UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
22/11/2017 02:31
Home Articoli PUBBLICO IMPIEGO Concorsi pubblici: istruzioni per l’uso

Concorsi pubblici: istruzioni per l’uso

C. Renna (La Gazzetta degli Enti Locali 29/5/2009) - Maggioli Editore In un periodo in cui tra blocchi delle assunzioni, limiti di spesa, vincoli derivanti dal rispetto del patto di stabilità interno, programmare nuove assunzioni sembra essere diventata una missione quasi impossibile, disquisire su regole e aspetti procedurali attinenti a pubblici concorsi può sembrare fuori luogo o superfluo.
Riflettere sulle modalità di espletamento delle procedure concorsuali può, viceversa, rivelarsi particolarmente utile se si è chiamati a “riprendere” iter ormai abbandonati da tempo e per i quali si può, forse, essere persa un po’ l’abitudine.
Sull’argomento può così risultare interessante la lettura di una recente sentenza del Consiglio di Stato, la n. 1670/2009 del 20 gennaio 2009, depositata in Segreteria lo scorso 19 marzo, con la quale sono esaminati proprio alcuni aspetti di dettaglio di una procedura di selezione concorsuale, aspetti che se trascurati possono creare problemi non irrilevanti, come dimostra il fatto stesso che la sentenza giunge oggi a definire una vicenda il cui ricorso fu promosso nel lontano 2003 in relazione ad un concorso bandito nel 1999.
Un primo tema affrontato attiene alla mancata acquisizione, nella prima seduta di insediamento, delle dichiarazioni di insussistenza di ragioni di incompatibilità con gli esaminandi rese da ciascun membro della commissione esaminatrice.
Pur rilevando l’irregolarità procedurale, il Consiglio di Stato non ha ritenuto tale problema in grado di inficiare la validità dell’intera procedura concorsuale, posto che comunque le dichiarazioni sono state acquisite in un secondo momento, attribuendo quindi, in questo caso, maggior valore all’aspetto sostanziale rispetto a quello formale rilevato dal ricorrente.
Degna di interesse anche la sottolineatura sulla non rilevanza, ai fini di che trattasi, dell’avvenuta sostituzione per causa di forza maggiore, dell’unico componente femminile della commissione con un uomo.
Rileva, infatti, il Consiglio di Stato, “l’assenza di un interesse qualificato dei concorrenti a contestare la violazione di una norma, volta ad assicurare pari opportunità ai due sessi sul lavoro, in conformità ai principi di cui agli articoli 7 e 61, lett. a), del d.lgs. 3.2.1993, n. 29, senza alcuna possibile incidenza sulle situazioni soggettive protette dei partecipanti al concorso (che avevano, anzi, interesse a qualsiasi sostituzione purché effettuata con urgenza, per non rallentare le operazioni concorsuali)”.
Sulla mancata predeterminazione dei criteri di valutazione e sull’espressione dei giudizi valutativi con punteggi numerici, il Consiglio ha poi l’occasione di sostenere che “una rigorosa procedimentalizzazione, …, delle prove concorsuali non può non essere considerata, in effetti, indice di trasparenza e imparzialità nella conduzione delle prove stesse da parte degli esaminatori, che nel riservarsi valutazioni caso per caso intendevano operare, ragionevolmente, un richiamo all’apprezzamento di valore da riservare a ciascun esaminando” e che “in tale ottica, l’espressione del giudizio con voto numerico esprime, in forma sintetica, detto apprezzamento di valore, in termini da ritenere - per prassi e comune conoscenza - comprensibili, come riconosciuto da un’ampia benché non univoca giurisprudenza”.

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information


Lagazzettadeglientilocali.it
 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information