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P.a.: il punto sulle riforme

C. Renna (La Gazzetta degli Enti Locali 18/12/2009)

Maggioli Editore

Il Governo, come noto, è particolarmente impegnato sul fronte delle riforme della pubblica amministrazione e del pubblico impiego.
Per fare il punto su un anno di iniziative, provvedimenti e azioni in tal senso, il Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione, ha reso disponibile sul sito ufficiale del Governo uno specifico dossier contenente la “Relazione sullo stato della p.a. – Anno 2008”, presentata al Parlamento lo scorso mese di ottobre.
Probabilmente la relazione è passata abbastanza inosservata, considerata anche l’attenzione posta in quel momento ad altri provvedimenti di particolare interesse, quali l’imminente entrata in vigore del d.lgs. 150/2009 di “Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni”.

Si tratta, invece, di materiale corposo e degno di nota, per comprendere meglio i punti basilari delle riforme in atto.
Il documento, al quale risultano allegati tre volumi dedicati, rispettivamente, a rilevazione e monitoraggio sui distacchi e permessi sindacali retribuiti, sulle aspettative e permessi sindacali non retribuiti, rilevazione sulle aspettative e permessi per funzioni pubbliche elettive e rapporto sull’Ict nella pubblica amministrazione, focalizza l’attenzione su temi di grande attualità, quali le politiche di riforma, l’operazione trasparenza e l’operazione semplificazione, soffermandosi su una serie di iniziative quali “Non solo fannulloni”, il concorso “Premiamo i risultati” e  “Mettiamoci la faccia”.
In merito agli interventi normativi di riforma della p.a., la relazione costituisce l’occasione per ribadire come il fulcro dell’azione intrapresa sia costituito dall’esigenza di modernizzare, introducendo “un cambiamento culturale nella pubblica amministrazione, per realizzare la migliore soddisfazione del cittadino-cliente ed il progressivo miglioramento delle prestazioni di tutte le organizzazioni pubbliche”.
Per raggiungere tale obiettivo, testualmente, “una particolare attenzione è stata dedicata alla valorizzazione dei dipendenti pubblici di cui le amministrazioni si avvalgono per il loro funzionamento: queste risorse umane saranno gestite con criteri meritocratici onde superare le inefficienze organizzative esistenti”.
Da qui provvedimenti quali la legge 15/2009, i cui obiettivi generali sono riepilogati dal rapporto e qui fedelmente riportati:

  • la convergenza degli assetti regolativi del lavoro pubblico con quelli del lavoro privato, con particolare riferimento al sistema delle relazioni sindacali;
  • il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia delle procedure della contrattazione collettiva;
  • l’introduzione di sistemi interni ed esterni di valutazione del personale e delle strutture amministrative, finalizzati ad assicurare l’offerta di servizi conformi agli standard internazionali di qualità;
  • la trasparenza dell’organizzazione del lavoro pubblico;
  • la valorizzazione del merito e il conseguente riconoscimento di meccanismi premiali;
  • la definizione di un sistema più rigoroso di responsabilità dei dipendenti pubblici.

Sono poi ricordati il d.lgs. 150/2009 attuativo della legge 15, la legge 133/2008, la legge 2/2009, la legge 69/2009.
Ampio spazio è dedicato all’operazione trasparenza, quale attività volta a rafforzare i sistemi di rilevazione e di analisi dei dati che vengono resi pubblici, onde
“semplificare l’accesso alle banche dati da parte dei cittadini favorendo la trasparenza e innalzando il livello di fiducia del rapporto con la pubblica amministrazione”.
Capitoli specifici sono poi dedicati a temi interessanti quali l’operazione semplificazione, le politiche per un’amministrazione di qualità, le politiche del personale, l’innovazione tecnologica e la cooperazione a livello europeo ed internazionale.


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