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29/07/2014 10:38
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La disciplina del cottimo fiduciario per l`esecuzione dei lavori pubblici

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E. Mariotti (Rivista del Consulente Tecnico n. 2/2008) - Documento senza titolo

Nel mercato edilizio il cottimo è conosciuto come un sistema di retribuzione del lavoro manuale fondato sul prezzo o tariffa di applicato ad  ogni unità di prodotto: “il cottimista” riceve un prezzo per la propria opera in base al lavoro effettivamente realizzato (metri quadrati di opera realizzati). È un istituto tuttora presente a cui si aggiunge la figura del cottimo fiduciario che ha avuto applicazione soprattutto nel settore delle opere pubbliche per le opere di manutenzione. Il termine “cottimo fiduciario” evocava il rapporto contrattuale con un’impresa di fiducia dell’amministrazione pubblica cui è affidata l’esecuzione di lavori che organizza e controlla  strettamente. I risvolti dell’attuale disciplina del cottimo fiduciario e le sue possibili applicazioni sono analizzate nel dettaglio in questo articolo.

Le origini normative del cottimo fiduciario

Nel mercato edilizio privatistico il cottimo è conosciuto come un sistema di retribuzione del lavoro manuale fondato sul prezzo o tariffa di cottimo applicato ad  ogni unità di prodotto; “il cottimista” riceve un prezzo per la propria opera in base alla quantità di prodotto effettivamente realizzato (metri quadrati di opera realizzati) a differenza dell’operaio che riceve la retribuzione per l’attività svolta sulla base della paga oraria (a economia). Questo istituto è stato previsto nell’ambito della regolamentazione dell’esecuzione dei lavori pubblici e tuttora è presente, ma va distinto dalla figura del cottimo fiduciario che ha avuto applicazione nel settore delle opere pubbliche, soprattutto in passato, per i lavori di manutenzione. L’amministrazione pubblica, di fornite all’esigenza di acquisire dei lavori, poteva scegliere, nell’ambito dei sistemi di esecuzione in economia, se realizzare l’opera in amministrazione diretta oppure in cottimo fiduciario. Il termine “cottimo fiduciario” evocava il rapporto contrattuale con una impresa di fiducia dell’amministrazione cui affidava l’esecuzione dei lavori che organizzava e controllava  strettamente (1).
In passato, la disciplina del cottimo aveva la sua fonte negli artt. 328-329 e 341 della legge 28 marzo 1865, n. 2248, all. F per i  lavori pubblici in generale e negli  artt. 66 e ss. del r.d. 350/1895 per i lavori del Ministero dei ll.pp., che è rimasto vigente fino all`entrata in vigore dei regolamenti emanati ai sensi dell`art.8 del r.d. 18 novembre 1923, n. 2440: in particolare, il d.P.R. 28 luglio 1984 n. 830 recante Regolamento per i lavori, le provviste ed i servizi da eseguirsi in economia da parte degli uffici centrali e periferici del Ministero dei lavori pubblici e al d.P.R. 12 giugno 1985 n. 478 recante il Regolamento sui lavori, le provviste ed i servizi da eseguire in economia da parte del Provveditorato generale dello Stato.
L`art.6 del d.P.R. 478/1985 prevedeva che "i preventivi per l`esecuzione a cottimo fiduciario delle forniture, dei lavori e dei servizi di cui all`art.1 debbono richiedersi ad almeno tre persone o imprese ritenute idonee, eccetto nei casi in cui la specialità o l`urgenza della fornitura, del lavoro o del servizio, non renda necessario il ricorso ad una determinata persona o impresa, ovvero nei casi in cui la spesa non superi £.10.000.000., oltre I.V.A.".

La disciplina in vigore

La riforma dei lavori pubblici ha conservato l’istituto del cottimo fiduciario nell’art. 24, comma 6, della legge 109/1994 e nell’art. 88 del d.P.R. 554/1999; anche  il codice dei contratti e il nuovo Regolamento di attuazione ne  mantengono l’applicazione.
Entrambe le recenti fonti normative vigenti dedicano a questa modalità di acquisizione del lavoro pubblico alcune previsioni che chiariscono i dubbi interpretativi maturati nel corso della legislazione precedente. Nel codice il cottimo è compreso nella disciplina degli affidamenti in economia prevista nell’art. 125 per i contratti di importo sotto soglia. Il regolamento specifica la disciplina all’art. 173,  precisando il contenuto che deve avere l’atto di cottimo così confermando la disciplina previgente dell’art. 144 del d.P.R. 554/1999.
Nel codice  è trattato anche l’istituto del cottimo, inteso quale rapporto di lavoro tra l’appaltatore principale e un terzo che comporta l’esecuzione di prestazioni manuali prive di autonomia organizzativa assimilabile al contratto di appalto. L’art. 118, dedicato al subappalto, si occupa di questa fattispecie con riferimento alla disciplina applicabile all’appaltatore, in corso di esecuzione, quando questi proceda all’affidamento di parte delle lavorazioni a terzi.

I soggetti che possono stipulare contratti con la forma del cottimo fiduciario

Gli aspetti rilevanti riguardano la natura giuridica del cottimista e la natura giuridica del contratto e delle modalità di affidamento.
Riguardo la prima questione che riguarda la natura giuridica dell’operatore economico che può essere scelto con il sistema del cottimo fiduciario, la soluzione si trova nell’art. 34 del codice che stabilisce che sono ammessi a partecipare alle procedure di affidamento dei contratti pubblici gli imprenditori individuali, anche artigiani, le società commerciali, le società cooperative e i loro raggruppamenti o consorzi. Da tale disposizione deriva che il rapporto contrattuale con il cottimista può assumere la natura di contratto di appalto ai sensi dell’art. 1665 c.c. e non quella di contratto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo. È chiaro quindi che il cottimo fiduciario costituisce una procedura di scelta del contraente diretta alla stipulazione, per vie celeri e informali, del contratto di appalto di esecuzione dei lavori richiesti dall’amministrazione.

Le modalità di affidamento in cottimo fiduciario

Riguardo il secondo aspetto attinente la natura della procedura dell’ affidamento con il sistema del cottimo fiduciario,  gli interpreti avevano da sempre registrato alcune difficoltà a distinguere la disciplina del cottimo fiduciario da quella della trattativa privata, poiché entrambe emettevano l’assenza della fase di pubblicazione del bando e di ricevimento delle offerte con modalità formali. In passato è stato sostenuto, proprio per la detta difficoltà di distinguere la trattativa dal cottimo fiduciario, che quest’ultimo non fosse un procedimento di scelta del contraente, né un contratto, ma una particolare forma di retribuzione della prestazione ricompresa in un contratto di lavoro subordinato o autonomo, stipulato attraverso una libera contrattazione della pubblica Amministrazione con soggetti privati, commisurata alla quantità prodotta anziché al tempo impiegato (2). In questo senso ci si avvicinava alla qualificazione dell’istituto da parte del mercato del lavoro edilizio come modalità di retribuzione dell’attività manuale.
Tale interpretazione, tuttavia, non è accolta dalla dottrina e giurisprudenza maggioritari, secondo cui è più corretto ricondurre i cottimi fiduciari stipulati dalle pubbliche amministrazioni nell’area dei contratti di appalto affidati con il sistema della trattativa privata, oggi della procedura negoziata.
Il codice ha risolto definitivamente questo  dubbio interpretativo definendo il cottimo quale procedura negoziata (art. 3, comma 40 “il cottimo fiduciario  costituisce procedura negoziata”): il cottimo è quindi una  forma di esecuzione in economia del lavoro pubblico, pur se preceduto dalla gara ufficiosa,  riconducibile sostanzialmente alla nozione di procedura negoziata, secondo la cui disciplina non trovano ad esso applicazione  tutte le cautele previste per l`affidamento in appalto con i procedimenti cd. tipici (è il caso della celebrazione di una gara ufficiosa con un numero minimo di offerte), ma solo quelle espressamente introdotte, a causa delle semplicità procedurali dalle specifiche previsioni normative.
Nel codice il cottimo viene esaminato sotto due punti di vista: quando l’ente pubblico affida l’esecuzione dei lavori mediante cottimo, nell’ambito delle procedure di economia, e quando l’aggiudicatario del contratto di appalto fa eseguire delle opere mediante subappalto o contratto di cottimo. La prima ipotesi è contenuta nell’art. 125 del codice che disciplina l’acquisizione dei lavori (servizi e forniture) in economia, i quali possono  essere effettuati mediante amministrazione diretta e  mediante procedura di cottimo fiduciario dal responsabile del procedimento.
Nell`amministrazione diretta le acquisizioni sono effettuate con materiali e mezzi propri o appositamente acquistati o noleggiati e con personale proprio delle stazioni appaltanti, o eventualmente assunto per l`occasione, sotto la direzione del responsabile del procedimento: si tratta di un’ipotesi ormai divenuta rarissima.

I casi di affidamento in cottimo fiduciario

Secondo l’art. 125 del codice il cottimo fiduciario, essendo una procedura negoziata in cui le acquisizioni avvengono mediante affidamento a terzi,  può essere utilizzato per lavori per importi non superiori a 200.000, individuati da ciascuna stazione appaltante, con riguardo alle proprie specifiche competenze e nell`ambito delle seguenti categorie generali:
a) manutenzione o riparazione di opere od impianti quando l`esigenza è rapportata ad eventi imprevedibili e non sia possibile realizzarle con le forme e le procedure aperte e ristrette e semplificate;
b) manutenzione di opere o di impianti di importo non superiore a 100.000 euro;
c) interventi non programmabili in materia di sicurezza;
d) lavori che non possono essere differiti, dopo l`infruttuoso esperimento delle procedure di gara;
e) lavori necessari per la compilazione di progetti;
f) completamento di opere o impianti a seguito della risoluzione del contratto o in danno dell`appaltatore inadempiente, quando vi è necessità e urgenza di completare i lavori.
I fondi necessari per la realizzazione di lavori in economia e quindi per il cottimo fiduciario possono essere anticipati dalla stazione appaltante con mandati intestati al responsabile del procedimento, con obbligo di rendiconto finale. Il programma annuale dei lavori è corredato dell`elenco dei lavori da eseguire in economia per i quali è possibile formulare una previsione, ancorché sommaria.
Per lavori di importo pari superiore a 40.000 euro e fino a 200.000 euro, l`affidamento mediante cottimo fiduciario avviene nel rispetto dei principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento, previa consultazione di almeno cinque operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei, individuati sulla base di indagini di mercato ovvero tramite elenchi di operatori economici predisposti dalla stazione appaltante (sempre in presenza delle condizioni descritte dalla lettera a) alla lettera f) dell’art. 125 e di seguito riportate). Va rammentato, tuttavia, che il sistema di acquisizione in economia, nel quale rientra la disciplina del cottimo fiduciario,  è sempre caratterizzato, e continua ad esserlo, per come disciplinato dalle norme in esame, per due elementi sostanziali del limite massimo della spesa e della la definizione precisa delle prestazioni acquisibili mediante detta procedura. In generale, si è più volte chiarito che il ricorso all`esecuzione in economia non può essere ritenuto consentito in tutte le ipotesi nelle quali si ritenga inopportuno o difficoltoso il ricorso alle normali forme di contrattazione, occorrendo a quel fine che sussistano elementi oggettivi, conseguenti alle caratteristiche delle opere da compiere, che rendano irrealizzabile o praticamente antieconomico per lo Stato o nocivo per la funzionalità dei servizi il ricorso alla normale contrattazione, quali ad esempio la qualità della prestazione, le sue modalità di esecuzione, la limitatezza del servizio nel tempo, l`esiguità della spesa, l`urgenza. Secondo Corte Conti (3), il ricorso al cottimo fiduciario presuppone un grado di urgenza più pressante di quello richiesto per il ricorso all`ordinaria trattativa privata: deve cioè versarsi in una situazione di emergenza in cui sussista la necessità di adottare con immediatezza misure di pronto intervento per porre riparo a un danno improvviso, che siano incompatibili con gli adempimenti occorrenti per la trattativa privata. Se si condivide tale considerazione secondo la quale il ricorso al cottimo è legittimo ma occorre altresì che l`urgenza stessa si ponga con carattere di immediatezza, l`istituto risulta del tutto incompatibile con la realizzazione di interventi che richiedano per loro natura una progettazione complessa e tempi di esecuzione non brevi, cui meglio si adattano fattispecie legali diverse. Il cottimo è pertanto un modulo di negoziazione specifico, dunque specie della più ampia trattativa privata, che potrà essere invocato solo nei limiti degli oggetti previamente individuati attraverso atti normativi interni dalle amministrazioni e nei limiti di importo di singole voci di spesa, ma sempre nei confini tracciati dal citato art. 125. In concreto, il cottimo può essere regolato da scrittura privata semplice, oppure da una apposita lettera, con la quale il committente dispone l`ordinazione delle provviste e dei servizi. Tali atti devono riportare i medesimi contenuti previsti dalla lettera d`invito. L`esame e la scelta dei preventivi – in base all`offerta più vantaggiosa, in relazione a quanto previsto nella lettera d`invito – vengono effettuati dal responsabile del servizio, che provvede a sottoscrivere il contratto o la lettera d`ordinazione.

L’affidamento in cottimo di lavori di importo inferiore a 40.000 euro

Soltanto per i lavori di importo inferiore a quarantamila euro è consentito l`affidamento diretto (quindi “fiduciario” nel senso originariamente assegnato all’istituto) da parte del responsabile del procedimento in presenza delle condizioni già elencate per il ricorso a questo istituto (previste dall’art. 125 del codice) :
a) manutenzione o riparazione di opere od impianti quando l`esigenza è rapportata ad eventi imprevedibili e non sia possibile realizzarle con le forme e le procedure aperte e ristrette e semplificate;
b) manutenzione di opere o di impianti di importo non superiore a 100.000 euro;
c) interventi non programmabili in materia di sicurezza;
d) lavori che non possono essere differiti, dopo l`infruttuoso esperimento delle procedure di gara;
e) lavori necessari per la compilazione di progetti;
f) completamento di opere o impianti a seguito della risoluzione del contratto o in danno dell`appaltatore inadempiente, quando vi è necessità e urgenza di completare i lavori.

I principi generali per l’affidamento in cottimo

Occorre soffermarsi sulla natura giuridica di questa procedura di affidamento che appare connotata dall’assenza della previa pubblicazione del bando e dell’obbligo di raccogliere le offerte degli operatori economici secondo le modalità disciplinate per le procedure di gara aperta e ristretta.
Il richiamo ai principi generali dell’affidamento dei contratti pubblici, espressamente contenuto nell’art. 125 del codice e comunque espresso nell’art. 2 del codice per tutte le tipologie di affidamento, permette di affermare che il cottimo fiduciario non può ricondursi ad una semplice attività negoziale di diritto privato priva di rilevanza pubblicistica. Le regole procedurali anche minime che l`amministrazione osserva per concludere il cottimo fiduciario implicano il rispetto dei principi generali di imparzialità, correttezza, buona fede, logicità coerenza della motivazione ecc., con la conseguenza che la loro violazione comporta un vizio di legittimità sanzionabile davanti al giudice amministrativo.
Occorre soffermarsi sulla natura del sistema dell’affidamento diretto e  “previa consultazione di cinque operatori” descritto dall’art. 125 e frequentemente sintetizzato nei regolamenti delle economie degli enti pubblici e nelle leggi regionali sui lavori pubblici quale “gara informale” oppure “gara ufficiosa”. In assenza della descrizione delle regole procedurali per gli affidamenti "senza gara", che prescindono da ogni forma di concorsualità e che consentono la scelta del contraente in maniera diretta allo stesso modo di qualsiasi privato cittadino, si può affermare, con la giurisprudenza (4),  che la selezione è disciplinata dai principi generali del codice (art. 2) e dalle disposizioni emanate dall`Amministrazione nella lettera di invito. La lettera di invito costituisce invece un limite al potere discrezionale dell`Amministrazione, che è tenuta a pervenire alle determinazioni conclusive in coerenza con le scelte effettuate nell’invito, senza cioè potere disattendere le regole di autolimitazione che essa stessa si è imposta (5).
Agli affidamenti tramite cottimo fiduciario si applicano le disposizioni di cui all`articolo 122, comma 3, del codice che prescrive che l`avviso sui risultati della procedura di affidamento deve essere pubblicato sul profilo di committente, ove istituito, e sui siti informatici istituiti presso l’Osservatorio (art. 173 Regolamento attuativo).

I requisiti dell’affidatario

Il codice prescrive espressamente (art. 125) che l`affidatario di lavori, servizi, forniture in cottimo fiduciario deve essere in possesso dei requisiti di idoneità morale, capacità tecnico-professionale ed economico-finanziaria prescritta per prestazioni di pari importo affidate con le procedure ordinarie di scelta del contraente.
L’amministrazione o il responsabile del procedimento saranno tenuti a richiedere nella lettera di invito la dichiarazione del possesso dei requisiti di ordine generale e speciale rispondenti al valore del contratto affidato e successivamente a controllarne la veridicità secondo la disciplina generale per tutte le tipologie contrattuali di realizzazione dei lavori pubblici. Agli elenchi di operatori economici tenuti dalle stazioni appaltanti possono essere iscritti i soggetti che ne facciano richiesta, che siano in possesso dei requisiti per diventare affidatari di contratti pubblici. Gli elenchi sono soggetti ad aggiornamento con cadenza almeno annuale.

Il contenuto dell’atto di cottimo fiduciario

Il regolamento tratta il cottimo fiduciario nell’art. 173, riprendendo il contenuto dell’art. 144, commi 3 e 4, del d.P.R. 554/1999, per precisare che l`atto di cottimo deve indicare:
a) l`elenco dei lavori e delle somministrazioni;
b) i prezzi unitari per i lavori e per le somministrazioni a misura e l`importo di quelle a corpo;
c) le condizioni di esecuzione;
d) il termine di ultimazione dei lavori;
e) le modalità di pagamento;
f) le penalità in caso di ritardo e il diritto della stazione appaltante di risolvere in danno il contratto, mediante semplice denuncia, per inadempimento del cottimista ai sensi dell`articolo 137 del codice.La lettera dell’art. 173 richiama singolarmente “l’atto di cottimo” probabilmente in forza di tradizionali qualificazioni che richiamavano un procedimento più semplice rispetto a quello necessario per arrivare alla stipulazione del contratto di appalto. Ciononostante l’atto di cottimo integra la stipulazione del contratto di appalto ai sensi dell’art. 1665 c.c., da cui deriva la regola propria dei contratti della pubblica amministrazione secondo cui si richiede sempre la forma scritta ad substantiam. Pertanto, come nella prassi accade, ove la stipulazione in forma scritta segua l`ultimazione dei lavori, è soltanto da quel momento (e non da quello, precedente, dell`ultimazione dei lavori) che sorge l`obbligazione della stazione appaltante del pagamento del corrispettivo dell`appalto e iniziano a decorrere i termini per eseguirlo e, quindi, sorge il diritto dell`appaltatore a percepire gli interessi moratori.
Il cottimo può essere regolato da una scrittura privata semplice, oppure d`apposita lettera con la quale il committente dispone l`ordinazione dei lavori che riporti i medesimi contenuti previsti dalla lettera d`invito.

Il ruolo del responsabile del procedimento

Un aspetto trattato in dottrina e in giurisprudenza riguarda gli effetti giuridici propri del contratto di cottimo stipulato tra l’operatore e il responsabile del procedimento. Si tratta di una questione affrontata anche nel parere reso sullo schema di quello che poi è diventato il decreto 163, ove la Sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato, nell’Adunanza del 6 febbraio 2006 (parere n. 355/2006), ha rivolto delle censure alle norme in esame, rilevando che “i servizi in economia (che nella pratica si svolgono solo attraverso il cottimo fiduciario, essendo l’ipotesi dell’amministrazione diretta del tutto residuale) costituiscono infatti uno strumento del tutto alternativo alla stipula dei contratti con terzi. In sintesi, attraverso le procedure di economia l’amministrazione svolge direttamente (anziché appunto ricorrere a contratti) l’attività necessaria per procurarsi i mezzi necessari al raggiungimento dei propri fini. Ne consegue che i lavori in economia, i quali sono espletati dal funzionario designato mediante strumenti di diritto comune e cioè contratti di cottimo non soggetti ad approvazione, non possono essere ricondotti all’ambito degli affidamenti sotto soglia che la legge delega consente di semplificare”. Non trattando in questa sede l’aspetto attinente la violazione dei limiti della legge delega, appare interessante il richiamo alla natura di strumento alternativo ai contratti rappresentati da un rapporto contrattuale tra funzionario incaricato e impresa. La questione è fondamentale perché riguarda la circostanza che il vincolo contrattuale sorga sicuramente sotto la responsabilità del Rup e rimanga nella sua sfera giuridica in quanto l’amministrazione, almeno all’inizio, non lo approva. Si tratta di una posizione difficile da condividere, sebbene sostenuta anche in giurisprudenza (6), secondo la quale il funzionario incaricato agisce come persona fisica distinta dall’amministrazione di appartenenza.
Sembra più rispondente ai principi generali del diritto amministrativo, la contraria tesi secondo cui il principio dell’immedesimazione organica tra funzionario agente ed amministrazione di appartenenza, con riferimento al cottimo, comporti l’assunzione del rapporto instaurato nella sfera dell’amministrazione pubblica: secondo questo condivisibile principio, il funzionario agisce sempre nella sua qualità giuridica di organo dell’amministrazione per il raggiungimento dei fini di questa, con la conseguenza che egli impegna se stesso come persona fisica, ma solo in quanto organo dell’amministrazione, la quale, con l’esecuzione dei lavori in economia, fa eseguire gli stessi con una sua più diretta e penetrante ingerenza e partecipazione.

L’inadempimento del contratto affidato in cottimo

L`accordo con l`impresa di fiducia richiesto per l`esecuzione di lavori in cottimo presenta tutta le caratteristiche dell`appalto, come definito dall`art. 1655 c.c., per le quali il rischio dell`esecuzione nei confronti dell`amministrazione è sempre dell`imprenditore che stipula il contratto, in quanto con quell`accordo il cottimista deve provvedere all`organizzazione dei mezzi necessari ed assumersi il relativo rischio d`impresa per eseguire i lavori contro un corrispettivo. Qualora l’impresa non adempia agli obblighi derivanti dal rapporto, l`amministrazione si avvale degli strumenti di risoluzione contrattuale e risarcimento danni, ove non ritenga più efficace il ricorso all`esecuzione in danno previa diffida. Anche in forza dell’orientamento illustrato riguardo i soggetti nella cui sfera operano gli effetti dell’atto di cottimo, pur essendovi la peculiare natura del rapporto contrattuale che si instaura fra il funzionario responsabile nei confronti dell’amministrazione e l’operatore, non si può escludere affatto la caducazione automatica del contratto in caso di inadempimento, stante la natura pubblicistica della fase procedimentale che precede la conclusione del contratto e la naturale funzione correttiva della giurisdizione amministrativa di legittimità che tende, per quanto possibile, alla reintegrazione delle posizioni giuridiche lese in forma specifica.

Il cottimo utilizzato dall’appaltatore di opera pubblica

Il codice richiama l’istituto del cottimo anche nelle previsioni dell’art. 118 sul subappalto, ponendo sul medesimo piano l`affidamento in subappalto o in cottimo da parte dell’operatore economico aggiudicatario dell’appalto ai fini del rispetto delle condizioni di ammissibilità nell’ambito del contratto di appalto principale.
Si tratta di una fattispecie conosciuta nel mercato dell’esecuzione dei lavori pubblici, tanto che l’appaltatore, senza nessuna autorizzazione da parte del committente pubblico, poteva far eseguire, sotto la propria responsabilità, i movimenti terra ai sensi dell’art. 399 dell’abrogata legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato F.
L’eccezione si giustificava per la natura ripetitiva delle lavorazioni per le quali non serviva la presenza del personale specialistico richiesto all’appaltatore al momento della qualificazione (7).
Le condizioni di ammissibilità del cottimo sono:
1) che i concorrenti all`atto dell`offerta o l’affidatario, nel caso di varianti in corso di esecuzione, all`atto dell`affidamento, abbiano indicato i lavori o le parti di opere ovvero i servizi e le forniture o parti di servizi e forniture che intendono subappaltare o concedere in cottimo;
2) che non sussista, nei confronti dell’affidatario del subappalto o del cottimo, alcuno dei divieti previsti dall`articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni.
Nel bando di gara la stazione appaltante indica che provvederà a corrispondere direttamente al subappaltatore o al cottimista l`importo dovuto per le prestazioni dagli stessi eseguite o, in alternativa, che e` fatto obbligo agli affidatari di trasmettere, entro venti giorni dalla data di ciascun pagamento effettuato nei loro confronti, copia delle fatture quietanzate relative ai pagamenti da essi affidatari corrisposti al subappaltatore o cottimista, con l`indicazione delle ritenute di garanzia effettuate. Nel caso di pagamento diretto, gli affidatari comunicano alla stazione appaltante la parte delle prestazioni eseguite dal subappaltatore o dal cottimista, con la specificazione del relativo importo e con proposta motivata di pagamento.
L`affidatario che si avvale del subappalto o del cottimo deve allegare alla copia autentica del contratto la dichiarazione circa la sussistenza o meno di eventuali forme di controllo o di collegamento a norma dell`articolo 2359 del codice civile con il titolare del subappalto o del cottimo. Analoga dichiarazione deve essere effettuata da ciascuno dei soggetti partecipanti nel caso di raggruppamento temporaneo, società o consorzio. La stazione appaltante provvede al rilascio dell`autorizzazione entro trenta giorni dalla relativa richiesta; tale termine può essere prorogato una sola volta, ove ricorrano giustificati motivi. Trascorso tale termine senza che si sia provveduto, l`autorizzazione si intende concessa. Per i subappalti o cottimi di importo inferiore al 2 per cento dell`importo delle prestazioni affidate o di importo inferiore a 100.000 euro, i termini per il rilascio dell`autorizzazione da parte della stazione appaltante sono ridotti della metà.

Note

(1) Circa la distinzione tra lavori in economia, in amministrazione diretta e per cottimi: Corte Conti, sez. contr. Stato, 10 giugno 1992, n. 39, in Foro amm., 1993, 265.
(2) Cfr. T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. I, 2 maggio 2002 n. 1099, in Foro amm.T.A.R., 2002, 1773; T.A.R. in Foro amm. T.A.R., 2004, 2361, e T.A.R. Sicilia, Catania, sez. II, 3 ottobre 1997 n. 1956, in TAR . 1997, definiscono il cottimo, rispettivamente, una forma ed una sottospecie della trattativa privata, che rientra tra le forme di lavoro da eseguire in economia; Corte dei Conti, sez. contr., 10 giugno 1992 n. 39, in Riv. corte conti, 1992, 4, precisa che l`affidamento di lavori in economia mediante cottimo costituisce una forma particolare di appalto a trattativa privata.
(3) Corte dei Conti, Sezione controllo, 10 giugno 1992, n. 39.
(4) Ex multis: T.A.R. Veneto, I, 28.1.1994, n.4; Cons.Stato, sez. V, 25.2.1991, n. 195; T.A.R. Marche 7.9.1992, n.501; Cons.Stato, sez. V, 12.11.1992, n. 1270; T.A.R. Piemonte, II, 27.9.1994, n. 429.
(5) T.A.R. Lombardia, Milano, sez. I, 13.10.1993 n. 653; T.A.R. Campania, Napoli, sez. I, 24.6.1993, n.204; T.A.R. Umbria 1.3.1993, n. 801 che afferma: “I concorrenti invitati a partecipare ad una gara informale preordinata alla stipulazione di un contratto devono tutti presentarsi con offerte perfettamente omologhe e speculari rispetto alle condizioni fissate nella lettera di invito; pertanto, qualsiasi difformità, anche formale, rispetto alle condizioni preselettive predeterminate dall`Amministrazione deve di per sè ritenersi invalida, perchè potenzialmente idonea a determinare un risultato finale non imparziale e quindi non corretto in termini di legittimità amministrativa". T.A.R.S., Palermo, sez. I, 20.1.1994, n. 40 aggiunge un principio affermato per le gara a trattativa privata che “la trattativa privata preceduta da gara preliminare, se da un lato impedisce all`Amministrazione di accordare la preferenza all`una o all`altra tra le offerte presentate, al di fuori delle regole alle quali essa si è autovincolata e quindi degli esiti della gara preliminare, dall`altra non modifica le linee fondamentali e i caratteri tipici della  trattativa privata; pertanto, l`Amministrazione resta libera di procedere ad un`ulteriore trattativa privata con il concorrente risultato più idoneo a seguito della gara ufficiosa, al fine di conseguire condizioni più favorevoli".
(6) Corte Conti, 15 marzo 1979, n. 953, in Foro amm., 1980, I, p.1705.
(7) Per una disamina dell’istituto G.Cianflone G. Giovannini, L’appalto di opere pubbliche, Milano, 2003, pag. 727.



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