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23/11/2017 15:56
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Dirigenti e ricostituzione del rapporto di lavoro

C. Renna (La Gazzetta degli Enti Locali 19/12/2008) - Maggioli Editore

In tema di conferimento di incarichi dirigenziali è indiscutibile la convivenza di esigenze diverse e, spesso, in contrapposizione fra chi desidera conferire incarichi a tempo determinato, chi ambisce ad incarichi di responsabilità, seppur a scadenza, e chi desidera avere certezze sui propri assetti organici.
Si pensi, infatti, alle amministrazioni che, dinanzi a scelte di reclutamento di soggetti di qualifica dirigenziale, valutano come maggiormente rispondente ai propri bisogni una soluzione che mira a non cristallizzare le posizioni ma a garantire massima flessibilità e massimo “aggancio” dell’incarico da conferire agli obiettivi dell’amministrazione stessa.
A fronte di tale esigenza non mancano certo soggetti, in possesso di adeguati requisiti culturali e professionali, disponibili a “mettersi in gioco”, sperimentando nuove esperienze anche se per un incarico a tempo determinato, lasciando il certo per l’incerto, potendo contare possibilmente su adeguate garanzie in termini di ricostituzione del proprio rapporto di lavoro in seno all’amministrazione di provenienza al termine dell’incarico stesso.
E proprio questa esigenza di tutela si scontra con l’opposta necessità dell’amministrazione di appartenenza del dipendente interessato ad assumere un incarico dirigenziale a tempo in altro ente ad avere certezze, come si diceva, sui propri assetti organici, senza dover “dipendere” per esse dalle alterne vicende dei propri collaboratori, desiderosi di crescere professionalmente a prescindere dalle esigenze del proprio datore di lavoro originario.
In relazione a tanto di indiscutibile interesse si rivela il contenuto dell’art. 110, comma 5, del d.lgs. 267/2000 che pone a carico delle amministrazioni di provenienza l’obbligo di riassunzione, a domanda, del dipendente dimessosi per accedere ad un incarico dirigenziale a tempo determinato in altro ente, al verificarsi dell’accertata disponibilità del relativo posto in dotazione organica oppure a decorrere dalla data in cui si verifichi la relativa vacanza.
È quanto ricorda, in risposta ad uno specifico quesito avanzato da una amministrazione comunale, il Dipartimento della funzione pubblica, U.P.P.A., con parere n. 54 reso il 4.11.2008, parere che fornisce anche l’occasione all’Ufficio per sottolineare come la fattispecie in esame sia sostanzialmente “diversa dall’ipotesi delle dimissioni volontarie di cui all’art. 26 del C.c.n.l. sottoscritto in data 14.9.2000, in ordine alla quale si applicano le clausole sui termini di preavviso di cui all’art. 39 del C.c.n.l. del personale non dirigenziale del comparto regioni – enti locali, sottoscritto in data 6.7.1995, come modificato dal C.c.n.l. integrativo sottoscritto in data 13.5.1996”.
In ragione di ciò il Dipartimento ritiene che “alla fattispecie della ricostituzione del rapporto di impiego risolto ex lege ai sensi dell’art. 110, comma 5, del d.lgs. n. 267 del 2000, non si applichi il termine dei cinque anni disposto per la diversa fattispecie delle dimissioni volontarie disciplinate dall’art. 26 del C.c.n.l. sopra citato”.

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