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25/11/2017 10:45
Home Articoli PUBBLICO IMPIEGO Dotazioni organiche e assunzioni: il parere della Funzione pubblica

Dotazioni organiche e assunzioni: il parere della Funzione pubblica

C. Renna (La Gazzetta degli Enti Locali 12/12/2008) - Maggioli Editore

Il Dipartimento della funzione pubblica, u.p.p.a., con parere n. 55/2008 del 10.11.2008 cerca di fare il punto, sotto l’aspetto giuridico – amministrativo, in tema di dotazioni organiche ed assunzioni, in risposta ad uno specifico quesito avanzato da una amministrazione comunale.
Per il Dipartimento il quesito, inerente alla possibilità per il comune di procedere alla copertura di due posti di livello dirigenziale, è l’occasione per analizzare il problema alla luce sia delle più recenti leggi finanziarie che dell’art. 76 del d.l. 25.6.2008, n. 112, convertito in legge n. 133/2008, contenente “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”.
Diversi i punti sottolineati, seppur in un testo sostanzialmente breve.
Da non trascurare, infatti, l’accento posto agli aspetti economico – finanziari.
Nuove assunzioni, per il Dipartimento, potrebbero avere luogo solo ed esclusivamente nel rispetto dei vincoli, appunto, finanziari recati dall’art. 1, comma 557, della Finanziaria 2007 che, si ricorderà, imponeva agli enti “la riduzione delle spese di personale, garantendo il contenimento della dinamica retributiva e occupazionale, anche attraverso la razionalizzazione delle strutture burocratico – amministrative”.
Anche le deroghe al tetto di spesa introdotte dall’art. 3, comma 120, della Finanziaria 2008 impongono all’ente che intende avvalersene l’onere di fornire adeguata ed analitica motivazione sulle particolari ragioni di indifferibilità ed urgenza che portano a tale scelta, unitamente al rispetto delle richieste condizioni di stabilità finanziaria.
Ma è a fronte di possibili assunzioni che comportino l’istituzione di nuovi posti in dotazione organica che entra in gioco quanto disposto con l’art. 76 del d.l. 112/2008 sopra richiamato.
Non è possibile, infatti, per l’U.p.p.a. procedere all’istituzione di nuovi posti di qualifica dirigenziale in assenza della verifica dei criteri e parametri disciplinati con l’apposito d.P.C.M. di cui al comma 6 del medesimo art. 76 e ciò nemmeno in presenza di una contrazione complessiva della spesa teorica della dotazione organica in relazione alla proposta soppressione di posti di altra qualifica.
Da non sottovalutare, così, le conclusioni alle quali il Dipartimento perviene, per il quale, testualmente, “gli indirizzi che provengono dalla normativa in materia di organizzazione delle amministrazioni pubbliche, da ultimo anche dal decreto legge n. 112 del 2008, delineano un contesto di regole volte alla razionalizzazione delle strutture, alla concentrazione dell’esercizio delle funzioni istituzionali, all’unificazione delle strutture che svolgono attività di supporto e alla riduzione delle stesse, con conseguente contenimento della spesa del personale. Questi principi rappresentano i criteri guida a cui i vertici politici ed amministrativi devono ispirarsi nell’adottare i provvedimenti di competenza”.

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