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18/11/2017 11:00
Home Articoli LAVORI PUBBLICI Sul riparto delle competenze fra giunta e consiglio comunale in materia di programma triennale delle opere pubbliche: breve nota alla sent. n. 2966 del 17 aprile 2009 (data Camera Consiglio) del Consiglio di Stato, sez. IV

Sul riparto delle competenze fra giunta e consiglio comunale in materia di programma triennale delle opere pubbliche: breve nota alla sent. n. 2966 del 17 aprile 2009 (data Camera Consiglio) del Consiglio di Stato, sez. IV

A. Mafrica, M. Petrulli (Approfondimento 26/6/2009) - Documento senza titolo

La sentenza in commento offre l’occasione per ricordare il riparto delle competenze fra la Giunta ed il Consiglio comunale in materia di programmazione triennale delle opere pubbliche, coerentemente con le prescrizioni contenute negli artt. 42 (1)e 48 (2)del T.U.E.L (3).
Come indicato anche in precedenza dal Consiglio di Stato (4), la redazione dello schema del programma triennale e del suo aggiornamento annuale (predisposto sulla base delle proposte, delle informazioni, dei dati e delle esigenze prospettate dal responsabile del procedimento) ha la natura di un atto di impulso e di proposta, destinato proprio a sollecitare la valutazione dell`interesse pubblico concreto ed effettivo al fine di scegliere fra i vari interventi proposti quelli necessari, sotto il profilo dell`opportunità e dell`adeguatezza; si tratta, perciò, di un mero intendimento unilaterale che, per poter assurgere a programma definitivo di opere da realizzare (non è un caso che la legge preveda espressamente l`approvazione dell`elenco annuale degli interventi da effettuare), deve poter essere sottoposto al giudizio ed al controllo della stessa collettività, finalità che si realizza in modo diffuso attraverso la sua pubblicità mediante affissione nella sede dell`amministrazione (ovvero all`albo pretorio nel caso del Comune) e mediante la predisposizione delle altre forme di pubblicità ritenute adeguate dall`amministrazione stessa.
L`approvazione definitiva del programma dei lavori, unitamente all`elenco annuale, non costituisce, d`altra parte, una mera presa d`atto dello schema originariamente proposto, ma implica da parte dell`organo competente la valutazione delle proposte risultanti dallo schema, previo confronto con le osservazioni eventualmente formulate dagli interessati grazie alla pubblicità dello schema, per giungere quindi alla "giusta" e legittima individuazione e determinazione delle opere da realizzare nell`anno. Perciò:

  • l’approvazione dello schema del programma triennale e del suo aggiornamento annuale, quale atto di proposta e di impulso, rientra nelle competenze della giunta, ex art. 48 T.U.E.L.;
  • il Consiglio comunale è invece competente per l’approvazione definitiva del programma e dell’elenco annuale delle opere da realizzare, ex art. 42 T.U.E.L., trattandosi in ultima analisi di un atto di programmazione e di indirizzo.

Trattasi di una ripartizione che affida all’organo consiliare la valutazione delle proposte operate dalla giunta municipale e delle osservazioni svolte dagli interessati, per giungere alla concreta individuazione dei bisogni della collettività e alla loro corretta soddisfazione: tale ultimo aspetto deve avvenire nella contrapposizione dialettica tra maggioranza e opposizione, che solo nella sede consiliare può realizzarsi.
La conferma della correttezza della ripartizione appena ricordata viene anche dal Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno (5), secondo cui “Non sussistono dubbi sulla competenza del consiglio comunale ad approvare, il programma triennale e l`elenco annuale delle opere pubbliche da realizzare, unitamente al bilancio di previsione di cui costituiscono parte integrante (ai sensi dell`art. 14 co. 9 della legge n. 109/94 e del D.M. LL.PP. 21.06.2000, art. 2 co. 3 è previsto che il programma triennale ed i suoi aggiornamenti annuali e l`elenco annuale dei lavori deliberati unitamente al bilancio di previsione formano parte integrante di essi).
La programmazione dei lavori pubblici rappresenta un momento importante e delicato della gestione delle opere pubbliche che avviene sulla base della preventiva identificazione e quantificazione dei bisogni da soddisfare in relazione agli obiettivi dell`amministrazione. Tali studi, ai sensi del citato art. 14, comma 2 "individuano i lavori strumentali al soddisfacimento dei predetti bisogni, indicano le caratteristiche funzionali, tecniche, gestionali ed economico – finanziarie degli stessi e contengono l`analisi dello studio di fatto di ogni intervento nelle sue eventuali componenti architettoniche, paesaggistiche, e nelle sue componenti di sostenibilità ambientale, socio – economiche, amministrative, tecniche". Proprio al fine di garantire la serietà e la razionalità della programmazione, nell`elenco annuale sono immesse solo quelle opere alla cui base vi è una progettazione preliminare, che diviene quindi una condizione essenziale per l`approvazione del programma delle opere pubbliche (cfr. art. 14 comma 6 che precisamente, ai fini dell`inclusione dell`opera nell`elenco de quo, distingue tra previa approvazione di uno studio di fattibilità – per i lavori di importo inferiore a un milione di euro – e, appunto, del progetto preliminare – per i lavori di importo pari e superiore ).
La fase del progetto preliminare, quindi connesso alla programmazione delle opere, risulta essere di competenza della giunta. L`art. 4, comma 2 della legge n. 415/98 (c.d. Merloni ter) ha infatti modificato l`art. 32 lett. b) della legge n. 142/1990, sottraendo alla competenza consiliare  l`approvazione dei progetti preliminari di opere pubbliche. Con l`approvazione del progetto preliminare la giunta concorre a definire gli indirizzi politico – amministrativi inerenti le opere pubbliche”.
Infine, anche l`Autorità per la vigilanza sui lavori Pubblici si è espressa nel senso della competenza della giunta nella fase preliminare, sul presupposto che l`art. 42 del T.U.E.L. nello stabilire le competenze consiliari - tradizionalmente tipiche e nominate - non  contiene alcun espresso riferimento alla progettazione preliminare (6).

Note

1. Il comma 2 lett. b) dell’art. 42 prevede che “Il consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali:
b) programmi, relazioni previsionali e programmatiche, piani finanziari, programmi triennali e elenco annuale dei lavori pubblici, bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, rendiconto, piani territoriali ed urbanistici, programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione, eventuali deroghe ad essi, pareri da rendere per dette materie
2. Il cui comma 2 dispone che “La giunta compie tutti gli atti rientranti ai sensi dell`articolo 107, commi 1 e 2, nelle funzioni degli organi di governo, che non siano riservati dalla legge al consiglio e che non ricadano nelle competenze, previste dalle leggi o dallo statuto, del sindaco o del presidente della provincia o degli organi di decentramento
3. Decreto Legislativo n. 267/2000.
4. Cfr. sez. IV, sent. n. 6917 del 2002.
5.Parere del 17/07/2006, consultabile al seguente indirizzo: http://autonomie.interno.it/pareri/parere.php?prog=40.
6. Determinazione n. 14 del 30 marzo 2000.

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