UNITEL

Dimensione Testo
  • Aumenta
  • Dimensione originale
  • Diminuisci
    
24/11/2017 04:52
Home Articoli PUBBLICO IMPIEGO Patto stabilità: obiettivo certificazione

Patto stabilità: obiettivo certificazione

C. Renna (La Gazzetta degli Enti Locali 8/5/2009) - Maggioli Editore

Da sempre impegnati nella ricerca degli equilibri contabili indispensabili per realizzare il compiuto rispetto delle regole del patto di stabilità interno, gli enti soggetti a tali regole sono chiamati nel mese di maggio a riprendere le risultanze finanziarie dello scorso anno per produrre la prescritta certificazione al MEF-Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.
Proprio il Ragioniere generale dello Stato ha, infatti, firmato lo scorso 15 aprile il decreto che approva i modelli che gli enti sono tenuti ad inviare entro la data del 1° giugno 2009, in considerazione del fatto che il termine originariamente fissato al 31 maggio dall’art. 7-quater del d.l. 10.2.2009, n. 5, convertito in legge 9/4/2009, n. 33 cade di domenica.
Termine da non trascurare assolutamente, posto che la mancata presentazione della certificazione richiesta nei modi e nei tempi stabiliti equivale esplicitamente a inadempimento al patto di stabilità interno 2008, con tutte le conseguenze del caso.
Così se per l’applicazione del sistema sanzionatorio che, come noto, prevede anche il blocco delle assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale, compreso rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di somministrazione e processi di stabilizzazione, non è sufficiente verificare l’eventuale mancato rispetto degli obiettivi del patto, ma anche il ricorrere o meno delle condizioni di cui all’art. 77-bis, comma 21-bis, del d.l. 112/2008, convertito in legge 133/2008, nel caso di mancata presentazione della certificazione l’irrogazione delle sanzioni è cosa certa.
Grande attenzione deve quindi essere posta all’adempimento, proprio per le indicate conseguenze discendenti dall’applicazione dell’art. 1, comma 379, lettera l), della legge 244/2007 di integrazione dell’art. 1, comma 686, della legge 296/2006, come ricordato dall’art. 1, comma 2, del decreto del 15 aprile 2009.
Quella della certificazione non è solo l’occasione per la rilevazione dell’avvenuto raggiungimento o meno degli obiettivi del patto per l’anno precedente o per la verifica dei requisiti per l’eventuale disapplicazione delle sanzioni, ma è anche lo strumento per l’acquisizione dagli enti virtuosi delle informazioni contabili ritenute utili per la costruzione degli indicatori economico/strutturali funzionali alla elaborazione del meccanismo di premialità di cui all’art. 77-bis, commi 23 e seguenti, del richiamato d.l. 112/2008.
Questi ultimi enti, quindi, dovranno inoltrare non solo i prospetti di cui, rispettivamente, agli allegati A (certificazione del patto 2008) e B (disapplicazione delle sanzioni) del decreto 15/4/2009, ma anche il prospetto per l’applicazione del meccanismo della premialità riportato in allegato C/COM per i comuni virtuosi e C/PROV per le province rispettose del patto 2008.

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information


Lagazzettadeglientilocali.it
 

Partners

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

Banner

In questo sito web utilizziamo cookie e tecnologie simili per migliorare i nostri servizi. Informazioni

Dichiaro di accettare i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information