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23/11/2017 04:23
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Reperibilità assenze per malattia

C. Renna (La Gazzetta degli Enti Locali 10/7/2009) - Normativa

Tanto si è discusso di assenze per malattia e, a quanto sembra, tanto si continuerà a discutere sull’argomento.
Invero, più che di un nuovo sistema normativo pare trattarsi di un quadro dispositivo piuttosto travagliato, come del resto accade quando l’argomento di cui si parla risulta particolarmente delicato e di attualità.
Il riferimento è oggi, ovviamente, al recente decreto-legge anti-crisi, rubricato come “Provvedimenti anticrisi nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali” e pubblicato con il n. 78 sulla Gazzetta Ufficiale n. 150 dell’1.7.2009.
Del decreto, in particolare, l’art. 17, comma 23, apporta una serie di modifiche all’art. 71 del d.l. 25.6.2008, n. 112, convertito in legge n. 133/2008, tra le quali l’abrogazione delle nuove fasce di reperibilità in caso di assenze per malattia.
Di fatto è quindi ripristinato il sistema precedente, con un ritorno ad una maggiore flessibilità, in considerazione dell’annullamento del tanto discusso regime che a far data dal 25 giugno dell’anno scorso imponeva la reperibilità dalle ore 8.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 20.00 di tutti i giorni, compresi i non lavorativi e i festivi.
Certamente, se di vera malattia si tratta, poco importa l’ampiezza delle fasce di reperibilità, ma è anche vero che il regime imposto aveva tutta l’aria di una coercizione nei confronti di chi realmente aveva necessità di assentarsi per malattia, senza con questo costituire un reale deterrente per i “malati immaginari”.
Molto più significativo appare invece lo sforzo, anche normativo, che si vuol compiere in ordine a un maggior rigore nei confronti di chi rilascia le certificazioni mediche e di chi è deputato a effettuare i relativi controlli, giusta legge 15/2009 (con particolare riferimento ai contenuti dell’art. 7 e proposta di decreto legislativo attuativo.
Ritornando poi al testo del comma 23 dell’art. 17 richiamato, appare anche significativo il fatto che finalmente ci si sia preoccupati di dirimere l’annosa controversia tra Servizio sanitario nazionale e pubblica amministrazione in ordine agli oneri discendenti dall’effettuazione delle visite fiscali.
Se non ci saranno sorprese in sede di conversione, una volta per tutte è precisato che gli oneri di cui si parla restano a carico delle aziende sanitarie locali.
Previsto, comunque, nel contempo un sistema di ristoro economico a favore delle regioni “tenendo conto dell’incidenza sui propri territori di dipendenti pubblici”.
Da ultimo, ma certamente di non minore importanza, l’abrogazione del comma 5 del richiamato art. 71, che prescriveva la non equiparazione alla presenza in servizio delle assenze dei lavoratori, salvo specifiche eccezioni,  ai fini della distribuzione delle somme dei fondi per la contrattazione integrativa.
Anche in questo caso, quindi, “ritorno all’antico”.

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