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18/11/2017 20:22
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Ambiente - Rifiuti solidi urbani - Modalità di raccolta - Regolamento comunale

Tribunale Amministrativo Regionale Lombardia Brescia 22/12/2008 n. 1811 - Documento senza titolo

In materia di rifiuti solidi urbani è considerata legittima la deliberazione consiliare con la quale viene esteso anche al centro storico la modalita di raccolta dei rifiuti a filo strada, considerato che il disagio del ricorrente non e idoneo da solo a condizionare la gestione dei rifiuti in un’intera zona del centro cittadino. Il disagio subito potrebbe assumere rilievo solo se si cumulasse con quello dei gestori dei negozi o con quello dei cittadini che desiderano utilizzare gli spazi urbani anche di sera. Perché questo accada e necessario che la sperimentazione della nuova modalita di raccolta dimostri in concreto la prevalenza su base collettiva degli inconvenienti rispetto ai vantaggi organizzativi ed economici.
I disagi collegati alla raccolta dei rifiuti a filo strada devono essere valutati in concreto e sulla base di un periodo di sperimentazione. Questo tipo di raccolta responsabilizza i cittadini e gli operatori economici, ai quali coerentemente e chiesto di collaborare alla limitazione dell’impatto dei propri rifiuti sul contesto urbano. Non e escluso per situazioni particolari il mantenimento della raccolta all’interno delle abitazioni private che garantisce il rispetto del principio di proporzionalita, in quanto permette una deroga alla disciplina generale qualora i cittadini e gli operatori economici subiscano delle conseguenze negative dal deposito temporaneo di rifiuti davanti agli edifici dove risiedono o svolgono la loro attivita.

 

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Prima)
ha pronunciato la presente

SENTENZA

Sul ricorso numero di registro generale 1144 del 2006, proposto da: ARLI SRL, rappresentata e difesa dall’avv. Nicola Stocchiero, con domicilio eletto presso l’avv. Enrico Codignola in Brescia, via Romanino 16;
contro
COMUNE DI BERGAMO, rappresentato e difeso dagli avv. Vito Gritti e Silvia Mangili, con domicilio
eletto presso la segreteria del TAR in Brescia, via Malta 12;
nei confronti di ASM BRESCIA SPA, rappresentata e difesa dagli avv. Vito Salvadori e Alberto Salvadori, con domicilio eletto presso i medesimi legali in Brescia, via XX Settembre 8;
per l’annullamento
della deliberazione consiliare n. 116 del 29 maggio 2006, con la quale e stato modificato l’art. 15 del regolamento dei rifiuti solidi urbani e assimilati nel senso di estendere anche al centro storico la modalita di raccolta dei rifiuti a filo strada;
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Bergamo;
Visto l’atto di costituzione in giudizio di ASM Brescia spa;
Viste le memorie difensive;
Visti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 3 luglio 2008 il dott. Mauro Pedron;
Uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Considerato quanto segue:

FATTO e DIRITTO

1. La societa ricorrente Arli srl gestisce un albergo situato a Bergamo in largo Porta Nuova. Fino al 18 giugno 2006 la raccolta dei rifiuti prodotti dall’albergo e stata effettuata dal gestore del servizio (prima BAS spa e in seguito ASM Brescia spa) mediante un piccolo camion che accedeva a un apposito locale di proprieta della ricorrente passando dal cortile interno del condominio di cui fa parte l’albergo. Questo tipo di raccolta era esteso all’intero condominio e aveva un costo annuo per i condomini di circa € 14.000 di cui € 4.200 a carico della sola ricorrente.  2. Il Comune di Bergamo con deliberazione consiliare n. 116 del 29 maggio 2006 ha modificato l’art. 15 del regolamento dei rifiuti solidi urbani e assimilati estendendo al centro storico la modalita di raccolta a filo strada gia applicata alle altre zone della citta. Pertanto dal 19 giugno 2006 anche i residenti del centro storico e gli esercizi commerciali ivi insediati sono stati invitati dal gestore a lasciare i rifiuti in appositi sacchi in polietilene nei punti di conferimento lungo le strade e i marciapiedi tra le ore 18.30 e le 19.30 nei giorni di lunedi, mercoledi e venerdi. Inizialmente la raccolta doveva rimanere ancora indifferenziata (tal quale e carta/cartone) ma era prevista a breve l’introduzione della raccolta differenziata.
3. La ricorrente in data 10 luglio 2006 ha chiesto il ripristino del servizio con le modalita precedenti. Il gestore in una nota del 10 luglio 2006 ha espresso la propria disponibilita a ripristinare per la ricorrente il
vecchio sistema di raccolta ma alla duplice condizione che il deposito dei rifiuti avvenisse nel cortile interno accessibile agli automezzi con portata a terra di 12 tonnellate e che il cancello rimanesse aperto nell’orario 19.30 – 01.00 tutti i giorni di raccolta. La ricorrente ha replicato con un fax del 24 luglio 2006 precisando di non poter disporre del cortile, in quanto di proprieta condominiale, e a maggior ragione di non poter garantire l’apertura serale del cancello. Pertanto la ricorrente ha insistito per il ripristino delle modalita di raccolta precedenti, ossia mediante un automezzo di piccole dimensioni in grado di raggiungere direttamente l’albergo. In seguito a questa seconda richiesta il gestore ha formulato in data 8 agosto 2006 un preventivo nei termini seguenti: ritiro dei rifiuti con accesso all’area interna mediante motocarro avente portata massima di 2 mc nelle mattinate di martedi, giovedi e sabato, per un costo di € 40,00 (IVA esclusa) a intervento.  L’offerta non e pero stata accettata.  4. Contro l’adozione della raccolta a filo strada la societa ricorrente ha presentato impugnazione con atto notificato l’11 agosto 2006 e depositato l’8 settembre 2006. Le censure possono essere sintetizzate nei punti seguenti: a) difetto di motivazione ed eccesso di potere, in quanto le nuove modalita di raccolta dei rifiuti determineranno proprio gli inconvenienti che dovrebbero prevenire (esposizione dei rifiuti sulle strade, intralcio alle operazione di carico e scarico, problemi durante la raccolta); b) violazione dell’art. 178 comma 2 del Dlgs. 3 aprile 2006 n. 152, in base al quale i rifiuti devono essere recuperati e smaltiti senza causare inconvenienti da rumori o odori e senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse. Il Comune e ASM Brescia spa si sono costituiti in giudizio chiedendo la reiezione del ricorso sia per mancanza di interesse sia nel merito.
5. In via preliminare si osserva che la ricorrente ha interesse a promuovere il presente ricorso nei confronti di un atto regolamentare, in quanto non e stato necessario attendere l’adozione di provvedimenti attuativi: il gestore ha immediatamente comunicato il cambio delle modalita di ritiro dei rifiuti con decorrenza dal 19 giugno 2006 sulla base della predetta modifica normativa (v. sopra al punto 2). Sotto un altro profilo non e neppure sostenibile che la modifica regolamentare costituisca mera attuazione di quanto previsto nelle linee programmatiche per il periodo 2004-2009 approvate con deliberazione consiliare n. 36 del 16 febbraio 2005 (provvedimento non espressamente impugnato). Dalle linee programmatiche emerge l’obiettivo di implementare la raccolta differenziata porta a porta nelle zone centrali della citta, tuttavia la scelta di realizzare questo programma con il sistema della raccolta a filo strada e stata effettuata solo nel provvedimento impugnato, con il quale il Comune ha deciso per questa opzione abbandonando le soluzioni alternative (parimenti praticabili) della differenziazione con raccolta presso le isole ecologiche o nelle abitazioni private. Lo stesso gestore aveva sottoposto al Comune un ventaglio di soluzioni: una di queste (indicata come ipotesi n. 1) prevedeva il mantenimento della raccolta all’interno delle abitazioni private in presenza di spazi sufficienti.  Il Comune ha invece scelto l’ipotesi n. 3 modificando in modo conforme l’art. 15 del regolamento dei rifiuti solidi urbani e assimilati. Pertanto al provvedimento impugnato deve essere riconosciuta una funzione autonomamente lesiva dell’interesse della ricorrente.  6. Quanto alla natura di tale interesse si osserva che non si tratta di una situazione di mero fatto ma di un vero e proprio interesse legittimo riguardante l’esercizio del potere comunale nella disciplina del servizio di gestione dei rifiuti. I profili del potere in relazione ai quali la ricorrente puo chiedere la tutela dell’ordinamento riguardano la corretta applicazione dei principi codificati nell’art. 178 comma 3 del Dlgs. 152/2006, il quale stabilisce che “la gestione dei
rifiuti e effettuata conformemente ai principi di precauzione, di prevenzione, di proporzionalita, di responsabilizzazione e di cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, nella distribuzione, nell’utilizzo e nel consumo di beni da cui originano i rifiuti”. I maggiori incomodi individuali derivanti dal cambio del sistema di raccolta sono quindi legittimi solo se la nuova disciplina mantiene l’equilibrio tra i suddetti principi.  I cittadini e gli operatori economici coinvolti nel cambiamento possono sempre chiedere la verifica in sede giudiziale del rispetto di tale equilibrio. 
7. Il primo motivo di ricorso, formulato secondo la figura del difetto di motivazione e dell’uso improprio del potere, lamenta in definitiva una mancanza di proporzionalita, in quanto sarebbero imposte ai privati modalita di conferimento dei rifiuti piu scomode e penalizzanti senza alcun beneficio pubblico (i rifiuti rimangono esposti per ore sulle strade, la raccolta crea intralcio alle operazioni di carico e scarico, durante la raccolta si determinano problemi per la sicurezza di chi transita nelle vicinanze). L’argomento non appare condivisibile. In proposito occorre da un lato esaminare la natura del disagio e dall’altro distinguere tra i disagi distribuiti in modo omogeneo tra i cittadini e quelli subiti da alcuni soggetti particolari.
8. Sotto il primo profilo si osserva che la presenza di rifiuti davanti alle abitazioni e agli esercizi commerciali nella fascia oraria serale per tre giorni alla settimana e la connessa attivita di raccolta da parte del gestore creano indubbiamente un disagio per i residenti e gli operatori economici locali. Inparticolare e disturbante la presenza sui marciapiedi
di sacchi di rifiuti per alcune ore e di bidoni vuoti per tutta la notte. Inoltre la raccolta intralcia il traffico e collocandosi in orario serale puo disturbare il riposo delle persone. Tuttavia alcuni di questi inconvenienti si ritrovano, amplificati, nella raccolta all’interno delle abitazioni: gli intralci al traffico e alle operazioni di carico e scarico sono maggiori sia per il numero di automezzi impiegati sia perché la raccolta dovrebbe essere concentrata necessariamente in orario diurno.  Inoltre alcuni dei disagi propri della raccolta a filo strada hanno un peso limitato: in particolare per quanto riguarda il disturbo del riposo occorre considerare che l’attivita in orario serale con automezzi di maggiori dimensioni procede molto piu velocemente, oltretutto con un vantaggio in termini di inquinamento.
9. Il problema principale riguarda quindi il decoro urbano, che risulta certamente alterato dalla presenza serale di sacchi e contenitori di rifiuti davanti agli edifici. Nella zona centrale della citta le minori dimensioni dei marciapiedi e le distanze ridotte tra gli edifici possono accentuare il disagio. La questione bdeve essere esaminata tenendo conto della
distinzione fatta sopra al punto 7 tra disagi intollerabili per il cittadino medio e disagi avvertiti in modo particolare da alcuni soggetti. La ricorrente puo essere considerata sotto questo profilo unb soggetto particolare in quanto eroga servizi
alberghieri, i quali coprono l’intero arco della giornata e sono associati nella percezione degli ospiti alla qualita del contesto urbano. Nonostante questo tuttavia la posizione della ricorrente non e idonea da sola a condizionare la gestione dei rifiuti in un’intera zona del centro cittadino. Il disagio della ricorrente potrebbe assumere rilievo solo se si cumulasse con quello dei gestori dei negozi (il cui orario normalmente si sovrappone nella parte finale alla fascia oraria di deposito in strada dei rifiuti) o con quello dei cittadini che desiderano utilizzare gli spazi urbani anche di sera. Perché questo accada e pero necessario che la sperimentazione della nuova modalita di raccolta dimostri in concreto la
prevalenza su base collettiva degli inconvenienti rispetto ai vantaggi organizzativi ed economici. Per il momento una simile dimostrazione non appare possibile, e comunque non e stata data.  10. Con il secondo motivo di ricorso viene lamentata la violazione dell’art. 178 comma 2 del Dlgs.  152/2006, che per le attivita di recupero e smaltimento impone ai gestori di non causare inconvenienti da rumori o odori e di non danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse. Queste norme costituiscono una precisazione dei principi elencati nel comma 3 dello stesso articolo, e quindi benché riferite al recupero e allo smaltimento dei rifiuti, e non propriamente alla raccolta, sono applicabili anche al caso in esame. Non si ritiene tuttavia che l’argomento possa comportare la caducazione del provvedimento impugnato. Come si e visto sopra ai punti 8 e 9 alcuni disagi sono condivisi da tutte le forme di raccolta, e quelli propriamente collegati alla raccolta a filo strada devono essere valutati in concreto e sulla base di un periodo di sperimentazione. A sostegno della scelta operata dal Comune valgono inoltre due ulteriori considerazioni. Da un lato questo tipo di raccolta responsabilizza i cittadini e gli operatori economici, ai quali coerentemente con i principi comunitari e chiesto di collaborare (anche attraverso il rispetto delle regole di conferimento fissate dal gestore) alla limitazione dell’impatto dei propri rifiuti sul contesto urbano. Dall’altro occorre sottolineare che non e escluso per situazioni particolari il mantenimento della raccolta all’interno delle abitazioni private (la stessa ricorrente avrebbe potuto fruirne – v. sopra al punto 3). Questa possibilita garantisce il rispetto del principio di proporzionalita, in quanto permette una deroga alla disciplina generale qualora i cittadini e gli operatori economici subiscano delle conseguenze negative dal deposito temporaneo di rifiuti davanti agli edifici dove risiedono o svolgono la loro attivita.
11. Il ricorso deve quindi essere respinto. La complessita di alcune questioni consente l’integrale compensazione delle spese tra le parti.

P.Q.M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia Sezione staccata di Brescia, definitivamente pronunciando, respinge il ricorso.  Le spese sono integralmente compensate tra le parti.  Cosi deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 3 luglio 2008 con l’intervento dei Magistrati:
Giuseppe Petruzzelli, Presidente
Mario Mosconi, Consigliere
Mauro Pedron, Primo Referendario, Estensore
L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 22/12/2008 (Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)
10 N.R.G. 2414/2004
IL SEGRETARIO

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