione della commissione, la proposta  di  accordo

          bonario e' formulata dal responsabile del procedimento,  ai

          sensi del comma 13. Si applica il comma 12.

              15-bis. Qualora i termini di cui al comma 5 e al  comma

          13  non  siano  rispettati  a  causa   di   ritardi   negli

          adempimenti del responsabile del procedimento ovvero  della

          commissione, il primo risponde sia sul piano  disciplinare,

          sia  a  titolo  di  danno  erariale,  e  la  seconda perde

          qualsivoglia diritto al compenso di cui al comma 10.

              16. Possono essere  aditi  gli  arbitri  o  il  giudice

          ordinario in caso di fallimento del  tentativo  di  accordo

          bonario, risultante dal rifiuto espresso della proposta  da

          parte dei soggetti di cui al comma 12, nonche' in  caso  di

          inutile decorso dei termini di cui al comma 12 e  al  comma

          13.

              17.  Dell'accordo  bonario  accettato,  viene   redatto

          verbale  a  cura   del   responsabile   del   procedimento,

          sottoscritto dalle parti.

              18. L'accordo bonario di cui al comma 11  e  quello  di

          cui al comma 17 hanno natura di transazione.

              19. Sulla somma riconosciuta in sede di accordo bonario

          sono dovuti gli interessi al tasso legale a  decorrere  dal

          sessantesimo   giorno   successivo   alla    sottoscrizione

          dell'accordo.

              20. Le dichiarazioni e gli atti  del  procedimento  non

          sono  vincolanti  per  le  parti   in   caso   di   mancata

          sottoscrizione dell'accordo bonario.

              21. Qualora siano decorsi i termini di cui all'art. 141

          senza che sia stato effettuato  il  collaudo  o  emesso  il

          certificato di regolare esecuzione dei lavori, il  soggetto

          che ha iscritto le riserve puo' notificare al  responsabile

          del procedimento istanza per l'avvio  dei  procedimenti  di

          accordo bonario di cui al presente articolo.

              22. Le disposizioni dei commi precedenti si  applicano,

          in quanto compatibili, anche ai contratti pubblici relativi

          a servizi e a forniture nei settori  ordinari,  nonche'  ai

          contratti  di  lavori,  servizi,  forniture   nei   settori

          speciali, qualora a seguito di contestazioni dell'esecutore

          del  contratto,  verbalizzate  nei   documenti   contabili,

          l'importo economico controverso sia non inferiore al  dieci

          per  cento  dell'importo  originariamente   stipulato.   Le

          competenze del direttore dei lavori spettano  al  direttore

          dell'esecuzione del contratto.».  

 

                               Art. 5

 

 

     Disposizioni razionalizzatrici dell'arbitrato (articolo 44,

      comma 3, lettera m), numeri 2, 3, 4, 5, legge n. 88/2009)

 

   

  1. All'articolo 241 del decreto legislativo n. 163  del  2006  sono

apportate le seguenti modificazioni:

    a)  dopo  la  rubrica dell'articolo,   nelle   indicazioni   tra

parentesi, dopo le parole: «legge  n.  266/2005»,  sono  aggiunte  le

seguenti: «; articolo 44, comma 2, lettera m), n. 2,  3),  4)  e  5),

legge n. 88/2009»; 

    b) dopo il comma 1 e' inserito il seguente:

  «1-bis. La stazione appaltante indica nel bando o  nell'avviso  con

cui indice la gara ovvero, per le procedure senza bando, nell'invito,

se il  contratto  conterra',  o  meno,  la  clausola  compromissoria.

L'aggiudicatario puo' ricusare la  clausola  compromissoria,  che  in

tale caso non e' inserita nel contratto, comunicandolo alla  stazione

appaltante     entro     venti      giorni      dalla      conoscenza

dell'aggiudicazione. E' vietato in ogni caso il compromesso.»; 

    c) al comma 5, sono aggiunte, in fine,  le  seguenti  parole:  «,

muniti di precipui requisiti di indipendenza, e comunque  tra  coloro

che nell'ultimo triennio non hanno esercitato le funzioni di  arbitro

di parte  o  di  difensore  in  giudizi  arbitrali  disciplinati  dal

presente articolo, ad eccezione  delle  ipotesi  in  cui  l'esercizio

della  difesa  costituisca  adempimento  di  dovere   d'ufficio   del

difensore dipendente pubblico. La nomina del presidente del  collegio

effettuata in violazione del presente articolo determina la  nullita'

del lodo ai sensi dell'articolo 829, primo comma, n. 3, del codice di

procedura civile»; 

    d) al comma 6 sono aggiunte, in  fine,  le  seguenti  parole:  «,

anche ai sensi dell'articolo 240»; 

    e) il comma 9 e' sostituito dal seguente:

  «9. Il lodo si ha per pronunciato con la sua ultima  sottoscrizione

e diviene efficace con il suo deposito presso la camera arbitrale per

i contratti pubblici. Entro quindici giorni dalla pronuncia del  lodo

va corrisposta, a cura degli arbitri e a carico delle parti una somma

pari all'uno per mille del valore della relativa controversia.  Detto

importo e' direttamente versato all'Autorita'.»; 

    f) il comma 10 e' sostituito dal seguente:

  «10. Il deposito del lodo effettuato ai sensi dell'articolo 825 del

codice di procedura civile e' preceduto dal suo  deposito  presso  la

camera arbitrale per i  contratti  pubblici.  Il  deposito  del  lodo

presso la  camera  arbitrale  e'  effettuato,  a  cura  del  collegio

arbitrale, in tanti originali quante sono le parti, oltre a  uno  per

il fascicolo d'ufficio. Su richiesta di parte il rispettivo originale

e' restituito, con attestazione dell'avvenuto deposito, ai fini degli

adempimenti di cui all'articolo 825 del codice di procedura civile.»; 

    g) il comma 11 e' abrogato;

    h) al comma 12 sono apportate le seguenti modificazioni:

      1) il primo periodo e' sostituito dal  seguente:  «Il  collegio

arbitrale determina nel lodo definitivo ovvero con separata ordinanza

il valore della controversia  e il  compenso  degli  arbitri  con  i

criteri stabiliti dal decreto del  Ministro  dei  lavori  pubblici  2

dicembre 2000,  n.  398,  e  applica  le  tariffe  fissate  in  detto

decreto.»; 

      2) dopo il terzo periodo e' inserito il seguente: «Il  compenso

per il collegio arbitrale, comprensivo dell'eventuale compenso per il

segretario, non puo' comunque superare l'importo di 100 mila euro, da

rivalutarsi ogni tre anni con decreto del  Ministro  dell'economia  e

delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei

trasporti.»; 

      3) l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente: «L'ordinanza di

liquidazione del  compenso  e  delle  spese  arbitrali,  nonche'  del

compenso e delle spese per la consulenza tecnica, costituisce  titolo

per l'ingiunzione di cui all'articolo 633  del  codice  di  procedura

civile.»; 

    i) dopo il comma 12 e' inserito il seguente:

  «12-bis. Salvo quanto previsto dall'articolo 92, secondo comma, del

codice di  procedura  civile,  il  collegio  arbitrale,  se  accoglie

parzialmente  la  domanda,  compensa  le  spese   del   giudizio   in

proporzione  al  rapporto  tra  il  valore  della  domanda  e  quello

dell'accoglimento.»; 

    l) il comma 13 e' sostituito dal seguente:

  «13. Il compenso del consulente tecnico e di ogni altro  ausiliario

nominato dal collegio arbitrale e' liquidato, dallo stesso  collegio,

ai sensi degli articoli da 49 a 58 del testo unico delle disposizioni

legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di  cui

al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio  2002,  n.  115,

nella  misura   derivante   dall'applicazione   delle   tabelle   ivi

previste.»; 

    m) dopo il comma 15 sono aggiunti i seguenti:

  «15-bis. Il lodo e' impugnabile, oltre che per motivi di  nullita',

anche per violazione delle regole di diritto relative al merito della

controversia. L'impugnazione  e'  proposta  nel  termine  di  novanta

giorni dalla notificazione del lodo e non e' piu' proponibile dopo il

decorso di centoottanta giorni  dalla  data  del  deposito  del  lodo

presso la Camera arbitrale.

  15-ter. Su istanza di parte la Corte d'appello puo' sospendere, con

ordinanza, l'efficacia del lodo, se ricorrono gravi e fondati motivi.

Si applica l'articolo 351 del  codice  di  procedura  civile.  Quando

sospende l'efficacia del lodo, o ne conferma la sospensione  disposta

dal presidente, il collegio verifica se il giudizio e' in  condizione

di essere definito. In tal  caso,  fatte  precisare  le  conclusioni,

ordina  la  discussione  orale  nella  stessa  udienza  o  camera  di

consiglio, ovvero in una udienza  da  tenersi  entro  novanta  giorni

dall'ordinanza di sospensione; all'udienza pronunzia sentenza a norma

dell'articolo 281-sexies del codice di procedura civile.  Se  ritiene

indispensabili incombenti istruttori, il collegio provvede su di essi

con la stessa ordinanza di sospensione e ne  ordina  l'assunzione  in

una udienza successiva di non oltre novanta giorni;  quindi  provvede

ai sensi dei periodi precedenti.». 

  2. All'articolo 243 del decreto legislativo n. 163  del  2006  sono

apportate le seguenti modificazioni:

    a)  dopo  la  rubrica  dell'articolo,   nelle   indicazioni   tra

parentesi, dopo le parole: «legge  n.  266/2005»,  sono  aggiunte  le

seguenti: «; articolo 44, comma  2,  lettera  m),  n.  4),  legge  n.

88/2009)»; 

    b) al comma 5 e' aggiunto, in  fine,  il  seguente  periodo:  «Si

applicano le disposizioni di cui all'articolo 241, comma 12, secondo,

terzo, quarto e quinto periodo.»; 

   

    c) al comma 7 le parole: «nomina il segretario» sono  sostituite

dalle seguenti: «nomina, se necessario, il segretario»; 

    d) al comma 9 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «,  con

i criteri di cui all'articolo 241, comma 13».  

       

         

                      Note all'art. 5:

              - Si riporta il testo degli  articoli  241  e  243  del

          decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163,  citato  nelle

          premesse, cosi' come modificato dal presente decreto:

              «Art. 241(Arbitrato). (art. 81, direttiva 2004/18; art.

          72, direttiva 2004/17; art. 32, legge n. 109/1994; articoli

          150 - 151,  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  n.

          554/1999; art. 6, comma  2,  legge  n.  205/2000;  D.M.  n.

          398/2000; art. 12, decreto legislativo n. 190/2002; art. 5,

          commi 16-sexies e 16-septies, D.L. n.  35/2005,  convertito

          nella legge n. 80/2005; art. 1, commi 70  e  71,  legge  n.

          266/2005; art. 44, comma 2, lettera m), n. 2, 3), 4) e  5),

          legge  n.  88/2009).  -  1.  Le  controversie  su   diritti

          soggettivi,   derivanti   dall'esecuzione   dei   contratti

          pubblici relativi a lavori, servizi, forniture, concorsi di

          progettazione e di idee,  comprese  quelle  conseguenti  al

          mancato  raggiungimento   dell'accordo   bonario   previsto

          dall'art. 240, possono essere deferite ad arbitri.

              1-bis.  La  stazione  appaltante  indica  nel  bando  o

          nell'avviso con cui indice la gara ovvero, per le procedure

          senza bando, nell'invito,  se  il  contratto  conterra',  o

          meno, la  clausola  compromissoria.  L'aggiudicatario  puo'

          ricusare la clausola compromissoria, che in tale  caso  non

          e' inserita  nel  contratto,  comunicandolo  alla  stazione

          appaltante   entro   venti    giorni    dalla    conoscenza

          dell'aggiudicazione.   E'   vietato   in   ogni   caso   il

          compromesso.

              2. Ai giudizi arbitrali si  applicano  le  disposizioni

          del codice di procedura civile, salvo quanto  disposto  dal

          presente codice.

              3. Il collegio arbitrale e' composto da tre membri.

              4. Ciascuna delle parti, nella domanda di  arbitrato  o

          nell'atto di resistenza alla domanda, nomina  l'arbitro  di

          propria competenza tra soggetti di  particolare  esperienza

          nella materia oggetto  del  contratto  cui  l'arbitrato  si

          riferisce.

              5. Il Presidente del collegio arbitrale e' scelto dalle

          parti, o su  loro  mandato  dagli  arbitri  di  parte,  tra

          soggetti di particolare esperienza  nella  materia  oggetto

          del contratto cui l'arbitrato  si  riferisce  ,  muniti  di

          precipui requisiti di indipendenza, e comunque  tra  coloro

          che nell'ultimo triennio non hanno esercitato  le  funzioni

          di arbitro di parte o di  difensore  in  giudizi  arbitrali

          disciplinati dal  presente  articolo,  ad  eccezione  delle

          ipotesi  in  cui  l'esercizio  della   difesa   costituisca

          adempimento di dovere d'ufficio  del  difensore  dipendente

          pubblico. La nomina del presidente del collegio  effettuata

          in violazione del presente articolo determina  la  nullita'

          del lodo ai sensi dell'art. 829, primo  comma,  n.  3,  del

          codice di procedura civile.

              6. In aggiunta ai casi  di  ricusazione  degli  arbitri

          previsti dall'art. 815 del codice di procedura civile,  non

          possono  essere  nominati  arbitri   coloro   che   abbiano

          compilato il progetto o dato  parere  su  di  esso,  ovvero

          diretto, sorvegliato o collaudato i lavori, i  servizi,  le

          forniture cui si riferiscono le  controversie,  ne'  coloro

          che in qualsiasi modo abbiano espresso un giudizio o parere

          sull'oggetto delle controversie stesse  ,  anche  ai  sensi

          dell'art. 240.

              7. Presso l'Autorita' e' istituita la camera  arbitrale

          per  i  contratti  pubblici  relativi  a  lavori,  servizi,

          forniture, disciplinata dall'art. 242.

              8. Nei giudizi arbitrali regolati dal  presente  codice

          sono ammissibili tutti i mezzi di prova previsti dal codice

          di procedura civile, con esclusione del giuramento in tutte

          le sue forme.

              9. Il lodo si ha per  pronunciato  con  la  sua  ultima

          sottoscrizione e  diviene  efficace  con  il  suo  deposito

          presso la camera arbitrale per i contratti pubblici.  Entro

          quindici giorni dalla pronuncia del lodo va corrisposta,  a

          cura degli arbitri e a carico delle parti  una  somma  pari

          all'uno per mille del valore della  relativa  controversia.

          Detto importo e' direttamente versato all'Autorita'.

              10. Il deposito del lodo effettuato ai sensi  dell'art.

          825 del codice di procedura civile  e'  preceduto  dal  suo

          deposito  presso  la  camera  arbitrale  per  i   contratti

          pubblici. Il deposito del lodo presso la  camera  arbitrale

          e' effettuato, a cura  del  collegio  arbitrale,  in  tanti

          originali  quante  sono  le  parti,  oltre  a  uno  per  il

          fascicolo d'ufficio. Su richiesta di  parte  il  rispettivo

          originale e'  restituito,  con  attestazione  dell'avvenuto

          deposito, ai fini degli adempimenti di cui all'art. 825 del

          codice di procedura civile.

              11. (Abrogato).

              12. Il collegio arbitrale determina nel lodo definitivo

          ovvero con separata ordinanza il valore della  controversia

          e il compenso degli arbitri con  i  criteri  stabiliti  dal

          decreto del Ministro dei lavori pubblici 2  dicembre  2000,

          n. 398, e applica le tariffe fissate in  detto  decreto.  I

          compensi minimi e massimi stabiliti dalla tariffa  allegata

          al regolamento di cui al decreto del  Ministro  dei  lavori

          pubblici 2 dicembre 2000,  n.  398,  sono  dimezzati.  Sono

          comunque vietati incrementi  dei  compensi  massimi  legati

          alla particolare  complessita'  delle  questioni  trattate,

          alle  specifiche  competenze  utilizzate  e   all'effettivo

          lavoro svolto.

              Il compenso  per  il  collegio  arbitrale,  comprensivo

          dell'eventuale  compenso  per  il  segretario,   non   puo'

          comunque  superare  l'importo  di   100   mila   euro,   da

          rivalutarsi  ogni  tre  anni  con  decreto   del   Ministro

          dell'economia e delle finanze, di concerto con il  Ministro

          delle infrastrutture e dei trasporti.

              L'art. 24 del decreto-legge  4  luglio  2006,  n.  223,

          convertito, con modificazioni, dalla legge 4  agosto  2006,

          n.  248,  si  interpreta  come  non  applicabile  a  quanto

          disciplinato ai sensi del presente comma.

              L'ordinanza di liquidazione del compenso e delle  spese

          arbitrali, nonche'  del  compenso  e  delle  spese  per  la

          consulenza tecnica, costituisce titolo per l'ingiunzione di

          cui all'art. 633 del codice di procedura civile.

              12-bis. Salvo quanto  previsto  dall'art.  92,  secondo

          comma,  del  codice  di  procedura  civile,   il   collegio

          arbitrale, se accoglie parzialmente la domanda, compensa le

          spese del giudizio in proporzione al rapporto tra il valore

          della domanda e quello dell'accoglimento.

              13. Il compenso del consulente tecnico e di ogni  altro

          ausiliario nominato dal collegio  arbitrale  e'  liquidato,

          dallo stesso collegio, ai sensi degli articoli da 49  a  58

          del  testo   unico   delle   disposizioni   legislative   e

          regolamentari in materia di spese di giustizia, di  cui  al

          decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002,  n.

          115, nella misura derivante dall'applicazione delle tabelle

          ivi previste.

              14. Le parti sono tenute solidalmente al pagamento  del

          compenso dovuto agli arbitri  e  delle  spese  relative  al

          collegio e al giudizio arbitrale, salvo rivalsa fra loro.

              15. In caso di mancato accordo per la nomina del  terzo

          arbitro, ad iniziativa della parte piu' diligente, provvede

          la camera arbitrale, sulla  base  di  criteri  oggettivi  e

          predeterminati, scegliendolo nell'albo di cui all'art. 242.

              15-bis. Il lodo e' impugnabile, oltre che per motivi di

          nullita', anche per  violazione  delle  regole  di  diritto

          relative al merito della  controversia.  L'impugnazione  e'

          proposta nel termine di novanta giorni dalla  notificazione

          del lodo e non e'  piu'  proponibile  dopo  il  decorso  di

          centoottanta giorni dalla data del deposito del lodo presso

          la Camera arbitrale.

              15-ter. Su istanza di parte  la  Corte  d'appello  puo'

          sospendere,  con  ordinanza,  l'efficacia  del   lodo,   se

          ricorrono gravi e fondati motivi. Si applica l'art. 351 del

          codice di procedura civile. Quando sospende l'efficacia del

          lodo, o ne conferma la sospensione disposta dal presidente,

          il collegio verifica se il giudizio  e'  in  condizione  di

          essere  definito.  In  tal   caso,   fatte   precisare   le

          conclusioni,  ordina  la  discussione  orale  nella  stessa

          udienza o camera di consiglio, ovvero  in  una  udienza  da

          tenersi entro novanta giorni dall'ordinanza di sospensione;

          all'udienza pronunzia sentenza a norma dell'art. 281-sexies

          del codice di procedura civile. Se  ritiene  indispensabili

          incombenti istruttori, il collegio provvede su di essi  con

          la stessa ordinanza di sospensione e ne ordina l'assunzione

          in una udienza successiva  di  non  oltre  novanta  giorni;

          quindi provvede ai sensi dei periodi precedenti.». 

              «Art.  243  (Ulteriori  norme  di  procedura  per   gli

          arbitrati in cui il presidente  e'  nominato  dalla  camera

          arbitrale). (art. 32, L. n. 109/1994, come novellato  dalla

          legge n. 80/2005; art. 150, decreto  del  Presidente  della

          Repubblica n. 554/1999; D.M. n. 398/2000; art. 1, comma 71,

          legge n. 266/2005; art. 44, comma 2, lettera m), n. 2,  3),

          4) e 5), legge n. 88/2009). - 1. Limitatamente  ai  giudizi

          arbitrali in cui il presidente  e'  nominato  dalla  camera

          arbitrale, in aggiunta alle norme di cui all'art.  241,  si

          applicano le seguenti regole.

              2. La domanda di arbitrato,  l'atto  di  resistenza  ed

          eventuali  controdeduzioni,  vanno  trasmesse  alla  camera

          arbitrale ai fini della nomina del terzo arbitro.

              3. Le parti determinano la sede del collegio arbitrale,

          anche presso uno dei luoghi in cui sono situate le  sezioni

          regionali  dell'Osservatorio;   se   non   vi   e'   alcuna

          indicazione della sede del collegio  arbitrale,  ovvero  se

          non vi e' accordo fra  le  parti,  questa  deve  intendersi

          stabilita presso la sede della camera arbitrale.

              4. Gli arbitri possono  essere  ricusati  dalle  parti,

          oltre che per i motivi previsti dall'art. 815 del codice di

          procedura civile, anche per i motivi di cui  all'art.  242,

          comma 9.

              5. Il corrispettivo dovuto dalle parti  e'  determinato

          dalla camera arbitrale, su proposta formulata dal collegio,

          in base alla tariffa allegata al D.M. 2 dicembre  2000,  n.

          398.

              Si applicano le disposizioni di cui all'art. 241, comma

          12, secondo, terzo, quarto e quinto periodo.

              6. Contestualmente alla nomina del  terzo  arbitro,  la

          camera  arbitrale  comunica  alle  parti  la  misura  e  le

          modalita'  del  deposito  da  effettuarsi  in  acconto  del

          corrispettivo arbitrale.

              7. Il presidente  del  collegio  arbitrala  nomina,  se

          necessario, il segretario, scegliendolo nell'elenco di  cui

          all'art. 242, comma 10.

              8. Il corrispettivo a  saldo  per  la  decisione  della

          controversia e' versato dalle parti, nella misura liquidata

          dalla camera arbitrale, nel termine di trenta giorni  dalla

          comunicazione del lodo.

              9. La camera arbitrale provvede alla liquidazione degli

          onorari e delle spese di consulenza tecnica, ove disposta ,

          con i criteri di cui all'art. 241, comma 13.

              10.  Gli  importi  dei  corrispettivi  dovuti  per   la

          decisione  delle  controversie  sono  direttamente  versati

          all'Autorita'.». 

 

                               Art. 6

 

Informativa in ordine all'intento di proporre ricorso giurisdizionale

  (articolo 44, comma 3, lettere b) e d), legge n. 88/2009;  articolo

  1, paragrafo 4, direttiva 89/665/CEE e  articolo  1,  paragrafo  4,

  direttiva 92/13/CEE come modificati dalla direttiva 2007/66/CE)

   

  1. Al decreto legislativo n. 163 del 2006, dopo l'articolo  243  e'

inserito il seguente:

  «Art.  243-bis  (Informativa  in  ordine  all'intento  di  proporre

ricorso giurisdizionale (articolo 44, comma 3, lettere b) e d), legge

n. 88/2009; articolo 1, paragrafo 4, direttiva 89/665/CEE e  articolo

1, paragrafo 4, direttiva 92/13/CEE come modificati  dalla  direttiva

2007/66/CE). - 1. Nelle materie di cui all'articolo 244, comma  1,  i

soggetti che intendono proporre un ricorso giurisdizionale  informano

le stazioni appaltanti della presunta violazione e  della  intenzione

di proporre un ricorso giurisdizionale.

  2. L'informazione di cui al comma 1 e' fatta mediante comunicazione

scritta e sottoscritta dall'interessato, o da un suo  rappresentante,

che reca una sintetica e sommaria indicazione dei  presunti  vizi  di

illegittimita' e dei motivi di ricorso che si intendono articolare in

giudizio, salva in ogni caso la  facolta'  di  proporre  in  giudizio

motivi   diversi   o   ulteriori.   L'interessato   puo'    avvalersi

dell'assistenza  di  un  difensore.  La  comunicazione  puo'   essere

presentata fino  a  quando  l'interessato  non  abbia  notificato  un

ricorso giurisdizionale. L'informazione e'  diretta  al  responsabile

del procedimento. La comunicazione prevista dal presente  comma  puo'

essere effettuata anche oralmente nel corso di  una  seduta  pubblica

della commissione di gara ed e' inserita nel verbale della  seduta  e

comunicata immediatamente al responsabile  del  procedimento  a cura

della commissione di gara.

  3.  L'informativa  di  cui  al  presente  articolo  non   impedisce

l'ulteriore corso del  procedimento  di  gara,  ne'  il  decorso  del

termine  dilatorio  per  la  stipulazione  del   contratto,   fissato

dall'articolo 11, comma  10,  ne'  il  decorso  del  termine  per  la

proposizione del ricorso giurisdizionale.

  4.  La   stazione   appaltante,   entro   quindici   giorni   dalla

comunicazione di cui al comma 1, comunica le  proprie  determinazioni

in  ordine  ai motivi  indicati  dall'interessato,   stabilendo   se

intervenire o meno in autotutela. L'inerzia  equivale  a  diniego  di

autotutela.

  5. L'omissione della comunicazione di cui al comma  1  e  l'inerzia

della stazione appaltante costituiscono comportamenti valutabili,  ai

fini della decisione  sulle  spese  di  giudizio,  nonche'  ai  sensi

dell'articolo 1227 del codice civile.

  6. Il provvedimento con cui si dispone il non luogo  a  provvedere,

anche ai sensi dell'ultimo periodo del comma 4,  non  e'  impugnabile

autonomamente e puo' essere contestato congiuntamente all'atto cui si

riferisce o con motivi aggiunti al ricorso avverso  quest'ultimo,  da

proporsi nel termine di quindici giorni.».  
 

 

 

                               Art. 7

 

 

                            Giurisdizione

 

  1. All'articolo 244, comma 1, del decreto legislativo  n.  163  del

2006 e' aggiunto il seguente periodo: «La giurisdizione esclusiva  si

estende alla dichiarazione di inefficacia del contratto a seguito  di

annullamento dell'aggiudicazione e alle sanzioni alternative.».  

       

         

                      Note all'art. 7:

              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  244  del  decreto

          legislativo 12 aprile 2006, n. 163, citato nelle  premesse,

          cosi' come modificato dal presente decreto:

              «Art. 244 (Giurisdizione). (art. 81, direttiva 2004/18;

          art. 72, direttiva 2004/17;  art.  4,  comma  7,  legge  n.

          109/1994; art. 6, comma 1, legge n. 205/2000; art. 6, comma

          19,  legge  n.  537/1993).  -   1.   Sono   devolute   alla

          giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le

          controversie, ivi incluse quelle risarcitorie,  relative  a

          procedure di affidamento  di  lavori,  servizi,  forniture,

          svolte  da  soggetti  comunque  tenuti,  nella  scelta  del

          contraente o del socio,  all'applicazione  della  normativa

          comunitaria ovvero al rispetto dei procedimenti di evidenza

          pubblica previsti dalla normativa statale o regionale.

              La   giurisdizione   esclusiva    si    estende    alla

          dichiarazione di inefficacia del  contratto  a  seguito  di

          annullamento   dell'aggiudicazione    e    alle    sanzioni

          alternative.

              2.  Sono  devolute  alla  giurisdizione  esclusiva  del

          giudice  amministrativo   le   controversie   relative   ai

          provvedimenti sanzionatori emessi dall'Autorita'.

              3.  Sono  devolute  alla  giurisdizione  esclusiva  del

          giudice amministrativo le controversie relative al  divieto

          di rinnovo  tacito  dei  contratti,  quelle  relative  alla

          clausola  di   revisione   del   prezzo   e   al   relativo

          provvedimento  applicativo  nei  contratti  ad   esecuzione

          continuata o periodica, nell'ipotesi di cui  all'art.  115,

          nonche'  quelle  relative  ai   provvedimenti   applicativi

          dell'adeguamento dei prezzi ai sensi dell'art. 133 commi  3

          e 4.».  

 

                               Art. 8

 

Tutela processuale (articolo 44, comma 3, lettere a), b), c), f), g),

  legge n. 88/2009; articolo 2, paragrafi 3 e 4,  articolo  2-quater,

  direttiva 89/665/CEE, articolo 2, paragrafi 3 e 3-bis,  e  articolo

  2-quater,  direttiva  92/13/CEE  come  modificati  dalla  direttiva

  2007/66/CE)

   

  1. All'articolo 245 del decreto legislativo n. 163  del  2006  sono

apportate le seguenti modificazioni:

    a)  dopo  la  rubrica  dell'articolo,   nelle   indicazioni   tra

parentesi, dopo le parole:  «legge  n.  80/2005»,  sono  aggiunte  le

seguenti: «; articolo 44, comma 3, lettere a), b), c), f), g),  legge

n. 88/2009; articolo 2, paragrafi 3 e 4, articolo 2-quater, direttiva

89/665/CEE e articolo 2, paragrafi  3  e  3-bis,  articolo  2-quater,

direttiva 92/13/CEE come modificati dalla direttiva 2007/66/CE», e le

parole: «articolo 23-bis, legge n. 1034/1971;» sono soppresse;

    b) il comma 1 e' sostituito dal seguente:

  «1. Gli atti  delle  procedure  di  affidamento,  ivi  comprese  le

procedure di affidamento di incarichi e concorsi di  progettazione  e

di attivita' tecnico-amministrative  ad  esse  connesse,  relativi  a

lavori, servizi o forniture,  di  cui  all'articolo  244,  nonche'  i

connessi provvedimenti dell'Autorita',  sono  impugnabili  unicamente

mediante ricorso al tribunale amministrativo regionale competente.»; 

    c) il comma 2 e' sostituito dai seguenti:

  «2. Nel caso in cui  sia  mancata  la  pubblicita'  del  bando,  il

ricorso non puo' comunque essere piu' proposto decorsi trenta  giorni

decorrenti dalla data di pubblicazione dell'avviso di  aggiudicazione

definitiva di cui all'articolo 65 e all'articolo  225,  a  condizione

che tale avviso contenga la motivazione dell'atto con cui la stazione

appaltante  ha  deciso  di  affidare  il   contratto   senza   previa

pubblicazione del bando. Se sono omessi gli avvisi o le  informazioni

di cui al presente comma  oppure  se  essi  non  sono  conformi  alle

prescrizioni ivi contenute,  il  ricorso  non  puo'  comunque  essere

proposto decorsi sei mesi dalla data di stipulazione del contratto.

  2-bis. Salvo quanto previsto dal presente articolo e dagli articoli

seguenti si applica l'articolo 23-bis della legge 6 dicembre 1971, n.

1034.

  2-ter. Quando  e'  impugnata  l'aggiudicazione  definitiva,  se  la

stazione appaltante  fruisce  del  patrocinio  dell'Avvocatura  dello

Stato, il ricorso e' notificato, oltre che presso  detta  Avvocatura,

anche alla stazione appaltante nella sua  sede  reale,  in  data  non

anteriore  alla  notifica  presso  l'Avvocatura,  e  al   solo   fine

dell'operativita' della sospensione obbligatoria del termine  per  la

stipulazione del contratto.

  2-quater. La competenza territoriale del  tribunale  amministrativo

regionale e' inderogabile e il relativo difetto  e'  rilevato,  anche

d'ufficio,  prima  di  ogni  altra  questione,  e  pronunciato,   con

ordinanza in sede di primo esame della domanda cautelare  ovvero,  in

mancanza di questa, nella prima udienza di merito. L'ordinanza indica

il tribunale amministrativo regionale competente, davanti al quale il

processo deve essere riassunto entro quindici  giorni  decorrenti  da

quando diventa definitiva  l'ordinanza  che  declina  la  competenza.

L'ordinanza del giudice adito che dichiara la propria incompetenza e'

impugnabile nel termine di  quindici  giorni  dalla  comunicazione  o

notificazione con il regolamento di competenza. Il  regolamento  puo'

essere altresi' richiesto d'ufficio alla prima  udienza  dal  giudice

indicato  come  competente  dal  tribunale  adito.  La  questione  di

competenza inderogabile puo' comunque essere fatta valere  anche  con

il regolamento di competenza.

  2-quinquies. I termini processuali sono stabiliti in:

    a) trenta giorni per  la  notificazione  del  ricorso  e  per  la

proposizione di motivi aggiunti avverso atti diversi da  quelli  gia'

impugnati, decorrenti dalla ricezione della comunicazione degli  atti

ai sensi dell'articolo 79 o, per i bandi e  gli  avvisi  con  cui  si

indice una gara, autonomamente lesivi,  dalla  pubblicazione  di  cui

all'articolo 66, comma 8;

    b) dieci giorni per  il  deposito  del  ricorso  principale,  del

ricorso  incidentale,  dell'atto  contenente   i   motivi   aggiunti,

dell'appello avverso l'ordinanza cautelare;

    c) trenta giorni per la  proposizione  del  ricorso  incidentale,

decorrenti dalla notificazione del ricorso principale;

    d) quindici  giorni  per  la  proposizione  dei  motivi  aggiunti

avverso gli atti gia' impugnati;

    e) quindici giorni per l'appello  avverso  l'ordinanza  cautelare

decorrenti dalla sua comunicazione o, se anteriore, notificazione.

  2-sexies. In luogo della  prova  della  notificazione  puo'  essere

depositata la prova  che  il  ricorso  e'  stato  consegnato  per  le

notifiche o spedito; la prova delle eseguite notifiche va  depositata

appena  e'  disponibile  e  comunque  entro  l'udienza  o  camera  di

consiglio in cui la causa e' discussa.

  2-septies. I nuovi atti attinenti la  medesima  procedura  di  gara

devono essere impugnati con ricorso per motivi aggiunti.

  2-octies. Il processo, ferma la possibilita' della sua  definizione

immediata nell'udienza cautelare  ove  ne  ricorrano  i  presupposti,

viene comunque definito ad una udienza fissata d'ufficio e da tenersi

entro sessanta giorni dalla scadenza del termine per la  costituzione

delle parti diverse dal ricorrente. Della data  di  udienza  e'  dato

avviso alle parti a cura della segreteria, anche a mezzo fax o  posta

elettronica,  almeno   venti   giorni   liberi   prima   della   data

dell'udienza.

  2-nonies. In caso di esigenze istruttorie o  quando  e'  necessario

integrare il contraddittorio o assicurare il rispetto  di  termini  a

difesa, la definizione del merito viene rinviata, con l'ordinanza che

dispone   gli   adempimenti   istruttori   o    l'integrazione    del

contraddittorio o dispone il rinvio per l'esigenza  di  rispetto  dei

termini a difesa, ad  una  udienza  da  tenersi  non  oltre  sessanta

giorni.

  2-decies. Il dispositivo della sentenza che definisce  il  giudizio

e' pubblicato entro sette giorni dalla data dell'udienza.

  2-undecies. Tutti gli atti di parte devono essere  sintetici  e  la

sentenza che decide il ricorso e' redatta, ordinariamente,  in  forma

semplificata.

  2-duodecies. In caso di  domanda  cautelare,  le  parti  a  cui  e'

notificato il  ricorso  possono  presentare  istanze  e  memorie,  in

relazione ad essa, entro cinque giorni dalla ricevuta  notificazione.

La domanda cautelare e' comunque trattata alla prima udienza utile in

camera di consiglio, decorso il predetto termine di cinque giorni. Il

giudice decide  interinalmente  sulla  domanda  cautelare,  anche  se

ordina adempimenti istruttori, se concede  termini  a  difesa,  o  se

solleva o vengono proposti incidenti processuali.

  2-terdecies. Le disposizioni dei commi che precedono  si  applicano

anche nel giudizio di appello innanzi al Consiglio di Stato, proposto

avverso la sentenza o avverso l'ordinanza cautelare, e nei giudizi di

revocazione o opposizione di terzo. La parte  puo'  proporre  appello

avverso il dispositivo al fine di ottenerne la sospensione.»; 

    d) il comma 8 e' sostituito dal  seguente:  «8.  Le  disposizioni

recate dai commi da 3 a 7 non si  applicano  ai  giudizi  davanti  al

Consiglio  di  Stato,  per  i  quali  le  istanze  cautelari  restano

disciplinate dai restanti commi del presente articolo e dalle vigenti

disposizioni   relative   al   giudizio   cautelare   nel    processo

amministrativo ordinario in quanto da detti commi richiamate.».  

       

         

                      Note all'art. 8:

              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  245  del  decreto

          legislativo 12 aprile 2006, n. 163, citato nelle  premesse,

          cosi' come modificato dal presente decreto:

              «Art. 245 (Strumenti di  tutela)  (art.  81,  direttiva

          2004/18; art.  72,  direttiva  2004/17; articoli  1  e  2,

          direttiva  1989/665;  art.  14,  decreto   legislativo   n.

          190/2002;  art.  5,  comma  12-quater,  D.L.  n.   35/2005,

          convertito nella  legge  n.  80/2005;  art.  44,  comma  3,

          lettere a), b), c), f), g), legge n. 88/2009; art. 2, parr.

          3 e 4, art. 2-quater, direttiva 89/665/CEE e art. 2,  parr.

          3  e  3-bis,  art.  2-quater,  direttiva   92/13/CEE   come

          modificati dalla direttiva 2007/66/CE). - 1. Gli atti delle

          procedure di affidamento,  ivi  comprese  le  procedure  di

          affidamento di incarichi e concorsi di progettazione  e  di

          attivita' tecnico-amministrative ad esse connesse, relativi

          a lavori, servizi o forniture, di cui all'art. 244, nonche'

          i connessi provvedimenti dell'Autorita',  sono  impugnabili

          unicamente mediante  ricorso  al  tribunale  amministrativo

          regionale competente.

              2. Nel caso in  cui  sia  mancata  la  pubblicita'  del

          bando, il ricorso non puo' comunque  essere  piu'  proposto

          decorsi   trenta   giorni   decorrenti   dalla   data    di

          pubblicazione dell'avviso di aggiudicazione  definitiva  di

          cui all'art. 65 e  all'art.  225,  a  condizione  che  tale

          avviso  contenga  la  motivazione  dell'atto  con  cui   la

          stazione appaltante ha  deciso  di  affidare  il  contratto

          senza previa pubblicazione del bando. Se  sono  omessi  gli

          avvisi o le informazioni di cui al presente comma oppure se

          essi non sono conformi alle prescrizioni ivi contenute,  il

          ricorso non puo' comunque essere proposto decorsi sei  mesi

          dalla data di stipulazione del contratto.

              2-bis. Salvo quanto previsto dal  presente  articolo  e

          dagli articoli seguenti  si  applica  l'art.  23-bis  della

          legge 6 dicembre 1971, n. 1034.

              2-ter. Quando e' impugnata l'aggiudicazione definitiva,

         se  la   stazione   appaltante   fruisce   del   patrocinio

          dell'Avvocatura dello  Stato,  il  ricorso  e'  notificato,

          oltre che presso  detta  Avvocatura,  anche  alla  stazione

          appaltante nella sua sede reale, in data non anteriore alla

          notifica   presso   l'Avvocatura,   e    al    solo    fine

          dell'operativita'  della   sospensione   obbligatoria   del

          termine per la stipulazione del contratto.

              2-quater.  La  competenza  territoriale  del  tribunale

          amministrativo regionale  e'  inderogabile  e  il  relativo

          difetto e' rilevato, anche d'ufficio, prima di  ogni  altra

          questione, e pronunciato, con ordinanza in  sede  di  primo

          esame  della domanda  cautelare  ovvero,  in  mancanza  di

          questa, nella prima udienza di merito.  L'ordinanza  indica

          il tribunale amministrativo regionale  competente,  davanti

          al quale il processo deve essere riassunto  entro  quindici

          giorni decorrenti da quando diventa definitiva  l'ordinanza

          che declina la competenza. L'ordinanza  del  giudice  adito

          che dichiara la propria  incompetenza  e'  impugnabile  nel

          termine  di   quindici   giorni   dalla   comunicazione   o

          notificazione  con  il  regolamento   di   competenza.   Il

          regolamento puo' essere altresi' richiesto  d'ufficio  alla

          prima udienza dal  giudice  indicato  come  competente  dal

          tribunale adito. La questione  di  competenza  inderogabile

          puo' comunque essere fatta valere anche con il  regolamento

          di competenza.

              2-quinquies. I termini processuali sono stabiliti in:

              a) trenta giorni per la notificazione del ricorso e per

          la proposizione di motivi aggiunti avverso atti diversi  da

          quelli gia' impugnati,  decorrenti  dalla  ricezione  della

          comunicazione degli atti ai sensi dell'art.  79  o,  per  i

          bandi  e  gli  avvisi  con  cui   si   indice   una   gara,

          autonomamente lesivi, dalla pubblicazione di  cui  all'art.

          66, comma 8;

              b) dieci giorni per il deposito del ricorso principale,

          del ricorso  incidentale,  dell'atto  contenente  i  motivi

          aggiunti, dell'appello avverso l'ordinanza cautelare;

              c)  trenta  giorni  per  la  proposizione  del  ricorso

          incidentale, decorrenti  dalla  notificazione  del  ricorso

          principale;

                d) quindici giorni per  la  proposizione  dei  motivi

          aggiunti avverso gli atti gia' impugnati;

                e) quindici giorni per l'appello avverso  l'ordinanza

          cautelare  decorrenti  dalla  sua   comunicazione  o,   se

          anteriore, notificazione.

              2-sexies. In luogo della prova della notificazione puo'

          essere  depositata  la  prova  che  il  ricorso  e'   stato

          consegnato per le  notifiche  o  spedito;  la  prova  delle

          eseguite notifiche va depositata appena  e'  disponibile  e

          comunque entro l'udienza o camera di consiglio  in  cui  la

          causa e' discussa.

              2-septies. I nuovi atti attinenti la medesima procedura

          di gara devono essere  impugnati  con  ricorso  per  motivi

          aggiunti.

              2-octies. Il processo, ferma la possibilita' della  sua

          definizione  immediata  nell'udienza   cautelare   ove   ne

          ricorrano i presupposti, viene comunque  definito  ad  una

          udienza fissata  d'ufficio  e  da  tenersi  entro  sessanta

          giorni dalla scadenza del termine per la costituzione delle

          parti diverse dal ricorrente. Della data di udienza e' dato

          avviso alle parti a cura della segreteria,  anche  a  mezzo

          fax o posta elettronica, almeno venti giorni  liberi  prima

          della data dell'udienza.

              2-nonies. In caso di esigenze istruttorie o  quando  e'

          necessario integrare il  contraddittorio  o  assicurare  il

          rispetto di termini a difesa,  la  definizione  del  merito

          viene rinviata, con l'ordinanza che dispone gli adempimenti

          istruttori o l'integrazione del contraddittorio  o  dispone

          il rinvio per l'esigenza di rispetto dei termini a  difesa,

          ad una udienza da tenersi non oltre sessanta giorni.

              2-decies. Il dispositivo della sentenza  che  definisce

          il giudizio e' pubblicato entro  sette  giorni  dalla  data

          dell'udienza.

              2-undecies. Tutti  gli  atti  di  parte  devono  essere

          sintetici e la sentenza che decide il ricorso  e'  redatta,

          ordinariamente, in forma semplificata.

              2-duodecies. In caso di domanda cautelare, le  parti  a

          cui e' notificato il ricorso possono presentare  istanze  e

          memorie, in relazione ad essa, entro  cinque  giorni  dalla

          ricevuta notificazione. La domanda  cautelare  e'  comunque

          trattata alla prima udienza utile in camera  di  consiglio,

          decorso il predetto termine di cinque  giorni.  Il  giudice

          decide interinalmente sulla  domanda  cautelare,  anche  se

          ordina adempimenti istruttori, se concede termini a difesa,

          o se solleva o vengono proposti incidenti processuali.

              2-terdecies. Le disposizioni dei commi che precedono si

          applicano  anche  nel  giudizio  di  appello   innanzi   al

          Consiglio di Stato, proposto avverso la sentenza o  avverso

          l'ordinanza cautelare,  e  nei  giudizi  di  revocazione  o

          opposizione  di  terzo.  La  parte  puo'  proporre  appello

          avverso il dispositivo al fine di ottenerne la sospensione.

              3. In caso di eccezionale gravita' e urgenza,  tale  da

          non consentire neppure la previa notifica del ricorso e  la

          richiesta di misure cautelari provvisorie di  cui  all'art.

          21, comma 9, della legge  6  dicembre  1971,  n.  1034,  il

          soggetto legittimato al ricorso puo' proporre  istanza  per

          l'adozione  delle  misure  interinali  e  provvisorie   che

          appaiono indispensabili durante il tempo occorrente per  la

          proposizione  del  ricorso  di  merito  e   della   domanda

          cautelare di cui ai commi 8 e 9 del citato art. 21.

              4. L'istanza, previamente notificata ai sensi dell'art.

          21, comma 1, della legge  6  dicembre  1971,  n.  1034,  si

          propone  al   Presidente   del   Tribunale   amministrativo

          regionale competente per il merito.  Il  Presidente,  o  il

          giudice da lui delegato,  provvede  sull'istanza,  sentite,

          ove possibile, le parti, e omessa ogni altra formalita'. Le

          questioni di competenza  di  cui  al  presente  comma  sono

          rilevabili d'ufficio.

              5. Il provvedimento negativo non e' impugnabile, ma  la

          domanda cautelare puo' essere riproposta dopo l'inizio  del

          giudizio di merito ai sensi dell'art.  21,  commi  8  e  9,

          della legge 6 dicembre 1971, n. 1034.

              6. L'efficacia del provvedimento di  accoglimento  puo'

          essere  subordinata  alla  prestazione  di   una   adeguata

          cauzione per i  danni  alle  parti  e  ai  terzi.  Esso  e'

          notificato  dal  richiedente  alle  altre  parti  entro  un

          termine perentorio fissato dal  giudice,  non  superiore  a

          cinque  giorni.  Il  provvedimento  di  accoglimento  perde

          comunque effetto con il decorso di  sessanta  giorni  dalla

          sua prima emissione, dopo di che restano efficaci  le  sole

          misure cautelari che siano confermate o concesse  ai  sensi

          dell'art. 21, commi 8 e 9, della legge 6 dicembre 1971,  n.

          1034. Il provvedimento di accoglimento non e'  appellabile,

          ma, fino a quando conserva efficacia, e' sempre  revocabile

          o modificabile senza formalita' dal Presidente, d'ufficio o

          su istanza o  reclamo  di  ogni  interessato,  nonche'  dal

          Collegio dopo l'inizio del giudizio di merito.

              7. Per l'attuazione del provvedimento cautelare  e  per

          la pronuncia in ordine alle  spese  si  applica  l'art.  21

          della legge 6 dicembre 1971, n. 1034.

              8. Le disposizioni recate dai commi da 3  a  7  non  si

          applicano ai giudizi davanti al Consiglio di Stato,  per  i

          quali  le  istanze  cautelari  restano   disciplinate   dai

          restanti  commi  del  presente  articolo  e  dalle  vigenti

          disposizioni relative al giudizio  cautelare  nel  processo

          amministrativo  ordinario  in   quanto   da   detti   commi

          richiamate.».

 

                               Art. 9

 

Inefficacia del contratto in caso di gravi violazioni  (articolo  44,

  comma 1, lettera f) e lettera h), legge  n.  88/2009;  articoli  2,

  paragrafi 6 e 7, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis, direttiva 89/665/CEE

  e articoli 2,  paragrafi  1  e  6,  2-quinquies,  2-sexies,  3-bis,

  direttiva 92/13/CEE, come modificati  dalla  direttiva  2007/66/CE;

  23° considerando, direttiva 2007/66/CE)

   

  1. Dopo l'articolo 245 del decreto legislativo n. 163 del  2006  e'

inserito il seguente:

  «Art.  245-bis  (Inefficacia  del  contratto  in  caso   di   gravi

violazioni (articolo 44, comma 1, lettera f) e lettera h),  legge  n.

88/2009; articoli 2, paragrafi 6 e 7, 2-quinquies,  2-sexies,  3-bis,

direttiva 89/665/CEE e articoli 2,  paragrafi  1  e  6,  2-quinquies,

2-sexies, 3-bis, direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla direttiva

2007/66/CE; 23° considerando, direttiva 2007/66/CE). - 1. Il  giudice

che annulla l'aggiudicazione definitiva  dichiara  l'inefficacia  del

contratto nei seguenti casi, precisando in funzione  delle  deduzioni

delle parti e della valutazione della gravita' della  condotta  della

stazione appaltante e della situazione di fatto, se  la  declaratoria

di inefficacia e' limitata alle prestazioni ancora da  eseguire  alla

data della pubblicazione del dispositivo o opera in via retroattiva:

    a)  se  l'aggiudicazione  definitiva  e'  avvenuta  senza  previa

pubblicazione del bando o avviso con cui si  indice  una  gara  nella

Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea  o  nella  Gazzetta  Ufficiale

della Repubblica italiana, quando tale  pubblicazione  e'  prescritta

dal presente codice;

    b) se  l'aggiudicazione  definitiva  e'  avvenuta  con  procedura

negoziata senza bando o con affidamento in economia  fuori  dai  casi

consentiti e questo abbia determinato l'omissione  della  pubblicita'

del bando o  avviso  con  cui  si  indice  una  gara  nella  Gazzetta

Ufficiale  dell'Unione  europea  o  nella  Gazzetta  Ufficiale  della

Repubblica italiana, quando  tale  pubblicazione  e'  prescritta  dal

presente codice;

    c) se il contratto e' stato stipulato senza rispettare il termine

dilatorio  stabilito  dall'articolo  11,  comma  10,   qualora   tale

violazione  abbia  privato  il  ricorrente  della   possibilita'   di

avvalersi di mezzi di ricorso prima della stipulazione del  contratto

e  sempre  che  tale  violazione,   aggiungendosi   a   vizi   propri

dell'aggiudicazione definitiva, abbia influito sulle possibilita' del

ricorrente di ottenere l'affidamento;

    d) se  il  contratto  e'  stato  stipulato  senza  rispettare  la

sospensione obbligatoria del termine per  la  stipulazione  derivante

dalla    proposizione    del    ricorso    giurisdizionale    avverso

l'aggiudicazione definitiva, ai sensi dell'articolo 11, comma 10-ter,

qualora   tale    violazione,    aggiungendosi    a    vizi    propri

dell'aggiudicazione definitiva, abbia influito sulle possibilita' del

ricorrente di ottenere l'affidamento.

  2. Il contratto resta efficace, anche in presenza delle  violazioni

di cui al comma 1 qualora venga accertato che il rispetto di esigenze

imperative connesse ad un  interesse  generale  imponga  che  i  suoi

effetti siano mantenuti. Tra le esigenze  imperative  rientrano,  fra

l'altro, quelle imprescindibili di carattere tecnico o di altro tipo,

tali da rendere evidente che i residui obblighi contrattuali  possono

essere  rispettati  solo  dall'esecutore   attuale.   Gli   interessi

economici  possono  essere  presi  in  considerazione  come esigenze

imperative solo in circostanze eccezionali in cui  l'inefficacia  del

contratto conduce a conseguenze sproporzionate, avuto anche  riguardo

all'eventuale mancata proposizione  della  domanda  di  subentro  nel

contratto nei casi in cui il vizio dell'aggiudicazione  non  comporta

l'obbligo di rinnovare la gara. Non costituiscono esigenze imperative

gli  interessi  economici  legati  direttamente  al  contratto,   che

comprendono fra l'altro i costi derivanti dal ritardo nell'esecuzione

del contratto stesso, dalla necessita' di indire una nuova  procedura

di  aggiudicazione,  dal  cambio  dell'operatore  economico  e  dagli

obblighi di legge risultanti dalla dichiarazione di inefficacia.

  3.  A  cura  della  segreteria,  le  sentenze  che  provvedono   in

applicazione del comma 2 sono trasmesse alla Presidenza del Consiglio

dei Ministri - Dipartimento per le politiche comunitarie.

  4. Nei casi in cui, nonostante  le  violazioni,  il  contratto  sia

considerato efficace o l'inefficacia sia  temporalmente  limitata  si

applicano le sanzioni alternative di cui all'articolo 245-quater.

  5. La inefficacia del contratto prevista dal comma 1, lettere a)  e

b), non trova applicazione quando la stazione appaltante abbia  posto

in essere la seguente procedura:

    a) abbia con atto motivato anteriore all'avvio della procedura di

affidamento dichiarato di ritenere  che  la  procedura  senza  previa

pubblicazione del bando o avviso con cui si  indice  una  gara  nella

Gazzetta  Ufficiale  dell'Unione  europea   ovvero   nella   Gazzetta

Ufficiale della  Repubblica  italiana  sia  consentita  dal  presente

codice;

    b) abbia pubblicato, rispettivamente per i contratti di rilevanza

comunitaria e per  quelli  sotto  soglia,  nella  Gazzetta  Ufficiale

dell'Unione europea ovvero nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica

italiana un avviso volontario per la trasparenza preventiva ai  sensi

dell'articolo 79-bis, in cui manifesta l'intenzione di concludere  il

contratto;

    c) il contratto non sia stato concluso prima dello scadere di  un

termine di almeno dieci giorni decorrenti dal giorno successivo  alla

data di pubblicazione dell'avviso di cui alla lettera b).».  

 

                               Art. 10

 

Inefficacia del contratto negli altri casi  (articolo  44,  comma  1,

  lettera f) e lettera h), legge n. 88/2009; articoli 2, paragrafi  6

  e 7, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis, direttiva 89/665/CEE e  articoli

  2,  paragrafi  1  e  6,  2-quinquies,  2-sexies,  3-bis,  direttiva

  92/13/CEE,  come  modificati  dalla   direttiva   2007/66/CE;   23°

  considerando, direttiva 2007/66/CE)

   

  1. Dopo l'articolo 245-bis del decreto legislativo n. 163 del  2006

e' inserito il seguente:

  «Art. 245-ter (Inefficacia del contratto negli altri casi (articolo

44, comma 1, lettera f) e  lettera  h),  legge  delega;  articoli  2,

paragrafi 6 e 7, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis, direttiva 89/665/CEE e

articoli 2, paragrafi 1 e 6, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis,  direttiva

92/13/CEE,  come   modificati   dalla   direttiva   2007/66/CE;   23°

considerando, direttiva 2007/66/CE). - 1.  Fuori  dei  casi  indicati

dagli articoli 245-bis e 245-quater, comma 3, il giudice che  annulla

l'aggiudicazione definitiva stabilisce se  dichiarare  inefficace  il

contratto, fissandone la decorrenza, tenendo conto,  in  particolare,

degli interessi  delle  parti,  dell'effettiva  possibilita'  per  il

ricorrente  di  conseguire  l'aggiudicazione  alla  luce   dei   vizi

riscontrati,  dello  stato  di  esecuzione  del  contratto  e   della

possibilita' di subentrare nel contratto, nei casi in  cui  il  vizio

dell'aggiudicazione non comporti l'obbligo di rinnovare la gara e  la

relativa domanda sia stata proposta.».  

 

 

                               Art. 11

 

Sanzioni alternative (articolo 44, comma 1, lettera f) e lettera  h),

  legge n.  88/2009;  articoli  2,  paragrafi  6  e  7,  2-quinquies,

  2-sexies, 3-bis, direttiva 89/665/CEE e articoli 2, paragrafi  1  e

  6,  2-quinquies,  2-sexies,  3-bis,   direttiva   92/13/CEE,   come

  modificati dalla direttiva 2007/66/CE; 23° considerando,  direttiva

  2007/66/CE)

   

  1. Dopo l'articolo 245-ter del decreto legislativo n. 163 del  2006

e' inserito il seguente:

  «Art. 245-quater  (Sanzioni  alternative  (articolo  44,  comma  1,

lettera f) e lettera h), legge n. 88/2009; articoli 2, paragrafi 6  e

7, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis, direttiva 89/665/CEE e  articoli  2,

paragrafi 1 e 6, 2-quinquies, 2-sexies, 3-bis,  direttiva  92/13/CEE,

come  modificati  dalla  direttiva  2007/66/CE;   23°   considerando,

direttiva 2007/66/CE). - 1. Nei casi  di  cui  all'articolo  245-bis,

comma 4, il giudice amministrativo  individua  le  seguenti  sanzioni

alternative da applicare alternativamente o cumulativamente:

    a)  la  sanzione  pecuniaria   nei   confronti   della   stazione

appaltante, di importo dallo 0,5 per cento al 5 per cento del  valore

del contratto, inteso come prezzo di aggiudicazione, che  e'  versata

all'entrata del bilancio dello Stato - con  imputazione  al  capitolo

2301, capo 8 «Multe, ammende e sanzioni amministrative inflitte dalle

autorita' giudiziarie ed amministrative,  con  esclusione  di  quelle

aventi natura tributaria»  - entro sessanta giorni  dal  passaggio  in

giudicato della sentenza che irroga sanzione; decorso il termine  per

il versamento, si applica una maggiorazione pari ad un  decimo  della

sanzione per ogni semestre di ritardo. La  sentenza  che  applica  le

sanzioni  e'  comunicata,  a  cura  della  segreteria,  al  Ministero

dell'economia   e   delle   finanze   entro   cinque   giorni   dalla

pubblicazione;

    b) la riduzione della durata del contratto, ove possibile, da  un

minimo del dieci per cento ad un  massimo  del  cinquanta  per  cento

della durata residua alla data di pubblicazione del dispositivo.

  2. Il giudice amministrativo applica le  sanzioni,  assicurando  il

rispetto del principio del contraddittorio e ne determina  la  misura

in modo che siano effettive, dissuasive, proporzionate al valore  del

contratto, alla gravita' della condotta della stazione  appaltante  e

all'opera svolta  dalla  stazione  appaltante  per  l'eliminazione  o

attenuazione  delle  conseguenze  della  violazione.  In  ogni   caso

l'eventuale  condanna  al  risarcimento  dei  danni  non  costituisce

sanzione alternativa e si cumula con le sanzioni alternative.

  3. Il giudice applica le sanzioni di cui al comma 1  anche  qualora

il contratto e' stato stipulato senza rispettare il termine dilatorio

stabilito  per  la  stipulazione  del  contratto,  ovvero  e'   stato

stipulato  senza  rispettare  la   sospensione   della   stipulazione

derivante dalla  proposizione  del  ricorso  giurisdizionale  avverso

l'aggiudicazione definitiva, quando la violazione non  abbia  privato

il ricorrente della possibilita' di avvalersi  di mezzi  di  ricorso

prima della stipulazione del contratto e  non  abbia  influito  sulle

possibilita' del ricorrente di ottenere l'affidamento.».  

 

                               Art. 12

 

 

             Tutela in forma specifica e per equivalente

 

  1. Dopo l'articolo 245-quater del decreto legislativo  n.  163  del

2006 e' inserito il seguente:

  «Art. 245-quinquies (Tutela in forma specifica e per  equivalente).

- 1. L'accoglimento della domanda di conseguire l'aggiudicazione e il

contratto e' comunque condizionato alla dichiarazione di  inefficacia

del contratto ai sensi  degli  articoli  245-bis  e  245-ter.  Se  il

giudice non dichiara l'inefficacia del contratto dispone, su  domanda

e a favore del solo ricorrente avente titolo  all'aggiudicazione,  il

risarcimento per equivalente del danno da questi subito e provato.

  2. La condotta processuale  della  parte  che,  senza  giustificato

motivo, non ha proposto la domanda di cui al comma 1,  o  non  si  e'

resa disponibile a subentrare nel contratto, e' valutata dal  giudice

ai sensi dell'articolo 1227 del codice civile.».  

 

 

                               Art. 13

 

Modifiche  alla  disciplina   processuale   per   le   infrastrutture

  strategiche  (articolo  4,  comma  3,  lettera  h),  legge  delega;

  articolo  2,  paragrafo  7,  direttiva  89/665/CEE  e  articolo  2,

  paragrafo 6, direttiva 92/13/CEE, come modificati  dalla  direttiva

  2007/66/CE)

   

  1. All'articolo 246 del decreto legislativo n. 163  del  2006  sono

apportate le seguenti modificazioni:

    a)  dopo  la  rubrica  dell'articolo,   nelle   indicazioni   tra

parentesi, dopo le parole:  «legge  n.  80/2005»,  sono  aggiunte  le

seguenti: «; articolo 4, comma 3, lettera h), legge delega;  articolo

2, paragrafo 7, direttiva  89/665/CEE  e  articolo  2,  paragrafo  6,

direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla direttiva 2007/66/CE»; 

    b) al comma 1 le parole: «le  disposizioni  di  cui  all'articolo

23-bis, legge 6 dicembre 1971, n. 1034 si applicano  per  quanto  non

espressamente previsto dai commi 2, 3, 4 del presente articolo» sono

sostituite dalle seguenti: «oltre alle  disposizioni  degli  articoli

244,  245,  245-bis,  245-quater  e  245-quinquies  si  applicano  le

previsioni del presente articolo»; 

    c) il comma 2 e' abrogato;

    d) nel comma 4, le parole: «La sospensione» sono sostituite dalle

seguenti: «Ferma restando l'applicazione  degli  articoli  245-bis  e

245-quater,  al  di  fuori  dei  casi   in   essi   contemplati,   la

sospensione».  

       

         

                      Note all'art. 13:

              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  246  del  decreto

          legislativo 12 aprile 2006, n. 163, citato nelle  premesse,

          cosi' come modificato dal presente decreto:

              «Art.  246  (Norme   processuali   ulteriori   per   le

          controversie  relative  a  infrastrutture  e   insediamenti

          produttivi) (art. 81, direttiva 2004/18; art. 72, direttiva

          2004/17; articoli 1 e 2, direttiva 1989/665;  art.  23-bis,

          legge  n.  1034/1971;  art.  14,  decreto  legislativo   n.

          190/2002;  art.  5,  comma  12-quater,  D.L.  n.   35/2005,

          convertito nella legge n. 80/2005; art. 4, comma 3, lettera

          h), legge delega; art. 2, par. 7,  direttiva  89/665/CEE  e

          art. 2, par. 6, direttiva 92/13/CEE, come modificati  dalla

          direttiva 2007/66/CE). - 1. Nei giudizi davanti agli organi

          di giustizia  amministrativa  che  comunque  riguardino  le

         procedure di progettazione, approvazione,  e  realizzazione

          delle infrastrutture  e  degli  insediamenti  produttivi  e

          relative  attivita'  di   espropriazione,   occupazione   e

          asservimento, di cui alla parte II, titolo  III,  capo  IV,

          oltre alle disposizioni degli articoli 244,  245,  245-bis,

          245-quater e 245-quinquies si applicano le  previsioni  del

          presente articolo.

              2. (Abrogato).

              3. In sede di pronuncia del provvedimento cautelare, si

          tiene conto delle probabili conseguenze  del  provvedimento

          stesso per tutti gli interessi  che  possono  essere  lesi,

          nonche' del preminente interesse nazionale  alla  sollecita

          realizzazione  dell'opera,  e,  ai  fini  dell'accoglimento

          della domanda cautelare, si valuta anche la irreparabilita'

          del pregiudizio per il  ricorrente,  il  cui  interesse  va

          comunque comparato con quello  del  soggetto  aggiudicatore

          alla celere prosecuzione delle procedure.

              4. Ferma restando l'applicazione degli articoli 245-bis

          e 245-quater, al di fuori dei casi in essi contemplati,  la

          sospensione o l'annullamento dell'affidamento non  comporta

          la  caducazione  del  contratto  gia'   stipulato,   e   il

          risarcimento del danno eventualmente  dovuto  avviene  solo

          per equivalente.

              5. Le disposizioni del comma 4 si applicano anche  alle

          controversie relative alle procedure di cui all'art. 140.».  

 

 

                               Art. 14

 

Obblighi  di  comunicazione  e  di  informazione   alla   Commissione

  dell'Unione europea (articolo 44, comma  3,  lettera  l)  legge  n.

  88/2009; articoli 3 e 4, direttiva 89/665/CEE e  articoli  8  e  12

  direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla direttiva 2007/66/CE)

  1. Dopo l'articolo 251 del decreto legislativo n. 163 del  2006  e'

inserito il seguente:

  «Art. 251-bis (Obblighi di comunicazione  e  di  informazione  alla

Commissione dell'Unione europea (articolo 44,  comma  3,  lettera  l)

legge n. 88/2009; articoli 3 e 4 direttiva 89/665/CEE e articoli 8  e

12 direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla direttiva  2007/66/CE).

- 1. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento  per  le

politiche  europee  riceve  dalla  Commissione  europea  la  notifica

prevista dall'articolo 3, paragrafo 2, della direttiva  89/665/CEE  e

dall'articolo  8,  paragrafo  2,  della  direttiva  92/13/CEE,   come

modificati dalla direttiva 2007/66/CE.

  2. Entro ventuno giorni civili dalla ricezione  della  notifica  di

cui  al  comma  1,  la  Presidenza  del  Consiglio   dei   Ministri -

Dipartimento per le  politiche  europee,  comunica  alla  Commissione

europea, alternativamente:

  a) la conferma che alla violazione sia stato posto rimedio;

  b) una conclusione motivata per spiegare perche' non vi  sia  stato

posto rimedio;

  c) una notifica che  la  procedura  di  affidamento  del  contratto

relativo a  lavori,  servizi  o  forniture  e'  stata  sospesa  dalla

stazione  appaltante  di  propria  iniziativa  oppure  da  parte  del

competente organo a cui e' stato proposto il ricorso.

  3. Una conclusione motivata comunicata a norma del comma 2, lettera

b), puo' anche  fondarsi  sul  fatto  che  la  violazione  denunciata

costituisce gia' l'oggetto di un ricorso. In tale caso la  Presidenza

del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per  le  politiche  europee

informa la Commissione europea dell'esito del ricorso non  appena  ne

viene a conoscenza.

  4. In caso  di  notifica  che  una  procedura  di  affidamento  del

contratto relativo a lavori, servizi o  forniture  e'  stata  sospesa

conformemente al comma 2, lettera c), la Presidenza del Consiglio dei

Ministri -  Dipartimento  per  le  politiche  europee  notifica  alla

Commissione europea la cessazione  della  sospensione  o  l'avvio  di

un'altra procedura di affidamento in parte o del tutto collegata alla

procedura  precedente.  Tale  notifica  deve  confermare   che   alla

violazione  presunta  sia  stato  posto  rimedio  o   includere   una

conclusione motivata per spiegare perche'  non vi  sia  stato  posto

rimedio.

  5. Al fine dell'esercizio delle competenze  di  cui  ai  commi  che

precedono, la Presidenza del Consiglio  dei  Ministri -  Dipartimento

per le politiche europee,  chiede  le  notizie  utili  alla  stazione

appaltante e puo' chiedere notizie sullo stato  del  procedimento  di

ricorso alla segreteria dell'organo presso cui pende. La richiesta e'

formulata per iscritto, e trasmessa con mezzi celeri. La risposta  e'

resa per iscritto, con la massima tempestivita' e comunque non  oltre

sette giorni dalla ricezione della richiesta, e trasmessa  con  mezzi

celeri.

  6. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento  per  le

politiche  comunitarie   fornisce   alla   Commissione   europea   le

informazioni sul funzionamento delle procedure nazionali di  ricorso,

richieste  dalla  stessa   Commissione   nell'ambito   del   Comitato

consultivo per gli appalti pubblici. A  tal  fine  puo'  chiedere  le

occorrenti informazioni ai Presidenti  dei  Tribunali  amministrativi

regionali e al Presidente del Consiglio di Stato, anche sulla base di

eventuali protocolli d'intesa, nonche',  all'Autorita'  di  vigilanza

sui contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture e  alle

stazioni appaltanti.

  7. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento  per  le

politiche europee comunica ogni anno alla  Commissione  il  testo  di

tutte le decisioni, con le relative motivazioni, adottate dai  propri

organi di ricorso conformemente all'articolo 245-bis, comma 2.».  

 

                               Art. 15

 

Abrogazioni, norme di coordinamento e norme transitorie (articolo 44,

  comma 3, lettera c), e comma 4, legge n. 88/2009)

  1. Salvo quanto previsto dal comma 4, e'  abrogato  l'articolo  20,

commi 8  e  8-bis,  del decreto-legge  29  novembre  2008,  n.  185,

convertito, con modificazioni, dalla legge 28  gennaio  2009,  n.  2;

l'articolo 11, commi 10, 10-bis e 10-ter, del decreto legislativo  n.

163 del 2006, cosi' come modificato dall'articolo 1, si applica anche

ai contratti di cui all'articolo 20 del citato decreto-legge  n.  185

del 2008, se l'aggiudicazione definitiva sia successiva alla data  di

entrata in vigore del presente decreto.

  2. All'articolo 23-bis della legge 6  dicembre  1971,  n.  1034,  e

successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) sono soppresse le lettere a) e c) del comma 1;

    b) la lettera b) del comma 1 e' sostituita dalla seguente: « b) i

provvedimenti  relativi  alle   procedure   di   occupazione   e   di

espropriazione delle  aree  destinate  alla  realizzazione  di  opere

pubbliche o di pubblica utilita';». 

  3. All'articolo 13, comma 6-bis, del testo unico delle disposizioni

legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di  cui

al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, le

parole: «per i predetti ricorsi in materia di affidamento di  lavori,

servizi e forniture» sono sostituite dalle seguenti: «per  i  ricorsi

in  materia  di  procedure  di  affidamento  di  lavori,  servizi   e

forniture,  ivi  compresi  quelli  per  motivi  aggiunti   e   quelli

incidentali contenenti domande nuove». 

  4. Resta ferma la disciplina di cui all'articolo 20, comma  8,  del

decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, limitatamente  agli

interventi previsti nel citato articolo 20, per i  quali  siano  gia'

stati nominati i relativi commissari o vengano nominati entro novanta

giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

  5.  E' abrogato l'articolo 3, commi 19, 20 e  21,  della  legge  24

dicembre 2007, n. 244.

  6. La disciplina introdotta dagli articoli 4  e  5  si  applica  ai

bandi, avvisi  di  gara  e  inviti  pubblicati  successivamente alla

entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  nonche'  ai   contratti

aggiudicati sulla base di essi e ai relativi giudizi arbitrali.  

       

         

                      Note all'art. 15:

              - Si riporta il testo dell'art. 20,  del  decreto-legge

          29  novembre  2008,  n.  185,  pubblicato  nella   Gazzetta

          Ufficiale 29 novembre 2008, n. 280, S.O.,  convertito,  con

          modificazione,  dalla  legge  28  gennaio   2009,   n.   2,

          pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 28 gennaio 2009, n. 22,

          S.O., come modificato dal presente decreto:

              «Art. 20 (Norme  straordinarie  per  la  velocizzazione

          delle procedure esecutive di  progetti  facenti  parte  del

          quadro  strategico  nazionale  e  simmetrica  modifica  del

          relativo regime di contenzioso  amministrativo).  -  1.  In

          considerazione  delle  particolari   ragioni   di   urgenza

          connesse      con      la      contingente       situazione

          economico-finanziaria del Paese ed al fine di  sostenere  e

          assistere  la  spesa  per  investimenti,  compresi   quelli

          necessari per la  messa  in  sicurezza  delle  scuole,  con

          decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  su

          proposta del Ministro competente per  materia  di  concerto

          con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,   sono

          individuati  gli  investimenti   pubblici   di   competenza

          statale, ivi  inclusi  quelli  di  pubblica  utilita',  con

          particolare   riferimento   agli   interventi   programmati

          nell'ambito del Quadro Strategico Nazionale  programmazione

          nazionale, ritenuti prioritari per  lo  sviluppo  economico

          del territorio nonche' per le implicazioni occupazionali ed

          i connessi riflessi sociali,  nel  rispetto  degli  impegni

          assunti a livello internazionale.  Il  decreto  di  cui  al

          presente comma e' emanato di concerto anche con il Ministro

          dello  sviluppo  economico   quando   riguardi   interventi

          programmati    nei    settori    dell'energia    e    delle

          telecomunicazioni. Per quanto riguarda  gli  interventi  di

          competenza regionale si provvede con decreto del Presidente

          della Giunta Regionale ovvero dei Presidenti delle province

          autonome di Trento e di Bolzano.

              2. I decreti di cui al precedente comma 1 individuano i

          tempi di tutte le fasi di realizzazione dell'investimento e

          il  quadro  finanziario  dello  stesso.  Sul  rispetto  dei

          suddetti tempi vigilano commissari  straordinari  delegati,

          nominati con i medesimi provvedimenti.

              3.  Il  commissario  nominato  ai  sensi  del  comma  2

          monitora  l'adozione  degli  atti   e   dei   provvedimenti

          necessari  per   l'esecuzione   dell'investimento;   vigila

          sull'espletamento delle procedure realizzative e su  quelle

          autorizzative, sulla stipula dei  contratti  e  sulla  cura

          delle attivita' occorrenti al finanziamento, utilizzando le

          risorse disponibili assegnate a tale  fine.  Esercita  ogni

          potere di impulso, attraverso il piu' ampio  coinvolgimento

          degli enti e dei  soggetti  coinvolti,  per  assicurare  il

          coordinamento degli stessi ed il rispetto dei  tempi.  Puo'

          chiedere agli  enti  coinvolti  ogni  documento  utile  per

          l'esercizio dei propri compiti. Quando non sia rispettato o

          non  sia  possibile  rispettare  i  tempi   stabiliti   dal

          cronoprogramma, il commissario comunica  senza  indugio  le

          circostanze del ritardo al Ministro competente, ovvero  al

          Presidente della Giunta regionale  o  ai  Presidenti  delle

          province  autonome  di  Trento  e   di   Bolzano.   Qualora

          sopravvengano circostanze che impediscano la  realizzazione

          totale  o  parziale   dell'investimento,   il   commissario

          straordinario  delegato  propone  al  Ministro   competente

          ovvero al Presidente della Giunta regionale o ai Presidenti

          delle province autonome di Trento e di  Bolzano  la  revoca

          dell'assegnazione delle risorse.

              4. Per l'espletamento dei compiti stabiliti al comma 3,

          il commissario  ha,  sin  dal  momento  della  nomina,  con

          riferimento ad ogni fase dell'investimento e ad  ogni  atto

          necessario  per  la  sua  esecuzione,   i   poteri,   anche

          sostitutivi,  degli  organi  ordinari  o  straordinari.  Il

          commissario provvede in deroga ad ogni disposizione vigente

          e  nel  rispetto  comunque  della   normativa   comunitaria

          sull'affidamento di contratti relativi a lavori, servizi  e

          forniture, nonche' dei principi  generali  dell'ordinamento

          giuridico, e fermo restando il rispetto di quanto  disposto

          dall'art. 8, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.

          112, convertito, con modificazioni, dalla  legge  6  agosto

          2008, n. 133; i decreti di cui  al  comma  1  del  presente

          articolo contengono l'indicazione  delle  principali  norme

          cui si intende derogare.

              5.   Il   commissario,   se    alle    dipendenze    di

          un'amministrazione  pubblica  statale,  dalla  data   della

          nomina e per tutto il periodo di svolgimento dell'incarico,

          e' collocato fuori ruolo ai sensi della normativa  vigente,

          fermo restando quanto previsto dal  comma  9  del  presente

          articolo per quanto concerne la spesa relativa. Al  rientro

          dal fuori ruolo, al dipendente  di  cui  al  primo  periodo

          viene attribuito uno dei posti disponibili. In mancanza  di

          disponibilita'    di    posti,    il    dipendente    viene

          temporaneamente collocato in posizione soprannumeraria,  da

          riassorbire, comunque, al verificarsi delle cessazioni, e i

          relativi  oneri  sono   compensati   mediante   contestuale

          indisponibilita'  di  un  numero  di   posti   dirigenziali

          equivalenti dal  punto  di  vista  finanziario,  idonei  ad

          assicurare il rispetto del limite di  spesa  sostenuto  per

          tali finalita' a legislazione vigente. Per  lo  svolgimento

          dei compiti di cui al  presente  articolo,  il  commissario

          puo'   avvalersi   degli   uffici   delle   amministrazioni

          interessate e del soggetto competente in via ordinaria  per

          la realizzazione dell'intervento.

              6. In ogni caso, i provvedimenti e le ordinanze  emesse

          dal commissario  non  possono  comportare  oneri  privi  di

          copertura finanziaria  in  violazione  dell'art.  81  della

          Costituzione e determinare effetti peggiorativi  sui  saldi

          di  finanza  pubblica,  in  contrasto  con  gli   obiettivi

          correlati con il patto di stabilita' con l'Unione Europea.

              7. Il Presidente del Consiglio dei Ministri  delega  il

          coordinamento e la vigilanza  sui  commissari  al  Ministro

          competente per materia che esplica  le  attivita'  delegate

          avvalendosi delle  strutture  ministeriali  vigenti,  senza

          nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio  dello  Stato.

          Per gli interventi di competenza  regionale  il  Presidente

          della Giunta Regionale individua  la  competente  struttura

          regionale. Le strutture di cui al presente comma  segnalano

          alla  Corte  dei  Conti  ogni  ritardo  riscontrato   nella

          realizzazione  dell'investimento,  ai  fini  dell'eventuale

          esercizio dell'azione di responsabilita' di cui all'art.  1

          della legge 14 gennaio 1994, n. 20.

              8. (Abrogato).

              8-bis. (Abrogato).

              9.  Con  decreti  del  Presidente  del  Consiglio   dei

          Ministri, su proposta del Ministro competente  per  materia

          in relazione alla tipologia degli interventi,  di  concerto

          con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,   sono

          stabiliti i criteri  per  la  corresponsione  dei  compensi

          spettanti ai commissari straordinari  delegati  di  cui  al

          comma  2.  Alla  corrispondente  spesa  si   fara'   fronte

          nell'ambito delle risorse assegnate  per  la  realizzazione

          dell'intervento. Con esclusione dei casi di cui al comma 3,

          quarto e quinto periodo, il compenso non e' erogato qualora

          non   siano   rispettati   i   termini   per   l'esecuzione

          dell'intervento. Per gli interventi di competenza regionale

          si  provvede  con  decreti  del Presidente  della   Giunta

          Regionale.

              10. Per la realizzazione delle infrastrutture  e  degli

          insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale

          si applica quanto specificamente previsto dalla  Parte  II,

          Titolo III, Capo IV,  del  codice  dei  contratti  pubblici

          relativi a lavori, servizi e forniture, di cui  al  decreto

          legislativo 12 aprile 2006,  n.  163.  Nella  progettazione

          esecutiva relativa ai progetti definitivi di infrastrutture

          e  insediamenti   produttivi   strategici   di   preminente

          interesse nazionale, di cui alla Parte II, Titolo III, Capo

          IV, del citato codice di cui al decreto legislativo n.  163

          del 2006, approvati prima della data di entrata  in  vigore

          del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo  2004,

          n.  142,  si   applicano   i   limiti   acustici   previsti

          nell'allegato 1 annesso al medesimo decreto del  Presidente

          della Repubblica n. 142 del 2004; non si applica l'art. 11,

          comma 2, del citato decreto del Presidente della Repubblica

          n. 142 del 2004.

              10-bis. Il comma 4 dell'art. 3 del regolamento  di  cui

          al decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile  1994,

          n. 383, e' sostituito dal seguente:

              «4. L'approvazione dei progetti, nei  casi  in  cui  la

          decisione  sia  adottata  dalla  conferenza   di   servizi,

          sostituisce ad ogni effetto gli atti di intesa,  i  pareri,

          le  concessioni,  anche  edilizie,  le  autorizzazioni,  le

          approvazioni, i nulla osta, previsti  da  leggi  statali  e

          regionali. Se una o piu' amministrazioni hanno espresso  il

          proprio dissenso nell'ambito della conferenza  di  servizi,

          l'amministrazione  statale  procedente,  d'intesa  con   la

          regione  interessata,  valutate  le  specifiche  risultanze

          della conferenza di servizi e tenuto conto delle  posizioni

          prevalenti espresse  in  detta  sede,  assume  comunque  la

          determinazione   di   conclusione   del   procedimento   di

          localizzazione   dell'opera.   Nel   caso   in    cui    la

         determinazione   di   conclusione   del   procedimento   di

          localizzazione dell'opera  non  si  realizzi  a  causa  del

          dissenso  espresso  da   un'Amministrazione   dello   Stato

          preposta          alla          tutela          ambientale,

          paesaggistico-territoriale,         del          patrimonio

          storico-artistico  o  alla  tutela  della  salute  e  della

          pubblica incolumita' ovvero dalla regione  interessata,  si

          applicano le disposizioni di cui all'art. 81, quarto comma,

          del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977,

          n. 616». 

              10-ter.  Al  fine  della  sollecita   progettazione   e

          realizzazione delle  infrastrutture  e  degli  insediamenti

          produttivi di cui al comma 10 del  presente  articolo,  per

          l'attivita' della struttura tecnica  di  missione  prevista

          dall'art. 163, comma 3, lettera a), del  citato  codice  di

          cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, e'  autorizzata

          l'ulteriore spesa di 1 milione di euro per  ciascuno  degli

          anni 2009 e 2010. Al relativo onere, pari a  1  milione  di

          euro per ciascuno degli  anni  2009  e  2010,  si  provvede

         mediante corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di

          spesa di  cui  all'art.  145,  comma  40,  della  legge  23

          dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni.

              10-quater. Al fine di accedere al  finanziamento delle

          opere di cui al presente comma da parte della Banca europea

          per   gli   investimenti   (BEI),   il   Ministero    delle

          infrastrutture e dei trasporti predispone forme appropriate

          di  collaborazione   con   la   BEI   stessa.   L'area   di

          collaborazione con la  BEI  riguarda  prioritariamente  gli

          interventi    relativi    alle    opere    infrastrutturali

          identificate  nel  primo  programma  delle   infrastrutture

          strategiche, approvato dal Comitato  interministeriale  per

          la programmazione economica con  delibera  n.  121  del  21

          dicembre 2001, pubblicata nel  supplemento  ordinario  alla

          Gazzetta Ufficiale n. 68 del 21 marzo  2002,  e  finanziato

          dalla legge 21 dicembre 2001, n. 443,  ovvero  identificate

          nella direttiva 2004/54/CE del  Parlamento  europeo  e  del

          Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa ai requisiti minimi

          di  sicurezza  per  le   gallerie   della   rete   stradale

          transeuropea (TEN), e nella Parte II, Titolo III, Capo  IV,

          del citato codice di cui al decreto legislativo n. 163  del

          2006,  nel  rispetto  dei  requisiti  e  delle   specifiche

          necessari per l'ammissibilita' al  finanziamento  da  parte

          della BEI e del principio di sussidiarieta' al quale questa

          e' tenuta statutariamente ad attenersi.

              10-quinquies. Ai fini di cui  al  comma  10-quater,  il

          Ministero delle infrastrutture  e  dei  trasporti  comunica

          ogni anno alla  BEI  una  lista  di  progetti,  tra  quelli

          individuati     dal     Documento     di     programmazione

          economico-finanziaria ai sensi dell'art. 1, comma 1,  della

          legge 21 dicembre 2001, n. 443, e successive modificazioni,

          suscettibili di poter beneficiare di  un  finanziamento  da

          parte della BEI stessa.

              10-quinquies.1. I soggetti  beneficiari  di  contributi

          pubblici  pluriennali,  fermo  restando   quanto   previsto

          dall'art. 4, commi 177 e 177-bis, della legge  24  dicembre

          2003,  n.  350,   e   successive   modificazioni,   possono

          richiedere il finanziamento da parte  della  Banca  europea

          per  gli  investimenti  secondo  le  forme  documentali   e

          contrattuali che la Banca stessa utilizza per le operazioni

          di finanziamento di scopo.

              10-sexies. Al decreto legislativo  3  aprile  2006,  n.

          152, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti

          modificazioni:

                a) all'art. 185, comma 1,  dopo  la  lettera  c),  e'

          aggiunta la seguente:

                "c-bis) il suolo non contaminato  e  altro  materiale

          allo stato naturale escavato nel  corso  dell'attivita'  di

          costruzione,  ove  sia  certo  che   il   materiale   sara'

          utilizzato a fini di costruzione allo stato naturale  nello

          stesso sito in cui e' stato scavato";

                b) all'art. 186, comma 1, sono premesse  le  seguenti

          parole: "Fatto salvo quanto previsto dall'art. 185".». 

              - Per il testo dell'art. 11, commi 10, 10-bis e  10-ter

          del decreto legislativo n. 163 del 2006, si vedano le  note

          all'art. 1.

              - Si riporta il testo dell'art. 23-bis  della  legge  6

          dicembre 1971, n. 1034, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale

          13  dicembre  1971,  n.  314,  cosi'  come  modificata  dal

          presente decreto:

              «Art. 23-bis. - 1. Le disposizioni di cui  al  presente

          articolo si applicano nei giudizi davanti  agli  organi  di

          giustizia amministrativa aventi ad oggetto:

                a) (soppressa);

                b)  i  provvedimenti  relativi  alle   procedure   di

          occupazione e di espropriazione delle aree  destinate  alla

          realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilita';

                c) (soppressa);

                d)   i   provvedimenti   adottati   dalle   autorita'

          amministrative indipendenti;

                e)  i  provvedimenti  relativi  alle   procedure   di

          privatizzazione  o  di  dismissione  di  imprese   o   beni

          pubblici,  nonche'  quelli  relativi   alla   costituzione,

          modificazione  o  soppressione  di  societa',   aziende   e

          istituzioni ai sensi dell'art.  22  della  legge  8  giugno

          1990, n. 142;

                f)  i  provvedimenti  di  nomina,   adottati   previa

          delibera del Consiglio dei Ministri ai sensi della legge 23

          agosto 1988, n. 400;

                g) i provvedimenti di scioglimento degli enti  locali

          e  quelli  connessi  concernenti   la   formazione   e   il

          funzionamento degli organi;

                g-bis) i provvedimenti adottati  ai  sensi  dell'art.

          12, comma 3, della legge 29 dicembre 1993, n. 580.

              2. I termini processuali  previsti  sono  ridotti  alla

          meta', salvo quelli per la proposizione del ricorso.

              3. Salva l'applicazione dell'art. 26, quarto comma,  il

          tribunale amministrativo regionale chiamato a  pronunciarsi

          sulla  domanda  cautelare,  accertata  la  completezza  del

          contraddittorio ovvero disposta l'integrazione dello stesso

          ai sensi dell'art. 21, se ritiene ad un primo esame che  il

          ricorso evidenzi l'illegittimita' dell'atto impugnato e  la

          sussistenza di un pregiudizio grave e  irreparabile,  fissa

          con ordinanza la data di discussione nel merito alla  prima

          udienza successiva al termine di trenta giorni  dalla  data

          di deposito dell'ordinanza. In caso di rigetto dell'istanza

          cautelare da parte del tribunale amministrativo  regionale,

          ove il Consiglio di  Stato  riformi  l'ordinanza  di  primo

          grado, la pronunzia di appello e'  trasmessa  al  tribunale

          amministrativo regionale per la fissazione dell'udienza  di

          merito. In  tale  ipotesi,  il  termine  di  trenta  giorni

          decorre dalla data di ricevimento dell'ordinanza  da  parte

          della segreteria del tribunale amministrativo regionale che

          ne da' avviso alle parti.

              4. Nel giudizio di cui al  comma  3  le  parti  possono

          depositare documenti entro il termine  di  quindici  giorni

          dal deposito o dal ricevimento delle ordinanze  di  cui  al

          medesimo  comma  e  possono  depositare  memorie  entro   i

          successivi dieci giorni.

              5. Con le ordinanze di cui  al  comma  3,  in  caso  di

          estrema gravita' ed urgenza,  il  tribunale  amministrativo

          regionale o il  Consiglio  di  Stato  possono  disporre  le

          opportune misure cautelari, enunciando i profili che, ad un

          sommario esame, inducono a una ragionevole probabilita' sul

          buon esito del ricorso.

              6. Nei giudizi di cui al comma 1, il dispositivo  della

          sentenza  e'  pubblicato  entro  sette  giorni  dalla  data

          dell'udienza, mediante deposito in segreteria.

              7. Il termine per la proposizione dell'appello  avverso

          la  sentenza   del   tribunale   amministrativo   regionale

          pronunciata nei giudizi di cui al  comma  1  e'  di  trenta

          giorni dalla notificazione e  di  centoventi  giorni  dalla

          pubblicazione della sentenza. La parte  puo', al  fine  di

          ottenere la  sospensione  dell'esecuzione  della  sentenza,

          proporre  appello  nel  termine  di  trenta  giorni   dalla

          pubblicazione del dispositivo, con riserva dei  motivi,  da

          proporre entro trenta giorni dalla notificazione  ed  entro

          centoventi giorni dalla comunicazione  della  pubblicazione

          della sentenza.

              8. Le disposizioni del presente articolo  si  applicano

          anche davanti al Consiglio di Stato, in caso di domanda  di

          sospensione della sentenza appellata.». 

              - Si riporta il testo  dell'art.  13  del  decreto  del

          Presidente  della  Repubblica  30  maggio  2002,  n.   115,

          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 giugno 2002, n. 139,

          S.O., come modificato dal presente decreto:

              «Art. 13 (L) (Importi). - 1. Il contributo unificato e'

          dovuto nei seguenti importi:

                a) euro 30 per i processi  di  valore  fino  a  1.100

          euro;

                b) euro 70 per i processi di valore superiore a  euro

          1.100 e fino a euro 5.200 e per i  processi  di  volontaria

          giurisdizione, nonche' per i processi speciali  di  cui  al

          libro IV, titolo II,  capo  VI,  del  codice  di  procedura

          civile;

                c) euro 170 per i processi di valore superiore a euro

          5.200 e fino a euro 26.000 e per i processi contenziosi  di

          valore indeterminabile di competenza esclusiva del  giudice

          di pace;

                d) euro 340 per i processi di valore superiore a euro

          26.000 e fino a euro 52.000  e  per  i  processi  civili  e

          amministrativi di valore indeterminabile;

                e) euro 500 per i processi di valore superiore a euro

          52.000 e fino a euro 260.000;

                f) euro 800 per i processi di valore superiore a euro

          260.000 e fino a euro 520.000;

                g) euro 1.110 per i processi di  valore  superiore  a

          euro 520.000.

              2.  Per  i  processi  di  esecuzione   immobiliare   il

          contributo dovuto  e'  pari  a  euro  200.  Per  gli  altri

          processi esecutivi  lo  stesso  importo  e'  ridotto  della

          meta'.  Per  i  processi  esecutivi  mobiliari  di   valore

          inferiore a 2.500 euro il contributo dovuto e' pari a  euro

          30. Per i processi di opposizione agli  atti  esecutivi  il

          contributo dovuto e' pari a euro 120.

              2-bis. Fuori dei  casi  previsti  dall'art.  10,  comma

          6-bis, per i processi dinanzi  alla  Corte  di  cassazione,

          oltre al contributo unificato, e' dovuto  un  importo  pari

          all'imposta  fissa  di  registrazione   dei   provvedimenti

          giudiziari.

              3. Il contributo e' ridotto alla meta' per  i  processi

          speciali previsti nel libro IV, titolo  I,  del  codice  di

          procedura civile, compreso il  giudizio  di  opposizione  a

          decreto  ingiuntivo  e   di   opposizione   alla   sentenza

          dichiarativa di fallimento. Ai fini del contributo  dovuto,

          il  valore  dei  processi  di  sfratto  per  morosita'   si

          determina in base all'importo dei  canoni non  corrisposti

          alla  data  di  notifica  dell'atto  di  citazione  per  la

          convalida e quello dei  processi  di  finita  locazione  si

          determina in base all'ammontare del canone per ogni anno.

              4.(Abrogato).

              5. Per la procedura fallimentare, che e'  la  procedura

          dalla sentenza dichiarativa di fallimento alla chiusura, il

          contributo dovuto e' pari a euro 672.

              6. Se manca la dichiarazione di  cui  all'art.  14,  il

          processo si presume del valore indicato al comma 1, lettera

          g).

              6-bis. Per i  ricorsi  proposti  davanti  ai  Tribunali

          amministrativi  regionali  e  al  Consiglio  di  Stato   il

          contributo dovuto e' di euro 500; per  i  ricorsi  previsti

          dall'art. 21-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034,  per

          quelli previsti dall'art. 25, comma 5, della legge 7 agosto

          1990, n. 241, per i ricorsi aventi ad oggetto il diritto di

          cittadinanza, di residenza, di soggiorno e di ingresso  nel

          territorio dello Stato e per i ricorsi di esecuzione  nella

          sentenza o di  ottemperanza  del  giudicato  il  contributo

          dovuto e' di euro 250; per  i  ricorsi  previsti  dall'art.

          23-bis, comma 1, della legge  6  dicembre  1971,  n.  1034,

          nonche' da altre disposizioni che richiamano il citato art.

          23-bis, il contributo  dovuto  e'  di  euro  1.000;  per  i

          ricorsi in materia di procedure di affidamento  di  lavori,

          servizi  e  forniture,  ivi  compresi  quelli  per   motivi

          aggiunti e quelli  incidentali  contenenti  domande  nuove,

          nonche' di provvedimenti  delle  Autorita',  il  contributo

          dovuto e' di euro 2.000. L'onere relativo al pagamento  dei

          suddetti contributi e' dovuto  in  ogni  caso  dalla  parte

          soccombente, anche nel  caso  di  compensazione  giudiziale

          delle spese e  anche  se  essa  non  si  e'  costituita  in

          giudizio. Ai fini predetti, la soccombenza si determina con

          il passaggio in giudicato della  sentenza.  Non  e'  dovuto

          alcun contributo per i ricorsi previsti dall'art. 25  della

          citata legge n. 241 del 1990 avverso il diniego di  accesso

          alle informazioni di cui al decreto legislativo  19  agosto

          2005, n.  195,  di  attuazione  della  direttiva  2003/4/CE

          sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale.

              6- ter. Il maggior gettito derivante  dall'applicazione

          delle disposizioni di cui al comma 6-  bis  e'  versato  al

          bilancio dello Stato, per essere riassegnato allo stato  di

          previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, per

          le spese riguardanti  il  funzionamento  del  Consiglio  di

          Stato e dei Tribunali amministrativi regionali.». 

              - I commi 19, 20  e  21  dell'art.  3  della  legge  24

          dicembre 2007, n. 244, pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale

          28 dicembre 2007,  n.  300,  S.O.,  abrogati  dal  presente

          decreto, recavano:

              «Comma  19  -  Divieto  di  inserimento   di   clausole

          compromissorie nei contratti di lavori, servizi e forniture

          stipulati dalle pubbliche amministrazioni.

              Comma  20  -  Estensione  del   divieto   di   clausole

          compromissorie.

              Comma 21 - Obbligo di declinare la competenza arbitrale

          per le controversie relative ai contratti gia' stipulati  e

          decadenza dei  collegi  arbitrali  costituiti  dopo  il  30

          settembre 2007.». 
 

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