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25/11/2017 10:45
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Grandi riforme per gli enti locali

C. Dell`Erba (www.ilpersonale.it 7/1/2009) - Untitled Document

L’anno 2009 passerà probabilmente alla storia come un anno di grandi riforme per gli enti locali. Alcune delle basi in questa direzioni sono state già poste nel corso del 2008, ma i punti di svolta sono destinati a realizzarsi concretamente sono nell’anno che si è appena aperto. Sicuramente tali riforme cominceranno a produrre i propri effetti non immediatamente, basti pensare che molte delle riforme in itinere sono strutturate come leggi delega, per cui la loro concreta attuazione è rimessa ai decreti attuativi. Ma tutto ciò non toglie nulla al rilievo del processo che si è messo in moto. L’ampiezza dei temi trattati, in particolare il fatto che vengono affrontati anche i temi connessi al finanziamento della attività delle regioni e degli enti locali, ci deve fare ritenere che siamo nella fase iniziale di una stagione che segnerà l’attività dei comuni e delle province in misura ancora maggiore di quella che è stata vissuta alla fine degli anni 90 e che prese il nome di leggi cd Bassanini. Queste riforme produrranno effetti assai rilevanti sulla organizzazione interna e sulla gestione del personale.
Alla base di tali scelte legislative il sommarsi di molteplici ragioni. Ecco le principali: la volontà di ampliare l’autonomia finanziaria di regioni, province e comuni; la richiesta di maggiore efficienza, che impatta inevitabilmente con le scelte legislative in tema di organizzazione e di gestione delle risorse umane da un lato e con i principi del diritto amministrativo, così da ampliare le forme di tutela dei cittadini; la necessità di dare attuazione ai principi stabiliti nella riforma del titolo V della Costituzione, in particolare per l’esercizio delle funzioni amministrative; l’esigenza di contenimento dei costi.
Vediamo di fare il punto sui principali provvedimenti:

  1. la riforma del lavoro pubblico è già stata approvata in prima lettura dal Senato, peraltro con un sostanziale ampio consenso bipartisan;
  2. gli altri due provvedimenti collegati alla manovra finanziaria d’estate, cioè le misure per lo snellimento e la delega al Governo per l’adozione di nuove disposizioni sul lavoro, sono attualmente all’esame del Senato in seconda lettura, sono cioè già state approvate dalla Camera;
  3. il federalismo fiscale è all’esame, in prima lettura, da parte del Senato;
  4. la riforma del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali deve essere ancora approvata da parte del Governo.

IL PROCESSO
Nel corso del 2009, ed in particolare nei primi 3 o 4 mesi, cioè prima delle elezioni amministrative ed europee, ci dobbiamo attendere una vera e propria svolta nella legislazione sugli enti locali: sono molti ed assai importanti i progetti di riforma sono stati presentati dal Governo al Parlamento o che stanno per esserlo. Peraltro, sulla loro rapida approvazione l’esecutivo è direttamente impegnato ed in questa direzione si fa ricorso agli strumenti regolamentari esistenti. Infatti, questi provvedimenti sono stati qualificati come misure di “accompagnamento” alla manovra finanziaria e godono quindi di una corsia privilegiata.
Le basi di questo processo di riforma sono state poste già nel corso dell’anno 2008, in particolare dal mese di maggio in poi, cioè dal momento in cui è stata avviata l’attività di questo Governo.
Ovviamente le valutazioni sul contenuto delle iniziative legislative, sia di quelle già trasformate in legge, che di quelle in corso di esame parlamentare, sono assai differenziate e non devono necessariamente essere positive. Si deve ricordare, ad esempio, che le associazioni degli enti locali, ed in particolare l’Anci, stanno evidenziando la assoluta carenza delle risorse finanziarie a disposizione delle amministrazioni locali e la loro condizione di crescente difficoltà, al punto da avere invitato nelle scorse settimane, prima dello slittamento al 31 marzo del termine, i comuni a non approvare i bilanci preventivi. L’iniziativa dell’associazione ha determinato alcune significative modifiche ai vincoli dettati in tema di patto di stabilità modifiche che vanno nella direzione della loro attenuazione. Sul versante della gestione delle risorse umane, a parte gli effetti –peraltro fin qui largamente positivi- determinati dai tagli al trattamento economico accessorio in caso di assenze per malattia nei primi 10 giorni e quelli che si produrranno con il monitoraggio dei costi e dei contenuti della contrattazione decentrata, si deve evidenziare che si registra una sostanziale convergenza sui contenuti di fondo delle riforme, come dimostrato da ultimo dal voto sulla proposta di legge delega per la riforma del DLgs n. 165/2001.
Ovviamente il giudizio complessivo sulla bontà delle norme adottate e di quelle che lo saranno nei prossimi mesi sarà più attento solo quando queste disposizioni saranno state effettivamente approvate e se ne saranno misurati gli effetti concreti.
Si può prevedere che già nei primi mesi dell’anno i tre provvedimenti collegati alla manovra finanziaria, cioè la delega per la riforma del DLgs n. 165/2001, le misure per lo snellimento ed il sostegno allo sviluppo e la delega per la introduzione di riforme al lavoro, diventino legge; mentre si dovrebbe arrivare alla primavera per l’approvazione del federalismo fiscale e la riforma del testo unico delle leggi sull’ordinamento locale dovrebbe essere approvata entro l’anno.

LE PRIME MISURE
Nel corso dell’anno 2008 sono stati approvati numerosi decreti legge che toccano direttamente gli enti locali. Vediamoli in sintesi:

  1. il DL n. 92 ha significativamente ampliato i poteri di ordinanza dei sindaci (ampliamento ulteriormente allargato dalle misure regolamentari adottate dal Ministero dell’Interno in sede di attuazione);
  2. il DL n. 93 ha abrogato l’Ici sulla prima casa;
  3. il DL 112 ha dettato nuove disposizioni per il patto di stabilità, per le assenze per malattia dei dipendenti (taglio del trattamento accessorio nei primi 10 giorni), per le assunzioni flessibili, per il monitoraggio dei contratti decentrati, per il conferimento di incarichi di collaborazione (in particolare coordinate e continuative), per la spesa per il personale (con in prospettiva la adozione di vincoli più stringenti alle assunzioni a tempo indeterminato) e per lo svecchiamento del personale pubblico;
  4. il DL 154 ha definito i trasferimenti aggiuntivi spettanti agli enti locali per la copertura, almeno parziale, di tagli operati a seguito del classamento diverso degli immobili rurali, della abrogazione dell’Ici sulla prima casa e della cd riduzione dei costi della politica;
  5. il DL 162 si è ripristinato al 2% il tetto per il compenso spettante ai dipendenti degli uffici tecnici per la progettazione di opere pubbliche;
  6. il DL 185 ha autorizzato il pagamento della indennità di vacanza contrattuale;
  7. il DL 200 ha abrogato numerose disposizioni di legge;
  8. il DL cd milleproroghe ha prorogato numerosi termini, tra cui quello per la riserva nei concorsi pubblici in favore del personale che ha una anzianità di almeno tre anni come lavoratore dipendente e/o come cococo.

IL FEDERALISMO FISCALE
Il federalismo fiscale è sicuramente un tema di grandissimo rilievo per il futuro delle regioni e degli enti locali. Il testo è attualmente all’esame, in prima lettura, da parte del Senato.
Esso prevede che il finanziamento della attività di regioni ed enti locali sia assicurato, in modo largamente prevalente, da entrate proprie, assumendo come base la necessità di garantire il finanziamento dei costi standard dei livelli essenziali delle prestazioni di maggiore rilievo svolte dai singoli livelli istituzionali, mentre i trasferimenti erariali avranno unicamente una funzione di perequazione. Si prevede che i tempi di entrata in vigore delle nuove regole siano lunghi, visto che il termine per la utilizzazione della delega conferita nella proposta è fissato in ben 2 anni.

LA RIFORMA DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL’ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI
Il Governo si è da tempo impegnato a presentare al Parlamento la proposta di legge delega per la riforma del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. In particolare, il Senato sta discutendo del federalismo fiscale e l’obiettivo del Governo è che esso sia licenziato da Palazzo Madama entro il mese di febbraio.
Il testo dovrebbe essere suddiviso in 4 provvedimenti: le aree metropolitane, le funzioni fondamentali degli enti locali, il restyling dell’attuale testo unico e le misure organizzative, in particolare per i segretari comunali e provinciali.
Per questa riforma i tempi si sono allungati rispetto alle previsioni: il Governo non ha ancora licenziato il testo ed esso, prima della presentazione al Parlamento, dovrà essere esaminato dalla Conferenza Unificata tra Stato, regioni ed autonomie locali.

LA RIFORMA DEL LAVORO PUBBLICO
Viene concessa una ampia delega al Governo per la riscrittura del DLgs n. 165/2001. Essa dovrebbe imperniarsi sui seguenti aspetti:

  1. riforma della contrattazione nazionale e di quella decentrata integrativa;
  2. fissazione con legge dei principi essenziali per i procedimenti disciplinari;
  3. valorizzazione del ruolo della valutazione della attività dei dirigenti e del personale;
  4. ampliamento delle competenze assegnate ai dirigenti, in particolare nella gestione delle risorse umane;
  5. riscrittura delle norme sulla organizzazione interna delle Pubbliche Amministrazioni.

LE MISURE DI SNELLIMENTO
Le due proposte di legge collegate alla manovra estiva che dispongono misure di snellimento e di semplificazione, in particolare per il lavoro, sono all’esame del Senato dopo essere state approvate dalla Camera.

Esse contengono un caleidoscopio di misure, tra cui segnaliamo: la fissazione di termini brevi per la conclusione dei procedimenti amministrativi, il termine del 30 giugno 2009 per la chiusura delle stabilizzazioni del personale precario, la delega al Governo per la riscrittura delle norme sui congedi, i permessi e le aspettative; le limitazioni introdotte alla fruizione di permessi per i dipendenti portatori di gravi handicap o per i congiunti che versano in tali condizioni; lo stimolo alla utilizzazione dell’e-gov.

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