UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
22/11/2017 19:06
Home Articoli PUBBLICO IMPIEGO Il tecnico degli enti locali nell’Italia delle emergenze

Il tecnico degli enti locali nell’Italia delle emergenze

Negli ultimi tempi è tornato di grande attualità il problema italiano della eccessiva lentezza e delle insormontabili difficoltà burocratiche e legislative nella realizzazione delle opere pubbliche.
Complice anche “la Deriva”, lo splendido quanto inquietante nuovo bestseller degli autori de “La Casta” Stella e Rizzo, il dibattito politico torna a concentrarsi sulle ragioni, sulle cause e sulle possibili soluzioni per superare la sindrome dell’emergenza nazionale di cui sembra essere affetta l’Italia e dotare il Paese di quelle riforme necessarie a modernizzarlo.

Che esista un’esigenza di compiere alcune scelte decisive per il futuro appare finalmente chiaro: dalle questioni energetiche alla realizzazione di opere infrastrutturali strategiche, occorre superare i veti incrociati e trasversali che fino ad oggi, anche a causa di un riparto di competenze costituzionali inadeguato, hanno paralizzato ogni intervento, dalla Tav ai rigassificatori.
Una legislazione caotica ed inestricabile, un assetto istituzionale in cui si sovrappongono confusamente più livelli decisionali, un apparato burocratico elefantiaco, una serie di riforme incompiute, sono tutti fattori di debolezza competitiva che rendono il Paese appesantito ed inadeguato alle sfide della globalizzazione.
Talvolta la soluzione a questi ritardi risiede nelle deroghe alle normative nazionali e comunitarie vigenti, soprattutto in materia di contratti pubblici, attraverso l’attribuzione di poteri speciali nelle figure monocratiche dei commissari straordinari. E’ questa, molto spesso, la soluzione italiana alle difficoltà strutturali del Paese, cui fa da alibi la giustificazione di una qualche emergenza legata a calamità naturali o a contesti ambientali. Più o meno verosimili.
E proprio tali deroghe hanno consentito affidamenti a trattativa privata di opere infrastrutturali per decine di milioni di euro, costituzione di società miste individuando il socio privato senza procedure di evidenza pubblica, elargizioni di finanziamenti milionari ad imprenditori privati al di fuori di bandi pubblici, assunzioni di personale nella pubblica amministrazione senza alcuna procedura concorsuale.
Invece di risolvere le difficoltà e le lungaggini intervenendo alla radice, l’esperienza italiana ci insegna che si è preferito far ricorso all’istituto della deroga, che permette praticamente tutto al di fuori delle previsioni legislative. Ma non si tratta certo di una soluzione al problema, che andrebbe invece affrontato con serietà e rigore e risolto una volta per tutte.
Qual’ è il ruolo dei tecnici degli enti locali in questo scenario? Senz’altro la categoria, dal punto di vista di chi conosce (e talvolta subisce) le difficoltà (e talvolta assurdità) della burocrazia e della legislazione delle pubbliche amministrazioni locali, può svolgere una funzione fondamentale nel suggerire misure ed interventi concreti di efficienza e snellimento di procedure.
Ma credo che una precondizione per avviare un confronto costruttivo con il legislatore e con gli altri interlocutori istituzionali sia quello di ripristinare innanzitutto una parità di trattamento violata: se per un tecnico degli enti locali una leggerezza qualsiasi nell’applicazione di un comma qualsiasi del codice dei contratti pubblici può comportare responsabilità anche onerose, come si può tollerare che commissari straordinari delegati a non si sa bene quale inesistente emergenza possano calpestare legittimamente (e talvolta illegittimamente) anche le norme più basilari ed elementari in materia di affidamenti di contratti pubblici?

di Cesare ROMANO

Direttore del giornale dell’UNITEL

 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information