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Diritto di accesso ai documenti amministrativi

Tribunale Amministrativo Regionale Veneto sez.III 14/5/2009 n. 1485 - giurisprudenza

DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI – DIPENDENTE DELLA P.A. INTERESSATO DA LICENZIAMENTO – ISTANZA DI ACCESSO ALLA RELAZIONE LETTA IN CONSIGLIO PROVINCIALE DAL DIRETTORE GENERALE SUI FATTI E SUI COMPORTAMENTI CHE HANNO DATO LUOGO ALLE PROCEDURE DI ACCERTAMENTO DI RESPONSABILITÀ DIRIGENZIALI E DISCIPLINARI – SILENZIO DELLA P.A. – ILLEGITTIMITÀ – RAGIONI

È illegittimo il silenzio dell’amministrazione sull’istanza, avanzata da un dipendente interessato da un provvedimento di licenziamento, di accesso alla relazione letta dal Direttore generale, nel corso di una seduta consiliare, sui fatti e sui comportamenti che hanno dato luogo alle procedure di accertamento di responsabilità dirigenziali e disciplinari; a nulla vale eccepire che tale relazione non è stata protocollata e non ha la veste formale di un atto amministrativo con intestazione, preambolo e dispositivo, giacché in forza del disposto dell’art. 22, comma 1 lettera d), della legge n. 241/1990, rientra inequivocabilmente nella definizione di documento amministrativo suscettibile di accesso, definizione che è ben più ampia di quella dell’atto amministrativo strictu sensu inteso dall’amministrazione resistente.

 

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto
(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

Nel giudizio numero di registro generale 2408 del 2008, proposto da Razetti Virgilio, rappresentato e difeso dall`avv. Chiara Fenzo, con domicilio eletto presso lo studio della stessa in Venezia, Santa Croce, 384;

contro

Provincia di Padova, in persona del Presidente pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Paolo Voci e Patrizia Carbone, legalmente domiciliata presso la Segreteria del T.A.R. Veneto, ai sensi dell’art. 35 del R.D. 26.6.1924 n. 1054;

per l`accertamento

del diritto del ricorrente ad avere accesso e ad estrarre copia della relazione formata dal Direttore Generale della Provincia di Padova, letta nel corso della seduta del 15 settembre 2008 del Consiglio Provinciale, nonché del verbale stenotipico o fonotipico della seduta del Consiglio Provinciale del 15 settembre 2008 nella parte relativa all’ing. Razetti, e per la conseguente condanna dell’Amministrazione resistente a provvedere in tal senso.

Visto il ricorso, notificato il 22 novembre 2008 e depositato il 5 dicembre 2008 presso la Segreteria, con i relativi allegati;
Visto l`atto di costituzione in giudizio della Provincia di Padova, depositato il 19 marzo 2009 presso la Segreteria;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 25 marzo 2009 il referendario Marina Perrelli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:

FATTO

Con istanza del 23 settembre 2008 Virgilio Razzetti chiedeva alla Provincia di Padova di accedere agli atti della seduta del Consiglio Provinciale del 15 settembre 2008 e di estrarre copia del verbale della stessa nella parte relativa al ricorrente, nonché della relazione letta dal Direttore Generale, in considerazione della loro attinenza al licenziamento irrogato il 28 agosto 2008 e della necessità di acquisire, a fini difensivi, la versione fornita dalla sua controparte processuale.
La Provincia di Padova non dava riscontro alla predetta istanza.
Con ricorso depositato il 5 dicembre 2008 Virgilio Razetti ha impugnato il silenzio rifiuto della Provincia resistente, deducendo il seguente motivo:
1) “Violazione di legge e in particolare degli artt. 22 e 24 della legge n. 241/1990; violazione dell’art. 2 del D.P.R. n. 184/2006; violazione dell’art. 24 Cost.; eccesso di potere per sviamento, ingiustizia grave e manifesta. Violazione dei criteri di buon andamento ed imparzialità dettati dall’art. 97 Cost.”.
Il ricorrente censura il comportamento dell’Amministrazione resistente giacché egli ha un rilevante interesse a conoscere i documenti predisposti dalla dirigenza politica della Provincia e letti nel corso della seduta consiliare del 15 settembre 2008 al fine di approntare le proprie difese per tutelare in sede giurisdizionale il diritto a conservare il posto di lavoro e a salvaguardare la propria immagine.
La Provincia di Padova, ritualmente costituita in giudizio, ha chiesto la reiezione del ricorso, evidenziando di avere provveduto nelle more della notifica del ricorso a trasmettere al ricorrente, con nota del 18 novembre 2008, copia del verbale della seduta consiliare del 15 settembre 2008.
Alla Camera di Consiglio del 25 marzo 2009 la causa è stata trattenuta in decisione.

DIRITTO

Occorre premettere che l’istanza di accesso avanzata dal ricorrente si inserisce in una complessa vicenda amministrativa e giurisdizionale intercorrente tra la Provincia di Padova e l’ing. Razetti, già dipendente dell’Amministrazione provinciale in qualità di Capo Settore Edilizia, sfociata nel licenziamento di quest’ultimo, irrogato il 28 agosto 2008.
Il ricorso deve essere dichiarato improcedibile in relazione alla copia del verbale della seduta consiliare del 15 settembre 2008, avendo l’amministrazione resistente nelle more della notifica del medesimo provveduto a trasmetterla con nota del 18 novembre 2008.
Con riferimento alla richiesta di ostensione e di estrazione di copia della relazione letta dal Direttore Generale durante la seduta consiliare l’amministrazione resistente eccepisce l’inammissibilità del ricorso poiché non esisterebbe un atto amministrativo in senso formale, essendosi limitato il Direttore ad una relazione verbale sulla scorta di appunti personali non protocollati né riversati in atti della Provincia. Di qui l’impossibilità di soddisfare la richiesta del ricorrente.
Il Collegio ritiene non condivisibile la prospettazione dell’Amministrazione provinciale.
Ai sensi dell’art. 22, comma 1 lettera d), della legge n. 241/1990 e successive modifiche, per “documento amministrativo” si intende “ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico provvedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale”.
Orbene, proprio dalla lettura del processo verbale dell’Adunanza del Consiglio Provinciale di Padova del 15 settembre 2008, trasmessa al ricorrente, si evince che “il Direttore Generale dà lettura di un’ampia e dettagliata relazione sui fatti e sui comportamenti che hanno dato luogo alle procedure di accertamento di responsabilità dirigenziali e disciplinari sotto almeno quattro profili: a) avere pregiudicato il buon andamento degli Uffici e condizionato il raggiungimento degli obiettivi dell’Ente; b) avere violato norme legislative e regolamentari dell’Ente; c) avere disatteso gli indirizzi e le direttive impartite con un atteggiamento di forte contrapposizione; d) avere tentato di sottrarsi a qualsiasi controllo da parte dell’Amministrazione”.
Ne discende, pertanto, che esiste un’ampia e dettagliata relazione letta dal Direttore Generale e concernente la posizione del ricorrente.
Infine, a nulla vale eccepire che tale relazione non è stata protocollata e non ha la veste formale di un atto amministrativo con intestazione, preambolo e dispositivo, giacché in forza del disposto del citato art. 22, comma 1 lettera d), rientra inequivocabilmente nella definizione di documento amministrativo suscettibile di accesso, definizione che è ben più ampia di quella dell’atto amministrativo strictu sensu inteso dall’amministrazione resistente.
Il Collegio, infine, non ritiene di dovere motivare in ordine alla sussistenza di un interesse giuridicamente rilevante del ricorrente ad ottenere l’ostensione della predetta relazione e ad estrarne copia, sia perché tale interesse emerge in modo inequivocabile dalla richiesta di accesso, sia perché la stessa amministrazione resistente non ne contesta in alcun modo l’esistenza.
In conclusione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile in relazione alla copia del verbale della seduta consiliare del 15 settembre 2008.
Viceversa, il ricorso merita accoglimento nella parte concernente la relazione letta dal Direttore Generale nel corso della seduta consiliare del 15 settembre 2008, secondo quanto esposto in motivazione, con il conseguente ordine alla Provincia di Padova di consentire al ricorrente di prenderne visione e di estrarne copia.
La peculiarità delle questioni sottese al ricorso proposto consente di ravvisare giusti motivi per compensare tra le parti le spese della lite.

P.Q.M.

Il Tribunale amministrativo regionale del Veneto, Sezione III, respinta ogni contraria istanza ed eccezione, definitivamente pronunciando sul ricorso in premessa:
- lo dichiara improcedibile in relazione al verbale della seduta consiliare del 15 settembre 2008;
- lo accoglie in ordine alla relazione letta dal Direttore Generale nel corso della seduta consiliare del 15 settembre 2008 e ordina alla Provincia di Padova di consentire al ricorrente di prenderne visione e di estrarne copia.
Compensa tra le parti le spese della lite.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall`autorità amministrativa.
Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 25/03/2009 con l`intervento dei Magistrati:
Elvio Antonelli, Presidente
Stefano Mielli, Primo Referendario
Marina Perrelli, Referendario, Estensore

 

 

 

L`ESTENSORE

 

IL PRESIDENTE

 

 

 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 14/05/2009
(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)
IL SEGRETARIO

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