UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
22/11/2017 21:10
Home Articoli AMBIENTE La recinzione e la pulizia dei luoghi non sono sufficienti a dimostrare un effettivo inizio dei lavori: breve nota alla sent. n. 724 del 18 marzo 2009 del TAR Veneto, sez. II

La recinzione e la pulizia dei luoghi non sono sufficienti a dimostrare un effettivo inizio dei lavori: breve nota alla sent. n. 724 del 18 marzo 2009 del TAR Veneto, sez. II

A. Mafrica, M. Petrulli (Approfondimento 14/5/2009) - Documento senza titolo

Ancora una sentenza che contribuisce a chiarire quando può dirsi realizzato l’inizio dei lavori sufficiente ad impedire la decadenza del permesso di costruire.
Come è noto, il comma 2 dell’art. 15 (1) del Testo Unico dell’Edilizia prevede che “Il termine per l`inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo” e che decorso tale termine il permesso decade di diritto. In assenza di una definizione normativa della nozione di “inizio dei lavori”, è necessario affidarsi alla giurisprudenza per riuscire ad individuare il livello minimo necessario di attività che consenta di evitare la decadenza. E proprio la giurisprudenza ha costantemente affermato che, al tal fine, deve sussistere un “serio intento costruttivo che giustifichi il permanere del titolo, come sarebbe nel caso di un processo costruttivo di modificazione edilizia iniziato ed irreversibile” (2): ciò significa che le opere intraprese devono essere tali da manifestare una effettiva volontà da parte del titolare del permesso di costruire di realizzare il manufatto assentito (3). La sentenza dei giudici veneti in commento precisa un’ipotesi nella quale le attività intraprese non sono sufficienti a dimostrare un serio intento costruttivo, ossia il caso della sola recinzione e della pulizia dei luoghi, qualificati quali “interventi insufficienti a riscontrare l`inizio dei lavori e ad evitare la decadenza”.
La giurisprudenza ha individuato altre ipotesi analoghe nelle quali si ha la decadenza del permesso di costruire:

  • parziale recinzione del fondo, accompagnata dallo sbancamento del terreno e dall’esecuzione dei lavori di scavo (4);
  • presenza di un setto di muratura di laterizio di forma a di “L” “avente una lunghezza alla base di circa mt. 1,10 e altezza massima di circa cm. 1,05/1,10”, l’installazione di un contatore di energia elettrica e del cartello di cantiere  e il taglio di alcuni alberi nella zona interessata alla costruzione dell’ampliamento (5);
  • semplice sbancamento del terreno (6) e predisposizione degli strumenti e materiali da costruzione (7);
  • sola esecuzione dei lavori di scavo di sbancamento senza che sia manifestamente messa a punto l`organizzazione del cantiere e vi siano altri indizi che dimostrino il reale proposito del titolare della concessione edilizia di proseguire i lavori sino alla loro ultimazione ed al completamento dell`opera (8);
  • modesti sbancamenti di terreno oramai ricoperti di acqua e vegetazione (9);
  • mera comunicazione dell’inizio dei lavori e della nomina del direttore dei lavori in assenza di positivi riscontri materiali al riguardo (10);
  • picchettatura del terreno interessato dalla costruzione (11);
  • livellamento del terreno al livello delle fondazioni (12);
  • creazione degli scavi per il getto dei plinti di fondazione degli edifici (13);
  • realizzazione della strada di accesso (14).

Al contrario, il serio intento costruttivo è stato ritenuto esistente dai giudici nelle seguenti ipotesi:

  • impianto del cantiere (15);
  • avvenuta esecuzione delle demolizioni necessarie alla successiva realizzazione dei lavori autorizzati di ampliamento, ristrutturazione e sopraelevazione del piano terra (16);
  • demolizione della struttura preesistente (17);
  • rimozione del terreno (18);
  • realizzazione di scavi, seppure modesti, ma coordinati al gettito delle fondazioni, dello spianamento o del picchettamento del terreno (19);
  • scavo e riempimento in conglomerato cementizio delle fondazioni perimetrali fino alla quota del piano di campagna (20);
  • sbancamento di un’area di vaste proporzioni (21);
  • lavori di sbancamento e livellamento del terreno, nonché di scavo delle prime (necessariamente minime) fondazioni, nel caso di interventi di dimensioni estremamente modeste, ed attinenti a opere di carattere precario e completamente smontabili (22).

Ricordiamo che “ai fini della sussistenza, o meno dei presupposti per la decadenza dalla concessione edilizia, l`effettivo inizio dei lavori relativi deve essere valutato non in via generale ed astratta, ma con specifico e puntuale riferimento all`entità ed alle dimensioni dell`intervento edificatorio programmato ed autorizzato, all`evidente scopo di evitare che il termine prescritto possa essere eluso con ricorso a lavori fittizi e simbolici e non oggettivamente significativi di un effettivo intendimento del titolare della concessione stessa di procedere alla costruzione dell`opera progettata” (23). Ovviamente, “l’onere della prova del mancato inizio dei lavori
assentiti con licenza edilizia incombe al Comune che ne dichiara la decadenza, alla stregua
del principio generale in forza del quale i presupposti dell`atto adottato devono essere
accertati dall’autorità emanante
” (24). Su tale aspetto è opportuno ricordare come recentemente è stato affermato che, di fronte ad una dichiarazione del direttore dei lavori, prima di dichiarare la decadenza del permesso di costruire, il Comune ha “l’onere di effettuare un accertamento dei luoghi per verificare, anche ex post, sulla base delle conoscenze della tecnica, se i lavori interni di cui alla sopra indicata nota siano stati effettivamente eseguiti entro l’anno dal rilascio del permesso di costruire e se si sia trattato in concreto di lavori che, in relazione al complesso dei lavori permessi, possano costituirne un inizio significativo” (25).

Note
1. Art. 15 (rubricato Efficacia temporale e decadenza del permesso di costruire) del DPR n. 380/01:
1. Nel permesso di costruire sono indicati i termini di inizio e di ultimazione dei lavori.
2. Il termine per l`inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l`opera deve essere completata non può superare i tre anni dall`inizio dei lavori. Entrambi i termini possono essere prorogati, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso. Decorsi tali termini il permesso decade di diritto per la parte non eseguita, tranne che, anteriormente alla scadenza venga richiesta una proroga. La proroga può essere accordata, con provvedimento motivato, esclusivamente in considerazione della mole dell`opera da realizzare o delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari.
3. La realizzazione della parte dell`intervento non ultimata nel termine stabilito è subordinata al rilascio di nuovo permesso per le opere ancora da eseguire, salvo che le stesse non rientrino tra quelle realizzabili mediante denuncia di inizio attività ai sensi dell`articolo 22. Si procede altresì, ove necessario, al ricalcalo del contributo di costruzione.
4. Il permesso decade con l`entrata in vigore di contrastanti previsioni urbanistiche, salvo che i lavori siano già iniziati e vengano completati entro il termine di tre anni dalla data di inizio.”.
2. TAR Puglia Lecce, sez. III, sentt. n. 6536 del 20 settembre 2004 e n. 3565 del 1° luglio 2005.
3. Consiglio di Stato, sez. V, sent. n. 1165 del 22 novembre 1993.
4. TAR Campania, sez. II Napoli, sent. n. 10890 del 25 settembre 2008.
5. TAR Veneto, sez. II, sent. n. 174  del 23 gennaio 2008.
6. TAR Lombardia, sez. II Milano, sent. n. 372 dell’8 marzo 2007, secondo cui “lo sbancamento del terreno non può, da solo, essere considerato quale inizio dei lavori, non essendo di per sé idoneo a dimostrare la volontà effettiva del titolare della concessione di realizzare il manufatto assentito”; Consiglio di Stato, sez. IV, sent. n. 5242 del 3 ottobre 2000, secondo cui “non assumono univoca valenza edificatoria preordinata all’intervento edilizio specificamente assentito i semplici sbancamenti di terreno (C.d.S., V, 11 ottobre 1996, n. 1227; V 30 giugno 1995, n. 938; V, 22 novembre 1993, n. 1165; V, , 18 maggio 1987, n. 300; IV, 17 dicembre 1984, n. 921)”.
7. Consiglio di Stato, sez. V, sent. n. 1165 del 22 novembre 1993.
8. Consiglio di Stato, sez. IV, sent. n. 5242 del 3 ottobre 2000. Cfr. anche TAR Campania, sez. IV Napoli, sent. n. 59 del 5 gennaio 2006; TAR Lazio, sez. II Roma, sent. n. 5370 del 28 giugno 2005; TAR Lazio, sez. II Latina, sent. n. 133 del 23 febbraio 2007.
9. TAR Lazio sez. II-bis, sent. n. 5370 del 28 giugno 2005.
10.TAR Lazio sez. II-bis, sent. n. 5370 del 28 giugno 2005.
11. TAR Lazio sez. II-bis, sent. n. 5370 del 28 giugno 2005; TAR Campania, sez. IV Napoli, sent. n. 59 del 5 gennaio 2006, secondo cui “lo sbancamento di un terreno di limitate proporzioni, così come anche la sua picchettatura, non costituisce elemento tale da lasciar intendere, con ragionevole certezza, la volontà di concludere l`opera edilizia fino a quel momento ancora tutta solo sulla carta: non si può quindi parlare di avvenuto inizio dei lavori”.
12. TAR Lazio sez. II-bis, sent. n. 5370 del 28 giugno 2005.
13. TAR Lazio sez. II-bis, sent. n. 5370 del 28 giugno 2005.
14. TAR Lazio sez. II-bis, sent. n. 5370 del 28 giugno 2005.
15. TAR Puglia Lecce, sent. n. 3565 del 1° luglio 2005.
16. TAR Puglia Lecce, sent. n. 3565 del 1° luglio 2005.
17. TAR Puglia Lecce, sent. n. 3565 del 1° luglio 2005.
18. TAR Veneto, sent. n. 36  del 23 gennaio 2008.
19. TAR Veneto, sent. n. 36  del 23 gennaio 2008.
20. Consiglio di Stato, sez. V, sent. n. 1006 del 15 ottobre 1992.
21. Consiglio di Stato, sez. V, sent. n. 535 del 13 maggio 1996.
22. Consiglio di Stato , sez. V, sent.  n. 5648 del 1° ottobre 2003. Nel caso specifico si trattava della realizzazione di piccole serre.
23. Consiglio di Stato, sez. V, sent. n. 1615 del 16 novembre 1998.
24. Consiglio di Stato, sez. V, sent. n. 343 dell’11 aprile 1990.
25. TAR Veneto, sez. II, sent. n. 726 del 18 marzo 2009.

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information


Ediliziaurbanistica.it
 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information