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Home Articoli PUBBLICO IMPIEGO L`ipotesi di contratto del biennio 2008/2009

L`ipotesi di contratto del biennio 2008/2009

C. Dell`Erba (www.ilpersonale.it 8/6/2009) - Maggioli Editore Lo scorso giovedì, cioè il 4 giugno, in serata, è stata siglata dall’Aran e dalle organizzazioni sindacali la ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro per il biennio economico 2008/2009. La firma è stata fino all’ultimo incerta per il mancato chiarimento da parte del Ministero dell’Economia sulla opportunità degli aumenti ulteriori accettati dal comitato di settore (formalmente sulla integrazione/chiarimento alla direttiva).
Siamo dinanzi ad una ipotesi di contratto: essa entrerà in vigore solo dopo che il comitato di settore ed il Governo la avranno approvata e che la Corte dei Conti ne avrà verificato positivamente i costi. Ricordiamo che la magistratura contabile deve essenzialmente verificare che tali oneri siano compresi entro il tetto previsto dalla legge finanziaria ed ancora analizzerà la coerenza tra la bozza e le indicazioni contenute nella direttiva del comitato di settore e del Governo. Ricordiamo inoltre che la verifica positiva da parte della Corte dei Conti costituisce un vincolo essenziale alla luce delle previsioni contenute nel DL n. 112/2208. Da sottolineare che, a differenza dei precedenti contratti, lo “sforamento” del tetto a seguito della integrazione del fondo per le risorse decentrate, sembra essere più contenuto per il carattere non vincolante di tali incrementi e per la loro limitazione al solo anno 2009. Peseranno molto sugli orientamenti della Corte le indicazioni che fornirà il Governo sulla ipotesi di accordo: se il loro contenuto sarà sconfessato (come avvenuto per la sanità) difficilmente il giudizio sarà positivo.

IL CARATTERE
Il contratto è assai smilzo, sia nel numero degli articoli che nella materie: esso si limita infatti agli aumenti stipendiali e rinvia tutte le scelte che hanno un rilievo normativo al futuro rinnovo contrattuale. Da sottolineare che questa scelta è motivata dal ritardo con cui si è pervenuto alla stipula del contratto.
Le disposizioni contrattuali, salve le diverse decorrenze espressamente previste dal contratto stesso (e che riguardano la decorrenza degli aumenti), si applicano dal giorno della stipula definitiva del contratto nazionale.
Altro elemento da sottolineare subito è costituito dal fatto che il contratto, a differenza di quanto avvenuto nella gran parte dei contratti collettivi nazionali degli altri comparti pubblici, è stato sottoscritto da tutte e tre le organizzazioni sindacali confederali che hanno superato la soglia della rappresentatività, cioè dalla CGIL, dalla CISL e dalla UIL.

GLI INCREMENTI
Il contratto prevede la erogazione di incrementi medi che sono stati stimati, ovviamente in misura lorda, in euro 63,20 al mese, cifra che dovrebbe equivalere ad un incremento del 3,2%. Essi dovranno essere corrisposti in tre tranche: dallo 1 gennaio 2008, dallo 1 luglio 2008 e dallo 1 gennaio 2009. Ovviamente la loro misura comprende anche l’indennità di vacanza contrattuale nel frattempo corrisposta, per cui tale somma dovrà essere recuperata.
Gli aumenti, disposizione ripetitiva, dovranno essere corrisposti entro i 30 giorni successivi la stipula del contratto definitivo, che si può stimare dovrebbe avvenire entro la fine di luglio: di conseguenza gli incrementi dovranno essere corrisposti con lo stipendio di agosto o, al più tardi, con quello di settembre.
Ovviamente, gli aumenti determinano automaticamente la necessità di dovere rivedere la misura delle indennità (come lo straordinario, il turno, i compensi per le attività svolte in giornate festive) che sono direttamente collegate al trattamento economico fondamentale. Con la connessa conseguenza che occorrerà procedere alla liquidazione degli arretrati che sono maturati su tali indennità dal gennaio e luglio del 2008 e dal gennaio del 2009. Tali arretrati sono a carico dei fondi per le risorse decentrate e per lo straordinario.
Il contratto, anche in questo caso siamo in presenza di una norma ripetitiva delle previsioni dettate dai precedenti contratti, conferma la tredicesima mensilità, la eventuale RIA, gli eventuali assegni ad personam (ivi compresi quelli per la soppressa IIS e nel caso di progressione verticale), e l’indennità di comparto.

L’AMBITO
Il contratto si applica a tutto il personale dipendente, sia a tempo determinato che indeterminato, degli enti del comparto regioni ed enti locali (enti individuati con uno specifico contratto collettivo quadro). Le sue disposizioni si continuano ad applicare anche ai dipendenti del comparto che sono stati trasferiti alle dipendenze di altri soggetti (privatizzazioni ed esternalizzazioni), senza alcuna differenza a seguito del fatto che essi siano o meno Pubbliche Amministrazioni, fino a che non sarà dettato uno specifico accordo per questo personale (anche questa è una norma che ripete le indicazioni degli ultimi CCNL).
L’intesa produce i suoi effetti, ai fini pensionistici, per intero sul trattamento economico del personale che è cessato o cesserà dal servizio nel periodo di vigenza del contratto stesso (dallo 1 gennaio 2008 al 31 dicembre 2009). Mentre, ai fini della indennità di fine servizio, di quella sostitutiva del preavviso, del TFR e della indennità da corrispondere ai congiunti in caso di decesso, gli effetti economici si producono limitatamente al personale cessato entro le decorrenze previste dal contratto stesso. Anche in questo caso siamo dinanzi a disposizioni assolutamente ripetitive.

L’INCREMENTO DEL FONDO
Vengono introdotte significative novità rispetto alle disposizioni contenute nei contratti del 2006 e del 2008 in tema di incremento del fondo per le risorse decentrate per l’anno 2009. A partire dal fatto che non vi è un carattere obbligatorio per tali incrementi e che essi possono essere corrisposti solo per l’anno 2009, alimentando la parte variabile. Ovviamente si conferma che le amministrazioni che non hanno rispettato il tetto alla spesa per il personale non possono disporre questi aumenti.
Si stabilisce che le condizioni per potere effettuare tale incremento siano le seguenti:
1) le amministrazioni locali non devono essere né dissestate, né strutturalmente deficitarie;
2) le amministrazioni devono avere rispettato il patto di stabilità, ovviamente se ad esso sottoposte, nell’intero triennio 2005/2007;
3) gli enti devono avere rispettato le norme sul tetto di spesa per il personale;
4) le amministrazioni devono avere attivato “rigorosi sistemi di valutazione delle prestazioni e delle attività dell’amministrazione”.
Se hanno rispettato questi vincoli procederanno all’aumento nel limite dello 1% del monte salari 2007 ove il rapporto tra spesa per il personale ed entrate correnti nell’anno 2007, per come risultante dal consuntivo, è stato inferiore al 38%. Tale percentuale è elevata fino allo 1,5% del monte salari 2007 se hanno rispettato il patto di stabilità nel 2008 e se il rapporto tra spesa per il personale ed entrate correnti è inferiore al 31%: in questi casi la verifica deve essere fatta sia con riferimento al consuntivo 2007 che a quello 2008. Analoghi incrementi sono previsti per i dipendenti dei comuni capoluogo delle aree metropolitane (1% che diventa lo 1,5% unicamente a condizione che nell’anno 2008 sia stato rispettato il patto di stabilità), per le regioni ed i loro enti strumentali, le camere di commercio e gli altri enti del comparto.
Gli aumenti del fondo sono previsti esclusivamente per l’anno 2009 e vanno, a differenza del passato, per intero sulla parte variabile, per cui non possono essere destinati a finanziare né progressioni orizzontali, né indennità per i titolari di posizione organizzativa, né indennità di comparto.

LA PRODUTTIVITA’
L’articolo 5 della ipotesi di accordo dispone la conferma della disciplina attualmente in vigore per la erogazione del compenso di produttività: in particolare si conferma che essa è strettamente subordinata all’effettivo raggiungimento degli obiettivi assegnati al personale. Le assenze dovranno quindi essere valutate nell’ambito dell’effettiva partecipazione dei dipendenti al conseguimento degli obiettivi. Su questa materia ricordiamo anche la dichiarazione congiunta n. 2, con particolare riferimento alle assenze per la donazione del midollo osseo, per lo svolgimento di attività di volontariato, per tutti i permessi di cui alla legge n. 104/1992, ivi compresi quelli per l’assistenza a congiunti gravemente disabili, per i congedi di paternità e parentali ed infine per lo screening o la prevenzione oncologica. Tale dichiarazione sembra ridurre i margini di applicazione delle disposizioni del DL n. 112/2008.

IL MONITORAGGIO DEL LAVORO PRECARIO
L’articolo 6 impegna le associazioni degli enti locali e le organizzazioni sindacali ad effettuare una attività di monitoraggio su base regionale della dimensione del lavoro precario e delle stabilizzazioni. Tale attività si dovrà concludere entro i 45 giorni successivi alla entrata in vigore del contratto.

LA CLAUSOLA DI RINVIO
L’articolo 7 rinvia infine al nuovo contratto i tanti “nodi” normativi che sono aperti, in particolare: la riscrittura delle regole di formazione del fondo, lo snellimento della struttura della retribuzione, la risoluzione consensuale, il finanziamento dal bilancio delle posizioni organizzative, il sistema di classificazione del personale, le alte professionalità, le modalità di utilizzo negli enti senza dirigenti dell’aumento dello 0,20% del monte salari 2001 destinato alle alte professionalità, i temi di interesse delle regioni, la indennità di turno, l’adattamento dei contratti alle novità legislative e la redazione del testo unico delle disposizioni contrattuali.

LE DICHIARAZIONI A VERBALE
Assai limitate, nel numero e nel rilievo, anche le dichiarazioni congiunte a verbale.
Viene chiarito, se mai ve ne fosse stata la necessità, che gli aumenti delle singole posizioni di progressione economica sono posti a carico dei bilanci degli enti e non dei fondi per la contrattazione decentrata, in quanto siamo in presenza di oneri che derivano direttamente dal contratto nazionale (dichiarazione congiunta n. 1).
La dichiarazione congiunta n. 2 detta le regole per la corresponsione delle indennità, con particolare riferimento alle assenze prima indicate.
La dichiarazione congiunta n. 3 chiarisce che i contratti a termine possono essere prorogati o rinnovati alla scadenza alla luce delle norme statali e/o di quelle regionali.

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